Off- topic - San Valentino

lombricoferoce - 14 Feb 2016 05:14 pm
Oggetto: San Valentino
La Festa di San Valentino si festeggia, come ogni anno, il 14 febbraio.

Prende il nome da un santo della tradizione cristiana che, non si sa esattamente come mai, in un certo momento della storia è diventato santo patrono degli innamorati.

Della storia di San Valentino, non sappiamo tante cose: è sicuro che fosse un sacerdote, un vescovo, secondo alcune versioni e che probabilmente morì come martire, decapitato, a Roma nel terzo secolo.
Non siamo i soli a conoscere poche cose sul suo conto, visto che quando venne istituita la sua festa, nel 469, Papa Gelasio I scrisse di lui che era un uomo il cui nome riceveva “giusta reverenza”, ma i cui atti meritori erano “noti soltanto a Dio”. Rolling Eyes In altre parole, anche Papa Gelasio aveva pochissime certezze su chi davvero fosse San Valentino e su che cosa avesse fatto prima di essere decapitato dalle autorità romane.

In tutto negli antichi documenti si trova traccia di tre diversi San Valentino collegati al 14 febbraio e non è chiaro se siano tre persone distinte, oppure racconti differenti della vita della stessa persona. Ad ogni buon conto, uno di questi santi era nato a Terni, una città di cui era poi divenuto vescovo. Un altro era un sacerdote romano e un terzo infine era un vescovo della provincia romana d’Africa.

La tradizione di San Valentino patrono degli innamorati si è stabilita probabilmente intorno al Quattordicesimo secolo, nell’Inghilterra delle corti e dei cavalieri.

San Valentino rimase un santo tutto sommato poco interessante fino al basso medioevo, quando Geoffrey Chaucer, l’autore dei “Canterbury Tales”, scrisse di “antiche leggende”, non si sa bene scovate dove, in cui San Valentino veniva associato a racconti che avevano a che fare con amanti o altri fatti amorosi.
Insomma, Chaucer recuperava San Valentino per trasformarlo nel santo dell’amor cortese che proprio in quegli anni cominciava a diffondersi tra l’aristocrazia europea.
A quel punto storie e leggende sugli atti di San Valentino a favore degli amanti si moltiplicarono.

Ma la scelta di San Valentino per questo ruolo potrebbe essere stata dettata da un fatto piuttosto bizzarro, ossia che proprio intorno al 14 febbraio nell’antica Roma si celebravano i Lupercalia, una festa legata alla fertilità.
Insomma, San Valentino forse divenne San Valentino soltanto perché la sua festa cadeva nei giorni in cui i romani pagani festeggiavano l’amore in maniera piuttosto spigliata. Rolling Eyes
Grazie a Chaucher questa tradizione è rimasta legata soprattutto al mondo anglosassone.
Dal Regno Unito è arrivata negli Stati Uniti, dove nel corso dei secoli è stata istituzionalizzata e commercializzata, fino a far sparire quasi completamente la figura del misterioso santo e lasciare tutto il resto. Ma va? Rolling Eyes

I Lupercalia? Erano un’antichissima festa romana in onore del dio Luperco, protettore del bestiame domestico e divinità pastorale invocata a protezione della fertilità in senso lato.
Pallante figlio di Ermes, giunse dall’Arcadia nel Lazio sul Palatino dando al colle il proprio nome. Assunto il nome di Evandro, introdusse presso gli abitanti del luogo il culto ellenico di Demetra, la Cerere latina, Eracle e Pan, il Fauno latino.
Il Sacrario del Lupercale era una buia caverna ai piedi del monte Palatino.
Evandro aveva consacrato quella grotta al dio Fauno dove si tramanda che la lupa avesse allattato Romolo e Remo.
L’antica festa dei Lupercali a Roma si celebrava il 15 febbraio di ogni anno, seguita il 18 febbraio dalla “Februatio” .
Il rito lupercale era anticamente di ambiente agreste e non urbano, officiato da contadini e pastori proprietari di greggi e di animali da cortile.
Realizzata l’urbanizzazione, il rito fu portato in città.
In ambiente preurbano arcaico, contadini e pastori, con questo rito, svolgevano un atto di esorcizzazione nei confronti dei branchi di lupi dei boschi e questi riti si svolgevano forse in febbraio e comunque alla fine dell’inverno quando i lupi erano più affamati dopo i forzosi digiuni invernali.

Nel Lupercale urbano le due schiere di sacerdoti rappresentavano simbolicamente due branchi di lupi ed il fatto che gli stessi sacerdoti fossero coperti con le pelli delle capre sacrificate, faceva sì che gli stessi diventassero contemporaneamente lupi e capri e questo significava la volontà di stabilire un pacifico ed armonico ecosistema tra animali selvaggi ed animali domestici.
Per saziare la loro fame si auspicava quindi che i lupi trovassero sostentamento con quello che il regno animale e vegetale offriva loro all’interno di boschi e foreste, facendoli astenere dal cercare cibo nei territori abitati e condotti dagli uomini.
A tal fine nel Lupercale si sacrificavano in onore dei lupi una o più capre e anche un cane, così si veniva a sacrificare il loro avversario più temibile, il protettore delle greggi e degli animali domestici.
Il culto del lupo ha remote origini indeuropee ed ha trovato grande spazio nel mondo prima italico e poi romano con il mito dell’allattamento di Romolo e Remo.
La figura del lupo come feroce animale combattente ma disciplinato è stata sempre associata dai romani alla figura del dio Marte.
Le pelli di lupo hanno rappresentato nel mondo romano antico un simbolo inquietante di forza, legate sì ad un mondo arcaico in estinzione ma queste pelli sono rimaste comunque sempre prestigiosamente presenti, indossate come furono in epoche più tarde dai Signifer, i portainsegna delle legioni romane.

I Lupercali sono stati una delle ultime feste romane abolite dai cristiani anche se negli ultimi tempi avevano assunto un significato solamente folcloristico.
Gelasio papa dal 492 al 496, scriveva una lettera di rimostranze al Senato romano lamentandosi come si tenessero ancora i Lupercali, feste pagane a cui partecipavano anche le genti cristiane.
Questa festa di travestimento, da cui derivò in seguito il Carnevale, si è mantenuta fino al 492 d.C., anche se vi partecipavano ormai solo il popolino e gli schiavi.
Papa Gelasio con un trattato teologico abolì quindi i Lupercali assieme alla “Februatio” e sostituì queste feste di purificazione della città di Roma con quella di purificazione di Maria, una processione cristiana che si svolgeva il 2 febbraio con dei ceri accesi, la Candelora.
Febbraio era il “mensis februarius” (da “februo”, purificare), consacrato alla Dea Iunio Februata (Giunone Purificatrice), considerato allora l’ultimo mese dell’anno e dedicato appunto alla Purificazione delle cose e degli uomini.
I riti iniziavano alle calende del mese col rito della Februatio, processioni di fanciulle che giravano per Roma tenendo in mano purificanti candele accese (la futura Candelora).

Sembra che tutte le feste cristiane siano state fatte per coprire e sostituire le feste "pagane", mah! Rolling Eyes
E_656 - 14 Feb 2016 05:27 pm
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Invece io credevo fossero i Saturnali le feste che si avvicinassero di più al carnevale...
Cercando qui e là ho letto che i Saturnali erano più simili per periodo e scambio di doni al natale...
Mah, non si finisce mai d'imparare.
Grazie Franz! Cool
lombricoferoce - 14 Feb 2016 05:32 pm
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Prego Smile felice 2
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