Back to the index page  
  FAQ   Cerca   Lista degli utenti   Gruppi utenti   Calendario   Registrati   Pannello Utente   Messaggi Privati   Login 
  »Portale  »Blog  »Album  »Guestbook  »FlashChat  »Statistiche  »Links
 »Downloads  »Commenti karma  »TopList  »Topics recenti  »Vota Forum

Collezione di lombricoferoce
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno

Vai a pagina Precedente  1, 2, 3 ... 31, 32, 33 ... 36, 37, 38  Successivo
 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Foto collezioni
  PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
 
 MessaggioInviato: 08 Feb 2012 09:48 am  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  Keep-all

Site Mod
Site Mod




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 59
Registrato: 25/07/09 18:30
Messaggi: 2326
Keep-all is offline 

Località: Roma
Interessi: Automodellismo, Bricolage, Letture
Impiego: Libero Professionista



italy

Sulle foto, ormai, non dico più nulla.
Lascio a te l'ardua sentenza. Wink
Il punto focale, tanto per rimanere in tema fotografico, è che hai dei modellini bellissimi, almeno per me, che meriterebbero dei primi piani proprio per ammirarne la bellezza di una produzione di 50-60 anni fa.
Tra l'altro sono tutti in condizione mint.
Di per sè, le foto sono chiare, in tutte le posizioni, ma per gli obsoleti ho la mia idea di fotografia del modello, che spero un giorno di attuare.

Ad esempio, non trovo male la foto con l'accoppiata di marche diverse e soprattutto quella di obsoleti con alcuni edicolosi.
Quest'ultimi si risconoscono per la precisione di alcuni particolari, come gli specchietti o le riquadrature intorno ai finestrini, ma gli obsoleti, di contro, hanno il pregio di avere portiere e/o cofani apribili. Fatto questo che li rende veramente delle amorevoli miniature.

Poi, naturalmente ci sono modelli stupendi, come la Fiat 1100 rossa e l'Innocenti Morris della Politoys o la Fiat 2300 familiare Dinky Toys o ancora il Maserati Quattroporte e la Lancia Flavia Zagato sempre Politoys, tanto per citarne alcuni.
Ci sono altri modellini, di auto straniere, soprattutto Dinky, che naturalmente spesso sono meno presi in considerazione da noi collezionisti italiani (in linea generale, intendo), ma nonostante questo sono molto carini ed hanno ottime valutazioni di mercato.

Ma la Fiat 1100 è quella che andavi cercando o è la Mebetoys? Wink Rolling Eyes
Al Maserati manca un fanalino posteriore..... Confused
Che marca sono i due Toyota, quello rosso e l'altro verde (sinceramente questo alquanto bruttino)?

Dai, oggi sono stato molto buono, come un frollino inzuppato nel caffelatte..... Wink

Alberto
_________________
La bellezza delle cose che si hanno nella vita è legata all’amore che si impiega nel prendersene cura.
Profilo Messaggio privato Invia email
 
 MessaggioInviato: 08 Feb 2012 09:48 am Adv
Messaggio
  Adv









 
 MessaggioInviato: 08 Feb 2012 06:58 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

La 1100 che cerco è la R della Mebetoys. Le Toyota sono una Tomica e una Polistil.
I modelli sono messi per epoca nel limite del possibile della mia conoscenza e delle informazioni che ho raccolto, per questo puoi vedere un obsoleto vicino ad uno moderno, Alla Maserati manca il fanalino e pure alla Lancia Zagato. Per la prima l'ho perso non so quando, per la seconda l'ho comprata così se non erro da uno svizzero che poi ho ritrovato in AM.
Le foto sono come mi vengono .... se pensi che ne ho fatte 129 e poi ho scelto le meno schifose.
Lo sai che ci vuole tempo per fare queste cose? Ho passato mezza domenica .... e devo ancora mettere i commenti ... quindi vedi tu. Non mi va di mettere le foto senza un commento non mi diverte. E poi come al solito .... dai il buon esempio ... su fa il bravino" le ciaccole no fa frittole" Sapevi la che costruivano le Land in Germania? Son sicuro di no a meno che non ti abbia mandato io la mia ricerchina per mail ma non mi ricordo.
Smile felice

A proposito di Mebetoys 1/43 se a qualcuno interessa ....

La Meccanica Besana Automodelli nacque nel 1966 a Milano come produttrice di modellini in metallo pressofuso, ad opera dei fratelli Besana. Dopo quattro anni di produzione, l'azienda venne ceduta alla Mattel.
Con Mario Besana, che nel frattempo aveva assunto il comando unico dell'azienda, si stabilì un comune accordo di non concorrenza: il futuro Commendator Mario Besana poté infatti solo nel 1974 fondare la Martoys, in seguito divenuta Bburago, tenuta per oltre 25 anni prima di cederla al figlio. In catalogo tra i vari giocattoli spiccava il fucile Armalait, il completo Scotland Yard e altri giochi diversi dagli automodelli. Fu appunto per contrastare i marchi già operanti nel settore, e cioè la Aps Politoys e la Mercury che si decise di sviluppare un marchio.

Gli anni Sessanta e la produzione indipendente

I primi modelli furono in scala 1/42, ma ben presto lo standard divenne il classico 1/43. Erano in zamac, dotati di aperture e di fari jewels, cioè in vetro riflettente. Avevano gomme vere, e non le famigerate ruote veloci, che sarebbero arrivate nei primi anni Settanta, con il passaggio alla Mattel. La produzione classica annovera 40 modellini, identificati con un codice progressivo alfanumerico, dalla numero A-1 Fiat 850 del 1966, alla A-40, Land Rover Transamerican, del 1969.


Gli anni Settanta e il nuovo assetto societario

Dopo il passaggio alla Mattel, i modelli risentirono di un cambio del packaging, e in alcune modifiche di catalogo che andarono via via incorporando nuovi modelli o varianti di essi. I fari jewels e le gomme vennero gradualmente archiviati. Restarono, almeno fino a metà degli anni Settanta, le aperture, lasciate in seguito solo nei modelli di maggior pregio. Molte le linee di produzione. Due in particolare le più interessanti: le Gran Toros, che comprendevano nei fatti solo auto da competizione più o meno inedite, dette anche Sputafuoco o Heisse Räder e i modelli della Serie Europa, auto stradali e non da competizione. In seguito la linea Gran Toros sarebbe tornata per definire modelli di gran lusso, riconoscibili da speciali scatole in cartone colorato, recanti sul retro l'immagine di circuiti di Formula 1. Oltre alla linea moto, esemplificata dalla produzione Rrrumblers, va ricordata la produzione di bolidi in scala 1/28, con pregevoli modelli della Formula 1 dei primissimi anni Settanta. Ne' vanno trascurati gli automezzi militari e i carri armati. Il picco della produzione si ha però con le piccole Flying Colors, vere Hot Wheels italiane ricercatissime dai collezionisti, e con i maxi modelli in scala 1/25.


Gli anni Ottanta e la lenta crisi del marchio

Si ritiene che proprio la concorrenza della Bburago che nei primi anni Ottanta aveva brevettato le ruote sterzanti anche per la scala 1/24 diede il colpo di grazia a una produzione già in sofferenza. La Mebetoys, divenuta nel frattempo Mattel e poi Hot Wheels proponeva riedizioni di modelli già prodotti, tranne alcune eccezioni, tutte in livree da rally più o meno realistiche. Quanto ai modelli in scala 1/43 mancavano anche i nomi dei modelli e i loro codici, divenuti nel frattempo esclusivamente numerici e a 4 cifre. Chassis plastico, poca qualità, e immancabile stile americano per automobiline che ancora oggi non trovano quotazioni interessanti. La produzione allo stabilimento di Oleggio Castello, in provincia di Novara, cessò tra il 1985 e il 1986.
Gli anni Novanta e l'improvvisa ripresa

Con l'acquisto del glorioso marchio da parte di un'azienda tedesca di giocattoli, di cui è tuttora proprietaria Antonella Besana, nipote del Commendator Besana, la Mebetoys rientrò con una serie oggi sicuramente rara di modelli in scala 1/18. Non ebbero il successo commerciale e la distribuzione sperati. Il marchio esiste tuttora, sotto forma di puro logo per prodotti legati al mondo delle consoles da videogames e delle piste.




Produzione Scala 1/43

A-1 FIAT 850
A-2 FIAT 1500
A-3 Alfa Romeo Giulia Berlina - Nuova Giulia Berlina
A-4 Alfa Romeo 2600 Berlina
A-5 Autobianchi Primula
A-6 Lancia Flavia Berlina
A-7 Alfa Romeo Giulia Berlina Carabinieri
A-8 Alfa Romeo Giulia Berlina Polizia
A-9 FIAT 1100 R
A-10 Maserati Mistral
A-11 Lancia Fulvia Coupé
A-12 Porsche 912
A-13 Opel Kadett B Coupé
A-14 Fiat Dino Coupé
A-15 FIAT 1500 Vigili Urbani
A-16 FIAT 124 Berlina - 124 Special Berlina
A-17 BMW 2000 CS
A-18 Alfa Romeo Spider
A-19 Mercedes Benz 250 SE Coupé
A-20 Lamborghini Miura
A-21 FIAT 1500 Vigili del Fuoco - Fiat 128 Vigili del Fuoco
A-22 Chevrolet Corvette Rondine
A-23 Chaparral 2F
A-24 Ford GT 40 MkII
A-25 Porsche 906 Carrera
A-26 Rolls Royce Silver Shadow
A-27 Ferrari 330 P4
A-28 Innocenti Mini
A-29 Toyota 2000 GT
A-30 Iso Rivolta S4
A-31 Innocenti Mini Rallye
A-32 Lancia Fulvia HF Coupé Rallye
A-33 Porsche 912 Rallye
A-34 Opel Kadett B Coupé Rallye
A-35 Auto di Yogi e Boo Boo
A-36 FIAT Nuova 500
A-37 NSU Ro 80
A-38 Matra 530 Vignale
A-39 Lotus Europa
A-40 Land Rover Trans America Tour


Dopo il passaggio alla Mattel

A-41 Fiat 124 Special Raid
A-42 Land Rover Croce Rossa
A-43 Fiat 124 Special Taxi - Fiat 128 Taxi
A-44 Bertone Runabout
A-45 Alfa Romeo Iguana
A-46 Alfa Romeo Gt Junior Zagato
A-47 Lamborghini Urraco
A-48 Autobianchi A112
A-49 Lancia Stratos Prototipo
A-50 Ferrari 365 GTC/4
A-51 Porsche 912 Rallye London Sydney
A-52 Fiat Dino Coupé Week End
A-53 Ford Escort MkI
A-54 Fiat 127
A-55 Ford Escort Mexico Rallye
A-56 Ferrari 312 PB (sarebbe 312 P non esiste la PB)
A-57 Alfa Romeo Alfasud
A-58 Autobianchi A112 Abarth
A-59 Fiat 128 Berlina
A-60 Fiat 128 Rally
A-61 Morris Mini Ski
A-62 Fiat 126
A-63 BMW 2800 Alpina Rally
A-64 Porsche 912 Ski
A-65 Alfa Romeo Spider Giro d'Italia
A-66 Autobianchi Primula Ricerche Petrolifere
A-67 Land Rover Militare
A-68 Fiat 127 Rallye
A-69 Renault 5
A-70 Volkswagen 1303
A-71 Innocenti Mini Hippie
A-72 Maserati Bora
A-73 Lancia Fulvia HF Rallye Marlboro
A-74 Land Rover Pompieri
A-75 Fiat 124 Ziguli - 124 Special Ziguli
A-76 Alfa Romeo Alfetta Berlina
A-77 Fiat 128 Coupé
A-78 Porsche 911 Rallye
A-79 Jeep Militare
A-80 Jeep Civile
A-81 Jeep Vigili del Fuoco
A-82 Alfa Romeo Alfetta Carabinieri
A-83 Alfa Romeo Alfetta Polizia
A-84 Citroen Dyane
A-85 Fiat 131 Mirafiori
A-86 Innocenti Mini 90
A-87 Volkswagen Golf MkI
A-88 Volkswagen 1303 Jeans
A-89 Jeep Pubblica Sicurezza
A-90 Alfa Romeo Alfasud Ti Rallye Bandama
A-91 Lancia Fulvia HF Coupé Alitalia
A-92 Alfa Romeo Alfetta Vigili del Fuoco
A-93 Porsche 924
A-94 Renault 5 Rallye
A-95 Jeep Carabinieri
A-96 Jeep ONU
A-97 Alfa Romeo Alfasud Trofeo
A-98 Fiat 131 Rallye
A-99 Citroen Dyane Mare
A-100 Ferrari 512 S
A-101 Porsche 917
A-102 De Tomaso Pantera
A-103 BMW 320 E21
A-104
A-105 Alfa Romeo Alfasud Sprint
A-106 Ford Fiesta MkI
A-107 Simca 1307
A-108 Mini De Tomaso
A-109 Citroen Dyane Rallycross
A-110 Fiat 131 Alitalia
A-111 Alfa Romeo Giulietta
A-112 Fiat 126 Personal
A-113 BMW 320 Rallye
A-114 Volkswagen Golf ADAC
A-115 Volkswagen Golf Polizei
A-116
A-117 Alfa Romeo Alfasud Ti Week End
A-118 Audi 100
A-119 Fiat Ritmo
A-120 BMW 733 E23
A-121 Ford Granada
A-122 Jeep Desert Cross
A-123 Talbot Matra Rancho
A-124 Opel Monza
A-125 Fiat Panda 30
A-126 Volkswagen Golf Rallye
A-127 Ford Fiesta Rallye
A-128 Simca 1307 Rallye
A-129 Simca Horizon
A-130 Volvo 343
A-131 Fiat Abarth 131 Rallye
A-132 Volkswagen Golf Week End
A-133 Peugeot 305
A-134 Citroen Visa
A-135 Alfa Romeo Giulietta Carabinieri
A-136 Alfa Romeo Giulietta Polizia
A-137
A-138 Alfa Romeo Giulietta Rallye
A-139 Fiat Ritmo Rallye
A-140
A-141
A-142 Simca Horizon Rallye
A-143 Opel Monza Rallye
A-144
A-145 Ford Granada Rallye
A-146
A-147 Lancia Delta
A-148
A-149
A-150 Fiat Ritmo Week End
A-151
A-152 Fiat Abarth 131 Rallye
A-153
A-154
A-155
A-156 Opel Kadett D
A-157
A-158
A-159 Fiat Ritmo Rallye




Lista degli ultimi Modelli prodotti, con ruote veloci in stile Bburago

Alfa Romeo 33
Audi Quattro
BMW 635 CSi
Chevrolet Corvette C4
Ferrari 208 Turbo
Fiat Uno 55S
Ford Sierra XR4i
Jeep Laredo
Lancia 037 Rally
Maserati Biturbo
Mercedes 500 SEC
Pontic Firebird
Porsche 911 Turbo
Talbot Matra Murena
Volkswagen Golf Cabriolet



Laughing bye
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ


Ultima modifica di lombricoferoce il 28 Ago 2013 01:48 pm, modificato 3 volte in totale
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
 
 MessaggioInviato: 17 Feb 2012 07:43 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

DAF DAFFODIL 1965 - NOREV ref. 31 VERDE - M 1/43 - PLASTICA

La Daf nasce nel 1928 per merito dei fratelli Hub e Wim Van Doorne era una piccola impresa di ingegneria denominata "Hub van Doorne, Machinefabriek en Reparatie-inrichting".
A dire il vero l'attività iniziò con una società tra Hub e un certo Huenges, proprietario di una distilleria e di una fabbrica di ghiaccio, al quale risolse un problema inerente una valvola guasta che nessuno riusciva a riparare. Questo diede inizio al sodalizio.
Le prime attività erano mirate all'ingegneria, alla saldatura ed alla forgiatura, indirizzate soprattutto alle barche ancorate al canale di Eindhoven, una cittadina olandese situata situata tra i fiumi Dommel e Gender, nella provincia del Brabante Settentrionale. Nel 1933 Van Doorne decise di produrre una motrice stradale leggera per il trasporto merci.
Nel 1936 l'azienda cambiò ragione sociale in Van Doorne’s AanhangwagenFabriek, ovvero DAF. Un'unica invenzione fu proposta in forma vincente, un piccolo trattore con una ralla, capace di trasportare i container ferroviari.
E così iniziò la produzione di mezzi industriali che arriva ai giorni nostri.

