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Recensione Lamborghini Miura SVR "Jota" by Kyosho
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 MessaggioInviato: 21 Feb 2008 11:24 pm  Recensione Lamborghini Miura SVR "Jota" by Kyosho
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  polinesiano

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polinesiano is offline 

Località: Kaukura (Polynesia)
Interessi: tanti: modellismo, automobili, letteratura, giardinaggio, musica, politica, etc.




italy

Piccolo excursus storico:
La Lamborghini Miura era (ed è) una delle auto più belle concepite dall’ingegno umano. Un vero capolavoro, destinato a sconfiggere i segni del tempo.
La progettazione meccanica fu affidata a Gianpaolo Dallara e Paolo Stanzani, mentre a Marcello Gandini, giovane e valoroso stilista al servizio di Bertone, fu affidato il compito di definire un nuovo gioco di volumi, nitidi e fluenti, in cui l’aggressività si mesceva poeticamente all’eleganza sportiva.
Ancora oggi il suo fascino è vivo e nessuno sa resistere al richiamo ormonale di questa icona del design e della tecnica.
La gamma era composta dalle versioni P400, P400S,P400SV,P400SVJ e Miura Spyder
Si racconta che la nascita della P400svj (Jota) sia dovuta all’ingegnere della casa produttrice Bob Wallace, che infastidito dal vedere il suo titolare rifiutare il mondo delle competizioni, crea alla fine del 1969 un vero e proprio prototipo destinato a sperimentare delle soluzioni molto avanzate. La Jota 4, così fu battezzata inizialmente quest’auto esclusiva, non riuscì tuttavia a convincere Lamborghini a far “correre” le sue auto. Per far cessare i pettegolezzi, vendette questa potenza a un cliente insistente nel 1972. Poco tempo dopo, l’unica Jota esistente fu distrutta in un incidente. Per l’ostinazione di alcuni clienti della Lamborghini, questo prototipo fu "riprodotto" in una decina di esemplari originali di fabbrica (nessuno uguale all'altro). Ne restano solo 5.



La versione utilizzata come base per il modellino dalla Kyosho è una P400 immatricolata per la prima volta il 30 Novembre 1968 (numero di telaio 3781, motore 2511) di colore verde convertita in SV JOTA nel 1975. Ha subito nel tempo numerose modifiche estetiche e meccaniche (come i cerchi BBS, sedili recaro, camme motore modificate, ammortizzatori KONI) da parte del precedente proprietario tedesco. Attualmente è di proprietà di un ricco (manco a dirlo) Giapponese.
La vettura reale:

Iniziamo come al solito dalla confezione esterna che non è in cartone lucido e polistirolo ma è una normalissima scatola con "finestra", molto meno curata della solita confezione e di minore impatto estetico.
Cofano motore, bagagliaio anteriore e sportelli sono protetti, al fine di evitare aperture accidentali, da del nastro adesivo.




Il modello è fissato alla base con quattro vitine e protetto da una "morsa" in plastica e polistirolo.


Tolto dalla sua scatola il modello appare proporzionato e dà una bella sensazione di solidità e cura. Pneumatici di differente sezione tra asse anteriore e posteriore e tutti i particolari in plastica presenti sul modello sono applicati alla carrozzeria con accoppiamenti perfetti (spolier anteriore e posteriore su tutto). Parabrezza, cristalli laterali e lunotto sono in plastica trasparente molto sottile e con una discreta trasparenza. Il modello è in zama con verniciatura molto omogenea e lucida e (caso strano in quanto il sottoscritto è abbastanza "sfigato") con nessuna sbavatura.



Il modello si presenta con le medesime cinque aperture previste dalla vettura originale: cofano motore con relativo piccolo bagagliaio, cofano anteriore e le due portiere. Le cerniere sono ben riprodotte con accoppiamenti regolari e non hanno giochi parassiti nè luci eccessive.

Un esempio pratico di quello che dico è il tappo carburante (talaltro apribile annegato nel cofano anteriore) perfettamente centrato.


