Treni - Trenini: plastici e diorami ferroviari

lombricoferoce - 25 Ott 2013 12:06 pm
Oggetto: Trenini: plastici e diorami ferroviari
Apro questo topic dedicandolo ai piccoli mondi incantati che hanno per protagonisti ovviamente i trenini, vulgaris ai plastici e diorami ferroviari, possibilmente fatti dalla popolazione di AMG ma non solo e magari per disquisirci sopra insomma un po’ di tutto …. ma in tema.
Spero di aver fatto cosa gradita.
Servus
Keep-all - 25 Ott 2013 12:39 pm
Oggetto:
Aprendo questo nuovo topic, vuol dire che conosci già chi pubblicherà qualcosa, o no? Rolling Eyes Wink
Altrimenti sarà come la particella di acqua Lete: c'è nessuno??!! Mr. Green


Alberto
lombricoferoce - 25 Ott 2013 01:33 pm
Oggetto:
La risposta è no.
Se sarà una caccola solitaria ... la toglierò illico et immediate, ovviamente. Rolling Eyes

Ho visto che qualcosa è stato pubblicato ... sia da Guido e sia da Max ... mi metto in finestra ... servus Embarassed
fantasmak - 25 Ott 2013 02:57 pm
Oggetto:
Laughing

sotto:

Do il via alle danze di questo nuovo topic dedicato ai plastici e diorami ferroviari.

Locomotiva a vapore Gr. 728 delle FS (ex austriaca, preda bellica ) in sosta presso la stazione di Sant'Elia
sulla linea Trieste-Erpelle.Diorama interamente autocostruita da un socio del Museo Ferroviario di Campo Marzio.
lombricoferoce - 25 Ott 2013 06:44 pm
Oggetto:
Più che preda bellica, la cessione di locomotive e di altri beni mobili ed immobili da parte dell'Austria era come risarcimento danni .... vae victis caro mio! Normalmente le prede belliche sono le armi o i mezzi lasciati o catturati al nemico, se la locomotiva fosse stata catturata in un'azione di guerra o abbandonata dal "nemico" in ritirata .... ma qui come ben sai non è così. :smile:

So che sei un permalosone quindi perdonami per l'appunto e non fare la principessina offesa, eh?!. Wink
fantasmak - 25 Ott 2013 07:53 pm
Oggetto:
Le locomotive austriache passate all'Italia durante e dopo il primo conflitto mondiale,possono essere di" preda bellica" o cedute per" danni di guerra".
Ci sono tanti libri scritti da autori di primo piano del settore che citano "locomotive di preda bellica".Vai a vedere.
Guido
lombricoferoce - 25 Ott 2013 08:17 pm
Oggetto:
credo che i tuoi autori di primo piano non siano esenti dal pressapochismo dei termini in uso dalla lingua dello stivalone.
Sapranno di treni ma ignorano cosa sia una preda bellica, mi sembra lampante. Se poi a loro tutto è concesso anche gli strafalcioni, allora ok, la locomotiva è una preda bellica, pur essendo stata ceduta dall'Austria-Ungheria per coprire i danni e/o le spese di guerra, tant'è vero che tutto è stato stabilito nel trattato di pace, tutto, puntigliosamente. Se proprio vogliamo potrebbe essere usato il termine bottino di guerra e calzerebbe di più nella sua genericità anche se .... non è giusto. Quindi non basta pubblicare un libro per conoscere il significato preciso delle parole anche se sarebbe d'uopo.
Per finire ti faccio notare che le "tue prede belliche" prima di passare all'Italia erano di proprietà statale e non privata, come mai? Te lo dico io, per avere o acquisire "roba" privata di qualsiasi genere, bisognava risarcire/pagare il privato austriaco o marziano che sia. "La preda bellica "non guardava in faccia nessuno in quanto non gestita da regole ...
Basta?
fantasmak - 28 Ott 2013 02:35 pm
Oggetto:
*Con il trattato di pace che sancì la fine della prima guerra mondiale,l'Italia acquisì un cospicuo numero di locomotive a vapore dall'Austria come risarcimento ai danni di guerra.

*Per quanto riguarda il materiale rotabile della Sudbahn (societa' privata con capitali francese e inglese), si istituì un comitato (a Roma?)per decidere la suddivisione di tale materiale fra sei paesi (tra cui Italia,Austria,Ungheria e altri tre che non ricordo).Per la spartizione si calcolo' i chilometri di strada ferrata avente ogni singolo Paese.

*Con l'avanzata delle truppe italiane, gli austriaci nella loro ritirata,abbandonarono lungo il percorso un certo numero di locomotive,la maggior parte delle quali vetuste o non in buone condizione,ma qualcuna ancora in ordine di marcia, che gli italiani requisirono come preda bellica.

Guido

PS:ecco cosa intendevo per preda bellica.
lombricoferoce - 28 Ott 2013 07:11 pm
Oggetto:
Che noia avere sempre ragione. :primo premio:

Quindi vuol dire che il tuo decantato genio che ha scritto un libro sulle locomotive di preda bellica si limita alle ciofeche abbandonate dagli austro-ungarici? Perchè se così non fosse avrebbe cannato il titolo facendo un polpettone.




fantasmak - 28 Ott 2013 07:24 pm
Oggetto:
Penso di non aver torto io dicendo delle locomotive preda bellica.La preda bellica sulle locomotive c'è stata,quindi ho scritto giusto.Per quanto riguarda il libro dovrei dare una guardatina sull'argomento trattato,perchè saranno piu' di vent'anni che non lo guardo.
Guido
lombricoferoce - 28 Ott 2013 07:58 pm
Oggetto:
Direi che l'argomento è interessante ma qui siamo andati in ot di brutto.
A te concedo anche la licenza poetica di definire la locomotiva in questione come preda bellica, potrebbe, come no ... ma visto che non conosciamo la sua storia potrebbe starci, ma non accetto che si scriva un libro intitolandolo "Locomotive di Preda Bellica" mettendo nella stessa pentola ... "tutto".

Quando avremo informazioni dettagliate sull'argomento "treni fregati all'Austria" apriremo un topic, che dici? Sempre che a qualcuno interessi. Razz

Continuiamo con i diorami.

Servus
fantasmak - 28 Ott 2013 08:57 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:
Direi che l'argomento è interessante ma qui siamo andati in ot di brutto.
A te concedo anche la licenza poetica di definire la locomotiva in questione come preda bellica, potrebbe, come no ... ma visto che non conosciamo la sua storia potrebbe starci, ma non accetto che si scriva un libro intitolandolo "Locomotive di Preda Bellica" mettendo nella stessa pentola ... "tutto".

Quando avremo informazioni dettagliate sull'argomento "treni fregati all'Austria" apriremo un topic, che dici? Sempre che a qualcuno interessi. Razz

Continuiamo con i diorami.

Servus



Guido
Keep-all - 31 Ott 2013 07:15 pm
Oggetto:
Per colpa del Lombrico, i dioramisti ferroviari si sono impauriti. Shocked
E ora? Question Neutral

A. Very Happy
fantasmak - 12 Nov 2013 02:48 pm
Oggetto:
Mr. Green

sotto:

Scorcio del plastico del Museo Ferroviario di Campo Marzio.
diablo - 12 Nov 2013 04:42 pm
Oggetto:
Mi piacerebbe vederlo dal vivo... noto nessuna "Preda Bellica" ... Rolling Eyes Mr. Green
fantasmak - 12 Nov 2013 05:13 pm
Oggetto:
Ti aspettiamo,Max.Non ho messo nessuna "Preda Bellica" onde evitare strascichi infiniti. Mr. Green
Guido
diablo - 12 Nov 2013 05:50 pm
Oggetto:
Non ha senso un diorama senza un trenino... almeno un bottino di guerra che a stento si vede uscire dalla galleria... Mr. Green
fantasmak - 12 Nov 2013 06:09 pm
Oggetto:
Comunque in un plastico o diorama che sia,il paesaggio fa la sua parte:io ,con la foto, volevo evidenziarlo.
Guido
diablo - 12 Nov 2013 06:23 pm
Oggetto:
Il diorama è bello anche senza modelli... poi meglio evitare strascichi infiniti con chi sai tu! Mr. Green
lombricoferoce - 13 Nov 2013 10:58 am
Oggetto:
Keep-all ha scritto:
Per colpa del Lombrico, i dioramisti ferroviari si sono impauriti. Shocked
E ora? Question Neutral

A. Very Happy


1_2_3 ma perché mi tiri sempre in ballo anche quando non c'entro? Chi vuoi che mi .... c .. calcoli ? O ti diverti a sparare sulla Croce Rossa? Sì potrebbe essere. Dimenticavo, il fascino perverso dell'OT, eh? :smile:


@fantasmak: il diorama fotografato è di fantasia o ... no? Rolling Eyes


Servus Very Happy
Keep-all - 13 Nov 2013 11:36 am
Oggetto:
4_3_2_1
Oh, oh, il piccolo ed indifeso crocerossino di quasi due metri che sotto sotto spara a pallettoni alle sue prede belliche e non e poi mette in "croce" con questi OT.
Ma sei fissato con questi OT!! Evil or Very Mad
Per Natale te ne regalerò un sacco pieno, così finirai di lamentarti e ne avrai a dovere fin che campi!! Wink

Servus borbottone!! Mr. Green
Alberto
lombricoferoce - 13 Nov 2013 12:07 pm
Oggetto:
quindi:
fantasmak - 13 Nov 2013 04:44 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:
Keep-all ha scritto:
Per colpa del Lombrico, i dioramisti ferroviari si sono impauriti. Shocked
E ora? Question Neutral

A. Very Happy


1_2_3 ma perché mi tiri sempre in ballo anche quando non c'entro? Chi vuoi che mi .... c .. calcoli ? O ti diverti a sparare sulla Croce Rossa? Sì potrebbe essere. Dimenticavo, il fascino perverso dell'OT, eh? :smile:


@fantasmak: il diorama fotografato è di fantasia o ... no? Rolling Eyes


Servus Very Happy


Cerrrrto che è di fantasia,lombrix.
Guido
lombricoferoce - 15 Nov 2013 11:37 am
Oggetto:
Che senso ha fare un plastico o un diorama bello e cicciotto ma "finto" ?

E solo una domanda, eh!

Servus
Keep-all - 15 Nov 2013 12:23 pm
Oggetto:
In genere, è difficile o quasi impossibile riprodurre perfettamente un ambiente naturale che veramente esista. Diversa cosa è fare un plastico di una stazione ferroviaria, di un ambiente ben definito con elementi architettonici o stradali. Quest'ultimo è così e rimane così. Il paesaggio naturale muta nel tempo; ha molti, troppi elementi che l'occhio umano non riesce a fermare: rilievo orografico, vegetazione, elementi naturali di altro genere, come fiumi, rocce, cascate e/o elementi creati dall'uomo, come strade, recinti, ponti, ecc. ecc.
Mi sembra che anche il bellissimo plastico di Amburgo sia completamente di fantasia e sia soltanto bello a vedersi tanto da mangiarselo con gli occhi. Razz

Non sono un esperto di diorami ferroviari, di certo più nel saper costruire quelli architettonici, ma per quello che so, solitamente si fa di un diorama ferroviario un'ambientazione generica, ad esempio una ferrovia di montagna, un paesaggio di campagna, un particolare cittadino, ma non la ferrovia del monte vattelapesca o quella che passa esattamente al chilometro 254 della campagna Avellino-Salerno. Wink
Poi non so cosa pensano i dioramisti di questa cosa, se c'è un'idea comune per tutti o invece ognuno è libero di esprimere il diorama come meglio crede.... Rolling Eyes

A.
fantasmak - 15 Nov 2013 12:28 pm
Oggetto:
Semplicemente perchè se riproduci un tratto di ferrovia realmente esistente,devi farlo tale e quale al vero (a parte i raggi delle curve troppo strette e i rettilinei troppo corti-ci vorebbero centinaia di metri quadrati per il plastico).Questo puo' andar bene per un diorama di piccole dimensioni dove puoi riprodurre anche il piu' piccolo particolare,ma in un plastico delle dimensioni di quello del Museo è improponibile.Ci vogliono un sacco di soldi e molto,ma molto tempo per fare un'opera simile.Quindi ci si accontenta di quello che si fa con la fantasia. Mr. Green
Guido

PS:Esatto Alberto:il plastico di Amburgo io non l'ho visto,ma mi hanno detto che si possono vedere i principali monumenti d'Europa e del mondo perfettamente riprodotti,ma l'ambientazione e la linea ferroviaria sono di pura fantasia.
lombricoferoce - 15 Nov 2013 12:52 pm
Oggetto:
@ Alberto & Guido: peccato ... Mr. Green

Comunque al museo ferroviario ci sono diorami e plastici che rappresentano il vero, che poi per far star dentro tutto ... ecc ... a questo proposito fantasmino del piffero ... potresti pubblicare qualcosa usando, con perizia somma, la tua super tecnologica macchina fotografica ..., ad esempio quel plasticone carsico dove io mi perdo a guardare i trenini per delle .. ehemm per un po'. Shocked
fantasmak - 16 Nov 2013 09:15 pm
Oggetto:
Smile felice 3

sotto:

Linea a scartamento ridotto con treno turistico trainato da locomotiva a vapore.