Nel 1958 in occasione del salone dell'automobile (RAI), DAF lanciò la sua prima auto prodotta in casa, la DAF 600 che vantava un rivoluzionario cambio automatico chiamato "variomatic". In seguito vennero create le varianti DAF 33, 44, 55 e 66.
Queste auto venivano spesso comprate dai disabili, in quel periodo e in special modo sul mercato italiano il cambio automatico era quasi un tabù, significava non saper guidare e quindi poco "montato" e poco richiesto, se non da chi non ne poteva fare a meno, purtroppo.
Ancora oggi a me non piace.
Nel 1972 la Volvo acquisì il pacchetto di maggioranza delle azioni DAF diventando di fatto la proprietaria dell'azienda. e nacque la DAF 66 prodotta dall'azienda olandese dal settembre 1972 al 1976. Sostituiva la DAF 55. La DAF 66 fu l'ultima automobile a portare il nome di DAF.
La divisione automobili DAF cessò quindi di esistere e terminò la produzione con un numero di 820.000 veicoli venduti. Ma così nacque la La Volvo 66 conosciuta per la trasmissione Variomatic e che rimase in produzione fino agli anni 80.

Shocked

FIAT 500 F 1965 - MEBETOYS ref. A-36 - BLU - 1/43

FIAT 850 COUPE' prima serie 1965 - MERCURY ref. 44 - 1/43

INNOCENTI MINI MINOR 1965 - MEBETOYS ref. A-28 - 1/43





Rolling Eyes

2 parole sull'Innocenti che è stata una delle più note aziende meccaniche italiane, fondata a Milano dal toscano Ferdinando Innocenti negli anni trenta ed in attività fino al 1997. chi non conosce i tubi Innocenti e non dimentichiamoci la mitica Lambretta ...

L'attività auto inizia nell'autunno del 1960 con il montaggio dell'Innocenti A40, ossia l'Austin A40 inglese assemblata su licenza in Italia con carrozzerie stampate a Milano. La prima presentazione ufficiale in Italia della A40 reca la data del 21 ottobre 1960. Visto il buon successo seguì una seconda serie la S e poi si passò a produrre la IM3, la J4 e la I5 ossia la BMC Ado 16 che è la sigla progettuale di una autovettura di classe media prodotta dalla British Motor Corporation Ltd tra il 1962 ed il 1974 e venduta con vari marchi e nomi, in poche parole una Austin/Morris 1100.
Ma il successo venne con la produzione della Mini nella versione Minor e Cooper con varie motorizzazioni (motore trasversale). La Cooper Italiana secondo me, pur essendo leggermente meno potente di quella inglese era molto meglio rifinita come interni e strumentazione. In pratica comunque seguì l'evoluzione della Mini inglese anche se per la Cooper furono addootati solo 2 motorizzazioni: un 998 da 50 cv (con diverse serie) ed il classico 1275 da 70 in 2 serie.
Le Minor si distinguevano subito dalle Cooper per la colorazione, queste ultime erano rigorosamente bicolore, rispetto alle sorelle meno potenti rigorosamente monocolore anche se c'era chi dipingeva il tetto ma era un falso. In seguito le si distingueva anche per la mascherina.
Poi il contratto con la BMC scade e nacquero le non tanto belle Bertone, le Mini 90 e 120 e quando finirono le scorte dei motori (1981) furono adottati propulsori giapponesi a 3 cilindri, nel 1976 arriva De Tomaso e tutto finisce in gloria come tutte le cose toccate da lui.
Interessante la Mini De Tomaso sempre su carrozzeria della 120 ma più bella ed aggressiva, che doveva sostituire la Cooper aveva ancora il motore inglese da 1275 cc ma dal 1982 al 1987 fu motorizzata con un 1000 turbo prodotto dalla stessa De Tomaso e poi con un tre cilindri turbo Daihatsu.

Qui c'è la storia per chi interessa.
http://it.wikipedia.org/wiki/Innocenti_Nuova_Mini

Dimenticavo la bella Innocenti 950 spider (1961) e la sua seconda serie con un motore 1100 che era una coupè, la meccanica era della Austin Healey Sprite.

Il marchio fu comperato dalla Fiat ma durò poco per fortuna visto l'Innocenti Koral ... una cà ...ta galattica ... una Zastava la Jugo da spacciare in Italia non bastava venderla in Jugoslavia no, dovevano portarla pure nello stivalone, dopo la figuraccia fatta in USA. Un secondo flop.

La Yugo nacque per sostituire la Fiat 127. Derivata infatti da un progetto FIAT destinato a sostituire la 127, mai portato a termine perché quando era ormai pronto per la produzione fu giudicato da Vittorio Ghidella poco innovativo. E vorrei vedere ....!!!! E così fu passato al parente povero ossia alla serba Zastava. Ed in Jugoslavia in quegli anni giocoforza fu venduta visto che non c'era altro di piccolo se non la ormai vecchia Zastava 750 che circola ancora.

Comunque un bel coraggio sia a tentare di venderla e sia di comprarla. Brrrr!

Dimenticavo le Fiat brasiliane vendute col marchio della I, un insulto alla storia di questa marca che non è mai stata cacca neanche sotto De Tomaso il che è tutto dire ... ma lo è diventata per merito Fiat. Pfui!
Peccato.

Bye

Wink
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ


Ultima modifica di lombricoferoce il 18 Feb 2012 11:02 am, modificato 9 volte in totale
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
 
 MessaggioInviato: 17 Feb 2012 07:52 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  cars99

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 27
Registrato: 20/09/11 15:08
Messaggi: 6063
cars99 is offline 

Località: Zoagli(Ge)
Interessi: modellismo
Impiego: studente
Sito web: http://www.amgforum.it


italy

bei pezzi, complimenti.
_________________
Profilo Messaggio privato HomePage Indirizzo AIM Yahoo Messenger MSN Messenger Skype
 
 MessaggioInviato: 17 Feb 2012 09:23 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  ferrarista56

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 62
Registrato: 28/12/09 17:36
Messaggi: 10263
ferrarista56 is offline 

Località: brescia
Interessi: ferrari 1.18
Impiego: carrozziere
Sito web: https://www.facebook.c...


italy

ciao " lombrico " grazie per il post ed il commento megagalattico ed interessantissimo , ottima spiegazione e precisione non si è mai imparato abbastanza .grazie per la infarinatura storica motoristica .. ciaooo e alla prossima .....

Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
 
 MessaggioInviato: 18 Feb 2012 04:52 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  zafira01

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 56
Registrato: 18/10/09 12:18
Messaggi: 2119
zafira01 is offline 

Località: Noicattaro (BA)
Interessi: Modellismo in genere
Impiego: Addetto vendita



italy

Fra te e il lombrico............... se non impariamo qualcosa è meglio cambiar forum e dedicarci alle papere
Profilo Messaggio privato
 
 MessaggioInviato: 19 Feb 2012 05:07 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

Very Happy Troppo buono Zafira, lo sai che sono uno scopiazzator cortese, beh, quasi sempre. Mr. Green
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
 
 MessaggioInviato: 19 Feb 2012 06:49 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

Dunque ho altre schifossime foto.



ALFA ROMEO GIULIA GTC 1965 - PROGETTO K ref. S003 - MB 1/43 PROMOZIONALE CON 2 CAPOTTE CHIUSA E AP.

Nata da un progetto della Bertone fu la carrozzeria Touring a realizzarla nel 1965, era basata sulla Giulia Sprint GT 1.6 con lil telaio rinforzato come tutte le cabriolet per ovvii motivi. Il bagagliaio era più piccolo per via della cappotta e per lo stesso motivo i sedili dietro più sacrificati, per il resto era come la GT in tutto e per tutto meno che nel successo, a causa della scarsa rigidità della scocca e dei problemi di imperfetta tenuta della capote. Proposta alla cifra di 2.315.000 Lire ne verranno prodotte solo 1000 esemplari, pochi quelli arrivati ai giorni nostri. La produzione cessa nel 1966.
l motore è il classico quattro cilindri di 1570 cm³ Twin Cam con 106 CV DIN; quello della coupè così come il resto della meccanica, camminava a 180 Km/h.


AUTOBIANCHI PRIMULA 1965 MEBETOYS ref. A-66 - MB 1/43 - ELAF RICERCHE PETROLIFERE della serie Gran Super uscita nel 1973 ma nel 1974 è stata prodotta anche con le ruotine veloci. Questa appunto.

AUTOBIANCHI PRIMULA COUPE' 1965 - POLITOYS ref. 548 - 1/43

era un cadaverino l'ho ridipinta, una delle mie prime esperienze ed ho aggiunto i fari che mancavano.

L'Autobianchi che tutti conoscono, nacque quando la Fiat acquisì la divisione auto della F.I.V. Edoardo Bianchi, la famosa Bianchi, più semplicemente, che costruì di tutto dagli utensili per dentista alle auto, camion e moto.
Era il 1955 e della nuova società faceva parte anche la Pirelli.
Viene usata la fabbrica di Desio, di proprietà della Bianchi che dal 1958 passa formalmente alla Autobianchi. Qui grazie alla presenza di macchinari molto moderni per l'epoca, soprattutto nel campo della verniciatura, lo stabilimento riusciva a produrre 200 vetture al giorno, oltre che continuare, fino al 1959 a costruire anche un autocarro, il Visconteo.
A parte le famose Bianchina, l'Autobianchi fu la palestra della Fiat per sperimentare la trazione anteriore, vedi la Primula, la A112 e la A111. Il canto del cigno fu la Y10, io avevo la turbo con il 1050 cc. Una piccola bomba.
Dimenticavo, per un periodo produsse la 500 familiare con sul muso il marchio Autobianchi.
E la Stellina? Ve la ricordate? Uno spiderino con la carrozzeria in vetroresina molto carina.
Aveva il motore della 600 D, quindi un 767 cc, portato nella seconda serie ad 800 (792 cc). Fu prodotta in circa 500 esemplari tra il dal 1963 ed il 1965. Probabilmente la sua linea ispirò Bertone per la 850 spider nata nel 1965.
Nel 1968 l'Autobianchi sparisce nelle spire della Fiat. Amen

Shocked




Una signora auto che non meritava una foto schifosa:

RENAULT R16 - PILEN ref. 527 - M - 1/43

Il modellino secondo me è molto ben riuscito.
Renault 16 è una berlina per famiglia prodotta dalla casa francese tra il 1965 e il 1980 a Le Havre, Fu auto dell'anno nel 1966. Montava diversi motorizzazioni 1.4, 1.5 e 1.6. Affidabile con buona tenuta di strada ed anche veloce.

Wink





LAMBORGHINI MIURA P400 1966 - VEREM ref. 406 - MB 1/43


Wink

La 1100 R canto del cigno della serie 103
Nel gennaio del 1966, nell'imminenza del lancio delle più moderne 124 (avvenuto appena due mesi dopo), per evitare ogni possibile concorrenza tra i due modelli, la 1100 fu riposizionata verso il basso e motorizzata di nuovo con un motore da 1089 cm³ e 48 HP.
Contemporaneamente la carrozzeria fu rivista nel frontale (completamente ridisegnato) e negli interni (semplificati dall'adozione di componenti della 850, come la strumentazione). Sulla berlina cambiò anche la coda, ora più squadrata, priva di pinne e dotata di luci circolari (le stesse della 850). Dal punto di vista tecnico si segnalava anche l'adozione di freni anteriori a disco e il comando del cambio a cloche anziché quello ormai in disuso al volante.
La nuova versione, denominata 1100 R (ovvero "Rinnovata"), rimase in listino — sia nella versione berlina che in quella Familiare — fino all'ottobre del 1969, quando fu definitivamente sostituita dalla Fiat 128 immessa sul mercato circa cinque mesi prima.


FIAT 1100 R 1966 - MEBETOYS ref. A-9 AZZURRO MET. 1/43 primo tipo con cavi candela rossi - uscita nel 1967.
Credo che sia uno tra i modelli attualmente più cari della Mebetoys, puù superare, se la si trova tranquillamente i 300 euro.






Lamborghini 400 GT Flying Star II Touring 1966 - POLITOYS ref. 557 - GIALLO SC. 1/43 serie Export - prototipo della Touring (1966)

nata sulla meccanica della Lamborghini 350GT, un solo esemplare fatto che si trovava in Francia, in precedenza era di proprietà di un appassionato inglese che l'ha messo in vendita nel 1999.

DE TOMASO MANGUSTA 1969 - CORGI TOYS ref. 272 1/43

Una delle più belle De Tomaso costruita dal 1967 al 1971, il modello della Corgi Toys ha la particolarità di staccare il corpo vettura dal telaio come da foto, personalmente non ci sono riuscito e per non far danni ho messo la foto del librone della Corgi.

