Made in Japan - Modelli Made in Japan sotto la lente: pregi e difetti.

diablo - 12 Set 2013 09:50 pm
Oggetto: Modelli Made in Japan sotto la lente: pregi e difetti.
Ciao a tutti,
si è parlato e discusso molto sul rapporto qualità/prezzo dei modelli montanti da Kamimura, Suzuki, Momose, Inaba ecc... e mi farebbe piacere discutere con voi anche dei pregi e difetti, non per trovare ad ogni costo il difetto, ma anche quei dettagli unici, i più piccoli, che alle volte guardando un banale difetto vanno in secondo piano. Una semplice pagella per dare un voto e giusto valore.

1) Cortesemente lasciamo a casa i classici complimenti sbrigatevi, inutili e senza senso...
2) Tutti i commenti positivi o negativi sono il benvenuto e faccio fede nel buon senso di tutti.
3) Evitiamo le polemiche perché siamo qui a discutere di modellismo e non di questioni personali.

Solo tre semplici regole da rispettare!

Franco, aggiungerei anche la storia e qualche foto della vettura 1/1

Primo modello sotto la lente e scelto a caso è stato realizzato da kaminura ed è una Ferrari 312PB Buenos Aires '72 su kit Piranha P09, in metallo bianco scala 1/43 del Febbraio 2003











pandino75 - 12 Set 2013 10:15 pm
Oggetto:
provo a dire la mia, anche se come sapete io faccio obsoleti e quindi prendete la mia opinione con beneficio di inventario, se dico cag... mi correggerete! Di questo modello apprezzo molto la pulizia di insieme, specialmente nella verniciatura e posa decal, tipica di Kamimura, molto curati anche gli interni ricchi di particolari autocostruiti che lo impreziosiscono come gli interruttori ed il volante, e quel che si vede del motore, certo si notano i 10 anni, infatti ho visto recenti lavori di Akihiro senz'altro più belli, come ad esempio la Ferrari 312 T2 six Wheels (della quale ho visto il WIP su facebook), ma questo può dipendere, da quello che ho capito, non solo dall'affinamento delle tecniche ma anche dalle esigenze e richieste del committente. L'unica nota stonata (forse esaltata dalla macro) sono i fanalini posteriori, quello a sinistra è leggermente storto e comunque mi sembrano leggermente sottotono rispetto allo standard qualitativo del modello. Sulla fedeltà della riproduzione non mi pronuncio non conoscendo l'auto originale. Concludendo è un ottimo modello, che fa veramente piacere guardare.
Eagle - 12 Set 2013 11:29 pm
Oggetto:
Intanto ringrazio Diablo per aver aperto questo topic.
Già oggi, per telefono, gli ho espresso la mia opinione in merito alla sua idea di aprire un topic per discutere dei modelli di questi modellisti, prendendoli uno alla volta e parlando sia dei pregi che dei difetti, insomma provare a fare una recensione imparziale e oggettiva. Davvero un'ottima idea!!! Bravo Diablo!

Non voglio discutere del rapporto qualità/prezzo di questi modelli.
Ormai tutti sanno come la penso e sarei ripetitivo.
Il prezzo è un parametro fondamentale nel giudizio di un modello.
Tendiamo, giustamente ed ovviamente, a lasciar passare dei difetti anche piuttosto gravi su un modello da 20 euro mentre tendiamo ad essere molto più critici quando un modello costa 4/5000 euro.
Insomma più il modello costa e più noi diventiamo, a regione, esigenti.

Cerchiamo di parlare di questi modelli a 360 gradi.
Il modello perfetto non esiste e, per quanto un modello possa essere bello avrà sempre qualcosa che non va perchè a montarlo sarà sempre l'uomo, ed errare humanum est.
Un modello va guardato nel suo insieme, parlare solo dei pregi o solo dei difetti è sbagliato.
Cerchiamo di non divagare e, volta per volta, discutere del singolo modello che viene proposto. Altrimenti si rischia di mettere troppa carne al fuoco e fare discorsi sui generis.