Nella foto qua sotto il treno è fermo ad una fermata.

In basso è nella stazione capolinea.
diablo - 16 Nov 2013 11:22 pm
Oggetto:
Guido, la stazione esiste in 1/1 ?
fantasmak - 16 Nov 2013 11:35 pm
Oggetto:
No Max,è di pura fantasia.
Guido
fantasmak - 20 Nov 2013 05:32 pm
Oggetto:


Plastico di Villa Opicina ambientato nel 1910.

Sotto:

Fabbricato Viaggiatori della stazione di Villa Opicina.

In mezzo:

Fase di giratura sulla piattaforma girevole di una locomotiva kkStB 270.(Modello Kleimbahn).

in basso:

Fabbricato appartenente al complesso della stazione di Villa Opicina-Campagna.
diablo - 20 Nov 2013 05:39 pm
Oggetto:
Guido, si trova sempre al museo?


fantasmak - 20 Nov 2013 06:46 pm
Oggetto:
Sì Max,questo è il primo plastico realizzato al Museo:è un po' datato e avrebbe bisogno di una rinfrescatina,ma a me piace tantissimo perchè è molto "arioso", ha degli ampi spazi come nella realta',non come certi che hanno binari che si sovrappongono,ponti,gallerie,case,casette tutte in uno spazio limitato quasi fosse un presepio.
Questo imita molto bene la realta'. Very Happy Very Happy Very Happy
Guido.
lombricoferoce - 20 Nov 2013 08:10 pm
Oggetto:
Questo è quello che mi piace ...e che guardo sempre e metto in moto con piacere e a cui alludevo ...

Ma non penserai di cavatela con 2 foto striminzite, eh!?

Quanto è grande? Ecc .. ecc..

Su, su Guidin cortese, rompi gli indugi ... che questo merita, peccato che non si possa pubblicare un piccolo video Crying or Very sad
fantasmak - 20 Nov 2013 08:47 pm
Oggetto:
@lombricuccio....bisogna centellinare le foto un po' alla volta.Comunque anche a me questo plastico piace.
Appena ne faccio altre di foto,sara' mia premura pubblicarle. Very Happy Very Happy Very Happy
Guido.
lombricoferoce - 20 Nov 2013 09:37 pm
Oggetto:



Eh se non ci fossi io .... Shocked il mondo andrebbe meglio.

Costruito nel 1983 dai soci Rita Coffieri, Igor Dolenc, Loris Cosmini e Fulvio Forti, il plastico del comprensorio ferroviario di Villa Opicina ambientato nel 1910, fa ancora la sua bella figura. Nel plastico sono raffigurate le stazioni della "Meridionale" e della "Transalpina" in un contesto come il Carso che all'epoca aveva pochissima vegetazione.

Il grande plastico presente al museo di Trieste Campo Marzio degli impianti di Villa Opicina nel 1910.
Il plastico riproduce lo stato dei 2 impianti di Villa Opicina di un secolo fa,quando ancora quest'ultima e Trieste erano sotto il dominio austro-ungarico;la stazione più in primo piano,Opicina staatsbahn,l'odierna stazione di Villa Opicina,era quella della linea "Transalpina" delle KkStB che in origine collegava Budweis(odierna Ceské Budejovice,in Repubblica Ceca)con Trieste,mentre quella più all'interno,Opicina Sudbahn,è l'odierna Opicina Campagna,all'epoca stazione sulla linea "Meridionale" Vienna-Trieste di proprietà della Sudbahn;le 2 stazioni sono collegate da un raccordo semicircolare,sulla sinistra del plastico(dove circola un simpatico convoglio con vaporiera e tre carri che fanno spola tra le 2 stazioni...).
Oggi la stazione di Villa Opicina è quella originariamente della Transalpina,anche se quella della Meridionale esiste ancora ed il suo fascio binari è usato per il ricovero dei carri merci in transito,come pure esiste ancora il raccordo semicircolare,mentre la ex Meridionale è stata spostata e gli originari binari che partono da Opicina Campagna sono ora utilizzati lato est per un raccordo.Dal lato ovest la linea è stata smantellata.








Servus :smile:
fantasmak - 20 Nov 2013 09:53 pm
Oggetto:
Ottimo...così non occorre che metta piu' altre foto.
Guido.
lombricoferoce - 20 Nov 2013 09:56 pm
Oggetto:
Non ti azzardare 1_2_3

L'attuale stazione di Villa Opicina è il risultato di un’evoluzione durata all’incirca un secolo. La prima linea ferroviaria ad attraversare il territorio di Opicina (frazione di Trieste, situata sull’altipiano carsico a circa 300m di quota) fu la Vienna-Graz-Lubiana-Trieste, progettata da Carlo Ghega e completata nel 1857. Solo due anni dopo la linea fu ceduta dallo Stato - che si trovava in una grave situazione finanziaria - all’Imperial Regia Privilegiata Società della Ferrovia Meridionale, che nel 1864 istituì la fermata di Opicina, alquanto discosta dal paese.

La situazione rimase inalterata fino al 1906, quando entrò in funzione il secondo collegamento ferroviario di Trieste con l’Europa centrale, la cosiddetta Ferrovia Transalpina che da Trieste S. Andrea (ora Trieste Campo Marzio) via Opicina e Gorizia risale la valle dell’Isonzo e, sottopassando le Alpi Giulie, le Caravanche ed i Tauri raggiunge il centro della Boemia. Sulla nuova linea, che passa più vicina al paese, fu costruita la stazione di Opicina Staatsbanhof, che venne collegata tramite un raccordo semicircolare alla linea della Meridionale, dove la semplice fermata di Opicina divenne la stazione di Opicina Südbanhof

Dopo il 1918 i nomi delle stazioni, ora entrambe statali, divennero Opicina (dal 1923 Villa Opicina) sulla Transalpina e Opicina Campagna sulla Meridionale. Il regime fascista mutò poi nel 1943 i nomi rispettivamente in Poggioreale del Carso e Poggioreale Campagna.

In aprile ed in ottobre del 1944 bombardamenti alleati, pesantissimi, colpirono la stazione ferroviaria di Poggioreale (Opicina) dove stazionavano treni carichi di munizioni.
Ovviamente le bombe non caddero solo sui treni tedeschi segnalati dai partigiani....
Fuori della chiesa di Opicina c'è una bella lapide che ricorda i morti civili.

Alla fine della seconda guerra mondiale il nuovo confine fra Italia e Jugoslavia tagliò entrambe le linee pochi chilometri oltre le due stazioni di Opicina, che assunsero il ruolo di stazioni di frontiera. Apparve evidente la necessità di fonderle in un’unica stazione, modificando il tracciato della Meridionale: la linea proveniente da Trieste venne fatta entrare nella stazione di Poggioreale del Carso, affiancando il binario della Transalpina, ed un’analoga modifica di tracciato venne apportata dal lato opposto. La stazione di Poggioreale Campagna venne ridotta a scalo sussidiario, col nome di Scalo Campagna. Il raccordo semicircolare venne privato della linea aerea di contatto ed il materiale recuperato venne utilizzato sul nuovo tracciato.

I lavori, che interessarono anche i piazzali dello scalo merci, durarono dal 1956 al 1963 e finalmente nel 1968 la stazione di Poggioreale del Carso, dotata di un nuovo Fabbricato Viaggiatori e divenuta così l’unica stazione della borgata, riassunse il nome di Villa Opicina. Infine, nel 1982, dopo la costruzione dell’Autoporto di Fernetti, il piazzale di Opicina Campagna venne collegato all’autoporto stesso con un apposito raccordo che percorre in parte l’antico tracciato abbandonato della Meridionale. Così il raccordo semicircolare non più elettrificato serve, oltre al collegamento fra Villa Opicina da un lato e lo Scalo Campagna e le Officine Laboranti (manutenzione di veicoli ferroviari) dall’altro, anche per le rare tradotte da e per l’autoporto. Da notare che per raggiungere i binari di corsa della stazione proveniendo dall’autoporto è necessario passare attraverso il fascio merci, non essendovi una comunicazione diretta fra l’una e l’altro.
Da parte jugoslava venne realizzato nel 1948 un collegamento diretto fra la stazione di Sežana, sulla Meridionale, e la località di Kreplje – poco dopo Monrupino -, sulla Transalpina, per evitare un doppio passaggio di frontiera ai treni che da una linea sono diretti all’altra.

Dopo la cancellazione dell'Euronight Venezia a partire dall'11 dicembre 2011, la stazione è attualmente interessata esclusivamente da traffico merci, eccezion fatta per treni storici (per modo di dire) e d'agenzia.
Praticamente in una parola: segata. Confused
diablo - 20 Nov 2013 10:00 pm
Oggetto:
Grazie Franco

@ Guido, certo che devi mettere altre foto... Wink
fantasmak - 21 Nov 2013 04:55 pm
Oggetto:
Smile

sotto:

Automotrice ALn 772 delle FS sta percorrendo,isolata, un tratto del plastico del Museo di CM. Modello Os.kar.
lombricoferoce - 21 Nov 2013 07:14 pm
Oggetto:
Sarò "semo" ma Non capisco che vuoi dire Confused

un tratto del plastico del Museo di CM?

Che museo? Che plastico ? Che mucche? Insomma che .. Question

Che poi il treno sarebbe quella che noi chiamiamo Littorina?

Ora ho capito.
1_4_2_3 Orrore non mi dire che invece di scrivere Campo Marzio ... hai scritto CM? Non me lo dire

Cos'è per compensare tutta la manfina che ho riportato sopra? Shocked
diablo - 21 Nov 2013 07:50 pm
Oggetto:
Franco, sempre a temperare! Very Happy

@ Guido, una curiosità... quando dovete fare manutenzione come fate? Rolling Eyes
fantasmak - 21 Nov 2013 09:14 pm
Oggetto:
@ lombrico CM=Campo Marzio.Le littorine erano le ALn 56 e ALn 556 automotrici di prima generazione.
Con il tempo si uso' questo termine a tutte le ALn e ALe .

@max,quando c'è da fare manutenzione puliamo i binari con uno straccetto con benzina avio e per levare la polvere usiamo un aspirapolvere con poca potenza.Se qualche componente elettronico o elettrico non funziona lo sostituiamo.
Guido
diablo - 21 Nov 2013 09:23 pm
Oggetto:
Guido, forse mi sono spiegato male, lo so come si fa manutenzione, ma come fate viste le dimensioni (??) Rolling Eyes
fantasmak - 21 Nov 2013 09:55 pm
Oggetto:
Nel plastico ci sono delle botole d'accesso messe in punti strategici per poter arrivare in qualsiasi angolo dell'impianto.
Guido
diablo - 21 Nov 2013 11:12 pm
Oggetto:
Grazie! Very Happy
Tu hai partecipato alla realizzazione?
diablo - 22 Nov 2013 01:46 am
Oggetto:
Ciao Guido,
ho visto sul vostro sito del Museo questo plastico... ma quanti diorama ci sono esposti?
lombricoferoce - 22 Nov 2013 05:29 am
Oggetto:
Questo plastico rappresenta il capolinea del tranway numero 6 a Barcola, fine anni 50 o inizi 60, ridente posticino dove i Piovarolesi vanno a passeggiare lungo il mare o a scottarsi le chiappe chiare.