FIAT 124 1966 - MERCURY ref. 46 1/43

Auto che non ha bisogno di presentazioni, prodotta dalla Fiat tra il 1966 ed il 1974 nata con un motore da 1197 cc e fatta per sostituire la 1100 R ebbe uno strepitoso successo fu prodotta in 4 milioni di esemplari ed in svariate carrozzerie e cilindrate. Fu prodotta su licenza da diversi paesi.
Vi ricordate la Pamplona (Seat 124D) o la "compagna" Lada-Vaz Zhiguli e la turca Murat?
(modellino ricercatissimo, non da me). Fu eletta "Auto dell'anno" nel '67.
Non dimentichiamoci i bei coupè (meno l'ultimo con motore 132 e linea vomitevole) e le belle spider, meno quella per L'America, appesantita ... orrenda. Confused


Razz


ALFA ROMEO GIULIA SPIDER DUETTO 1966 MEBETOYS ref. A-18 1/43 - primo tipo 1967

La Giulia spider credo sia anche più famosa della Giulietta nel senso di più conosciuta.





ALFA ROMEO Giulia SPIDER 1600 DUETTO "OSSO DI SEPPIA" 1966 - 100 anni di Italia in automobile - DeA uscita 9 - 1/43

Questa è la prima serie delle 4 prodotte dall'Alfa, secondo me la più bella assieme alla seconda con la coda tronca. La quarta si salva appena appena. L'osso di seppia fu motorizzata con un motore 1.600, dal 1966 al 1968, con un motore da 1750 cc ed uno da 1.300 cc dal 1968 al 1969. Non si può dire che questa spider durò poco visto che la prima serie iniziò nel '66 e l'ultima fu prodotta fino al 1993. La Terza serie definita aerodinamica fa un po' schifo a causa dei nuovi paraurti avvolgenti, ma soprattutto la coda tronca è accentuata dallo spoiler nero sintetico, tolto nella serie seguente. Non sempre la Pininfarina ha fatto belle cose.

ALFA ROMEO GIULIA O.S.I SCARABEO 1966 - DINKY TOYS GB ref. 217 - MB 1/43

Dovrei togliere le decals che ho messo quand'ero scemo. Ma se tutt'ora non le tolgo .... ? Mah!

Presentata a Parigi nel 1966. Montava trasversale il motore (probabilmente) della Giulia GTA da 115 cv, sistemato tra i due sedili. La carrozzeria era in materiale plastico montata su un telaio tubolare, con peso totale che si aggirava sui 700 Kg. Furono costruiti un totale di tre esemplari, 2 coupè ed 1 spider.

ALFA ROMEO GIULIA SPORT 4R Zagato 1966 - POLITOYS ref. 532 1/43



Come tutti sanno fu patrocinata da Quattroruote è una replica della favolosa 1750 6c che sostituiva la 6C 1500. Fatta dalla Zagato su meccanica della Giulia con il suo motore da 1570 cc, rimase in produzione per 2 anni. a proposito di repliche della 1750 6c non dimentichiamoci della bellissima Leontina Gran Sport, un vero gioiello praticamente fatto a mano dal carrozziere marchigiano di San Leo, Pettenella, che replicava in maniera quasi maniacale la 1750 6c Zagato. Era 1975.

http://www.automoto900.it/Alfa_Romeo_Pettenella.html


MASERATI GHIBLI 1967 - La MASERATI MODELLI CHE HANNO FATTO LA STORIA uscita 07 1/43 - by Grani & Partners Spa

Una delle più belle Maserati specialmente in versione spider.


MASERATI GHIBLI 1966 - POLITOYS ref.591 - ROSSO 1/43 - POLITOYS Export



FIAT DINO SPIDER 2000 1966 - PROGETTO K re. 160 - MB - 1/43

La Dino Fiat nacque da un accordo tra la Fiat e la Ferrari, nato dall'esigenza di quest'ultima di costruire rapidamente un numero sufficiente di motori Dino per ottenere l'omologazione in Formula 2 della Dino 166 F2, erroneamente chiamata Ferrari Dino 166 (sul musetto c'era il giallo marchio Dino non Ferrari).
La vettura della Fiat aveva solo il motore Dino, niente altro l'accomunava alla Dino 206 (Ferrari). la motorizzazione seguì lo sviluppo del motore della casa madre passò dal 2. 000 al 2.400 (1969). Fu prodotta sia come coupè e sia come spider dal 1966 al 1972.

Il motore Dino 2.400 ed il cambio come tutti sanno, fu usato sulla Lancia Stratos.
(Carrozzeria Bertone, motore Dino ma di Lancia cos'aveva? Munari che si portava dietro l'odore della mitica HF?) Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy


Mad





FERRARI 330 GTC 1966 della RECORD - 1/43 - kit montato da me.

FERRARI 330 GTC 1966 - POLITOYS ref.562 BLU M 1/43

FERRARI 275 GTB4 1966 - BOX MODEL ref.8428 NERA MB 1/43

Aston Martin DBSC Touring 1966 POLITOYS 561 ROSSO - 1/43 - POLITOYS Export

Realizzata in 2 prototipi uno a guida dx ed uno a guida sx, su telai accorciati DB6, ( la sigla DB usata dal 1950 sta per David Brown il nuovo proprietario dal 1947 del segno del toro come me Very Happy ) la DBSC era destinata ad una piccola serie ma il progetto finì in niente.

Rolling Eyes


VOLKSWAGEN VARIANT 1600 ADAC Märklin ref.1808 - seconda serie, la prima versione ha il tetto bianco. 1/43 è perfetta.
La Volkswagen è una typ 3 che venne alla luce nel 1961 con motore 1500 (riprodotta sia dalla Politoys 1/41 ref. 46 e sia dalla Tekno ref 828 queste sono quelle che ho io, entrambe belle) .... ma ... questa è la 1600 Variant L del 1966 con un motore di 1584 cc e 54 cv, abbinato ad un allestimento più ricco.
Come tutti sanno l' ADAC o meglio, dal 1911, l'Allgemeiner Deutscher Automobil-Club e.V. è l'Automobile Club germanico nato nel segno dei gemelli il 24 maggio 1903 come Deutsche Motorradfahrer-Vereinigung.
Ha milioni di iscritti con 2 e 4 ruote.

strassenwacht = soccorso stradale

Rolling Eyes




OPEL COMMODORE A 1966 - MINICHAMPS ref.430 046161 AMARANTO SC. MB 1/43

JENSEN FF 4X4 1967 - POLITOYS ref. 573 - GRIGIO MET. M 1/43

Jensen Motors Ltd è un produttore britannico di vetture sportive e veicoli commerciali , con sede nel Lyng - West Bromwich ,nel West Midlands , a ovest di Birmingham . I fratelli Jensen (Alan e Richard, nati a Moseley, Birmingha,) cominciarono a lavorare nella carrozzeria Patrick Motors a Selly Oak, Birmingham in un edificio che è ancora in piedi accanto al campus universitario di Birmingham. In un secondo tempo si impiegarono in un’altra cazzozzeria la Smiths WJ & Sons e dopo la morte del proprietario la comprarono e la chiamarono Jensen Motors era il 1934. La ditta cominciò a produrre autovetture e camion.
La società fini sotto il controllo del Gruppo Norcros nel 1959 e nel 1966 in seguito a disaccordi Alan e Richard Jensen lasciarono la società che cessò l'attività nel maggio del 1976.
La Jensen curò anche altri progetti non direttamente suoi come ad esempio l’Austin Sports A40, costruì le carrozzerie della Austin-Healey 100 dal 1952 fino al 1956. Nel 1960 vinse un contratto per assemblare la Volvo P1800 e nei primi anni ‘60 la Jensen fu coinvolta anche nello sviluppo e nella produzione della Sunbeam Tiger .

In merito alla FF deriva dalla Interceptor del 1966 su disegno della Carrozzeria Touring di Milano, mentre la scocca (portante) ed il pianale vennero progettati dalla stessa Jensen. Ma nel 1967 tutto il progetto della carrozzeria fu rivisto e ridisegnato e per un periodo anche costruito dalla Vignale, così nacque la FF dotata di trazione integrale permanente con differenziale centrale Ferguson (FF stava, appunto, per Formula Ferguson) e di un sistema antibloccaggio di frenata. Fu prodotta fino al 1971 per un totale di 320 vetture. Ha un motore V8 di 6276 cc.


Rolling Eyes




NSU RO 80 1967 - GAMA ref. 9670 1/43

Gran bella e veloce macchina di lusso ma costosissima di manutenzione, prodotta dalla NSU Motorenwerke AG, si quella della Prinz.
Ro stava per Rotationskolben (pistone rotante) e 80 indicava la sigla interna del progetto. Infatti il motore a pistoni rotanti era un 2 x 497,5 cc da 115 cv, equivalenti ad un 2 litri tradizionale.
Fu prodotta dal 1966 al 1977 ne furono prodotte 37.500.
Questa non fu l'unica NSU ad usare un Wankel. vi ricordate certamente della NSU Spider realizzata da Bertone, presentata nel 1964 e derivata dalla Prinz Sport.

PORSCHE 911 S TARGA 1967 - PORSCHE COLLECTION - DeA uscita 46- 1/43 by HIGH-SPEED

Targa? Versione a tetto rigido asportabile nata nel 1966.
Se non sbaglio fu battezzata così per celebrare le 2 vittorie consecutive alla Targa Florio del '63 e '64 ed una terza nel 1966.
1963 - Joakim Bonnier & Carlo Mario Abate su Porsche 718 RS61 2000 coupé
1964 - Colin Davis & Antonio Pucci - Porsche 904 GTS
1966 - Willy Mairesse & Herbert Müller - Porsche Carrera 6/906
Le vittorie alla Targa si ripeterono senza soluzione di continuità dal '66 al 1970, con l'ultima nel '73 che vide la vittoria di una Carrera RSR 3000.


Crying or Very sad

FIAT DINO COUPE' BERTONE - ref. 63 del 1967
Il modello dispone di sospensioni ma le uniche aperture sono quelle delle due portiere. Il fondino, con organi meccanici in rilievo, è nero e presenta due viti con testa a taglio per fissarlo alla scocca. I sedili sono reclinabili e il volante è color argento. I paraurti, belli, sono in metallo cromato.
I fari anteriori sono tipo strass e le luci posteriori sono dipinte. Manca la targa. Le ruote sono in plastica argentata

Idea L’argomento “Dino Fiat” merita qualche parola in più:
come accennato brevemente sopra, le Dino Fiat nacquero dopo un accordo tra la Ferrari e la Fiat, generato dall'esigenza della Casa di Maranello di costruire rapidamente un numero sufficiente di motori Dino (così chiamati perché derivati da un progetto del 1956 dello scomparso figlio di Enzo Ferrari, Alfredo, detto Dino) per ottenere l'omologazione in Formula 2 della Dino 166 F2 (1967 - 1968) che montava un motore 1.6 longitudinale posteriore Ferrari V6 a 65 gradi.
E questo perché alla fine degli anni sessanta i regolamenti della Formula 2 stabilivano che il monoblocco dei motori installati sulle monoposto doveva derivare da quello montato su modelli costruiti in almeno 500 esemplari.
Ciò era irrealizzabile per la casa del cavallino nero, dato l’esiguo numero di esemplari fabbricati in generale.
Allora si decise di stipulare un accordo con la FIAT per la produzione di un modello della Casa di Torino che avrebbe dovuto montare un motore Ferrari e più precisamente un “Dino”. Nacque così la Fiat Dino, o Dino Fiat, che fu commercializzata in due versioni, coupé e spider; la prima disegnata da Bertone, la seconda da Pininfarina. Il monoblocco della Fiat Dino fu poi la base per quello della “Dino 166 F2”, che finalmente poté essere progettata e costruita, dato che il motore superò l’omologazione richiesta dai regolamenti. Per ottenere l’omologazione fu sfornata una prima serie di 500 spider (telai AS00001 - AS 000500), caratterizzati dall'assenza dell'accensione elettronica Dinoplex.
Così, accanto alle più costose e bellissime Dino 206 GT, che non venivano commercializzate con il marchio Ferrari, bensì con il marchio Dino, senza scritta Ferrari né sui motori né sui cofani e senza il cavallino, particolari riservati alle Ferrari 12 cilindri, …. dunque, dicevo, venne deliberata la produzione di più abbordabili ma sempre costose, versioni a marchio Fiat.

In realtà, la condivisione tecnica tra le "Dino" della Ferrari e quelle della Fiat era limitata al motore 6V. L'impostazione tecnica sulle Fiat era totalmente diversa e piuttosto classica: motore anteriore e trazione posteriore.
La prima Dino Fiat ad essere presentata, nella primavera del 1966, fu la spider di Pininfarina, esteticamente derivata da alcuni bozzetti che la Maison torinese aveva presentato proprio alla casa di Maranello.
Oltre che del design la Pininfarina si occupò anche della costruzione del modello presso i suoi stabilimenti.
L'esuberante motore V6 di 1987 cc, fu concepito tutto in alluminio e dotato di distribuzione a 4 alberi a camme in testa, 2 per bancata. Il motore non era proprio il massimo dell'affidabilità, in quanto erogava la sua potenza di 160 cv in modo piuttosto ombroso e poco lineare; il basamento in alluminio soffriva i repentini sbalzi di temperatura, che tendevano a deformare le canne dei cilindri.

La Dino Coupé venne presentata al Salone dell'automobile di Torino del ‘67, con carrozzeria come già detto disegnata da Bertone o meglio da Giorgetto Giugiaro (che poi per la GHIA riprese la linea per la Isuzu 117 Coupé). Rispetto alla Spider aveva il passo allungato a 2550 mm, la vettura aveva un'impostazione più elegante che sportiva ,le dimensioni del coupé “fastback”, con abitabilità per 4 persone, erano importanti: 4,514 metri di lunghezza e 1,709 di larghezza.
Come per la spider, la produzione venne affidata al designer stesso che produsse più di 6.000 esemplari nei 5 anni di vita del modello.
Il comportamento stradale era meno reattivo di quello della spider, lunga 4,107 metri e più leggera (1.150 kg). Nel 1969 ci fu un aggiornamento. La cilindrata del motore, che adottò un basamento in ghisa, mentre la testa rimase in alluminio, per ovviare i problemi della deformazione delle canne dei cilindri, fu portata a 2418 cc (180 cv), mentre il retrotreno ,identico a quello della 130, divenne a ruote indipendenti. Con questo motore l'auto raggiungeva i 205 km orari nella versione coupé e i 210 in quella spider. Gli interventi estetici furono minimi, sia per la spider che per la coupé: mascherina verniciata in nero opaco privo dello logo Fiat ora installato sul cofano motore, nuovi cerchi, plancia con consolle centrale ridisegnata e finiture migliorate, con la predisposizione per cinture di sicurezza posteriori a due punti.
In tutto, dal 1966 al 1972, sono state prodotte 7.651 vetture (6.068 coupé), così divise:
Dino Coupé 2.0: 3670 esemplari (telai AC), Dino Spider 2.0: 1163 esemplari (telai AS), Dino Coupé 2.4: 2398 esemplari (telai BC), Dino Spider 2.4: 420 esemplari (telai BS).
La produzione cessò nel 1972.