Veramente ben fatti i fari anteriori carenati con plexiglass (con bordino in tinta vettura) con parabole molto realistiche.
Più in giù troviamo la griglia motore (passante ed in fotoincisione) con trama a nido d'ape in scala perfetta con ai lati i ripetitori ed i faretti antinebbia. Tutti rigorosamente senza piolini di fissaggio a vista e con colori realistici.
Tocco di classe le frecce laterali (visibili con un pò d'attenzione nelle foto) in plastica arancio applicate direttamente sul corpo vettura.





Passiamo al posteriore.
Come nella vettura reale troviamo la griglia (passante) ai lati della targa in fotoincisione con ai lati i gruppi ottici. Degna di nota la loro fattura in quanto composti in due pezzi: una cornice esterna cromata che accoglie al suo interno i tre ripetitori di colore bianco argento, rosso ed arancio.
Molto bella la riproduzione delle luci targa e del pulsante d'apertura del bagagliaio.
Sottotono i tubi di scarico che sono male allineati e con colore nero irregolare riprodotto all'interno (in uno in particolare manca del tutto).


Vista laterale.
Un tripudio di particolari.
Griglia sul passaruota anteriore con rivetti (purtroppo non passante al contrario della posteriore), griglia con logo del toro nella minigonna (passante e con griglia), logo bertone in fotoincisione, maniglia porta con pulsante e proprio accanto c'è la presa aria motore (non passante).
Degno di nota che tutte le cornici dei cristalli (laterali e parabrezza) sono verniciate (superbamente) con vernice argento.





Vista dall'alto.
Anche qui è un bel vedere.
Iniziamo dal cofano anteriore che oltre al già citato bocchettone carburante apribile (piccolo capolavoro) ed allo scudetto con il toro in rilievo presenta delle aperture con griglie fotoincise tra i gruppi ottici anteriori, più sopra alla base del parabrezza troviamo gli ugelli lavavetri ed il tergicristallo a doppia spazzola (all'avanguardia a quell'epoca), cornice parabrezza cromo e sul tetto l'antenna radio (in perfetto stile vintage dell'epoca), verso il margine del tetto troviamo delle griglie di aereazione dell'abitacolo e l'alettone aerodinamico con logo JOTA ai lati. Scendendo verso il posteriore troviamo le famose (nate con il modello Miura e poi riprese da diablo e murcielago) griglie a serranda ed il piccolo bagagliaio. Il tutto realizzato veramente senza la minima sbavatura.





Passiamo al punto debole dei modelli Kyosho: il gruppo gomma/cerchio.
Devo preliminarmente ammettere che in questo caso è stato fatto un deciso passo avanti.
Innanzitutto le dimensioni ed il rapporto spalla pneumatico e cerchione sono rispettate. Riprodotto bene anche il disegno del battistrada (i mitici Pirelli P7) ed il disegno dei cerchi ruota BBS a raggiera con la parte centrale color oro, un plauso va al gallettone centrale ed alla valvola di gonfiaggio entrambe proporzionate. Quello che mi ha colpito maggiormente sono stati i colori: cromo per il gallettone, acciacio satinato per il canale dei cerchi (diverso tra anteriore e posteriore) ed oro opaco per la parte centrale, attraverso la qualse si intravede il disco freno con pinza.
Bello davvero!
Cosa non va?
Mancanza di qualsiasi scritta sulla spalla degli pneumatici.

Pianale vettura.
La parte “di sotto” del modello è non meno curata del resto.
I cinematismi delle sospensioni sono funzionanti e la meccanica è ben riprodotta anche nei colori.
Gli ammortizzatori Koni sono rossi nella realtà? Anche qui lo sono.
Le barre stabilizzatrici erano cromate nella realtà? Anche qui lo sono!
Nulla da eccepire.