Il servizio di questa linea è stato soppresso nel dicembre del 1969 Confused No comment.
La definizione tramway è un retaggio espressamente austriaco, in tedesco di "Germania" si dice Straßenbahn, treno da strada.

Tra l'altro per amor di cronaca, la prima linea a trazione animale fu inaugurata a Trieste, regnante Franz Joseph I von Österreich, il 30 marzo 1876, sulla tratta Torrente-Boschetto (le attuali vie Battisti e via Giulia), anticipando di 6 anni Milano.

Nonostante il tempo trascorso, il suo mito, condito con un po' di rimpianto, continua a resistere all'usura del tempo, sebbene siano passati 44 anni da quando ha ceduto il posto all'autobus. Infatti il 30 dicembre 1969 si concludeva definitivamente il servizio tranviario sulla linea 6, quella per Barcola, come già accennato, amata non solo da triestini ma anche dai numerosi turisti che, per spostarsi a Miramar, sceglievano questo mezzo di trasporto che permetteva loro anche di ammirare il lungomare.

Un rapporto stretto quello fra Barcola e il tram, iniziato nel lontano 1883 con l'istituzione di un servizio di vetture ippotrainate, aperte per l'estate e chiuse per affrontare la stagione rigida.

Ma il XX secolo, improntato alla modernità, favorito com'era dalle numerose scoperte scientifiche e dall'applicazione della tecnica alla vita di tutti i giorni, diede una spinta innovativa anche al tram.
Così la Società Triestina del Tramway, conscia dei benefici che tale servizio avrebbe reso alla città ma anche attenta ai propri interessi economici e alla popolarità che ne sarebbe derivata, decise di attivare una linea tranviaria a trazione elettrica per Barcola.
Già negli ultimi anni del XIX secolo nella zona, divenuta già residenziale, vi erano sorte numerose abitazioni quasi tutte di lusso .... ma anche trattorie e perfino uno stabilimento balneare, quindi creare un collegamento veloce con la città era diventato indispensabile.

La solenne cerimonia di inaugurazione del tram elettrico si svolse alle ore 18 di domenica 1° ottobre 1900, al calar della sera per meglio evidenziare l'importanza dell'avvenimento. Fu una escamotage affinché l'effetto delle vetture illuminate, in uno scenario disseminato di lampade e lanterne, costituisse il principale effetto pubblicitario.
Con un quarto d'ora di ritardo sul tempo previsto uscirono dalla rimessa di via Margherita (appena realizzata proprio per ospitare questo nuovo tipo di veicolo) tre convogli composti da tram e rimorchio, diretti ai Volti di Chiozza (centro città) per accogliere gli invitati e per dirigersi poi verso il capolinea di Barcola.

Le cronache dell'epoca de "Il Piccolo", detto il "Bugiardello" giornale locale, oggi vergognosamente asservito .... lasciamo perdere ....., .... parlarono di questo fatto come di un grandioso evento cittadino, con lunghe file di persone accalcate nelle strade già un'ora prima dell'ora stabilita, perché interessate al transito inaugurale.
Fin dalla sua istituzione venne chiamata anche “linea scacciapensieri”, forse perché conduceva in un "luogo idilliaco" dove ogni pensiero negativo poteva venir meno difronte alla bellezza della natura.

Servus

P.s il museo abbonda di plastici e diorami Razz
fantasmak - 22 Nov 2013 09:11 am
Oggetto:
diablo ha scritto:
Grazie! Very Happy
Tu hai partecipato alla realizzazione?


No Max, il plastico di Villa Opicina è stato il primo costruito dai soci del Museo,parliamo del periodo fine anni '70/inizio '80:io allora non ero ancora iscritto.

Guido
fantasmak - 22 Nov 2013 09:16 am
Oggetto:
diablo ha scritto:
Ciao Guido,
ho visto sul vostro sito del Museo questo plastico... ma quanti diorama ci sono esposti?


Ce ne sono parecchi di diorami esposti al Museo:merita una visita.
Guido
diablo - 22 Nov 2013 11:03 am
Oggetto:
Franco, peccato che hanno abolito quella linea! Rolling Eyes

@ Guido, vedrò di organizzarmi. Very Happy
E_656 - 22 Nov 2013 11:14 am
Oggetto:
Franco, sei un'enciclopedia... Potresti presiedere l'APT di Piovarolo. Wink
Il piccolo diorama di Barcola è ... Bello!
Ho cercato vari aggettivi, ma alla fine il più semplice è anche il più adatto.
lombricoferoce - 22 Nov 2013 12:02 pm
Oggetto:
@ Diablo visto che mi tiri sul ghiaccio io pattino.
Qui da noi l'amministrazione comunale (o chi per loro), da anni, ha abolito sia i filobus e sia i tram notoriamente inquinanti per sostituirli con autobus notoriamente non inquinanti.

Questi mezzi a trazione elettrica coprivano tutto il tracciato cittadino tranne l’altipiano.
I mezzi radiati sono finiti in un po’ in tutte le città dello stivalone.

Dimmi tu, secondo te, quando hanno fatto una scelta del genere gli amministratori di Piovarolo che parte del loro corpo hanno usato? Domanda retorica.

L'unico mezzo elettrico tuttora in funzione in città e la tranvia o trenovia che collega Trieste ad Opicina, cittadina che sta sull'altipiano a 300 e rotti metri sul livello del mare, (Piovarolo di sopra). La linea è più conosciuta dagli indigeni con la dicitura “tram de òpcina” in dialetto triestino o Openski tramvaj in carsolin-sloveno.

In poche parole è una linea tranviaria interurbana panoramica che è, anzi era, una delle attrazioni turistiche di Trieste, tuttora ferma da settembre 2012 per consentire lo svolgimento di importanti lavori di manutenzione straordinaria.

La verità è che si sono mangiati i soldi oltre a vedere questo tram come una rottura di scatole.
Ma per fortuna linea e vetture sono vincolate come patrimonio storico e culturale e quindi ….. chi pensa di buttare il tutto deve andare a … sulle ortiche, quando soffia la Bora a 230.

Questa linea ha una caratteristica unica in Europa avendo un tratto con pendenza massima del 26%, lungo il quale le vetture vengono spinte (in salita) o trattenute (in discesa) da un particolare impianto a funicolare con tanto di carro scudo, il tutto funziona sfruttando la legge fisica dei contrappesi.

Quando la Venezia Giulia si chiamava solo Giulia …. la concessione per la costruzione della trenovia fu emanata il 28 ottobre 1901 e la linea, gestita dalla Società Anonima delle Piccole Ferrovie di Trieste (SPF), nata nello stesso periodo, fu inaugurata il 9 settembre del 1902.
Quindi per costituire la società e portare a termine i lavori iniziati da zero, quindi scavi, posa binari e macchinari, cavi ... collaudi vari …. ci si mise un anno ed un mese, più o meno …

.... e ‘sti zapa bacoli ci mettono una vita per dei lavori di manutenzione non ancora ultimati dopo un anno.

Amen

@ Giuseppe: io sono uno squallido scopiazzatore.

Servus Very Happy
diablo - 22 Nov 2013 12:03 pm
Oggetto:
Franco, un po quello che è successo anche in altre città... che tristezza! Confused

Giuseppe, altre foto... ma noto che qualcosa è stato modificato nel tempo... Rolling Eyes


E_656 - 22 Nov 2013 12:36 pm
Oggetto:
Diablo... Trasmette proprio quell'aria "scacciapensieri" che aveva citato Franco. Pur essendo un diorama è pieno di movimento, di solito non è semplice riuscirci in queste realizzazioni.

Franco: di storie che sopprimono il trasporto su rotaia in favore di quello su gomma è piena l'Italia intera, ma a volte no...
A Salerno c'era una filovia, soppressa anch'essa, ora però hanno inaugurato una metropolitana di superficie che utilizza il tratto cittadino della linea per Reggio Calabria. In una città del Sud, con un trasporto urbano asfittico ed un traffico caotico è una bella notizia.
diablo - 22 Nov 2013 01:20 pm
Oggetto:
Giuseppe, ma tu sei di Salerno?
Si, mi ricordo della filovia e quante volte l'autista scendeva per rimettere su le due aste di captazione. Very Happy

Mi ricordo una ventina di anni fa di aver visto a Napoli un filobus realizzato dall'Alfa Romeo... forse mi sbaglio... Rolling Eyes
E_656 - 22 Nov 2013 01:37 pm
Oggetto:
Ci vado abbastanza spesso a Salerno, ma lavoro altrove.
E' una città alla quale sono molto legato e della quale mi arrogo il personale diritto di esserne "cittadino" esterno. Very Happy
lombricoferoce - 22 Nov 2013 01:55 pm
Oggetto:
E sì che esistevano i filobus Alfa Romeo ....

http://www.alfasport.net/webPage/View.asp?id=333




Questi erano in servizio quando avevo meno capelli bianchi Very Happy
fantasmak - 22 Nov 2013 03:35 pm
Oggetto:
25 filobus della rete filoviaria di Trieste sono stati venduti a quella di Salerno:

Alfa Romeo 140AF del 1951 carrozz.Stanga componenti elettrici TIBB 3 assi 1 unita'venduta nel 1973

Alfa Romeo 900AF del 1952 carrozz.CRDA comp.elettrici TIBB 2 assi tutte 6 unita' vendute nel 1971

Alfa Romeo 140AF del 1952/'56 carrozz.CRDA comp.elettrici TIBB 3 assi 18 unita' vendute nel 1973.
diablo - 22 Nov 2013 04:57 pm
Oggetto:
E_656 ha scritto:
Ci vado abbastanza spesso a Salerno, ma lavoro altrove.
E' una città alla quale sono molto legato e della quale mi arrogo il personale diritto di esserne "cittadino" esterno. Very Happy


Allora siamo in due anche se ci torno ogni due tre anni! Very Happy
Te la ricordi la linea ferroviaria sul Lungomare?

Quindi anche a Salerno erano Alfa Romeo... Rolling Eyes
fantasmak - 22 Nov 2013 06:50 pm
Oggetto:
Smile felice 3

sotto:

Atre immagini del paesaggio del Plastico del Museo di Campo Marzio.
diablo - 22 Nov 2013 07:15 pm
Oggetto:
Guido, i plastici sono due? Rolling Eyes
fantasmak - 22 Nov 2013 09:07 pm
Oggetto:
I plastici sono tre:
questo delle foto sopra,quello di Opicina e poi c'è un terzo con ambientazione invernale,quindi con la neve,ma è piu' giocattolesco.

Guido
E_656 - 22 Nov 2013 10:55 pm
Oggetto:
diablo ha scritto:
Allora siamo in due anche se ci torno ogni due tre anni! Very Happy
Te la ricordi la linea ferroviaria sul Lungomare?


Certo! Come saprai era un raccordo industriale che dal porto attraversava tutto il litorale per raggiungere la linea Napoli-Reggio C.
Era operato da locomotori diesel da manovra D345 e D245.
Quì una monografia completa:
http://www.lestradeferrate.it/mono28b.htm
lombricoferoce - 23 Nov 2013 07:38 am
Oggetto:
Ciao Giuseppe .... rassomiglia molto al Rivabahn che avrebbe dovuto avere carattere temporaneo.

Tuttavia, restò in servizio quasi cento anni, sopravvivendo a due conflitti mondiali, all’avvicendarsi di occupazioni straniere e a sventolii di diverse bandiere nazionali.