La Ferrari non era nuova ad avventure "fuori casa", basta ricordare l’ASA 1000 Gt, nata alla fine degli anni cinquanta per entrare nel mercato delle vetture sportive di piccola cilindrata ad alte prestazioni, costruite da Abarth, Giannini ed altri preparatori su meccaniche FIAT, che conobbero grandi successi nelle gare e, conseguentemente, anche una discreta fortuna nelle vendite, soprattutto tra il pubblico giovane. Ma costava troppo .....
In tempi abbastanza recenti invece, c’è la Lancia Thema 8.32, presentata nel maggio 1986, denominazione che indica il numero dei cilindri e delle valvole del motore, capace di 215 cv, di stretta derivazione Ferrari, che ne faceva la trazione anteriore stradale più potente del mondo.

Crying or Very sad



LANCIA FULVIA COUPE' 1.3 HF 1967 - 100 anni di Italia in automobile - DeA uscita 5 - Amaranto di Montebello - 1/43

La Fulvietta la conoscono tutti, fatta su telaio accorciato della berlina su disegno di Piero Castagnero dalla cui matita uscì pure la berlina. Io me la ricordo bene la Fulvia HF, nata nel 1966, color Amaranto Montebello con la caratteristica banda gialla e blu su cofani e tetto e per l'elefantino sui parafanghi anteriori. Faceva un figurone. Era più leggera della vettura da cui derivava sia per l'eliminazione dei paraurti e sia per l'uso di lamiere più leggere in certe parti della vettura e di una lega particolare in magnesio e alluminio per le portiere ed i 2 cofani e fu adottato il plexiglas per i vetri posteriori che col tempo dava problemi. Sempre allo scopo di alleggerire, l'interno era un po' più spartano. Gran bella macchina che diede i natali alla HF (High Fidelity) che si coprì di gloria nei rally.
Aveva un motore 4V classico Lancia di 1231 cc con 87 cv, progettato da Ettore Zaccone Mina e caratterizzato da una particolare architettura a V stretto di 13° e inclinato di 45° per ridurre l'ingombro in altezza, nel 1967 incrementato di cilindrata e portato a 1298 cc con 88 cv.
Poi arrivò la Fiat ... e la Fulvietta morì, prima le strapparono il cuore sostituendolo con uno di derivazione 132 e poi fu sostituita dalla Beta coupè, un bel cassone che in versione 1300 consumava come un camion ed era ferma.

ALFA ROMEO 33/2 stradale 1967 - POLITOYS ref. M 11 - MB 1/43

Una delle più belle Alfa carrozzata dal compianto Franco Scaglione che si avvaleva di un telaio da competizione. Bellissima, consumosa e costosa.
Nel 1967 l’Alfa Romeo decise di realizzare una nuova vettura da corsa per partecipare alle competizioni “Sport-prototipi” nella categoria fino a 2 litri. Fino a quel momento, l’Alfa da corsa per eccellenza era stata la TZ2 1600; era quindi necessario un “salto di qualità” (e un aumento di cilindrata) per poter combattere ad armi pari con Porsche e Ferrari, che già stavano battagliando nel campionato delle sport 2 litri. La nuova vettura, battezzata 33 (numero di progetto 105.33) e progettata da Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso, aveva un motore 8 cilindri a V di 90°, 1.995 cm3 quattro alberi a camme in testa e due valvole per cilindro, doppia accensione e cambio a sei marce, che sviluppava ben 270 cv a 9.600 giri.
l telaio era la parte più innovativa, costruito con tecniche tipicamente aeronautiche. La parte centrale era composta da tre grossi tubi di grande diametro in alluminio, disposti ad “H”, chiodati, nei quali veniva iniettato uno strato di gomma che, polimerizzandosi, garantiva la tenuta stagna dei tubi stessi, che diventavano così i serbatoi del carburante. A questa struttura centrale veniva fissata anteriormente una struttura in magnesio, che supportava le sospensioni, e posteriormente due grossi sostegni, sempre in magnesio, sui quali era montato un telaio in lamiera che ospitava motore, cambio e sospensioni. La carrozzeria era in resina e plastica. Il peso della vettura era di circa 600 kg, e la velocità raggiungibile era vicina ai 300 km/h.
La 33 da corsa, curata e sviluppata dall’Autodelta di Carlo Chiti, si rivelò subito vincente, tanto da convincere i vertici Alfa a decidere di realizzarne una versione stradale, una vera super sportiva destinata a pochi e selezionati clienti. Il telaio da corsa venne quindi modificato dall’Autodelta stessa, che provvide ad adattarlo all’uso stradale allungandone anche il passo di 10 cm, per migliorare l’abitabilità della vettura. Il motore venne depotenziato a 230 cv a 8800 giri. Il disegno della carrozzeria venne affidato al compianto Franco Scaglione, che con questa vettura realizzò il suo capolavoro. La nuova 33 Stradale, presentata ufficialmente nel 1968 al Salone di Torino (dopo essere apparsa a Monza, Francoforte e Parigi l’anno precedente), era un coupé dalla linea splendida, molto bassa e sinuosa; poteva trasportare due persone e raggiungere i 260 km/h. Pesava, in ordine di marcia, solo 700 kg; la carrozzeria in alluminio era realizzata dalla Marazzi di Caronno Pertusella e l’assemblaggio era a cura dell’Autodelta. La prima 33 stradale venduta in Italia fu consegnata a Susy Raganelli, campionessa di kart; anche il conte Corrado Agusta ne volle una, nell’inusuale (per un’Alfa sportiva) colore blu e con seggiolini da elicottero al posto dei sedili; un esemplare partecipò anche ad alcune scene del film di Mauro Bolognini “Un magnifico novembre” con Gina Lollobrigida, altri si distinsero nelle competizioni, in particolare nelle cronoscalate (soprattutto con Pietro Laureati al volante). Purtroppo, però, le vendite non decollarono, tanto che dei 50 esemplari previsti ne furono allestiti solo 12, tutti con particolari diversi l’uno dall’altro, tanto da venir considerati pezzi unici, più 6 autotelai destinati ai carrozzieri. A frenarne il successo furono in parte le caratteristiche di guida adatte solo a piloti estremamente esperti, l’elevatissimo consumo di carburante (fino a 30 l per 100 km!) ma soprattutto il prezzo esorbitante: 9.750.000 di lire nel 1968, quando la Lamborghini Miura costava “solo” 7.700.000 lire.
La 33 ispirò altri carrozzieri e checché se ne dica l'attuale 8c le rassomiglia "troppo". Bellissime entrambe.

FIAT DINO 2000 1967 MEBETOYS ref.A-52 - M 1/43 con barca a motore (e remi) sul tetto

questa dovrebbe essere la versione più "rara" o la più ricercata, a me non piace molto.

Questa vettura carrozzata da Bertone fu presentata nel 1967 al Al Salone dell'automobile di Torino, aveva la stessa meccanica della spider ed il passo più lungo. La meccanica seguì l'evoluzione della Dino. Un bel coupé forse non capito.


ISO RIVOLTA S4 FIDIA 1967 - MEBETOYS ref. A-30 - M 1/43

Altra regina delle strade italiane prodotta dal '68 al '74 motorizzata con un V8 Chevrolet da 5358 cc a carburatore quadricorpo, che a seconda della richiesta variava dai 300 ai 350 cv, dopo un ulteriore aumento di cilindrata la Iso per questioni economiche passò ai motori Ford Cleveland sempre 8V di 5762 cc da 325 cv. Si poteva avere sia con cambio manuale sia con quello automatico. Dimenticavo, il disegno della carrozzeria era della Ghia.


Idea




Tre Fiat che conoscono tutti tutte e tre delle buone auto io ho portato solo la coupé 1400, camminava bene .....

FIAT 125 1967 - POLITOYS ref. 578 BLU MET. - M - 1/43

Non so se il modello rappresenti la S del '68.

FIAT 124 SPORT COUPE' 1967 - MERCURY ref. 302 BLU FRANCIA M 1/43 - 1° TIPO 1400 CC

FIAT 124 SPORT SPIDER 1.4 1966 POLITOYS ref. 555 - 1/43 - 1° TIPO 1400 CC.

Presentata prima della coupé l'ho messa vicino per la foto.

Sad





ABARTH 2000 1969 - DINKY TOYS France ref. 1430 - MB 1/43 Prototipo Pininfarina
qui e fuori posto come anno.

LAMBORGHINI MARZAL Bertone 1967 - DINKY TOYS GB ref. 189 MB 1/43

disegnata da Marcello Gandini, aveva un motore 6 cilindri di 1.965 cc, ottenuto dimezzando il 12 cilindri della Miura. fatta in un unico esemplare fu la base della Espada. Marzal secondo la tradizione Lamborghini era o è (odio la tauromachia e chi la fa) una razza di tori da combattimento. Ferruccio Lamborghini era del segno zodiacale del toro, questo spiega la scelta dei nomi non altro.

LOTUS EUROPA 1967 - DINKY TOYS GB ref. 218 1/43

Prodotta dal 1966 al 1975 nata per correre, su richiesta della Ford per una macchina da competizione ma le fu preferita la Lola. Esclusi gli sportelli, il cofano e il bagagliaio, il corpo della vettura era tutto un'unica unità in fibra di vetro. Il motore era centrale e fu la prima auto prodotta in serie con questa caratteristica. Questa vettura conosciuta anche come Lotus 46 su commercializzata in Europa nel 1967, in Francia e qui ricevette il nome di Europa. Aveva un motore francese quello della Renault 16 di 1470 cc. Fu prodotta in diverse serie, la prima conosciuta come tipo 46 la S1, la seconda come tipo 54 (S2) dal '68, nel 1969 come tipo 65 o S2 Federal e nel 1971 uscì la Type 74 nelle versioni Europa Twin Cam e Special. Mantenne sempre motori e cambi Renault che ovviamente aumentarono di cilindrata e potenza ma non superò mai il 1.600 ma qui lo dico e qui lo nego. Parlo per le stradali, in gara vennero utilizzati motori Ford Cosworth riveduti dalla Lotus. L'erede di oggi? Direi la Elise.


Arrow




Queste 2 Singer non dovrebbero stare qua, la Gazzelle fu prodotta dal 1956 al 1965 (la quarta serie) e la Vogue in 4 serie dal 1961 to 1966, pazienza.

SINGER GAZZELLE - DINKY TOYS GB ref. 168 - 1/43

SINGER VOGUE SALOON - DINKY TOYS GB ref. 145 - 1/43

MORGAN 4 PLUS 1967 - DelPrado Collection uscita 60 1/43 - Serie 'CAR COLLECTION'


La Singer uno dei marchi più vecchi d'Inghilterra. 2 parole sono necessarie.

Singer & Co., è stata fondata da George Singer (1847-1909) nel 1874 a Coventry.
All'inizio cominciò con la produzione di biciclette poi dal 1901 ha prodotto pure auto.
La produzione di auto di vario genere, usate anche in gara, continuò sino al 1956 quando l'azienda si trovò in difficoltà finanziarie e la "Fratelli Rootes", che aveva gestito le vendite Singer fin da prima della prima guerra mondiale, acquistò la società. E così la Singer fu assorbita dal Gruppo Rootes ma non morì si adeguò ....
Del gruppo facevano parte oltre alla Singer, la Hillman, la Humber e la Sunbeam.
La Gazelle , era una Hillman Minx con il motore pre bellico Singer OHC per le serie I e II.
La Vogue, venduta in contemporanea alla Gazelle, dal 1961, era una Hillman Super Minx con finiture più lussuose. L'ultima Singer uscì dalla catena di montaggio nel 1970, era la Chamois una versione lussuosa della Hillman Himp. Già nel 1964 era cominciata l'acquisizione del gruppo Rootes da parte della Chrysler che fece come con la Simca ...puffff ed in un battibaleno tutto alla malora. Credo che l'ultima a morire come marchio fu la Sunbeam, un misto di Simca e di Talbot in quanto nel nel 1978, la Peugeot acquisì l'intera Chrysler Europa, e con essa la Simca, la Rootes e anche la Talbot e più tardi anche la Citroen. Vi ricordate la carrozzeria della 104 usata per la Samba e per la LN e vi ricorderete certamente la versione Lotus della Sunbeam con un motore di 2174 cc da 155 cv nella versione stradale ma che nelle versioni da gara superava i 230 CV.


Very Happy





MATRA M 530 1967 - NOREV ref. 143 - BIANCO 1/43 - PLASTICA
sulla basetta c'è la levetta per alzare i fari
Quest'auto aveva organi meccanici Ford

Chi non conosce la Matra, vincitrice 3 volte a Le Mans?

È l'acronimo di Mécanique Aviation TRAction, una ditta nata negli anni 40 sulle ceneri di un'altra industria aeronautica, non ridete, la C.A.P.R.A. Nel corso degli anni gli interessi della società spaziarono dagli armamenti fino nel campo aerospaziale, ora dopo vari cambiamenti di ragione sociale fa parte della European Aeronautic Defence and Space Company N.V. Una grande azienda europea nel settore aerospaziale e della difesa, creata dalla fusione avvenuta il 10 luglio 2000 tra la tedesca Daimler-Chrysler Aerospace AG (DASA), la francese Aérospatiale-Matra e la spagnola Construcciones Aeronáuticas SA (CASA).
Quest’ultima a titolo informativo costruiva su licenza il caccia Messerschmitt Bf 109 G-2 con la designazione Hispano Aviación HA-1109. l governo spagnolo nel 1942, tentò di organizzare una produzione su licenza della Messerschmitt AG per costruire il Bf 109 G-2, nonché motori DB 605A, eliche, strumenti e armi da fornire dalla Germania. Ma la cosa andò per le lunghe ed ebbe poco seguito.

Tornando alle auto, nel 1962, la MATRA si affaccia nel mondo delle 4 ruote.
Marcel Chassagny fondatore della Compagnie Anonyme de Production et de Réalisations Aéronautiques "la famosa Capra", si associa con René Bonnet pilota noto e costruttore artigianale altrettanto noto. Le sue auto, con carrozzerie in fibra di vetro e motorizzate Renault parteciparono alla 24 Hours du Le Mans nel 1962, 1963 e 1964.
Dunque, Chassagny sborsa il denaro necessario per comprare i locali di Romorantin dove sarà realizzata la Matra Djet progettata da Bonnet. Nel ‘64, la Société des Engins Matra, specializzata in armamenti comincia a gestire la Automobiles René Bonnet e la G.A.P. (Générale d'Application des Plastiques) delle quali è azionista Marcel Chassagny, dando vita alla Société MATRA Sports, questo in conseguenza dei problemi economici della Automobiles René Bonnet causati dall'andamento critico delle vendite della Djet, che a me piace.
La MATRA entra nel settore auto nel gennaio 65, proseguendo e sviluppando la produzione della Djet migliorandone le caratteristiche tecniche e promuovendone le vendite. Le Djet porteranno il nome MATRA-BONNET prima di diventare MATRA Sports il cui stemma compare sulla parte anteriore di tutte le Djet, dopo l'acquisizione della Matra.