Comunque, andiamo oltre...

Intanto c'è da dire che il kit di partenza è in metallo bianco ed è stato realizzato da Mike Craig.
Ho avuto fra le mani qualche kit e, per essere in metallo bianco, sono abbastanza precisi e gli incastri collimano abbastanza bene. Molti pezzi nel kit originale sono in metallo bianco e credo che Kamimura abbia rivisto qualche cosa, aggiungendo torniture e dettagliando abbastanza il modello.
Il modello mi pare molto pulito e preciso.
Non noto errori storici, ma c'è da dire che dovrei osservare qualche foto in dettaglio perchè non conosco bene quest'auto, oltretutto in questa versione.
La verniciatura mi pare ottimamente stesa, così come le decals.
Belli i fari e le loro coperture, con relativi rivetti... Non si notano segni di colla e risulta tutto montato perfettamente e in modo simmetrico . Un lavoro certosino.
Apprezzo molto la decal del portanumero laterale, opportunamente "tagliata" dove apre lo sportello.
L'assetto mi pare corretto.
Se non sbaglio manca il filetto dorato sulla spalla delle gomme ma forse in questa gara le gomme erano diverse...
C'è qualcosa che non mi convince invece nel cruscotto. E' molto dettagliato, le levette e i selettori sono veramente belli e realistici. Kamimura qui ha fatto un ottimo lavoro di tornitura e di posa. Manca qualcosa comunque, alcune versioni avevano più interruttori sulla parte sinistra del cruscotto ma, ripeto, non conosco questa versione in particolare.
Sul sedile destro mi sembrano troppo spaziati e sovradimensionati i "salamini" dell'imbottitira del rivestimento dei sedili e l'incavo dell'imbottitura è troppo scuro. Insomma la forma dell'imbottitura è sbagliata. Non mi piacciono le cinture di sicurezza troppo piatte e forse sottili.
Bello il retrotreno con particolari di nota come i due tubi e la batteria semi nascosta come sul modello originale. In alcune versioni le marmitte erano tenute da quattro piccoli bracci, ma non so se è il caso di questa versione in particolare.
Vero quello che dice Davide per quanto riguarda i fanalini posteriori leggermente storti.
Mancano i rivetti sul parabrezza. Se non sbaglio la vettura ne aveva quattro.
Non vedo il cambio ma l'angolatura di queste foto non permette di osservarlo in quanto stava alla destra del pilota.
In sostanza, non mi sembra il miglior modello di Kamimura ma nemmeno il "peggiore".

Questo modello, comunque, non è facile da recensire perchè le foto, professionali, sono state realizzate su banco ottico. Mi sembra sia stata fatta anche una leggere cromia. Le foto che vediamo sono poi state ridimensionate male per il formato web e hanno perso di in qualità, basta guardare i rossi della carrozzeria.

Foto degli interni di una 312PB dove potete vedere il rivestimento dei sedili.
Guardando le foto della vettura reale possiamo renderci conto di quanto sia poco realistico il modello di Kamimura per quanto riguarda gli interni, soprattutto sedili e cruscotto:

piero63 - 13 Set 2013 07:42 am
Oggetto:
Leggo qualche inesattezza.
Non mi risulta che Kamimura abbia mai montato una 312 T2 six wheels. Aveva montato una T2 Superior Models, quando non era ancora disponibile il Tameo (strada ripercorsa poi pedissequamente da Nicola Ricco) rendendolo apribile..
Ora visto che avete deciso di cimentarvi in questo genere di recensioni vi spiego qualcosa.
E' molto difficile recensire un modello senza vederlo, e questi in particolare senza aver bene in mente il WIP.
La verniciatura dei sedili è perfettamente uniforme.
Se conosceste il WIP comunque vi sareste accorti che il passo della macchina è stato allungato di almeno 2 millimetri. Le prese Naca sono state rese tutte passanti con un procedimento che chi conosce i WIP di Kamimura ben conosce.
Tutta la parte in alluminio della fiancata è stata realizzata ex novo. Così come gli spessori della carrozzeria nella zona del passaruota anteriore sono stati realizzati applicando della lamiera in modo da renderli veritieri in scala.
Ci sono poi particolari realizzati con sublime finezza come le cerniere del cofano posteriore incernierate sul rollbar.
Se volete poi l'errore storico eccovi serviti: le decal portanumero sulle fiancate non sono della misura giusta.
Ma per tornare a particolari ben realizzati gli scarichi con un filo saldato sui terminali sono un altro particolare introdotto da questi modellisti in grado di fare la differenza.
lombricoferoce - 13 Set 2013 09:52 am
Oggetto:

Ferrari 312 P




In merito alla storia di questa vettura per iniziare devo dire che la nomenclatura è decisamente errata, :smile:
Nella saccoccia della Ferrari non è mai esistita una 312 PB che dovrebbe significare prototipo – boxer il motore in questione era a cilindri orizzontali contrapposti, quindi diverso dal boxer vero. Innanzi tutto il motore non è un boxer. Questa vettura ha lo stesso nome della vettura nata nel 1969 e che a mio esclusivo parere è moooolto più bella. De gusti bus....
Comunque basta andare nel sito ufficiale della Ferrari per non avere dubbi.

La differenza, che a volte crea notevoli discussioni, tra i due tipi di motore è data dalla sistemazione dei piedi di biella sull'albero motore. Si parla di:
Motore boxer quando le teste di biella sono montate separatamente su un proprio supporto
Motore a cilindri contrapposti quando le bielle sono montate sullo stesso supporto











scopiazzato in velocità ...

Gli anni 1970-71 furono per la categoria Sport-Prototipo gli ultimi che videro in lotta i “mostri” di 5 litri a 12 cilindri con cui Porsche e Ferrari si contesero il Campionato Mondiale Marche.

Già nel 1970, del resto, la CSI aveva reso noto che, a partire dalla stagione 1972, la massima cilindrata ammessa sarebbe stata ridotta a 3 litri. La Casa tedesca annunciò immediatamente il proprio ritiro, mentre la Ferrari, da poco entrata nell’impero Fiat, confermò il proprio impegno nella categoria, iniziando subito il pro getto di una nuova vettura, concepita attorno al potente e sempre più vincente moto re di F.1 a cilindri contrapposti.

Il primo prototipo apparve in un test sul l'autodromo di Modena quello stesso anno. In quell'occasione, la vettura venne collaudata con una carrozzeria in alluminio priva di verniciatura che avrebbe consentito di effettuare più rapidamente eventuali modifiche aerodinamiche. La forma definitiva venne poi realizzata in fibra di vetro.

Seguendo la logica delle sigle delle vetture Ferrari di F.1, la nuova nata avrebbe potuto chiamarsi 312 P. In effetti, la Casa stessa la presentò come Prototipo Boxer durante una conferenza stampa. Nella realtà, la sigla PB non compare mai nei documenti ufficiali di Maranello e la vettura ha sempre avuto come denominazione ufficiale quella di 312 P, una sigla peraltro identica a quella del prototipo del 1969 dotato di motore 12V. (vedi sopra le foto prese dal sito Ferrari)

La Ferrari schierò la sua nuova ‘monoposto matrimoniale’ (secondo una definizione dello stesso ‘Drake’) già nella stagione 1971, allo scopo di pervenire a un grado di messa a punto ottimale per l'anno successivo, quando si sarebbe trattato di lottare per il titolo. Per seguire meglio la nuova Prototipo 3 litri, venne deciso di affidare alle scuderie private la gestione sportiva delle 512 M.