Il treno sbuffando usciva dallo scalo di Campo Marzio, attraversava via Giulio Cesare, bloccando il traffico per pochi minuti, si immetteva su un raccordo separato dalla strada, superava l’edificio del museo del Mare ed entrava in Riva Grumula, passando tra l’attuale Stazione Rogers (ex stazione di benzina, diventata un centro culturale e che in estate diventa anche caffetteria) e le sedi, prima galleggianti, poi in muratura delle società nautiche.... i convogli erano spesso bloccati dalle automobili che molti turisti parcheggiavano accanto ai binari, mai immaginando che di lì a poco sarebbe passato un treno. Ma anche complici la negligenza e l’indolenza degli indigeni che contribuivano alle fermate delle locomotive e ai successivi costosissimi interventi dei carri attrezzi e dei vigili urbani; se non ricordo male, veniva conteggiato il periodo del fermo treno ed erano dolori per gli sprovveduti "tacchini" rei di aver fermato il Rivabahn. :smile:





Fumo nero di carbone, sbuffi di vapore, carri merci che sferragliano e un omino in divisa nera che camminava precedendo la locomotiva con in mano una bandiera rossa. La velocità massima ammessa dal regolamento era di sei chilomeri all’ora.
Questo treno ha visto transatlantici immensi e navi irte di cannoni arrivare e partire dalla Stazione marittima; ha assistito all’ammaraggio degli idrovolanti all’interno dei bacini San Marco e San Giusto. Non si fermò nemmeno quando i profughi ebrei provenienti dal centro Europa fuggivano in Palestina imitati poi dagli esuli istriani con le pezze al sedere che si imbarcarono per le Americhe e l’Austrialia.

Le locomotive del gruppo “740”, le più longeve, sono state per decenni le regine della “Rivabahn”, negli anni 70 sono arrivati i locomotori diesel e a poco a poco le “740” non hanno più percorso le rive. Nel maggio del 1981 venne inaugurata la “linea di cintura”, ossia la circonvallazione che mandò definitivamente in pensione, dopo 94 anni, il treno delle Rive "nato" il 5 luglio 1887.
Pur essendo decisamente fuori luogo con il suo passaggio in mezzo alla città il passaggio del treno era diventato parte viva della zona delle rive e non vederlo più, beh ... non è stato bello.

Amen
lombricoferoce - 23 Nov 2013 08:58 am
Oggetto:
E_656 ha scritto:
diablo ha scritto:
Allora siamo in due anche se ci torno ogni due tre anni! Very Happy
Te la ricordi la linea ferroviaria sul Lungomare?


Certo! Come saprai era un raccordo industriale che dal porto attraversava tutto il litorale per raggiungere la linea Napoli-Reggio C.
Era operato da locomotori diesel da manovra D345 e D245.
Quì una monografia completa:
http://www.lestradeferrate.it/mono28b.htm




Chiedo scusa ad entrambi ma scopiazzare è più forte di me e poi c'è una similitudine talmente lampante tra le due linee che che questi mostruosi OT spero siano sopportati ... in certi scorci delle foto sembra di vedere il percorso alabardato del Rivabahn.
Preso dal link segnalato da Giuseppe, così è più chiaro ....



... e poi visto che c'ero ho scopiazzato pure la storia papale papale senza le mie solite interferenze


La ferrovia era già giunta a Salerno da Napoli nel 1866 e già si parlava di connettere la stazione al porto per consentire un più rapido inoltro delle merci che arrivavano via mare. In realtà dovettero passare oltre 50 anni per vedere realizzato tale collegamento. Il raccordo venne inaugurato il 20 dicembre 1925. Per evitare la realizzazione di curve di raggio troppo stretto, si scelse di realizzare la connessione in piena linea, appena prima di entrare nella stazione di Salerno, lato Battipaglia. In tal modo i convogli che dovevano essere inoltrati sul raccordo, erano costretti ad eseguire un'inversione di marcia per raggiungerlo. Il raccordo proseguiva poi sul lungomare raggiungendo l'attuale molo Manfredi e, più tardi, il porto commerciale (l'attuale Molo 3 gennaio), dopo un percorso di circa 3 chilometri e mezzo. Sulla banchina dei due moli il binario era raddoppiato per consentire anche manovre al convoglio.
Il traffico merci fu nel tempo abbastanza sostenuto: all'inizio la trazione era a vapore, poi dal dopoguerra la trazione divenne diesel.
I problemi per questo raccordo nacquero alla fine degli anni '60 con l'aumento del traffico di veicoli sul lungomare. All'inizio questo comportò una serie di accorgimenti per evitare che i convogli creassero intralcio al flusso veicolare. Per questo già dagli anni ottanta, il raccordo veniva utilizzato sempre al mattino presto in modo da concludere le manovre prima che il traffico aumentasse. Il convoglio, inoltre, veniva sempre scortato da vigili urbani che si occupavano anche di far sgomberare la sede ferroviaria da eventuali auto in sosta o altri ostacoli. Ma diverse erano le lamentele che si levavano dai cittadini e dalle istituzioni contro la pericolosità di questo raccordo: i motociclisti, in particolare, lamentavano continui incidenti nel punto in cui il binario attraversava trasversalmente la strada nei pressi di Piazza Concordia. Vi erano anche stati timidi tentativi di progettare un nuovo percorso del raccordo, ma nessuno di questi progetti fu mai neanche avviato. Negli ultimi anni di vita del raccordo, i convogli erano in genere tirati da un locomotore del gruppo 245 e spinti da un locomotore del gruppo D345.
Il 3 dicembre 2005 avvenne un drammatico incidente che segnò il futuro del raccordo. Di primo mattino, un convoglio di carri containers provenienti dal porto commerciale con in coda il locomotore D345.1057, aveva appena finito di transitare sul raccordo e stava procedendo con le manovre per entrare sul fascio binari di Salerno. All'improvviso il locomotore di coda, staccato dal resto del convoglio e lasciato incustodito, iniziò a muoversi lentamente tornando indietro verso il lungomare. Preso velocità, il locomotore finì la sua corsa all'inizio del lungomare investendo in pieno una signora che stava scendendo da un taxi. Il bilancio finale fu di un morto ed una decina di feriti. Inutile dire che l'incidente fu la scusa buona per chiedere la definitiva chiusura del raccordo, cosa che avvenne puntualmente. Dopo il dissequestro del binario, sede dell'incidente, il locomotore ed i carri superstiti rimasti al porto commerciale vennero prelevati e portati a Salerno: fu l'ultima volta che il raccordo vide il transito di un convoglio.
Da quel momento, all'inizio del 2006, il raccordo rimase chiuso. Nel 2007 Trenitalia comunicò al comune di Salerno che non era più interessata ad effettuare trasporti sul raccordo in questione per la complessità dell'organizzazione e per l'onerosità dei costi. Pertanto il comune richiese ad RFI la cessione delle aree interessate dal passaggio del binario. Tale cessione è poi avvenuta visto che già nel corso del 2009, qualche rotaia sul lungomare iniziò ad essere asportata. Agli inizi del 2010, il raccordo è stato smantellato nel suo primo tratto ossia dal punto in cui si connetteva alla rete fino a Piazza Concordia. Il resto del binario, ormai inutile, sul lungomare e sul porto, continua per ora a restare lì in attesa dell'asfalto che lo ricoprirà.

Perdonatemi. Rolling Eyes
E_656 - 23 Nov 2013 11:32 am
Oggetto:
Perdonarti? A me fa piacere!
Chiedo venia all'Autore del topic per i voli pindarici cui abbiamo sottoposto il tema principale...
Però a parziale giustificazione direi che è piacevole l'excursus ferroviario in un'Italia più simile al suo interno di quanto non si pensi.
lombricoferoce - 23 Nov 2013 11:47 am
Oggetto:
Sono io l'autore del topic e all'inizio ho scritto che i voli pindarici sono il sale del topic ... disattento eh? :smile:

Servus :smile:
diablo - 23 Nov 2013 01:21 pm
Oggetto:
Si Franco, siamo molto disattenti... Mr. Green

In effetti i due tratti sono molti simili, anche se noto che quello di Trieste funzionava anche di giorno tra le auto e i bus... Shocked mentre quello di Salerno era operativo la mattina presto. Mi sono trovato diverse volte bloccato nei pressi di Piazza della Concordia al passaggio del convoglio merci... anzi a dire il vero ne approfittavo per ammirare... Mr. Green
fantasmak - 23 Nov 2013 06:07 pm
Oggetto:
4_3_2_1

sotto:

Stazione di testa nella parte alta del plastico con la neve. Museo Campo Marzio.

in mezzo:

Un ETR 480 mentre esce da una galleria (anche se non c'è la catenaria).Modello LIMA. Museo Campo Marzio.


in basso:

E.444 I serie.Modello LIMA. Museo Campo Marzio.
fantasmak - 23 Nov 2013 06:20 pm
Oggetto:
Smile

sotto:

Sul ponte sta transitando un convoglio di carri tramoggia trainati dalla locomotiva elettrica ungherese 1047 504/4 GySEV.(Tipo Taurus).

in basso:

Vista ad altezza d'uomo della stazione principale.
lombricoferoce - 23 Nov 2013 08:01 pm
Oggetto:
Cos'è una catenaria? Anzi ho cercato è ho trovato: linea aerea di contatto ...

Se non sbaglio questo è il plastico dove sono stati messi mezzi di trasporto di tutti i tipi e di tutte le epoche. Il plasticone è come dici tu sul giocattoloso andante con brio e mi è simpatico
La stazione se non ricordo male riproduce una vera .... ma il nome ... boh.

Qui avevo fatto alcune foto da lontano, ti ricordi? Un po' kulacov ...

http://amgmodels.mastertopforum.com/museo-ferroviario-di-piovarolo-di-sotto-vt5346.html


Servus
diablo - 23 Nov 2013 08:20 pm
Oggetto:
Ho capito, merita una visita così potrò dire

Il diorama con piattaforma e ricovero si può portare a casa? Mr. Green

Franco, ho visto un diorama in scala maggiore dalla 1/87 o sbaglio? Rolling Eyes



fantasmak - 23 Nov 2013 09:08 pm
Oggetto:
@Franz.....il modello di stazione riproduce quella di Cervignano.
Guido
lombricoferoce - 23 Nov 2013 09:09 pm
Oggetto:
Questo?
http://www.imagebam.com/image/c33717255310560

Se è questo, è decisamente più grande di 1/87, è completamente fatto a mano, pardon autocostruito, se non erro.

Guido senz'altro potrà spiegare meglio di me, come, chi, cosa, perché, ecc ... ecc ... io sono un copione non un ferromodellista. Vero fantasmak?

Servus Laughing
fantasmak - 23 Nov 2013 10:00 pm
Oggetto:
Il diorama rappresenta la costruzione di un tratto della linea a cremagliera a scartamento metrico che da Bolzano portava all'altipiano del Renon (Rittnerbahn), il tutto in scala 1 (1/32).
L'inaugurazione avvenne il 13 Agosto 1907.Il tracciato era lungo 12 chilometri e superava un dislivello di 985 metri partendo da Piazza Walter,in centro a Bolzano, ed arrivava a Collalbo.
Nel Luglio 1966 entro' in servizio la nuova funivia del Renon in sostituzione del tratto a cremagliera Bolzano-Soprabolzano percorrendo il tratto in 12 minuti rispetto all'ora necessaria ad effettuare lo stesso percorso a bordo del treno.
Attualmente il treno del Renon percorre il solo tratto da Soprabolzano a Collalbo.


Mi sembra di aver sentito che per effettuare la costruzione di questa ferrovia,siano stati impiegati i locomotori elettrici della trenovia di Opicina,dati in prestito.

Guido.
fantasmak - 23 Nov 2013 10:02 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:


Se è questo, è decisamente più grande di 1/87, è completamente fatto a mano, se non erro.