Alla fine degli anni sessanta, produsse la Matra M530, sì, proprio questa qua sopra riprodotta dalla Norev, aveva un motore V4 Ford, quello della 17M dell'epoca, da 72 CV che nel 1970 salirono a 75.
La trazione era posteriore ed il cambio di origine Ford Taunus 15M era manuale a 4 marce.
Le Djet erano motorizzate Renault. Infine, negli anni settanta in seguito all'acquisizione da parte della Simca, la Matra cominciò a produrre vetture con meccanica della Casa di Nanterre, come la Matra Bagheera (mentre la Matra Murena prodotta dal 1980 fu fatta in collaborazione con la Peugeot che aveva rilevato la Chrysler Europa.). Dopo che la Simca e tutto il Gruppo Chrysler europeo furono acquisiti dal Gruppo PSA, la Matra continuò a produrre vetture sotto il nome di Talbot-Matra.

Come accennato inizialmente la Matra entrò nel mondo delle corse sia a ruote scoperte, vinse in F1, F2 e F3 e sia nelle corse di endurance, vincendo 3 volte di seguito a Le Mans dal 1972 al ’74 e si aggiudicò nel 1973 e ’74 il Campionato del Mondo Sport Prototipi.
Ebbe in scuderia piloti di razza come Jackie Stewart, Jean-Pierre Beltoise, Chris Amon, Henri Pescarolo, Graham Hill, Jacky Ickx, Patrick Depailler, François Cévert …. Nomi non da poco.

Negli anni 80 la Matra automobili tornò autonoma e comincio a collaborare con la Renault, leggi Espace. Nel 2003 entrò nel gruppo Pininfarina che nel 2009 la rivendette al gruppo francese Segula Technologies.


CITROEN DIANE 1967 - POLISTIL ref. EL 52 1/43

La mitica erede della 2 CV se ne vedono poche in giro. Prodotta dal 1967 al 1984 nata con la collaborazione della Panhard. All'inizio c'erano due versioni la Dyane 4 e Dyane 6. Differivano per la cilindrata come facilmente si intuisce dai numeri, restò in produzione solo la 6 che fu venduta anche in versione furgone, se cercate troverete il nome. Ci furono anche delle serie speciali di cui ignoro tutto meno la loro esistenza. La 4 montava un motore a 2 cilindri di 425 che passò a 435 cc con 26 CV. La 6 aveva un bicilindrico di 602 cc

MONTEVERDI HAI 450 SS 1970 - PILEN ref. 347 BRONZO CH. MET. 1/43

Pure questa sta nel posto sbagliato ma ormai è nella foto è nata nel 1970 in Svizzera e montava un motore Chrysler Hemi V8 di 6974 cc erogante 450 cv, Hai in tedesco significa squalo. La produzione pur prevedendo 49 vetture si fermò dopo i primi due prototipi. Faceva da 0 a 100 in 4,8 secondi e la velocità era di 289 km orari.

Devo dire che la linea di modelli Auto Pilen pur essendo iberica mi è simpatica sia per la qualità e sia per aver riprodotto vetture non prese in considerazione da tutti.
La Pilen SA di Alicante ha iniziato la produzione di modelli in scala 1:43 alla fine degli anni '60 e alla fine del 1970 ha aggiunto una piccola linea di macchinine in scala 1:63 con ruote veloci, nel 1990 cessò la produzione.
Si dice che per alcuni modelli abbia usato stampi di altre marche, come Dinky o Solido.
Collaborò o si associò con la Holland Oto, la ex Efsi Toys che produceva auto e camion, tanto è vero che in alcuni cataloghi Auto Pilen degli anni ottanta ci sono molti dei veicoli Efsi. La AHC che sembra abbia acquistato la OTO o era collegata ad essa, produsse modelli con i stampi Pilen. Non ho ben capito la storia un po' ingarbugliata. C'è tutto un intrico di collegamenti tra Joal, Pilen,OTO, AHC. Mah!!

Peter Monteverdi era un costruttore svizzero che cominciò vendendo auto fino ad arrivare ad importare Ferrari e Rolls e Bentley. Agli inizi degli anni cinquanta cominciò a costruire per conto suo, si cimentò anche in formula 1 dando vita al primo team svizzero in questa formula il Monteverdi Basilea Motoren (MBM), comprò anche il team Onyx ma la mancanza di fondi lo mise in ginocchio. Morì nel 1998, 3 giorni prima del suo sessantaquattresimo compleanno.




Rolling Eyes





BRE HINO SAMURAI 1967 POLITOYS Export REF. 580 BIANCO MB 1/43 -

Dovrebbe stare nella vetrina delle auto da corsa e credo che la metterò là. Fino ad oggi c'ho rinunciato per non spostare le inquiline presenti. Ha la sua scatolina e le sue brave decals. Fino a poco tempo fa pensavo fosse un prototipo da salone cosa che non è mai stata. Quando fu prodotta fece scalpore e credo che la Politoys sia l'unica che la riprodusse.

BRE sta per BROCK RACING ENTERPRISES.
Peter Geoffrey Brock classe 1945, era un pilota australiano morto nel 2006 in gara alla guida di una Cobra coupè. Il suo nome è principalmente legato alla Holden anche se in verità corse con svariatissime marche come BMW, Porsche, Ford, Chevrolet e Volvo. Partecipava a tutti i tipi di gare sia in Australia e sia in giro per il globo, da quelle massacranti australiane di durata, vincendone veramente tante, tanto da restare ineguagliato, alle corse in salita dove era considerato un asso ed a quelle su pista, partecipò a tre 24 ore. Ebbe una carriera lunghissima e piena di vittorie e buoni piazzamenti. Un vero professionista.
La BRE Hino (del team) Samurai che montava un motore 1293 cc della Hino Contessa nacque nel 1967 per partecipare al Gran Premio del Giappone e anche a Le Mans.
Ma al Gran Premio del Giappone la vettura fu squalificata in quanto i i commissari ritennero che l'altezza da terra non fosse regolare. E così tutto finì. Ma non certo la carriera di Brock che oltre a pilotare fece un sacco di altre cose sempre in campo automobilistico. Era vegano per chi può interessare la cosa.
E' molto interessante leggere la sua storia.
Questo è uno di quei personaggi dei quali invidio la vita ... e la morte.

ZIL 117 1967 - SARATOV - NERA MB 1/43
Ne ho due di questi modelli questo ha la scatola il secondo l'ho comperato ... ebbene sì, non ricordavo di averlo già, pazienza. Qui manca il fregio sul cofano ma lo ha ...

La classica "berlinona" dei gerarchi del PCUS su stile americano con un motore da 6.9 litri ZIL-114 V8 da 303 cv. Spesso erano blindate. La ZIL-114 è o era la sua versione limousine ...

TOYOTA GT 2000 1968 - MEBETOYS ref. A-29 MB 1/43

La sfida giapponese alle europee e non solo,oggi e ricercatissima e carissima.
La Toyota 2000GT è stata fatta in una produzione limitata, motore anteriore, trazione posteriore, due posti, hardtop coupé granturismo, i progetto era Toyota in collaborazione con Yamaha. Il coupè fu esposto al pubblico al Motor Show di Tokyo nel 1965, la 2000GT è stata prodotta dalla Yamaha tra il 1967 e il 1970. Ne furono prodotte 351, furono usate in gara e Carroll Shelby ne preparò qualcuna. Una di queste auto in versione spider nel 1967 si vede nel film di 007 "You Only Live Twice" (Si vive solo 2 volte) e ne furono costruiti solo 2 esemplari completamente senza tetto ma con un rigonfio per simulare una capotta che non c'era. Oltre alla motorizzazione 2000 poteva montare un 2.3 litri da 150 cv.


Smile




TRIUMPH TR5 1968 - ELIGOR ref. 1134 - VERDE MB 1/43

La TR?
La saga delle Triumph TR comincia con la TRX del 1950, un prototipo sperimentale con i fari a scomparsa, piuttosto bruttino, seguì la TR 20 TS già viva nel 1952 ed erroneamente chiamata TR1. TR “potrebbe” essere l'acronimo di Triumph Roadster .




Triumph TRX e TR 20 TS


La vettura definitiva debuttò nel 1953 con il nome di TR2, aveva un motore da 2 litri da 90 cv, nel 1956 venne introdotta la TR3 che differiva dal modello precedente per poche cose, la più “vistosa” era la mascherina, non più incassata, i tergi con ritorno automatico ed il motore da 95 CV che portava la velocità a 170 km orari. Nel 1958 nasce la TR3A che si distingue subito per la mascherina molto più grande, tipo il sorriso dello Stregatto di Alice. Nel 1960 seguì la TR3B, con motore maggiorato a 2138 cc con 105cv, già optional nella TR3A. Nel 1961 dalla matita di Michelotti nasce la TR4 che non era altro che una TR3B con una carrozzeria più moderna ed il passo allungato. Nel 1965 nasce la TR4A, nelle versioni TR4A per il mercato USA e TR4A IRS con retrotreno a ruote indipendenti per il mercato europeo (IRS stava per Indipendent Rear Suspension). Nel ‘67 la TR4A IRS venne rimpiazzata dalla TR5 PI (petrol injection), dotata di motore a 6 cilindri di 2498 cc, impianto di iniezione meccanica indiretta Lucas; fu la prima vettura di serie inglese ad adottare l'alimentazione a iniezione, potenza di 145 cv DIN (150 SAE) ma la versione americana, denominata TR250 rimaneva alimentata con 2 carburatori Stromberg, con potenza inferiore, 110 cv SAE. Esteticamente la TR5 era praticamente identica alla TR4 A IRS, ma all'interno le finiture erano migliorate. La produzione della TR5 cessò nel 1969, col lancio della TR6. Questa secondo me è la meno bella, nata a fine 1968 ma la matita non era più di Giovanni Michelotti che a quanto pare era impegnato con altri incarichi e di conseguenza il lavoro fu affidato alla Karmann della Germania Ovest. Sia il muso e sia la coda cambiarono sostanzialmente ma mantenne il 6 cilindri a iniezione Lucas da 150cv. Ebbe molta fortuna negli USA. Tutto sommato una bella auto. E nel 1976 il canto del cigno della Triumph con la a TR7 prodotta fino al 1981 era una coupè con la linea a cuneo che non piacque ed un motore da 2 litri molto fiappotto, scelta inspiegabile visto che avevano a portata di mano un 16 valvole da 129 cv DIN, tant’è vero che nel 1978 usci la TR8 che montava il famoso V8 Rover e nel ’79 venne presentata la spider che è bella ma non ebbe successo ugualmente. Nel 1981 la Triumph chiuse i battenti dopo aver prodotto la berlina Acclaim che era una Honda Ballade.

AUSTIN 1800 1968 - VANGUARDS ref. VA08901 - MB 1/43 (" Barnfind " serie Hidden Treasures )
Barn find si usa per auto o moto d'epoca ritrovate in "un fienile" in italiano colpo di "lato B"

JAGUAR XJ6 4.2 MK.I & TOWING HORSE BOX 1968 - VANGUARDS ref. VA08602 MB 1/43 (con trasporto cavalli)


Rolling Eyes


FORD ESCORT 1968 - MEBETOYS ref. A-53 MB 1/43



FORD PANDA 1968 - DINKY TOYS GB ref.270 - BIANCO/AZZ. 1/43 (ESCORT) POLICE
Vengono chiamate panda le auto della polizia inglese perché erano originariamente dipinte "a macchie" in bianco e nero o blu/azzurro e bianco. Oggi anche se i colori son cambiati, "la panda" è un veicolo piuttosto grande e potente che funge da supporto ai poliziotti e di solito porta due ufficiali.

LAND ROVER 109 1968 - DINKY TOYS GB ref. 334 BLU CH. MET. 1/43 - PICKUP

LAND ROVER 109 1968 - SOLIDO ref. 66 - AZZURRO AVIAZ. M 1/43


Mr. Green

a proposito di Land Rover
La prima Land Rover la 80 della Dinky Toys inglese ref.27D con LAND ROVER TRAILER ref. 341 - 1/41



Il ref. 27D nato nel 1950, fu rinumerato in ref. 340 ed il rimorchietto passò da 27M a 341, era il 1954.
poteva essere arancio o verde e poi pure rossa o blu dal 1966.
Gli interni della versione arancio divennero verde scuro (come la mia) nel '51, alla nascita erano blu;
I due pezzi li ho comprati in momenti diversi, il carrello ad una borsa a Padova per 10 mila lire. Da quello che ho capito l'omino del 340 dal 1966 era in plastica. Le ruote dei due pezzi hanno pneumatici diversi come tasselli.
Mr. Green





MERCEDES Benz 230 SL Pagoda 1968 POLITOYS ref. 503 - GRIGIO SC. MET M - 1/43

MERCEDES BENZ 230 SL Roadster 1968 - MERCURY ref. 37 - AMARANTO MET. cappotta grigia - M 1/43

MERCEDES Benz 230 SL Pagoda: la sigla W113 o anche R113 è la sigla progettuale di un'autovettura roadster di lusso, consistente nella seconda serie di vetture appartenenti alla Classe SL, prodotta in tre versioni dalla Daimler-Benz AG tra il 1963 ed il 1971 e conosciuta in tutto il mondo con il soprannome di Pagoda.

MERCEDES BENZ 250 C 1968 - PILEN ref. 305 - AMARANTO SC. - MB 1/43

MERCEDES BENZ C111 1969 DINKY TOYS GB ref. 224 - ROSSO MET. - MB - 1/43 - trirotore WANKEL
Montava una scocca in fibra di vetro è un propulsore centrale Wankel con tre rotori ad iniezione diretta il nome in codice del motore era M950F.

In merito ai Wankel, la Mercedes Benz realizzò quasi una decina di prototipi tra cui le famose C111 motorizzate con tre e quattro rotori Wankel e .... poi passò al Diesel.
Queste vetture facevano parte di una serie di auto sperimentali prodotte dalla Mercedes tra il 1960 ed il 1970. La spinta è stata la sperimentazione di nuove tecnologie di propulsione, inclusi motori Wankel , i motori diesel e turbocompressori e le C111 sono state usate come piattaforma di base e come banco di prova. Tra le caratteristiche sperimentali c'erano le porte ad ali di gabbiano, interni di lusso con finiture in pelle e aria condizionata. Il colore delle auto era il Weissherbst, una tonalità di arancione.