Passiamo a quello che si nasconde dietro le spalle del conducente.
Il cofano posteriore (che è in pratica 1/3 dell’intera vettura) cela alla vista il 12 cilindri Lamborghini.
Nella riproduzione Kyosho non è stato trascurato nulla.
Innanzitutto fa piacere aprire il cofano e vedere la parte intera verniciata in nero opaco, segno di grande cura del dettaglio. Fa ancora più piacere osservare (anche attraverso la “serranda”) il resto però… il propulsore è riprodotto molto bene, dai tromboncini con griglia (peccato sia solo stampata), alla testata (in nero opaco con targhetta Lamborghini), dai fili delle candele (messi un po’ a casaccio per la verità) al roll bar cromato e per finire all’impianto di scarico che parte dai collettori in nero opaco per arrivare ai terminali in color cromo.
Si sente la mancanza di qualche targhetta identificativa e si nota il colore alluminio della testata e di altri particolari non proprio fedele all’originale.



Il margine esterno del cofano motore ospita l’unico (e piccolo) vano bagagli della Jota.

Passiamo all’anteriore.
Onestamente ritengo sia il pezzo forte del modello.
A parte il già citato (e lodato) tappo carburante apribile e passante troviamo fedelmente riprodotti tutti i dettagli della Jota. Trombe di segnalazione acustica, serbatoio carburante (con valvola e tubi di sfiato), i vari serbatoi dei liquidi freno e lavavetri, scatole fusibili, radiatori (con ventole), accumulatore d’energia (volgarmente Laughing chiamata batteria) con annessi cavi e decal.
Mi ha colpito tanto la riproduzione dello stantuffo ad aria compressa (cromato) perfettamente funzionante e la luce di cortesia con tanto di vetro bianco trasparente e base cromata!
Una riproduzione da 10 e lode davvero!



Chiudiamo con l’abitacolo.
All’altezza delle aspettative!
Pannello porta in plastica rigida con parte inferiore in colore a contrasto e bordo argento, ben riprodotto nei dettagli (bracciolo, maniglia e sicura porte).
Battitacco cromato (in fotoincisione) con trama e logo Bertone.
Pianale vettura rivestito in moquette nello giusto spessore e trama.
Brutta la pedaliera fuori scala al contrario della bella riproduzione del poggiapiedi lato passeggero.
I sedili riproducono la forma dei mitici Recaro con annesse cinture a cinque punti (in fotoincisione) ed in materiale soft touch.
Volante ben riprodotto e con al centro lo scudetto Lamborghini con anellino cromato. C’è la solita bava di stampa ma c’è anche la corona di un bel colore nero opaco con le razze lucide a contrasto.
Cruscotto con leve tergi e pulsanti, strumentazione e tunnel centrale veramente ben fatti.
Degno di nota il pomello cambio con specola incisa (si riesce a leggere la posizione delle varie marce!!) e le bocchette di areazione con cornice cromata. Anche il cielo vettura è rivestito e non manca la sua brava plafoniera, alette parasole (purtroppo solo stampate) e specchietto retrovisore!
Nota stonata la mancanza per i montanti parabrezza di una qualsiasi forma di rivestimento.
Potevano essere facilmente coperti oppure più semplicemente verniciati in nero opaco (come il vano motore o il cofano anteriore).








Considerazioni conclusive.
Il modello è (considerato il prezzo di € 72,63) da prendere ad occhi chiusi.
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 MessaggioInviato: 21 Feb 2008 11:24 pm Adv
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 MessaggioInviato: 21 Feb 2008 11:33 pm  
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  maurillo67

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italy

come sempre ottima recensione Wink
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 MessaggioInviato: 21 Feb 2008 11:53 pm  
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  diablo

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Angelo complimenti per la recensione che direi maniacale e precisa Wink
La miura è stupenda come auto e la Kyosho ha fatto un altro capolavoro, altro che Elite by Mattel
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Max
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 MessaggioInviato: 21 Feb 2008 11:56 pm  
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  polinesiano

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italy

Vero imparagonabili!

Come Lamborghini/Ferrari e Nissan Very Happy

Avete presente la NSX?
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