Servus Laughing


Lombrix.....il diorama vuoi farlo a macchina?
fantasmak - 23 Nov 2013 10:17 pm
Oggetto:
Laughing

sotto:

Diorama rappresentante un tratto di linea della Castelvetrano-Ribera a scartamento ridotto 950mm in Sicilia,mentre sta transitando una automotrice RALn 60.
E_656 - 23 Nov 2013 11:44 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:
Sono io l'autore del topic e all'inizio ho scritto che i voli pindarici sono il sale del topic ... disattento eh? :smile:


Ebbene sì... Credevo che l'Autore fosse Fantasmak/Guido... Però anche tu che quasi chiedi scusa a te stesso per l'OT... Induci all'errore!

@Guido... Mitica RAln60: quanti viaggi da piccino nel bel mezzo delle campagne riarse di Sicilia.
lombricoferoce - 24 Nov 2013 05:28 am
Oggetto:
@fantasmak prima ho fatto un bel diorama ad uncinetto, se vuoi posso insegnati come si fa .. ora ne sto preparando uno da mettere in forno .... ma prima ancora ne ho fatto uno preparato con pezzi già pronti, acquistati in latteria specializzata compreso il treno di Pan di Spagna, alberetti, auto, omini,case .. ecc ... ecc. :smile:

A me risulta che certi plastici o diorami sono totalmente autocostruiti mentre certi altri usano componenti che si trovano in qualsiasi negozio di modellismo, mezzi rotabili compresi o sbaglio Question
Avevo captato che il diorama della Rittnerbahn o ferrovia del Renon fosse stato fatto da zero. Ma sei tu quello più informato sui fatti.

@ E_656: volevo vedere se stavi attento :smile:



Buona domenica ad entrambi


Oggi


Locomotore della ferrovia del Renon,alla partenza della cremagliera per il Renon. Attualmente inutilizzato alla stazione di Oberbozen / Soprabolzano. Lo stesso tipo di locomotive era usato sulla tranvia Trieste - Opicina prima della sostituzione della parte a cremagliera in funicolare.


Bozen piazza Walther, partenza della ferrovia del Renon: una delle due elettromotrici a due assi.
Dopo un breve percorso urbano i tram raggiungevano la stazione FS di Bolzano, qui trovavano i famosi " spingitori " che li portavano lungo un lunghissimo e ripidissimo percorso di montagna fino all'Assunta. Da qui, tornati a normale aderenza, il percorso fino a Collalbo. L'altopiano del Renon è situato a circa 1200 sopra Bolzano.

Le prime proposte di collegare l'altipiano del Renon al capoluogo Bolzano per mezzo di una ferrovia a cremagliera con trazione a vapore furono avanzate verso la fine del XIX secolo. I costi piuttosto elevati e le complicazioni di esercizio, oltre a problemi di ordine politico, ritardarono però la realizzazione di studi concreti.

Intorno al 1900, la nascita delle "Etschwerke" (divenute "Azienda Elettrica Consorziale"), rese disponibile una notevole quantità di energia elettrica che permise nuovi e più economici progetti. Un "comitato promotore" composto di notabili locali fondò, per realizzare la ferrovia, una società per azioni il cui costo, nel 1905, venne previsto in 1.460.000 corone. In tale importo non era però previsto il tratto Soprabolzano-Collalbo, non inserito nella prima stesura del tracciato.

Fra gli azionisti e membri del comitato c'era l'ingegnere Josef Riehl. Nato a Bolzano nel 1842, fu molto attivo in tutto l'impero austro-ungarico come progettista di strade, centrali elettriche ma soprattutto di ferrovie secondarie, fra cui la vicina ferrovia elettrica transatesina. Trasferitosi ad Innsbruck ne divenne cittadino onorario e qui morì nel 1917. La sua impresa iniziò i lavori nel febbraio del 1906 e li terminò nell'aprile del 1907.



L'inaugurazione avvenne il 13 agosto 1907.

Il tracciato, di lunghezza pari a 12 chilometri, superava un dislivello totale di 985 m. Consisteva in un tratto tranviario di quasi 1 km che congiungeva piazza Walther, la piazza principale al "centro" di Bolzano, con la stazione a valle del tratto a cremagliera "Bolzano - Ferrovia del Renon", allora facente parte del limitrofo comune di Dodiciville (Zwölfmalgreiner). Dietro ogni convoglio diretto sull'altipiano, si poneva la motrice dotata di ruota dentata che spingeva il treno sulla ripida salita alla velocità massima di 7 chilometri orari. Superato il dislivello di 910 metri che separa Rencio da Maria Assunta, la cremagliera terminava e lo "spintore" allontanato (nella direzione opposta questo frenava la discesa). Il treno proseguiva sino a Collalbo alla velocità di 25 chilometri all'ora.

La costruzione della ferrovia ruppe il secolare isolamento dell'altipiano del Renon, che fino ad allora poteva essere raggiunto solo attraverso mulattiere, sentieri e qualche teleferica "improvvisata".

Va annotato che la nuova opera fu aspramente criticata da molti abitanti e pure da numerosi notabili bolzanini, abituati a trascorrere l'estate nella frescura.

Superate varie difficoltà iniziali - con limitazioni e sospensioni del servizio dovute soprattutto a difetti costruttivi di alcuni veicoli - il collegamento su rotaia si rivelò ben presto assai prezioso per le varie località del Renon, sia per il sostenuto traffico viaggiatori ma soprattutto per il trasporto di merci che fu piuttosto intenso e remunerativo per la società gerente, fino alla costruzione della strada a metà degli anni sessanta.

1_4_2
fantasmak - 24 Nov 2013 08:29 am
Oggetto:
@Lombrix....allora usiamo il termine giusto:autocostruito.

Guido
lombricoferoce - 24 Nov 2013 09:41 am
Oggetto:
In effetti ogni tanto la dici giusta.

Ho cambiato ma il senso era quello. 1_2_3
E_656 - 24 Nov 2013 01:22 pm
Oggetto:
Quantunque a livello linguistico siano sorte colte dissertazioni sull'aggettivo "autocostruito"= costruito da solo.
Ovvio che non siano ancora stati inventati modelli o plastici che una volta "attivati" si assemblino autonomamente, però la licenza poetica nel suo uso permane...
fantasmak - 12 Dic 2013 10:48 pm
Oggetto:
Very Happy

sotto:

Nelle stazioni hanno addobbato l'abete natalizio.
fantasmak - 12 Dic 2013 10:50 pm
Oggetto:
Mr. Green

E' arrivato il treno natalizio.
diablo - 13 Dic 2013 05:47 am
Oggetto:
Non manca nulla sui vagoni... Very Happy


Keep-all - 13 Dic 2013 06:21 am
Oggetto:
diablo ha scritto:
Non manca nulla sui vagoni... Very Happy



.....su uno ci sono anche i gioielli del Lombrico!!!! 1_4_2 Accidenti, allora è proprio Natale!!!! Smile felice 2


I diorami tutti, senza guardare il capello, sono molto belli. Magari averne uno a casa....


Alberto
lombricoferoce - 13 Dic 2013 06:48 am
Oggetto:
1_2_3



:smile:
fantasmak - 01 Gen 2014 11:34 pm
Oggetto:
Smile

sotto:

Imbocco di galleria.A sx si intravede il deposito locomotive.
fantasmak - 07 Gen 2014 12:42 pm
Oggetto:
Smile

sotto:

E' arrivata la Frecciarossa.
fantasmak - 07 Gen 2014 12:45 pm
Oggetto:


sotto:

Una E.656 (Caimano) sta entrando in stazione.
diablo - 08 Gen 2014 12:47 am
Oggetto:

fantasmak - 08 Gen 2014 08:46 am
Oggetto:
Grazie Max. Very Happy

Guido
fantasmak - 18 Gen 2014 10:37 pm
Oggetto:


sotto:

Locomotiva Diesel G2000 della Serfer di Udine.Modello Mehano.

Corre sul binario sinistro.Giustamente.
diablo - 19 Gen 2014 02:50 am
Oggetto:
Guido, questi modelli sono sempre presenti sul plastico ?
fantasmak - 19 Gen 2014 08:44 am
Oggetto:
No Max,sono modellini appartenenti ai soci che li portano per farli sgranchire......le ruote.
Comunque ogni giorno di apertura (Mercoledi,Sabato e Domenica) c'è qualcosa di nuovo da vedere. Very Happy

Guido
fantasmak - 21 Feb 2014 11:32 pm
Oggetto:
4_3_2_1

sotto:

Deposito per locomotive Diesel.In primo piano a sx una D.141,mentre a dx si vede spuntare una parte di una D.342.

La foto è stata fatta attraverso il vetro della bacheca.
E_656 - 22 Feb 2014 12:01 am
Oggetto:
E questo mi piace assai! Wink
fantasmak - 22 Feb 2014 12:11 am
Oggetto:
Grazie Giuseppe....purtroppo non posso fare delle foto migliori causa il vetro della bacheca.
In museo abbiamo un grande diorama rappresentante un deposito locomotive a vapore e Diesel sul quale dobbiamo sostituire i vetri di protezione con del plexiglass, piu' leggero, ed allora vorrei approffittare per fare qualche scatto senza alcuna barriera visiva, anche se trasparente.

Guido
fantasmak - 09 Mar 2014 11:40 pm
Oggetto:
Smile felice

sotto:

Alcuni scatti di un diorama funzionante in stile americano riproducente un Deposito Locomotive costruito da un noto designer locale e donato al Museo.
fantasmak - 09 Mar 2014 11:46 pm
Oggetto:
Shocked

sotto:

Altre foto.
fantasmak - 09 Mar 2014 11:49 pm
Oggetto:
Smile felice

sotto:

Ancora foto del Deposito locomotive.

Alla rimessa è stato tolto il tetto per mostrare l'interno.
diablo - 10 Mar 2014 12:22 am
Oggetto:
Guido, se avete problemi di spazio lo prendo volentieri... Mr. Green
fantasmak - 10 Mar 2014 08:18 am
Oggetto:
Grazie Max per l'interessamento,ma lo spazio è l'unica cosa che non ci manca. Very Happy Very Happy Mr. Green

Guido
fantasmak - 11 Mar 2014 05:27 pm
Oggetto:
1_4_2

sotto:

Scorcio di un plastico in H0 in stile tedesco.
fralbore - 12 Mag 2014 05:18 pm
Oggetto:
complimenti, gran bei lavori.
quando vedo questi scorci mi vien una gran voglia di rimettere mano ai miei amati treni, ma il tempo è tiranno Sad
mio prossimo obiettivo, sostituire la centrale arnold con una nuova multiprotocollo che supporta il loksound a pieno.
fantasmak - 12 Mag 2014 05:43 pm
Oggetto:
Grazie fralbore,io ho tempo da vendere,ma mi manca lo spazio,così sono costretto a tenere tutto il materiale rotabile dentro agli scatoloni.Purtroppo. Sad Sad

Guido.
alberto - 23 Nov 2014 03:17 pm
Oggetto:
Alla fiera di Milano nel 1958. Dopo aver visitato il padiglione della Rivarossi, questo faceva quasi tenerezza, però all'epoca tutto quello che era "trenino elettrico" faceva filo.....
a.
lombricoferoce - 23 Nov 2014 06:06 pm
Oggetto:
Da puro e duro incompetente trovo assai bello il contenuto delle due foto qua sopra ... e ... com'era lo stand Rivarossi?


Bye
Eagle - 23 Nov 2014 06:23 pm
Oggetto:
Cacchio, mi fate venire la voglia di realizzarne uno... Mr. Green
fantasmak - 23 Nov 2014 07:24 pm
Oggetto:
Very Happy

Tre famosi treni:

Da sx a dx:

ETR 401

ETR 470 Cisalpino

ETR 450.

Scusate per le foto fatte con il telefonino.
fantasmak - 23 Nov 2014 07:28 pm
Oggetto:
Molto accativante il plastico Marklin:classico stile anni '50/'60.