La vettura che si vede sulla destra della foto è il primo prototipo non ufficiale della C111 ma di questo parlo nella pagina seguente dove tratto della versione del 1970 fatta da Corgi Toys e Pilen ... quindi basta girar pagina per saperne di più .... quindi non ufficialmente, furono 4 le C111.
Embarassed




3 VAZASTA 750 1968 HONGWELL ref. 923487 MB

La Zastava fondata nel 1853 ed attiva fino al 2008 nella città serba di Kragujevac era una nota fabbrica macchinari e di armamenti, che produceva dal '53, su licenza, modelli Fiat, compresa la vecchia Campagnola. La produzione di vetture è terminata nel 2011, quando la Fiat acquisì gli stabilimenti di Kragujevac per la produzione della Fiat 500L.

Embarassed




MATRA 530A 1968 - MEBETOYS ref. A-38 BLU MET. 1/43 - VIGNALE

CITROEN Maserati 1970 - MINIALUXE ref. 63 - AZZURRO M 1/43

"SM", acronimo di Spécial Maserati. Nata dopo l'acquisizione del pacchetto di maggioranza della Maserati da parte della Citroen, per contrastare le berline sportive tedesche.
Una curiosità, forse, il gruppo motore e cambio della Merak era quello già montato in posizione anteriore-longitudinale sulla Citroën SM.

CITROEN DS 21 1968 - NOREV ref. 806 - ORO - M 1/43






LAMBORGHINI P400 MIURA S 1968 - 100 anni di Italia in automobile DeA uscita 6 ROSSO - 1/43

Sul fondino c'è scritto SV ma la SV del 1971 non aveva le palpebre ai fari quindi è una S ed in più ha le cromature attorno ai vetri delle portiere caratteristica della S rispetto alla Miura P400 1966.







DINO FERRARI 246 GT 1968 - VITESSE ref. 017 - GIALLO - MB - 1/43
LANCIA FULVIA S ZAGATO 1968 - CORGI TOYS ref. 332 AZZURRO MET. - M - 1/43
FIAT 130 1969 - MERCURY ref.26 GRIGIO MET. - 1/43

LAMBORGHINI ESPADA 1968 POLITOYS ref. 587 - M - 1/43
LAMBORGHINI ISLERO - 1968 - POLITOYS ref. 558 - GIALLO SC. - M - 1/43 (POLITOYS Export)
LAMBORGHINI MIURA ROADSTER 1968 - RIO ref. R9 - CELESTE MET. - MB 1/43 - PROTOTIPO SALONE

La Islero e la Espada non hanno bisogno di commenti ma la spider decisamente sì.
La Lamborghini P400 Miura Roadster venne presentata in colore azzurro metallizzato da Bertone al Salone di Bruxelles ed era il 1968.
Questa versione aperta non era una normale Lamborghini Miura con il tetto rimosso. A differenza delle 350 GTS presentate dallla Touring pochi anni prima, la Miura Roadster è stata quasi completamente ridisegnata. La sezione posteriore della vettura era stata modificata, le feritoie posteriori che coprono il motore rimosse, le luci posteriori cambiate ed i tubi di scarico passavano attraverso la griglia inferiore. La linea del tetto fu abbassata di 3 cm e l'angolatura del parabrezza cambiata. Tutto questo era necessario per eliminare le turbolenze indesiderate a 300 Km / h anche senza il tetto, che non c’è mai stato in realtà.

Dopo poco divenne la supercar promozionale di una multinazionale dello zinco nella fattispecie la ILZRO, International Lead and Zinc Research Corporation che fornirva vari metalli all’l'industria automobilistica (alluminio, zinco e leghe varie) che le cambiò il nome in “Zn-75″.
La macchina fu completamente smontata e tutte le parti possibili furono trasformate in zincato, cromato lucido o riprodotte usando alcune leghe di metallo fatte dalla ILZRO, alcuni di questi elementi inclusi i carburatori originali ( fusi in alluminio), furono sostituiti da carburatori in zinco, e pure il sistema di scarico, i radiatori, il paraurti anteriori e posteriori.
Le modifiche furono dirette da John Foster, che in realtà era un designer di Ford.
Mentre Bertone solitamente utilizzava colori brillanti e dettagli in contrasto col nero come sul prototipo originale, la Zn-75 era caratterizzata da dettagli cromati, e colorata di un verde oro spruzzato su un fondo nero metallizzato dando una strano riflesso perlaceo al verde scuro in contrasto con il color camoscio marrone della tappezzeria invece dell'interno originale in pelle color magnolia (come sulla prima 350 GTV).
Il nome Zn-75 apparve nel maggio 1969, fu preso dalla tabella periodica di metalli utilizzati per la modifica.
La vettura fu messa in mostra da per tutto, dall’America, all’Europa e toccò l’Australia ed il Giappone e ovunque riscosse un successo strepitoso.

Alla fine del 1980 la ZN75 fu completamente ristrutturata dalla Synthetex Inc. (una società che ancora oggi sviluppa e produce sostanze chimiche) e donata nel febbraio 1981 al Transportation Museum di Boston Massachusets, USA. La Miura fu esposta per lungo tempo in questo museo e fu pure messa in vendita per soli $ 50.000, in seguito è stata restaurata e venduta in un'asta per 200.000 dollari. Più tardi finì nuovamente all'asta e acquistata dal gruppo Portman, che intendeva avviare in Inghilterra un museo Lamborghini Miura. Ora è in possesso di Adam Gordon, imprenditore immobiliare e collezionista newyorkese, intenzionato a riportare la vettura alla configurazi
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ


Ultima modifica di lombricoferoce il 09 Mar 2017 10:05 am, modificato 57 volte in totale
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
 
 MessaggioInviato: 19 Feb 2012 10:19 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  martinetto

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 21
Registrato: 20/11/11 20:10
Messaggi: 472
martinetto is offline 

Località: Pisa
Interessi: Modelli,modelli,modelli...calcio (lo pratico), F1
Impiego: Studente



italy

Collezione stupenda, gli obsoleti sono sempre affascinanti. Cool Una meraviglia la SM, modello ottimo di una macchina ottima, spezzata dalla crisi...sob! Sad
Quindi, carissimo Anellide Strisciante, smettila di mescolare l'humus e posta un po'di storia! Mr. Green Mr. Green Mr. Green Mr. Green Mr. Green Mr. Green Mr. Green
Profilo Messaggio privato
 
 MessaggioInviato: 04 Mar 2012 09:47 pm Funny 1
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

Mr. Green Mr. Green

FIAT BALILLA Jack's Demon Dragster - MERCURY ref.69 VGB 1/43 Jack's Demon Dragster
fanny car di fantasia suppongo ma è una Mercury ...


Wink

Tra il 1968 e gli anni settanta inoltrati, andavo spesso a far visita ad un negozio di Udine, il proprietario si chiamava Belgrado. Da lui comprai molte cosette interessanti, mi ricordo che dietro la sua schiena per molto tempo, c'era il modello che riporto qua sotto, aperto sulla sua basetta rossa. Io lo guardavo era una strana DS e mi incuriosiva molto ma dentro di me dicevo "Dio che brutta macchina, ... la prossima volta la compro". Morale il sig. Belgrado è andato in pensione ed il negozio non esiste più da anni ed anni ed io ho coronato il mio desidero ... ieri, 25 ottobre 2014. Meglio tardi che mai, se avessi comperato il modellino all'epoca, avrei risparmiato un po' .... forse con un paio di diecimila lire me la sarei cavata? Ora mi è costato più di dieci volte .... tanto ... e qualcosa vicino ... e mi è andata di lusso ... di super lusso e finalmente ....


Dinky Toys France ref. 1435 Citroen DS 21 Chapron Presidentielle








In questa occasione la Dinky Toys francese fece le cose in grande, il modello era dotato di interni in vellutino, autista e luce della plafoniera funzionante e tre aperture. Il numero di catalogo è sempre il 1435.
Ai tempi il modellino costava 39,50 franchi francesi.
Per questo modello esistono due scatole: la tradizionale gialla con la quale venne commercializzato tra il 1970 ed il 1971

Nel 1971 comparve un’anonima ma rara scatola blu, prodotta solo nel 1971 in soli 200 esemplari, ordinati dall'Eliseo, come regalo per figli dei dipendenti per Natale e che è valutata, oggi, sulle duemila cucuzze.
La prima va dagli 800 ai mille euro, ovviamente si parla sempre di “MB”.


DINKY TOYS Ref 1435 E SPECIAL ELYSEE DS CITROEN PRESIDENTIELLE

Al fine di riconoscere le due versioni della "Citroën DS 21” ref. 1435: quella nella scatola blu (blue box Elysee ) ha il tetto sempre grigio ma più scuro rispetto alla versione in scatola gialla.

Esiste anche una terza versione fatta fare dal "Dinky Toys Club de France" cdf76 rif. Il cui valore si aggira sul centinaio di euro


Wink

Per la prima macchina presidenziale francese bisogna andare indietro nel tempo di un bel po’, in piena Belle Époque (1871 – 1914)

Il primo presidente francese a sentire l’esigenza di un’autovettura di rappresentanza fu il decimo, nel 1913 che optò per una Berliet 15 HP 1913, il suo nome era Raymond Poincaré.
Dopo di lui la cosa ebbe seguito e le case automobilistiche francesi capirono che veniva offerta loro una buona opportunità per pubblicizzare il loro marchio, tanto più che i francesi al contrario degli allegri compagni dell’Allegro Stivalone, tenevano e tengono soprattutto ai prodotti francesi e così il gioco fu ancora più facile.
Per parlare in modo esaustivo della Citroen che ha ispirato il modello della Dinky Toys francese, bisogna tornare al 1955, anno in cui il presidente Coty (quarta repubblica), in carica dal ’54 al ’59, incaricò il carrozziere parigino Marius Franay di progettare e costruire una macchina presidenziale con gli elementi meccanici della Citroen 15-Six H, vettura che lui stava già usando. Lo stilista Philippe Charbonneaux si incaricò del disegno.
La vettura che nacque dalla sua matita era una 4 porte a sei luci ed aveva un difetto, si surriscaldava quando si muoveva a passo d'uomo durante le parate cerimoniali e si ruppe durante la visita di Stato del 1957 della regina Elisabetta II, creando non poco imbarazzo. L'auto alla fine venne modificata è fu utilizzata dal successore di Coty, il generale Charles de Gaulle.
Nel 1956, il presidente Coty diede il via all’attuazione di un’altra vettura presidenziale, questa volta aperta ma sempre con gli organi meccanici della 15-Six H. La scelta cadde su Chapron, sia come progettista e sia come costruttore. Come per la macchina carrozzata da Franay, anche questa vettura fu usata per il servizio ufficiale anche da de Gaulle e più tardi dal successore Georges Pompidou.


Citroen 15-Six H 1955 Franay e 1956 Chapron

Nel 1968 il parco macchine della Presidenza della Repubblica Francese era ben fornito ma vetusto, quindi si decise di far produrre un'autovettura ad hoc imponente e moderna, che potesse rivaleggiare a testa alta con le contemporanee limousine presidenziali americane e sovietiche ma soprattutto con le prime, c’era maretta tra Francia e USA. All’Eliseo sedeva Charles de Gaulle in carica dal ’59.
Il progetto fu affidato a Herni Chapron, uno dei maggiori designer francesi, che produsse una moltitudine di versioni della DS e proprio questa automobile fu scelta come base alla futura ammiraglia presidenziale.
Chapron non deluse le aspettative, progettò una vettura imponente dalle linee decise, ma inequivocabilmente diessine, infatti era una DS 21.
Bellissima non era e non lo è tuttora ma di certo non passava inosservata, era più lunga delle limousine presidenziali utilizzate da Lyndon B. Johnson e Richard Nixon e si dice che non fu un caso.

Il colore della vettura, in due tonalità di grigio, conosciuta come la "1PR75" per la sua registrazione riservata per la presidenza, fu scelto Zia Yvonne. Chi era costei?
Veniva affettuosamente soprannominata "Tante Yvonne" in italiano Zia Yvonne, Yvonne de Gaulle, nata Yvonne Charlotte Anne Marie Vendroux nata a Calais, il 22 maggio 1900 e morta a Parigi l’8 novembre 1979, è stata la moglie del presidente francese Charles de Gaulle (Lilla, 22 novembre 1890 – Colombey-les-deux-Églises, 9 novembre 1970).

Wink

Dunque è lunga 6,53 m e larga 2,13 m, con un peso di 2,26 tonnellate per una potenza di 106 cavalli .... utili esclusivamente per le parate.

Wink

Gli interni sono piuttosto sontuosi con un vetro separatore fisso tra autista e vano posteriore e questa non fu una soluzione che ebbe successo.
Il Presidente de Gaulle non si trovava bene con il sistema di interfono interno all'autovettura, tanto che alla prima uscita pubblica con la nuova ammiraglia, in occasione della visita di Salah Eddine Ahmed Bokassa (dittatore della Repubblica Centrafricana dal 1º gennaio 1966 e poi imperatore dell'Impero Centrafricano dal 4 dicembre 1976) non riuscì a comunicare con il suo autista per ritornare all'Eliseo e così scocciato preferì ritornare ad usare le datate Citroen 15 Six di Franay e di Chapron o una DS 21 con il tetto apribile .........



....... che gli permetteva di starsene in piedi a ricevere le ovazioni popolari che non disdegnava.

La DS 21 Chapron verrà comunque utilizzata poi da Georges Pompidou che la rimpiazzerà con una SM. Infatti nel 1971, il presidente francese commissionò a Chapron la costruzione di due vetture Drophead a quattro porte su base Citroen SM , che furono utilizzate in occasione della visita di Stato del 1972 in Francia della regina Elisabetta II. Erano lunghe 5,6 m di lunghezza e pesavano 1.890 kg e nonostante il massiccio aumento di peso avevano il motore SM V6 standard.