La prima uscita avvenne nella 1000 km di Buenos Aires, dove l'equipaggio formato da Ignazio Giunti e Arturo Merzario riuscì a qualificarsi in prima fila con soli 4 centesimi di ritardo sulla più veloce delle Porsche 917, dando poi in gara molto filo da torcere a tutte le Sport 5 litri. Giunti fu in testa per 5 giri ed era ancora in lizza per il primo posto quando sulla sua traiettoria trovò, dietro una curva virtualmente cieca, una Matra-Simca, che il suo pilota Beltoise, rimasto senza benzina, stava incoscientemente spingendo verso i box attraverso l'intera larghezza della pista. L'impatto con la parte posteriore della vettura francese fu inevitabile (avendo Giunti la visuale coperta dalla 512 di Parkes che stava tallonando) e la 312 P esplose in una nuvola di fuoco. Lo sfortunato pilota romano morì sul colpo.

Comprensibilmente, la Ferrari preferì rinunciare alla successiva trasferta di Daytona, per schierare nuovamente la 312 P alla 12 Ore di Sebring, dove Jacky lckx e Mario Andretti condussero un esemplare nuovo di zecca qualificandosi ancora in prima fila. In gara, la piccola Ferrari rimase al comando fino a quando la trasmissione, concepita per la distanza di un Gran Premio di F.1, cedette. lckx e Regazzoni divisero poi la stessa vettura in occasione della 1000 km di Brands Hatch. Il pilota belga mantenne la prima posizione davanti alle più potenti Sport 5 litri finché non venne investito da una Dulon-Porsche. Raggiunti a fatica i box, la 312 P rimase ferma per una riparazione durata 10’. Ripartita, sempre con lckx al volante, riuscì comunque a concludere al 2° posto dietro a un’Alfa Romeo 33/3.

Alla 1000 km di Monza, Ickx si assicurò, nel corso delle prove, un posto in prima fila. Venne però fermato durante la corsa da un incidente occorsogli nel tentativo di evitare la Porsche di Willy Meier e la Ferrari 512 di Merzario entrate in collisione. Sul velocissimo tracciato di Spa-Francorchamps, le possenti Sport 5 litri poterono superare agevolmente la piccola 312 P, che gareggiò per l'occasione con l'esemplare, rimesso a nuovo, che era stato danneggiato a Brands Hatch. La Ferrari, guidata ancora da lckx e Regazzoni, non mancò di stupire per l'ennesima volta riuscendo a mantenere a lungo la 3° posizione. Clay si ritrovò sulla sua traiettoria la stessa Dulon-Porsche che aveva tolto di gara lckx in Inghilterra, investendola alla fine del rettilineo di Masta a oltre 270 km/h. Il brutto incidente fu senza conseguenze per le persone, ma privò la vettura di Maranello di un interessante risultato su un circuito poco favorevole.

La Ferrari non prese quindi parte alla Targa Florio, per schierare il proprio prototipo al Nurburgring. Ickx e Regazzoni disponevano della vettura che era stata distrutta a Spa. Jacky fu, come al solito, molto brillante durante le qualificazioni, conquistando la pole-position con ben 9’’ di vantaggio sull’Alfa di Stommelen e Galli. In corsa, il pilota belga e lo svizzero mantennero la loro vettura al comando fino a che non furono costretti al ritiro a causa di seri guai alla testata del loro motore 12 cilindri.

Disertata la 24 Ore di Le Mans, la 312 P riapparve alla 1000 km dell’Osterreichring (circuito di Zeltweg, Spielberg bei Knittelfeld in Stiria). Nuovamente qualificatasi in prima fila, la Ferrari di Ickx e Regazzoni era al comando con 140’ sulla Porsche 917 di Rodriguez, quando, a 25 giri dal termine, Clay perse in frenata il controllo della vettura (forse a causa del cedimento di una sospensione), andando a schiantarsi con notevoli danni contro il guard rail.
Per la 6 Ore di Watkins Glen (circuito di Watkins Glen International a Watkins Glen, New York), l’equipaggio della 312 P era composto da Ickx e Mario Andretti, che uscirono di scena nel corso del la prima ora: i due erano al comando ma, dopo una sosta programmata ai box, il motorino di avviamento si rifiutò di funzionare costringendoli al ritiro.