Guido.
alberto - 23 Nov 2014 11:54 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:
Da puro e duro incompetente trovo assai bello il contenuto delle due foto qua sopra ... e ... com'era lo stand Rivarossi?


Bye


Ogni anno, dal finire degli anni '50 e per quasi tutti gli anni '60, il babbo mi portava con lui e la mamma, a fare una girata alla Fiera Campionaria di Milano. Fermata d'obbligo era il grande padiglione dei giocattoli: un enorme atrio rettangolare coperto, dove si affacciavano una miriade di negozi stracolmi di ; coloro che hanno avuto la fortuna di visitare la Fiera ed hanno grosso modo la mia età, se lo ricorderanno. Nello stesso angolo di sempre e per tutti gli anni che ci sono stato, c'era la vetrina della Rivarossi, o meglio un ampio negozio con tre sporti, dei quali uno per l'ingresso e gli altri due per le vetrine. Poi c'era la Fleischmann, quasi di fronte, la Conti e la Marklin, poco più giù della Rivarossi, ma erano in spazi molto, molto più piccoli e ristretti della Rivarossi, che in verità la faceva da padrone in quegli anni, tanto che il loro negozio era sempre pieno mentre negli altri ci si poteva entrare e girare senza guardarsi attorno per non inciampare in altre persone. Ci saranno state senz'altro altre marche di treni, ma all'epoca solo queste erano quelle conosciute ai più ed anche motivo di immense discussioni di ragazzi, secondo la scelta fatta di una marca o l'altra. Poi c'erano tutti i tipi di giochi e giocattoli, ma a me interessavano solo i treni e, per la verità, anche al mio babbo, dato che la passione me l'ha trasmessa lui. Oggi si va a Novegro, all'epoca si andava a Milano. E' lì che ho visto, anno dopo anno tutti i plastici che la Rivarossi commissionava e faceva costruire, quasi esclusivamente per Milano. Sembrava di guardare all'interno di un negozio pieno di nebbia, tanto erano pieni di ditate i vetri. Mi ricordo il 1960, mentre guardavo all'interno di una vetrina, alzando gli occhi vidi girare, su un piccolo disco di vetro il 428. Rimasi senza fiato per la sorpresa, perché allora le novità non le annunciava nessuno anzi, dalle ditte non trapelava proprio niente. All'interno regalavano il piccolo catalogo delle novità che, una volta annunciate venivano regolarmente messe in produzione e, talmente numerose, che oggi potrebbe essere benissimo un corposo catalogo di una piccola azienda, come d'altronde lo era la Rivarossi in quegli anni. Il catalogo si vede che è stato preparato in fretta e furia per la Fiera, perché non è lo stile che la Rivarossi ci aveva abituato con gli altri: carta patinata, foto colorate; questo è in cartoncino, tutte foto bianco e nero, con qualche grezza figura geometrica colorata, tanto da non farlo sembrare un semplice dépliant, con pagine aggiunte in un secondo momento a stampa già terminata, per via delle strane numerazioni, così come l'ultima di copertina aggiunta senza la numerazione e che riporta il 424/3, quello a corrente alternata, in quanto la Marklin lo aveva messo in produzione e presentato proprio a quel salone ed alla Rivarossi lo avevano certamente saputo a cose fatte; hanno dovuto correre ai ripari integrando in fretta e furia il catalogo per la Fiera di Milano, inserendolo in ultima di copertina, dove non è presente il numero della pagina. Per vedere quante novità bollivano nella pentola della ditta nell'anno 1960, guardate qua: http://www.rivarossi-memory.it/Cataloghi_pubblicati/Catalogo_1960_Nov/Catalogo_1960_Nov.htm
a.
diablo - 24 Nov 2014 03:44 am
Oggetto:
Grazie Alberto, davvero interessante Wink


fantasmak - 24 Nov 2014 09:23 am
Oggetto:
Io,allora,non andavo a Milano,ma mio padre,la Domenica mattina,mi portava in centro a vedere tutti i negozi,e ce n'erano tanti a quel tempo,di giocattoli dove c'erano i trenini.A me piacevano particolarmente i Rivarossi,forse perchè,allora,erano gli unici che producevano modelli italiani e le locomotive che si vedevano dal vero erano solamente italiane (a parte qualche austriaca pervenuta in Italia dopo la prima guerra mondiale, e a Piovarolo se ne vedevano ancora,magari accantonate...728,476 ecc).Ricordo che per San Nicolo'(che porta i regali ai bimbi di Piovarolo al 6 Dicembre) avevo scritto una letterina dove chiedevo la 625 di Rivarossi (costava 6.200 lire,una bella cifra per il 1960).
Il mattino di quel 6 Dicembre trovai invece la 835 di Rivarossi (4.800),un po' piu' modesta,ma sempre una macchina bellissima per allora.Aveva i fanali funzionanti,il biellismo completo di testa a croce,distribuzione completa....un bellissimo modello.Ricordo che fu uno dei piu' bei giorni della mia vita.La conservo ancora,anche se non piu' funzionante. Very Happy Very Happy Sad

Guido.
alberto - 24 Nov 2014 09:58 am
Oggetto:
.......e rimettila in funzione...che ce vo'! Sul finire degli anni '60 e primi '70, ItalmodelFerrovie, tramite l'allora proprietario, editore e tutto il resto, Enrico Milan fece fare alla ditta M+F una scatola di completamento per la 835 RR, che la trasformava in un gioiello, ancor'oggi molto valido, sebbene la scala abbondante RR di 1/80. Dalla stessa ditta poi si fece fare anche il kit per la trasformazione della 740 in 743.....per fare entrambi i modelli bisognava essere dei provetti modellisti, perché non era affatto semplice.....ma che divertimento!
a.
fantasmak - 24 Nov 2014 10:55 am
Oggetto:
Conservo ancora parecchi fascicoli di Italmodel Ferrovie,bellissima rivista, dove insegnavano perfino a costruire una locomotiva in scala.
La mia 835 è parecchio mal messa:il motore è andato,il telaio anche,mi sono comperato un'altra e quella la tengo per ricordo.

La tedesca Merker+Fischer produceva aggiuntivi in ottone per locomotive,trasformandole in veri capolavori.
Da noi c'era la Pierre,anche lei produceva aggiuntivi in ottone per locomotive in miniatura.
In qualche caso costava piu' la scatola di aggiuntivi che la stessa locomotiva.

Guido.
fantasmak - 24 Nov 2014 06:47 pm
Oggetto:
Smile felice

Modello del tender della locomotiva kkStB 270 delle ferrovie austriache prodotto dalla Kleinbahn con aggiuntivi di ottone della Pierre e trasformata nella versione italiana corrispondente al Gruppo 728 delle FS.
Sono stati sostituiti i respingenti,ora con le molle a bovolo,i bei fanali a petrolio,aggiunte scalette,condotte del vapore e dell'aria compressa,rialzo della carboniera,pale e ferri da fuoco, i rubinetti per il controllo del livello del'acqua,il gancio realistico (tutto in ottone) e il carbone con vero fossile triturato.
Ridipinto tutto il mantello del tender in nero,mentre al telaio è stata data una mano di rosso vagone lasciando balestre e boccole nel classico nero.La traversa di coda è stata dipinta con il rosso segnale.
La locomotiva è in attesa dell'inizio dei lavori.

Guido.
fantasmak - 24 Nov 2014 06:55 pm
Oggetto:
Mr. Green

Tender in scala 1/1 uguale a quello descritto sopra agganciato ad una locomotiva ex austriaca (kkStB 80) del Gruppo 476 delle FS.
Eagle - 24 Nov 2014 07:13 pm
Oggetto:
Maremma che meraviglia!!! È in scala H0?
fantasmak - 24 Nov 2014 07:15 pm
Oggetto:
Sì Massimo.Scusa,mi sono scordato di dirlo.

Grazie.

Guido.
fantasmak - 29 Nov 2014 11:48 pm
Oggetto:
Very Happy

E' arrivato l'ETR 250 Arlecchino (dell'ACME).
alberto - 29 Nov 2014 11:54 pm
Oggetto:
Io credo che PIERRE esista ancora. Forse non lo trovi in rete....non l'ho cercato e quindi non lo so, ma se hai un vecchio catalogo con il suo telefono dovrebbe avere ancora tante cose e tutte belle. Trasformavi gli 1/80 RR in dei capolavori; poi aveva anche un sacco d'aggiuntivi in scala 1/87 per il miglioramento di vario materiale rotabile. Bellissmo il tender e soprattutto verniciato come si deve.
a.
fantasmak - 30 Nov 2014 12:09 am
Oggetto:
Grazie Alberto.
E' un po' di tempo che non sento piu' parlare di PIERRE,ma forse,come tu dici,è ancora in attivita'.Era una miniera d'oro per chi voleva migliorare l'estetica delle proprie locomotive e altri rotabili con i suoi aggiuntivi di ottone.Bellissimi.Era la versione italiana di M+F.

Guido.
alberto - 30 Nov 2014 11:32 pm
Oggetto:
Si, perché lui, se è ancora vivo e gli auguro di cuore di esserlo, ha tutti gli stampi ed ordinando materiale, se non l'ha già pronto se lo fa fondere. Per certi versi era molto meglio di M+F perché il suo catalogo aveva materiale triplo rispetto ai Tedeschi.
a.
alberto - 12 Dic 2014 02:42 pm
Oggetto:
Ferrovia Porrettana - Piteccio - luogo non scelto a caso dai progettisti della linea, perché è a metà strada tra Firenze e Porretta Terme, però con poco spazio per le infrastrutture necessarie ad una linea di montagna. Qui c'era il solo binario di salvamento, molto corto e molto in curva, ma che non fu sufficiente a trattenere sui binari il diretto 31 che nella notte del 14 Novembre 1915 volò con la sua macchina la 690.029, (e per fortuna lei sola), dal parapetto del binario di salvamento.
La prima e l'ultima immagine sono degli anni Sessanta, le altre le ho scattate io trent'anni dopo. Oggi rimane ben poco di tutto.
alberto
alberto - 12 Dic 2014 02:48 pm
Oggetto:
- la prima foto si riferisce sempre alla sede del binario di salvamento, ma vista dalla parte della linea. Si intravedono i pali della linea aerea. Il muro a retta sulla DX è ancora quello originale della costruzione della linea;

- la seconda foto è un'altra vista come da foto precedente;

- la terza foto è al termine di questo binario ed il parapetto in cemento armato non esiste più ed al suo posto, sul crinale, è stato costruito a salvaguardia questo muretto;
diablo - 12 Dic 2014 02:49 pm
Oggetto:
Alberto, quella in fondo è la piccola stazione?
alberto - 12 Dic 2014 02:52 pm
Oggetto:
- la prima foto è fatta affacciato al baratro dove volò la locomotiva ed il suo tender. A DX, tra la vegetazione s'intravede il viadotto di Piteccio;

- la seconda foto dà l'idea del volo della macchina e del suo tender.
alberto - 12 Dic 2014 02:57 pm
Oggetto:
diablo ha scritto:
Alberto, quella in fondo è la piccola stazione?