Un filmatino per rendere l'idea

Alcune macchine presidenziali, stranamente in mezzo c'è pure una Rambler (1962), la seconda

L'ultima è una Renault Fregate

Cercando ho trovato questo in merito alle presidenziali francesi non so è completo

1913 - Berliet 15 HP - Raymond Poincaré
1924 - Renault 40 CV Kellner - Gaston Doumergue
1938 - Renault Reinastella Limousine Cabrio Kellner - Albert Lebrun
1950 - Talbot Lago Record T26 Saoutchik - Vincent Auriol (IV Repubblica)
1956 - Citroën 15 Six-H Limousine -Franay
1957 - Citroen 15 CV Limousine cabriolet Chapron - René Coty
1958 - Citroën Traction Avant 15 Six-H - René Coty
1958 - Simca V8 presidenziale - René Coty
1959 - Citroën Traction Avant 15 Six - Charles de Gaulle
1959 - Simca V8 Cabriolet presidenziale - Charles de Gaulle
1959 - Renault Fregate Limousine - Charles de Gaulle
1961 - Simca Chambord V-8-P presidenziale - Charles de Gaulle
1962 - Citroen DS 19 - Charles de Gaulle
1962 – Rambler - Charles de Gaulle
1968 – 1972 - Citroen DS 21 presidenziale Chapron - René Coty, de Gaulle e Pompidu
1969-1974 - Citroen SM Chapron – Pompidu
1974 - Citroen DS 23 Pallas - Valery Giscard d'Estaing
1974-1981 - Peugeot 604 - Valéry Giscard d'Estaing
1981-1995 - Renault Safrane - François Mitterrand
1995 - Citroen XM - François Mitterrand
François Mitterrand utilizzò principalmente modelli Renault: Renault 30 fino al 1983 , Renault 25 e Renault Safrane nel 1992 .
1995 - Citroen CX 25 Prestige Turbo Opron - Jacques Chirac
Ma anche Peugeot 607 dal 2000 e, infine nel 2005 la Citroën C6
E 'stato anche l'ultimo presidente della Repubblica francese ad utilizzare la SM presidenziale.
2007-2012 - Peugeot 607, Renault Velsatis,Citroen C6 - Nicolas Sarkozy
2012 - Citroën DS5 Hybride e Citroen C6 - François Hollande

A proposito delle Ds di de Gaulle ..... nel 1962 ....
Una DS 19 ed un bel po’ di fortuna salveranno la vita a de Gaulle, in occasione dell’attentato passato alla storia come “attentato al Petit-Clamart” ma designato dai suoi autori ( OAS-Métropole / OAS-CNR ) sotto il nome di operazione Charlotte Corday,il gruppo era guidato dal tenente colonnello Bastien-Thiry.
Quel giorno, poco prima delle 20, il corteo presidenziale aveva lasciato l’Eliseo e aveva seguito il percorso più rapido e diretto verso l’aeroporto. Quella scelta non era passata inosservata.

A bordo della Citroën DS presidenziale, invece, nessuno, nella luce incerta del crepuscolo, fece caso su Avenue de la Libération a un uomo con un cappello grigio che sventolava un giornale sopra la testa. Era il segnale convenuto per aprire il fuoco.
Da un furgoncino Renault Estafette giallo, parcheggiato sul lato destro della strada, nel senso di marcia del corteo presidenziale, partirono all’improvviso alcune raffiche di armi automatiche. L’autista del presidente, il maresciallo Francis Marroux, non si lasciò impressionare dal crepitio dei proiettili e affondò il piede sull’acceleratore per sfuggire alla linea di tiro degli attentatori. L’esplosione di due pneumatici fece sbandare l’auto, ma non impedì a Marroux di tenere la strada e aumentare la velocità.
Superato l’iniziale stupore, il generale e sua moglie furono pronti nell’eseguire l’ordine di abbassarsi urlato dal genero. Quella prontezza fu provvidenziale. Un centinaio di metri oltre il furgone giallo, all’incrocio con rue du Bois, una Citroën DS blu s’immise a tutta velocità tra l’auto presidenziale e quella di scorta, mitragliandole entrambe sino alla rotonda del Petit-Clamart, per poi svanire in direzione di Parigi.
Furono esplosi più di centocinquanta proiettili, ma solo sei raggiunsero la vettura presidenziale. Uno frantumò il vetro laterale sinistro, attraversò l’interno del veicolo e squarciò la carrozzeria sopra il sedile posteriore destro, a una decina di centimetri dalla testa di madame de Gaulle. Un altro penetrò all’altezza della targa, attraversò il baule per conficcarsi nello schienale del sedile posteriore sinistro, dove sedeva il generale. L’auto di scorta fu centrata quattro volte. Il casco di uno dei motociclisti fu colpito di striscio, così come il portabagagli della seconda motocicletta.
Per miracolo tutti uscirono incolumi da quella tempesta di fuoco. Soltanto un automobilista che transitava, in compagnia della moglie e dei tre figli, in senso contrario al corteo presidenziale fu lievemente ferito all’indice da una scheggia staccatasi dal volante nell’impatto con una pallottola vagante.


Wink


SAAB 99 1968 TEKNO REF. 837 ROSSO VG 1/50
La Saab 99 è un'autovettura prodotta dalla casa svedese Saab dal 1968 al 1984 dopo esser stata presentata nel novembre del 1967 come berlina 3 volumi a 2 porte con 5 posti. Dal 1985 al 1987 la produzione è continuata come Saab 90.
A proposito della SAAB 99 montava un motore Triumph ... 4 cilindri longitudinale inclinato sulla destra di 45° della cilindrata di 1709 cc erogante una potenza di 80 cv. Nel 1971 viene presentata la versione a 4 porte, ed al motore di 1,7 litri viene affiancato il motore da 1854 cc della Triumph Dolomite con potenza di 87 cv.
Wink





ALFA ROMEO 33/2 CARABO 1968 - SOLIDO ref. 172 - VERDE/NERO MB 1/43

Alfa Romeo 33 Bertone Carabo esce dalla matita di Gandini, porta il nome di un coleottero ed ai suoi colori si ispirano i colori della 33. La meccanica era della 33/2 stradale.


ALFA ROMEO 33/2 IGUANA 1969 - POLITOYS ref. M 14 VERDE MET. M - 1/43 by ITAL DESIGN

E' una concept car che debutta nel '69 al Motor Show di Torino, è opera di Giorgetto Giugiaro della Ital Design, anche questa aveva gli organi meccanici della 33/2 stradale. Non so perché ma mi ricorda la Urraco. Il modellino è un po' tozzo rispetto al vero


FERRARI 512 S 1969 - PILEN ref. 325 - VERDINO MET. - MB 1/43 - PROTOTIPO SALONE

Ferrari 512 S coupé Speciale Pininfarina la storia di questa vettura è particolarmente interessante, la riporto paro paro da omniauto.it, con la mia solita perizia di scoppiazzator cortese:

" La storia di questa ardita berlinetta inizia nel 1968 prendendo le mosse da un'altra rossa: la barchetta 312P (3 litri, 12 cilindri “P” prototipo) con numero di telaio 0868 (Ferrari produsse due ulteriori vetture gemelle con telai 0870 e 0872, poi convertite in coupé). Quest'auto, presentata all'hotel "Real Fini" di Modena dal Commendatore in persona iniziò la stagione di corse 1969 con l'obbiettivo di partecipare a tre competizioni che avrebbero costituito un banco prova specifico per la "24 Ore di Le Mans" di giugno.
In aprile Mario Andretti e Chris Amon si schierarono alla 12 Ore di Sebring conquistando uno straordinario secondo posto assoluto e la prima posizione di classe. Una settimana più tardi, a Brands Hatch in Inghilterra ancora Chris Amon e Pedro Rodriguez agguantarono il quarto posto assoluto e quattordici giorni dopo, Rodriguez e Peter Schetty erano nuovamente pronti al via della Mille Chilometri di Monza. Dopo un avvio di gara promettente Rodriguez finì fuori pista riportando alcuni danni alla vettura: riuscì tuttavia a riguadagnare la corsia dei box dove i meccanici Ferrari, con la consueta fretta e furia, riuscirono a raffazzonare la barchetta 0868. Il messicano riprese la corsa, ma poco dopo, lungo il rettilineo dei box, subì il distacco della parte posteriore della carrozzeria: questa fu sbalzata dal resto della vettura provocando una nuova uscita di pista, questa volta con conseguenze serie. Fortunatamente, Rodriguez uscì illeso.
MULETTO PER LA 512
Riportata in fabbrica con il posteriore seriamente danneggiato, fu deciso di non procedere a una nuova riparazione fu smantellata. Il telaio fu utilizzato nelle fasi preparatorie di allestimento della Ferrari 512 S che sarebbe stata presentata nel 1970. Il posteriore fu dunque ricostruito con le fattezze della nuova 512 e integrato con il “finto” motore V12 di 4,9 litri di una 612 Can Am (infine, una nuova numerazione: 002). Due mesi dopo, esauriti i suoi servigi per il reparto progettazione, questa specie di vettura ibrida, una sorta di 312/512, fu ceduta alla Pininfarina.
NELLE MANI DI PININFARINA
Il carrozziere torinese affidò a Filippo Sapino il compito di elaborare il design per una possente concept da esporre al Salone di Torino del mese di ottobre. Traendo forse ispirazione dalle Porsche 917 (presentata il marzo precedente al Salone di Ginevra), dalle Lola T70, dalle Ford GT40 nacque una grandiosa vettura, battezzata 512 S Speciale Pininfarina verniciata in un vistoso colore giallo. Larghissima e bassissima, la futuribile versione stradale della 512S da corsa anticipava i tipici stilemi del design che dominò gli anni '70 e che volevano il trionfo di linee affilate, tese all’inverosimile e abbondanza di spigoli. La sua configurazione di base, barchetta biposto con motore centrale, veniva astutamente resa coupé con l’elaborazione di un ingegnoso sistema per l’accesso all’abitacolo: parabrezza, tetto e parte delle fiancate venivano a costituire un unico grande elemento che incernierato poco sotto il vetro principale (quasi piatto!) si sollevava per consentire l’accesso ai posti di comando.
Grande fu il suo apprezzamento da parte del pubblico. La sua immagine possente e le sue forme aerodinamiche avrebbero di lì a poco fornito abbondanti suggerimenti per la definizione del design della 365 GT/BB (presentata nel ’71) e della 308 GTB del ’75.
Oggi la 512S Speciale è gelosamente conservata con la sua livrea originale risparmiata a qualsiasi “sinistro” progetto di riesumare la 312P 0868 originale. Un'osservazione che non nasce spontaneamente ma che appartiene alla sana regola dell'originalità di una vettura storica così come è giunta oggi fino a noi. "


FERRARI 250 P5 1968 - DINKY TOYS GB ref. 220 ROSSO MET. - MB 1/43 - by Pininfarina PROTOTIPO SALONE

Nel 1968 al Salone di Ginevra la Ferrari presentò la P5 250 Berlinetta Speciale, una concept car costruita in collaborazione con la Pininfarina. La matita fu quella di Leonardo Fioravanti.La P5 è caratterizzata dalle porte ad ala di gabbiano e di un vetro ricopre metà del motore che è la cosa più notevole come concetto, simile a molte Ferrari moderne. Aveva un motore 12V di 2953 cc da 300 cv.

BIZZARRINI MANTA ITALDESIGN 1968 - MERCURY ref. 305 - ROSSO MET. M 1/43 - PROTOTIPO SALONE

La prima realizzazione dell’ Italdesign di Giorgetto Giugiaro dopo il suo divorzio da Bertone. Era una tre posti con il posto di guida centrale copiato dal prototipo Ferrari 365 del 1965 e riproposto dalla McLaren F1.

Anche il prototipo Land Rover aveva tre posti con la guida centrale e prima della Ferrari..

La vettura è stata costruita sul telaio del prototipo Bizzarrini P538 chassis n. 3, che partecipò alla 24 Ore di Le Mans nel 1967. Ha un motore Chevorlet Corvette V8 di 5359 cc con 355 cv. La macchina è ora di proprietà di un americano.


ALFA ROMEO 33/2 COUPE' 1969 MERCURY ref. 53 - ROSSO - PR - 1/43 - PROTOTIPO SALONE PININFARINA

Il modello era molto rovinato e l'ho ridipinto. Il colore dell'auto vera è il giallo.

Il nome esatto è Alfa Romeo 33.2 concept, ed è era dotata di un motore 8V di 1.995 cc da 245 CV derivato dalla Alfa Romeo 33 Stradale.
Si ispira chiaramente alla P5 dell'anno prima. Il progetto era di Leonardo Fioravanti, che lavorò per oltre 20 anni alla Pininfarina, dalla sua matita uscirono diverse cosette come la Ferrari Dino 206, la Ferrari Daytona, la Ferrari P5, la Ferrari P6, la Ferrari 512 Berlinetta Boxer, la Ferrari 365 GT4 2+2 (la mamma della Ferrari 400), la Ferrari 308 GTB, e la Ferrari 288 GTO.

I tre prototipi Alfa sono esposti al Museo Storico Alfa Romeo.
Io ho visto la Carabo molti anni fa al Museo nazionale dell'automobile di Torino (conosciuto anche come MAUTO), precedentemente intitolato a Carlo Biscaretti di Ruffia ora a Giovanni Agnelli, mah! de gustibus.



Rolling Eyes





MONTEVERDI 375 L 1969 - DINKY TOYS GB ref. 190 - AMARANTO MET. - MB 1/43
Ho perso un faro chissà quando peccato perché è perfetta

La svizzera Monteverdi 375 L disegnata da Frua è opera della Fissore. Monta un motore Chrysler Magnum V8 da 375 cv velocità massima quasi 260 kmh.
Pietro Frua fu uno dei principali carrozzieri e disegnatori della Torino degli anni cinquanta e sessanta.

HOLDEN MONARO HK GTS327 1968 - TRAX ref. 8004 - ROSSO MB 1/43

GM Holden Ltd è una casa automobilistica australiana, con sede a Port Melbourne, Victoria . L'azienda, JA Holden & Co è stata fondata nel 1856 per produrre selle. Nel 1908 si avventurò nel campo delle auto, nel 1931 entrò nel gruppo statunitense General Motors (GM) nel 2005 diventa Holden Ltd. Negli anni 50 Holden ha dominato il mercato australiano dell'auto ed ha continuato l’attività fino ai giorni nostri. La sua stoia e abbastanza interessate e si troa mota documentazione in rete, per chi ne ha voglia.

La Holden Monaro è il classico esempio di muscle car australiana, una novità per l’epoca nel paese dei canguri era il 1968. La Trax ha riprodotto la GTS327 che era la più potente della serie, un auto da corsa vera e propria montava un motore Chevrolet V8 5,4 litri da 250 CV. Rimase in produzione 2 anni. Era disponibile in tre versioni, Standard, GTS e GTS 327 . Fu sostituita dalla serie HT.
Monaro non è veneto ma è una regione australiana del New South Wales.