La stazione da queste foto non si vede, Diablo perché resta alle spalle della prima e della seconda foto.
alberto
lombricoferoce - 12 Dic 2014 07:07 pm
Oggetto:
Non so se mi è sfuggito qualcosa come mia consuetudine. Ciao Alberto. Di quale locomotiva volante parli? Very Happy

Racconta racconta Smile
alberto - 12 Dic 2014 11:55 pm
Oggetto:
Cio LombricoF. Parlo di una 690, (addirittura) la 029 per la precisione. Sfondò il parapetto di cemento armato ed insieme al tender volò di sotto, dall'altezza che hai visto dalle foto. Per fortuna che nel momento della caduta si strapparono i ganci di trazione e tutto il resto del treno restò sui binari. Era un diretto, quasi equivalente ad un direttissimo dei tempi passati. Fu anche recuparata dal fondo del vallone e riportata sui binari. Ci feci qualche anno fa una lunga ricerca.
alberto
lombricoferoce - 13 Dic 2014 09:03 am
Oggetto:
Forse mi reputerai uno sfacciato e ... curioso ... Embarassed ma visto e considerato che la ricerca è stata fatta ... ehmm ... perchè non pubblicarla .... magari in una discussione a parte, dove si potrebbe parlare dei "problemi" locali ovviamente .... "roba" passata e magari poco nota ai più, categoria di cui faccio parte. Bene ... buon fine settimana a tutti .. noi. Wink


Servus 1_4_2
alberto - 13 Dic 2014 04:21 pm
Oggetto:
Si, LombricoF hai ragione. Ho sbagliato completamente post; andava inserito in quello delle foto. Ne faccio uno nuovo sulla Porrettana, oppure sulle ferrovie di montagna, che mi sembra più adatto. Non sei assolutamente sfacciato. Era mia intenzione pubblicare tutta la vicenda con le ricerche, che sono molto interessanti, soltanto non volevo bruciare tutto in una sola volta. Eppoi questa storia mi tocca da vicino, perché il mio nonno, babbo del mio babbo, (quel signore che avete visto in altro post a cavallo della BSA, murata in un sottoscala durante la guerra), doveva essere alla guida di quella macchina per portare il diretto a Pistoia e la storia mi è stata raccontata direttamente dalla fonte. E' per questo che ho fatto tali ricerche.
alberto
lombricoferoce - 13 Dic 2014 09:41 pm
Oggetto:
Con quello che ho scritto non intendevo segnalarti uno "sbaglio" né di post né di posto. Mi piacerebbe che venisse aperto un topic, spero che la nomenclatura sia giusta, insomma una discussione, sui vari incidenti poco conosciuti avvenuti in epoche più o meno remote nelle varie parti più o meno conosciute dello stivalone. Qui da noi ci sono un paio di episodi ... tra tram e treno ... ma ... sei tu il forziere di cose interessanti e quindi comincia tu ....

Oggi, con Guido, in museo abbiamo chiesto notizie a due "enciclotropi" sulla locomotiva volante e abbiamo saputo diverse cosette .... anche un'ipotesi di suicidio .... quindi per me l'importante è che mi ..., va beh, ci ... racconti i fatti, vista e considerata la fonte.

Enciclotropo: tomo di enciclopedia dall'aspetto umano Mr. Green

Servus Very Happy
fantasmak - 13 Dic 2014 10:41 pm
Oggetto:
Stamattina si ipotizzava se questo avvenimento fosse quello ripreso da Guccini nella sua canzone "La locomotiva", ma non è quel fatto,quello è accaduto a Bologna.

Guido.
alberto - 14 Dic 2014 12:03 am
Oggetto:
No, niente suicidio: fu una "disattenzione" del personale di macchina. La Porrettana ha da sempre avuto i suoi "maestri" sia nell'epoca del vapore, che in quella dell'elettrico, data la linea difficile ed ostica. Poi i regolamenti delle FS valgono per tutti, ma metterli in pratica......è tutt'altra cosa. Oggi vanno in linea con la locomotiva a vapore con due, tre carrozze e le macchine slittano; all'epoca si andava su con una macchina e sei, sette, otto carrozze e la trazione era fluida, fluida, fluida. Non c'è da fare paragoni e dare la colpa a nessuno, era soltanto pratica su una linea ad aderenza naturale che in soli 14 chilometri sale 550 metri.
alberto
alberto - 20 Gen 2015 12:22 am
Oggetto:
Qui si rasenta la perfezione....
alberto

http://www.ambbrescia.com/2013/02/27/costruire-edifici-in-miniatura-con-foamboard-by-emmanuel-nouaillier/
diablo - 20 Gen 2015 03:28 am
Oggetto:
Grazie Alberto.


diablo - 23 Gen 2015 02:51 pm
Oggetto:
Alberto, scusa per la domanda stupida, ma se è così complicata la Porrettana, perché è stata progettata e costruita? Possibile che gli ingegneri dell'epoca non avevo previsto le difficoltà? Rolling Eyes
alberto - 24 Gen 2015 12:45 am
Oggetto:
Perché in Toscana c'erano gli Asburgo-Lorena, come nell'impero Austro-Ungarico e mancava un corridoio che attraversasse l'Appennino, collegando l'impero con il porto di Livorno. La scelta del tracciato avvenne in quei luoghi perché dal punto di vista geologico davano più garanzie di altri. Infatti, la parte più difficile e da proteggere, Pistoia-Pracchia e Pracchia-Porretta non ha dato noie di frane notevoli. Quando sono cominciate? Quando sono cessati e mancati gli interventi di manutenzione dei manufatti e pulizia dei boschi e della vegetazione.
alberto
diablo - 24 Gen 2015 01:09 am
Oggetto:
Grazie Alberto. Wink Quindi non è stato un progetto italiano?

Sicuramente tu ne saprai più di me riguardo il deposito di manutenzione all'Osmannoro ... Rolling Eyes
alberto - 24 Gen 2015 11:19 am
Oggetto:
A l'uno serviva far decollare il porto di Livorno; all'altro far arrivare le merci dell'impero. Poi in effetti il collegamento appenninico mancava proprio.
Dell'Osmannoro invece, Diablo non ne so tanto, perché non ci sono mai stato. E' il trasferimento in una sede più ampia del vecchio deposito "Romito" di Firenze.
alberto
diablo - 24 Gen 2015 12:34 pm
Oggetto:
Ritornando in tema di plastici e diorami, i classici semafori a due luci (rosso + verde) dove possono essere posizionati e principalmente nella realtà a cosa servono? Ho visto in rete diversi plastici e messi mai in punti uguali Rolling Eyes diciamo dove tornano "comodi" inoltre nella I epoca K.P.E.V e K.Bay.sts quali venivano usati e dove posizionati? Nella II epoca DRG? I treni in che senso viaggiano?

P.S. Guido dove sei? Confused
alberto - 24 Gen 2015 06:22 pm
Oggetto:
Ecco, bravo...chiama a raccolta Guido, perché io di ferrovie con la "K" non ne so proprio niente.
Semplificando e parlo per le FS, sono segnali di 1^ categoria e vengono divisi in segnali di blocco, protezione e partenza. Di blocco vengono utilizzati per il distanziamento dei treni; quelli di protezione per i vari tipi di precedenze ed infine di partenza, sono quelli che comandano la partenza dei treni.
alberto
fantasmak - 24 Gen 2015 06:50 pm
Oggetto:
Eh....anch'io di ferrovie tedesche non è che ne sappia tanto!Anzi. Sad Sad

Guido.
diablo - 24 Gen 2015 07:05 pm
Oggetto:
Grazie Alberto, almeno ho idea di quello che riguarda le FS Wink

Guido ti ringrazio del messaggio e darò un occhiata ai link. Wink
Hai ragione sul fatto che vengono messi a casaccio, almeno sui plastici tedeschi Confused

Facciamo in questo, dopo Parigi posto il progetto su file del plastico che ho quasi finito e mi restano da posizionare solo i semafori, poi non è molto complicato rispetto a quello nuovo che dovrò fare con la piattaforma, catenaria e fabbriche. Spero di avere il vostro aiuto dove posizionarli. Very Happy
alberto - 25 Gen 2015 12:09 am
Oggetto:
Diablo, se hai un plastico in costruzione in epoca "K", perché metti la catenaria?
alberto
diablo - 25 Gen 2015 03:34 am
Oggetto:
Alberto, il plastico finito è senza catenaria con ambientazione DB ... mentre quello nuovo sarà sempre della DB ma con catenaria. Cmq ho una loco elettrica EP 3/6 K.Bay.Sts.B. della Minitrix. Adesso non conosco bene la storia, ma se non ricordo male è stata progettata e costruita tra il 1914 e 1915 ...

Compro le "K" epoca I perché mi sono sempre piaciute, poi sul plastico faccio girare di tutto dalla K, DB, DRG fino alla SBB con il famoso "coccodrillo" che ho nelle due colorazioni.

Non seguo una regola fissa e prendo tutto quello che mi piace Very Happy
alberto - 25 Gen 2015 06:33 pm
Oggetto:
E fai bene, perché alla fine facciamo questo per divertimento. L'importante è che il paesaggio sia in linea con l'epoca alla quale ti sei ispirato....poi se ci fai girare un ETR od una S/3, magari anche insieme, chisse...ega.
alberto
lombricoferoce - 25 Gen 2015 08:30 pm
Oggetto:
Catenaria? Cos'è una catenaria? Sembra una malattia delle piante ... Embarassed
diablo - 25 Gen 2015 11:11 pm
Oggetto:
Franco, io sono l'ultimo che potrebbe illuminarti ... so che si chiama così ... Mr. Green

Alberto, sono d'accordo con te. Very Happy

Il mio primo treno è stato un set Lima scala 0 regalato dai miei genitori a metà degli anni '70 che ancora oggi conservo, poi a metà degli anni '90 ho iniziato con la HO acquistando solo loco qualcuna della DB e molte della FS, ma nel '99 ho venduto tutto per riprendere nel 2006 con la scala N ...

Ad essere sincero vedere girare due loco a vapore della "K" di notte al buio con il plastico illumintato, mi rilassa e vado a dormire meglio Mr. Green
alberto - 26 Gen 2015 10:42 am
Oggetto:
La catenaria, o linea aerea, è il filo di contatto che trasporta uno dei due poli dell'elettricità che serve per far muovere i treni; in una parola il filo che vedete sulla testa quando viaggiate in treno o guardate una linea ferroviaria elettrificata. L'altro polo sono le rotaie. La catenaria fa parte del complesso di elettrificazione di una linea ferroviaria, insieme alla palificazione che serve per sorreggerla.

Diablo, io credo che i segnalamenti ferroviari si somiglino - e di molto - da amministrazione ad amministrazione, perché la marcia dei treni ha le stesse caratteristiche in tutte le parti del mondo. Se vuoi posso passarti qui, un articolo della vecchia, gloriosa ed insuperata rivista ferroviaria "Italmodel Ferrovie", dove spiega il segnalamento ad ala delle FS, visto che le ferrovie K essendo abbastanza vecchie usavano quel tipo. Ti anticipo anche la domanda che mi farai, (quanto sono presuntuoso): perché ad ala? Perché i segnali prima erano ad ala e dopo sono stati cambiati in luminosi, come quelli che vedi ora lungo le ferrovie.
alberto
lombricoferoce - 26 Gen 2015 09:07 pm
Oggetto:
Capito, grazie Very Happy
alberto - 27 Gen 2015 12:11 am
Oggetto:
Prego, LombricoF.
alberto
alberto - 01 Feb 2015 11:23 am
Oggetto:
Guardate un po' qua:

https://www.youtube.com/watch?v=JqwMyEUB24g
https://www.youtube.com/watch?v=H3Sz5wsNnzY

Buon divertimento!
alberto
lombricoferoce - 01 Feb 2015 06:15 pm
Oggetto:
Stupendi, da non crederci .... :primo premio:
diablo - 11 Feb 2015 09:18 am
Oggetto:
Ho visto decine di video sul plastico di Amburgo ... Razz


fantasmak - 28 Mag 2015 11:13 pm
Oggetto:


Alcune foto per immortalare il diorama riproducente un ipotetico Deposito Locomotive da me costruito, e coadiuvato da altri tre soci del Museo,nei primi anni '90.



La Gr.640-019 in sosta per fare rifornimento di acqua,carbone e sabbia.
fantasmak - 28 Mag 2015 11:21 pm
Oggetto:
Smile

sotto:

La Gr.623-072.

in mezzo:

Il deposito si sta affollando.

in basso:

Il deposito visto dall'alto.
E_656 - 28 Mag 2015 11:37 pm
Oggetto:
Ma che bello!
Sembra "semplice", dove per semplice intendo pulito, non affollato, quasi essenziale -almeno nello scorcio che hai proposto-...
Da' una bella sensazione, una bella atmosfera...
fantasmak - 28 Mag 2015 11:40 pm
Oggetto:
Smile felice

sotto:

Gr.880-001 ferma all'uscita della rimessa locomotive.

in mezzo:

La Gr.880-001 e la Gr.880-108.Da notare la ruota portante anteriore (o pilota): una a razze,l'altra a vela piena.

in basso:

Ancora le due Gr.880 riprese da una prospettiva diversa.
fantasmak - 28 Mag 2015 11:44 pm
Oggetto:
Smile felice 3

sotto:

Gr.880-045.

in mezzo:

Gr.623-104.


in basso:

La locomotiva Diesel da manovra D.218-007
fantasmak - 28 Mag 2015 11:49 pm
Oggetto:
@Grazie Giuseppe:essendo un DL,non è un posto troppo affollato,non dai passeggeri perlomeno,ma solo dal personale di deposito,quindi non eccessivo. Wink

Guido.
diablo - 28 Mag 2015 11:51 pm
Oggetto:
Grazie Guido!! Wink


fantasmak - 28 Mag 2015 11:56 pm
Oggetto:
E' sempre un piacere,Max. Wink Very Happy

Guido.
fantasmak - 29 Mag 2015 12:00 am
Oggetto:
Smile felice 3

sotto e in mezzo:

Il lavoro di caricamento del carbone procede freneticamente.

in basso.

....così come il lavoro nei campi!
fantasmak - 29 Mag 2015 12:03 am
Oggetto:
Mr. Green

sotto:

Paraurti autocostruito.

in mezzo.

Motocarro Guzzi.

in basso:

Fiat 634 N (II serie).
diablo - 29 Mag 2015 12:47 am
Oggetto:
Guarda come si diverte a farci soffrire!! Twisted Evil Mr. Green

Dove si trova questo diorama?


fantasmak - 29 Mag 2015 08:43 am
Oggetto:
Max,con il tuo plastico come va?Mi sembra anche tu stia mettendo su un bel lavoro.

Il diorama si trova al Museo. Very Happy

Grazie.

Guido.
diablo - 29 Mag 2015 10:39 am
Oggetto:
Ciao Guido,
il mio plastico è finito e la "flotta" di loco aumenta, ma sai che la scala N interessa a pochi, figuriamoci poi la tematica tedesca ...

Mi devo organizzare per un weekend dalle tue parti ... Wink
fantasmak - 29 Mag 2015 12:15 pm
Oggetto:
Quando vuoi,Max,sei sempre il ben accetto,lo sai. Wink Very Happy

Guido.

PS:pero' potresti pubblicare qualche foto del tuo plastico con annesso materiale rotabile:a me interessa anche quello tedesco e altro. Very Happy
diablo - 29 Mag 2015 12:22 pm
Oggetto:
Con calma pubblico tutto ... Very Happy
fantasmak - 29 Mag 2015 12:30 pm
Oggetto:


sotto e in mezzo:

Locomotiva Diesel D.342-2001 ripresa al tramonto quando le ombre sono lunghe.

in basso:

La 218 sta impegnando la piattaforma girevole.
diablo - 29 Mag 2015 12:52 pm
Oggetto:
Guido, il diorama è funzionante?
fantasmak - 29 Mag 2015 02:01 pm
Oggetto:
No Max,solo statico. Sad

Guido.
fantasmak - 29 Mag 2015 02:06 pm
Oggetto:
Wink

Locomotiva termica D.443-2012.
fantasmak - 29 Mag 2015 02:07 pm
Oggetto:
Very Happy

Ancora foto del deposito.
fantasmak - 29 Mag 2015 02:09 pm
Oggetto:
Wink

sotto:

C'è anche Fido.

in basso:

Una Gr.640.


E N D E.
diablo - 29 Mag 2015 02:33 pm
Oggetto:
Va beh, ma ci fai vedere un angolino per volta, proprio per farci soffrire ... Mr. Green


fantasmak - 29 Mag 2015 04:08 pm
Oggetto:
Max,per vederlo per intero,devi venire a trovarci a Piovarolo. Mr. Green Mr. Green

Guido.
fantasmak - 01 Giu 2016 05:33 pm
Oggetto:
Wink

Nel maggio del 1976,ad Acqui Terme in provincia di Alessandria,si concluse l' avventura della trazione c.a. trifase, iniziata nei primi anni del secolo scorso.
Per ricordare l'avvenimento di quarant' anni fa,alcuni soci del Museo Ferroviario,tra cui il sottoscritto, hanno avuto l'idea di costruire un piccolo diorama rappresentante una stazione di fantasia,ma non tanto (e idealmente ambiantata in Piemonte a 3600 v 16 2/3 Hz),dove avveniva il cambio di trazione:da trifase a continua (e viceversa), detta "Stazione di Conversione".
C'erano due locomotive agganciate assieme,una a trazione trifase,l'altra in c.c., detto "treno anfibio",che trasbordavano il convoglio,arrivato in stazione, da una linea alimentata a trifase a una alimentata in corrente continua (e/o viceversa), dopo aver attraversato un punto di linea aerea neutro.
Certe manovre,per il cambio trazione, si effettuavano anche con delle locomotive Diesel (o anche a vapore):per esempio,un treno trifase arrivava in stazione, la locomotiva titolare del convoglio abbassava gli striscianti per la captazione della corrente e veniva agganciata da una loco da manovra che la spostava su un altro binario,mentre al treno si accoppiava una locomotiva in c.c.

sotto:

Locomotiva trifase FS E.554 119.

in mezzo:

locomotiva c.c. E.626 407 III serie.

in basso:

locomotiva trifase E.431 027.
fantasmak - 01 Giu 2016 05:43 pm
Oggetto:
Shocked

sotto e in mezzo:

Locomotiva trifase E.432 033.

in basso:

Un "treno anfibio".
fantasmak - 01 Giu 2016 06:00 pm
Oggetto:
Very Happy

sotto e in mezzo:

Il lavoro prosegue alacremente sulla linea aerea.

in basso:

Carrozza a tre assi CDiy 67.213.
fantasmak - 01 Giu 2016 06:09 pm
Oggetto:
Shocked

Particolari dello scalo merci.
fantasmak - 01 Giu 2016 06:14 pm
Oggetto:
Smile felice

Scorci del diorama.
fantasmak - 01 Giu 2016 06:23 pm
Oggetto:
Smile felice 3

sotto:

Il posteggio della stazione.

in mezzo:

Una locomotiva c.c. E.424 FS.

sotto:

La E.424 viene trainata dalla "Diesel" D.225 7061.

E n d e.
diablo - 01 Giu 2016 07:06 pm
Oggetto:

fantasmak - 01 Giu 2016 09:06 pm
Oggetto:
Grazie Max.

Guido.
E_656 - 02 Giu 2016 10:21 am
Oggetto:
Grazie a te Guido!

Che bel plastico: pulito, realistico e con locomotive stupende!
fantasmak - 02 Giu 2016 01:15 pm
Oggetto:
Troppo buono,Giuseppe. Very Happy Very Happy

Guido.
E_656 - 03 Giu 2016 08:54 am
Oggetto:
Mi permetto di segnalare un paio di collegamenti:

http://www.scalatt.it/fotostoria_Milano_Centrale.htm

http://www.scalatt.it/fotostoria_Milano_Lambrate.htm

A me rendono molto bene l'atmosfera reale di momenti che ho vissuto ed a volte riesco quasi a sentirmici dentro... I particolari sono resi molto bene e alla fine hai quasi l'impressione che siano diorami molto grandi, ed invece...
lombricoferoce - 03 Giu 2016 01:09 pm
Oggetto:
Bello ... ma non vedo la tua firma ...

Certo che voi due in quanto a convenevoli ... non scherzate .... Grazie ... prego ... com'è buono lei ... prego si accomodi ... ma le pare ... si figuri .... troppo buono ....

A proposito di Val Bormida o Valbormida (boh!).... ecco ...

fantasmak - 03 Giu 2016 02:29 pm
Oggetto:
E_656 ha scritto:
Mi permetto di segnalare un paio di collegamenti:

http://www.scalatt.it/fotostoria_Milano_Centrale.htm

http://www.scalatt.it/fotostoria_Milano_Lambrate.htm

A me rendono molto bene l'atmosfera reale di momenti che ho vissuto ed a volte riesco quasi a sentirmici dentro... I particolari sono resi molto bene e alla fine hai quasi l'impressione che siano diorami molto grandi, ed invece...


Grazie Giuseppe,molto interessanti i due diorami.

Anche a me piace fotografare un diorama in piccole porzioni,evidenziando i particolari,ma mai riprenderlo completo: così chi vedrà le foto non avrà la percezione delle dimensioni.

Guido.

Smile felice 3 Smile felice 3
fantasmak - 03 Giu 2016 02:32 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:


Certo che voi due in quanto a convenevoli ... non scherzate .... Grazie ... prego ... com'è buono lei ... prego si accomodi ... ma le pare ... si figuri .... troppo buono ....



Lombrix......noi siamo persone a modo. Mr. Green Mr. Green Mr. Green

Guido.
fantasmak - 03 Giu 2016 02:36 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:
Bello ... ma non vedo la tua firma ...



Eccola!
E_656 - 03 Giu 2016 10:11 pm
Oggetto:
Caro Franz, diamo a Guido ciò che è di Guido! Se il plastico è bello... Piace!

Riguardo l'ultima immagine mi sembra che il signore accanto al carrello stia controllando la pressione delle gomme... Smile felice 2
diablo - 03 Giu 2016 11:17 pm
Oggetto:
Giuseppe, diciamo che sta lubrificando ... Mr. Green
fantasmak - 03 Giu 2016 11:17 pm
Oggetto:
Infatti,Giuseppe,la draisina non stava in......strada. Mr. Green Mr. Green

@Lombrix,la prima foto da te messa,quella in bianco e nero,ha la didascalia errata:non E.423 021,ma E.432 021. Wink Tanto per temperare un po'.

Guido.
lombricoferoce - 04 Giu 2016 06:27 pm
Oggetto:
Ah, ecco quando vedo il Pisciòn Cortese all'opera riconosco la tua mano che ha retto ... in merito al tuo far la punta al ... treno ho preso l'immagine da questo bel sito http://www.photorail.com/phr3-gli%20updates/articoli2004/maggio2004.htm e ho riportato la scritta invertendo i numeri per vedere se eri attento ...

Smile felice 3
fantasmak - 07 Nov 2016 02:16 pm
Oggetto:
Smile felice 3

Tempo fa è venuto a trovarci in Museo, un amico di Bolzano per mostrarci una parte del suo plastico riproducente la Ferrovia del Renon a scartamento metrico (già discusso in questa sezione) in scala G:1/22,5.

A voi alcune foto dell'impianto.
fantasmak - 07 Nov 2016 02:24 pm
Oggetto:
Very Happy
fantasmak - 07 Nov 2016 02:31 pm
Oggetto:
Smile felice 3

E N D E.
diablo - 07 Nov 2016 02:35 pm
Oggetto:

lombricoferoce - 07 Nov 2016 05:35 pm
Oggetto:
Renon? Rolling Eyes Boh. Shocked
lombricoferoce - 07 Nov 2016 05:59 pm
Oggetto:
Insisto nel dire che l'Opel Blitz è un pugno nell'occhio, in Alto Adige, perchè credo che la località sia questa, si potevano vedere camion italiani sul tipo di Fiat, OM o Alfa o se vogliamo camion di produzione austriaca come Steyr o Gräf und Stift ma un Blitz A, germanico per chi lo ignorasse, per di più tirato alucido ... lo vedo improbabile, che dopo sia stato messo perchè facile da reperire in scatola di montaggio ... allora è un altro paio di maniche. Sono appassionato di vecchi camion specialmente di quelle zone e neppure in Austria, da piccolo ovviamente, mi è capitato di vedere un Blitz di questo tipo la cui produzione è finita nel 44 se non erro. Poi tutto può essere visto che ne hanno costruiti circa 95 mila.

Bye Very Happy
Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Powered by phpBB2 Plus based on phpBB