Wink





FIAT 850 SPIDER 1968 - 100 anni di Italia in automobile DeA uscita 20 - ROSSO 1/43

è la seconda serie, la si riconosce principalmente per i fari aveva il motore più potente (903 cc con 52 cv) rispetto alla prima serie che nacque da un'idea di Bertone ma disegnata da Giugiaro, e fu presentata al salone dell'automobile di Ginevra del 1965, aveva lo stesso motore da 843 centimetri cubici della berlina ma con 49 cv.

SEAT 850 SPIDER 1968 - PILEN ref. 317 - VERDE SC. M. - MB 1/43

Costruita su licenza dalla Seat.


Non posso non ricordare la bella 850 Sport Racer Berlinetta Bertone del'68.
Bertone allestì delle versioni più curate conosciute come "Racer" comprendenti tre vetture: la Racer Convertibile, ovvero lo spider, la Racer Berlinetta e la Racer Team che sono dei veri e propri Coupè. Ne furono prodotti 3.641 esemplari e ben 2.890 sono finiti negli States.



Rolling Eyes





FIAT 128 1969 - MEBETOYS ref. A-59 GIALLO - M 1/43 - RUOTE VELOCI (MATTEL)

L'erede della 850 prodotta tra il 1969 e il 1983. ebbe un gran successo e fu prodotta in Jugoslavia dalla Zastava, dalla Seat in Spagna, in Argentina ed in Egitto dalla Fiat Nasco.

FIAT 124 SPORT COUPE' 1600 1969 - STRARLINE MODEL - BLU 1/43 Fiat Story - Hachette uscita 24

la seconda serie per me la più bella aveva due motorizzazioni 1400 e 1600 io avevo la 1.6 che i suoi 180 li faceva anche se alzava un po' il muso. Prodotta dal 1969 al 1972. la linea era completamente diversa dalla prima serie. Era un coupè comodo.
La cilindrata è di 1608 cc, con 110 CV a 6200 giri/min. Rispetto alla precedente versione le modifiche riguardano soprattutto il motore e il retrotreno. La versione 1438 cc rimane regolarmente in produzione e subisce tutte le migliorie estetiche e di interno che caratterizzano la 1600.

AUTOBIANCHI A112 1969 - MEBETOYS A-48 - AZZURRO M 1/43

Nata nel 1965 per far concorrenza alla Innocenti Mini Minor che riscuoteva successo. Montava un motore 903 cc di cilindrata da 44 CV. Ebbe molto successo fu prodotta dal 1969 al 1986 in ben 8 serie. Non scordiamoci l'Abarth. Comunque se posso dare un mio parere l'interno era più angusto rispetto alla Mini e le versione Abarth non reggevano con le Cooper né con le 998 nè con le 1275.
Poi se qualcuno vuol negare l'evidenza allora diciamo anche che la scritta Arbeit macht frei ornava il cancelli di Disneyland.
Personalmente ho provate le 2 Abarth (50 e 70 cv) e pure tirate, come metro avevo le Cooper che avevo e ho fatto pure qualche garetta notturna un po' osé stando sulle Mini ... ma le Cooper erano un'altra cosa, bei tempi ....


SEAT 124 SPORT COUPE' - PILEN ref. 329 - AMARANTO SC.M. - MB 1/43



FIAT 128 1969 MEBETOYS A-43 GIALLO 1/43 Taxi - (MATTEL) manca stemma sulle portiere

Il modellino ha una stranezza o meglio un'inesattezza dovuta alla scelta dello stampo già pre esistente della 128 a due porte (Serie Europa) uscito con "regular wheels" e poi anche con quelle veloci.
Un taxi a 2 porte? Bizzarro modellino della Mebetoys. Condivide il numero di catalogo con il taxi 124 S.
Come tutti sanno il modellino (A-43) fa parte del periodo in cui la Mattel SpA mantenendo il nome Mebetoys e continuò ad usarlo per il mercato europeo, continuando ad aggiungere modelli fino al 1980/81 quando il nome Mebetoys è stato "cancellato". Questo modello non è particolarmente raro ma non è semplice trovarlo con i due pezzettini sul tetto intatti. L'ho pagato 44 euro senza la spedizione. Non regalato ma neppure tanto.
I
Confused



ISO RIVOLTA 350 GT 1969 - POLITOYS ref. 515 GRIGIO MET. MB 1/43

MASERATI INDY 1969 - VEREM ref. 404 - AZZURRO MET. MB 1/43



Wink





CHRYSLER 180 1969 - DINKY TOYS France ref. 1409 1/43

Prodotta dalla Simca-Chrysler France tra il 1970 ed il 1979. Le denominazioni della serie furono diverse nel corso degli anni, seguendo le traversie dei vari cambi di proprietà della casa produttrice, la Simca e a seconda del mercato a cui si rivolgevano.
Sono conosciute anche come Chrysler 160, Chrysler 180, Talbot Simca 1609, Talbot Simca 1610 e Talbot Simca 2L. La numerazione indicava la cilindrata.
In complesso un bel autone un po’ lento ma imponente. La prima che ho avuto il piacere di incontrare si è fermata direttamente sulla mia Cooper 1000 ad un semaforo.

Arrow






MERCEDES BENZ C111 - CORGI TOYS ref. 388 - ARANCIONE - M 1/43 - serie WHIZZWHEELS

MERCEDES BENZ C111 - PILEN ref. 321 VERDE MET. - MB 1/43
Questo è ufficialmente il secondo modello di C111 nato nel 1970
Nel 1970 venne introdotto un "Wankel" con 4 rotori, con cilindrata di 2400 cc che garantiva 350 CV a 7000 giri/min ed una velocità di 290 kmh.
Poi sostituito da un turbo Diesel da i 230 cavalli con il quale battè diversi record.


Foto famosa del trittico di C111, molto meno quell'esemplare sulla destra ...

... Era il prototipo messo in piedi per sgrossare il progetto, (aveva un propulsore centrale Wankel con tre rotori ad iniezione diretta, il nome in codice del motore era M950F) e fatto girare sulla pista di Casa, a Untertuerkheim, e ad Hockeneim, tra l'aprile e il maggio 1969; quattro mesi prima che venisse presentato ufficialmente il modello definitivo al Salone di Francoforte con lo stesso motore. Aveva la carrozzeria in alluminio, molto approssimativa, a differenza del modello finale che era in vetroresina rinforzata. Il capo progetto era un certo Hans Liebold.
... la C111 Proto aveva la stessa meccanica di quella presentata a Settembre '69, diciamo la versione definitiva, e come detto è dell'Aprile dello stesso anno.

Riassumendo ufficialmente si parla di tre modelli di C111. Ma a tutti gli effetti sono o erano 4.
Nella terza versione proposta, l'auto montava un motore Diesel da 230 CV con cambio manuale a 5 marce. Con questa configurazione, batté 9 record di velocità delle auto alimentate a motori diesel e gas.

La configurazione aerodinamica e il propulsore le permisero infatti di stabilire la velocità record di 322 km/h sul circuito di Nardò nel 1978, con una velocità media di 316 km/h durante il test di 12 ore. Successivamente venne montato un motore V8 da 500 CV che stabili la velocità record di 403,78 kmh.

Sapevate che ci fu anche la C112?
Mercedes-Benz ha introdotto la C112 al Salone di Francoforte nel 1991 come una vettura di produzione sportiva. Utilizzando un 6,0 L V12 motore centrale. Ma dopo aver accettato 700 ordini, la società decise di non procedere con la produzione. Aveva le portiere come la Mercedes-Benz 300SL Gullwing, sì ad ala di gabbiano.
Avrebbe dovuto essere la versione stradale della Sauber-Mercedes C11 che corse nel campionato sport prototipi nel '90.
In quell'anno fu pilotata anche dall'esordiente Schumacher che alla 480 chilometri di Città del Messico, ultima gara della stagione, vinse subito al debutto, in coppia con Jochen Mass.



Razz
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ


Ultima modifica di lombricoferoce il 31 Ott 2014 10:55 am, modificato 37 volte in totale
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
 
 MessaggioInviato: 04 Mar 2012 10:54 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  martinetto

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 21
Registrato: 20/11/11 20:10
Messaggi: 472
martinetto is offline 

Località: Pisa
Interessi: Modelli,modelli,modelli...calcio (lo pratico), F1
Impiego: Studente



italy

Grazie 1000 Lombrico, molto gentile ed informato, molte cose come le Ford Panda non le conoscevo. Wink Wink Wink
Profilo Messaggio privato
 
 MessaggioInviato: 05 Mar 2012 10:20 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  ferrarista56

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 62
Registrato: 28/12/09 17:36
Messaggi: 10263
ferrarista56 is offline 

Località: brescia
Interessi: ferrari 1.18
Impiego: carrozziere
Sito web: https://www.facebook.c...


italy

ciao " Lombri " bella la carabo , ottima la iguana ..splendida la 512s e la p5 , splendidi modelli ed ottime colorazioni , bello anche il gruppetto fiat lancia con colorazioni blu francia.... sempre ottimi e particolari..... bye bye....

Profilo Messaggio privato Invia email HomePage
 
 MessaggioInviato: 06 Mar 2012 09:38 am Hehehe ! 
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

Very Happy


Grazie Luigi Wink





AUDI 100 COUPE - Märklin ref. 18103 - prodotta da 1970 al 1973

L' Audi 100 la conoscono tutti questa è la coupé C1 venne presentata al salone di Francoforte del 1969. Era una 1800 da 115 cv.

Il modello è praticamente intonso ma senza scatola EUR 24,00

Very Happy
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ


Ultima modifica di lombricoferoce il 14 Apr 2013 07:30 pm, modificato 3 volte in totale
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
 
 MessaggioInviato: 10 Mar 2012 08:45 pm Funny 2 *
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

Cool




FORD CAPRI 1969 - DelPrado Collection uscita 62 - GRIGIO FUMO 1/43- serie 'CAR COLLECTION'
la Capri prodotta in diverwsi paesi e di progetto inglese.


TRIUMPH 2.5 PI MKII 1969 - VANGUARDS ref. VA08204 - ROSSO AMAR. MB 1/43



Embarassed





RENAULT R12 1970 - DINKY TOYS France ref. 1424 MARRON CH. - MB 1/43

PEUGEOT 504 CABRIO 1970 - DINKY TOYS France ref. 1423 - BLU MB 1/43
Ha le ruote sterzanti

CITROEN GS 1970 - NOREV ref. 810 AZZURRO MET. MB 1/43


Idea





OPEL MANTA 1900 SR 1970 - SOLIDO ref. 188 - VERDE MET. MB 1/43

PORSCHE 911 SC TARGA 1970 - CORGI TOYS ref. 382 - VERDE MET. MB - 1/43

PORSCHE 914/6 1970 - PORSCHE COLLECTION DeA uscita 15 - VERDE 1/43 - by HIGH-SPEED



Crying or Very sad





FORD GT 70 1971 - POLISTIL ref. E 31 - MB 1/43
2996 cc V6 3 prodotte

ADAM BROS. PROBE 16 1970 - CORGI TOYS ref. 384 BRONZO MET. - MB 1/43

MINI COOPER 1968 - DelPrado Collection uscita 07 ROSSO BIANCO 1/43 - Serie 'CAR COLLECTION'
sul fondino c'è scritto 1970 ma già a cavallo del 1968 la mascherina cambiò per le Cooper dal semicerchio classico a più spigolosa :



E ci furono anche le inter serie in questo periodo.

RANGE ROVER 1970 DINKY TOYS GB ref. 192 - BRONZO MB 1/43



RANGE ROVER AMBULANCE - DINKY TOYS GB ref.268 M 1/43 - prodotta dal 1973 al 1977 con barella e ferito


Razz





SUZUKY JMNY 1970 - POLISTIL ref. EL 65 CREMA M 1/43
MOTORE 2 TEMPI

HONDA N 360 Zagato Hondina 1970 - POLISTIL ref. E 20 ARANCIO M 1/43
Chiaramente ispirata alla Zagato Zanzara del 'anno precedente su meccanica Fiat 500

SIMCA 1200 S SHAKE 1970 - SOLIDO ref. 189 - GIALLO MB 1/43
DUNE BUGGY

FERVES RANGER 1970 - MERCURY ref. 21 GIALLO- MB 1/43 abbondati

Idea





FIAT 124 Special 1970 - MEBETOYS ref. A-41 - GIALLO - M - 1/43 - RAID 2 CAPI

FIAT 124 SPECIAL T 1970 - NOREV - (NW) - AZZURRONE M 1/43 - Fiat Story - Hachette uscita 96


Arrow





DE TOMASO PANTERA 1970 - NOREV ref. 829 - GIALLO/NERO - MB 1/43

LAMBORGHINI JARAMA 1970 - POLITOYS ref. M 25 - ROSSO NERO - M 1/43

FERRARI DAYTONA 365 GTB 4 1971 - RIO ref. R 1 - ROSSO - MB 1/43

ALFA ROMEO MONTREAL 1970 - NOREV ref. 816 - BLU - M 1/43
questa l'ho presa a Venezia nel 1973 quando ero nella marina militare

Razz





LANCIA STRATOS Zero 1600 HF 1970 - MEBETOYS ref.A-49 - AZZURRO MET. MB 1/43

FERRARI 512 S MODULO 1970 PILEN ref. 327 - AMARANTO MET. - M 1/43


La stessa Ferrai in scala 1/32



FERRARI 512 S MODULO PININFARINA 1970 - MERCURY ref. 651 AZZURRO VG - 1/32 Mercury serie DELUXE - La serie DELUXE iniziò nel 1971.
La particolarità di questa vettura è che non può sterzare essendo solamente uno "studio" con tanto di motore.

Confused



ALFA ROMEO DUETTO SPIDER 1300 JUNIOR 1970 - Spider&Cabrio DeA uscita 1 - ROSSO 1/43 - CODA TRONCA

FIAT 124 SPORT SPIDER 1.6 1970 - VITESSE ref. L148C - GIALLO - MB - 1/43
2° TIPO 1600 CC.




Arrow
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ


Ultima modifica di lombricoferoce il 14 Apr 2013 09:00 pm, modificato 6 volte in totale
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
 
 MessaggioInviato: 10 Mar 2012 08:57 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  cars99

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 27
Registrato: 20/09/11 15:08
Messaggi: 6063
cars99 is offline 

Località: Zoagli(Ge)
Interessi: modellismo
Impiego: studente
Sito web: http://www.amgforum.it


italy

molto belle!!
_________________
Profilo Messaggio privato HomePage Indirizzo AIM Yahoo Messenger MSN Messenger Skype
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum » Foto collezioni

Pagina 32 di 38
Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Vai a pagina Precedente  1, 2, 3 ... 31, 32, 33 ... 36, 37, 38  Successivo

Mostra prima i messaggi di:

  

Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Puoi scaricare files da questo forum





 topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2009
Macinscott 2 by Scott Stubblefield