La Ferrari 3 litri aveva guidato 7 delle 8 prove del Campionato Mondiale Marche alle quali aveva preso parte, ma era stata sempre fermata, tre volte a causa di incidenti e tre volte per noie al cambio, al motore e al motorino d'avviamento.
Il miglior risultato rimase il 2° posto di Brands Hatch.

Terminato il Campionato, la Casa di Maranello portò la 312 P in Sudafrica per la 9 Ore di Kyalami, svoltasi in novembre. Per la prima volta vennero messi in pista due esemplari: una vecchia vettura per Regazzoni e Brian Redman e una nuovissima, costruita secondo le specifiche 1972, per lckx e Andretti. Le innovazioni consistevano in una carrozzeria più bassa di circa 5 cm e più compatta e nei nuovi pneumatici Firestone dal profilo ulteriormente ribassato. La nuova versione presentava inoltre un'apertura dell'abitacolo più ampia, in ottemperanza alle nuove norme, e manteneva le due pinnette sul cofano posteriore apparse per la prima volta alla 1000 km di Brands Hatch. Nonostante una sosta ai bordi della pista durata ben 45’, questa vettura riuscì comunque a ripartire concludendo la gara al 2° posto con 15 giri di distacco dalla vittoriosa 312 P pilotata dalla coppia Regazzoni-Redman.

Una stagione strepitosa

Per il 1972 vennero costruiti altri 6 esemplari, e la direzione sportiva della squadra venne affidata all’ex pilota svizzero Peter Schetty. Piloti erano Ickx, Regazzoni, Andretti, Ronnie Peterson e Tim Schenken. Ad Arturo Merzario spettò il compito di sostituire Andretti quando questi fosse stato impegnato nelle prove USAC. La Ferrari si avvalse nel corso dell'anno anche del pilota da rally della Lancia Sandro Munari, di Helmuth Marko e Carlos Pace.

Fu una stagione fantastica, nella quale tutto il team funzionò perfettamente. Il risultato fu che la 312 P vinse tutte le corse alle quali partecipò, dieci su dieci. Su 29 partenze, le vetture di Maranello conclusero la gara ben 24 volte, e soltanto in due occasioni non occuparono i primi due posti nella classifica finale. In Austria, addirittura, vi furono quattro Ferrari ai primi quattro posti. Gli unici passi falsi furono quelli di Monza (in una 1000 km corsa sotto la pioggia in cui l'equipaggio Redman Merzario fu tolto di gara da un'uscita di strada, mentre quello formato da Peterson Schenken concluse solo al 4 posto dopo una lunga serie di vicissitudini) e della Targa Flonio (dove, nonostante alcune perdite di tempo ai box grazie alla sfortuna dell’Alfa Romeo, l’unica 312 P schierata si aggiudicò la gara). Jacky Ickx fu al volante della macchina vittoriosa per ben sei volte e ogni pilota del team ebbe la soddisfazione di tagliare per primo il traguardo al meno in una occasione, a eccezione di Marko e Pace, i quali, impiegati soltanto nella prova austriaca, giunsero secondi.

A completamento della strepitosa annata vi furono due gare non di Campionato, a Imola e a Kyalami. vinte entrambe da Merzario, da solo sul circuito italiano e in coppia con Regazzoni nella 9 Ore sudafricana. In totale, la Ferrari vinse tutte le 12 gare endurance cui prese parte nel 1972.

E comunque vero che il valore di qualsiasi squadra si misura con quello degli avversari battuti. La Matra-Simca concentrò quell'anno tutti i suoi sforzi sulla sola 24 Ore di Le Mans, ultima prova disertata dalle vetture del cavallino, l’Alfa Romeo non riuscì a ripetere le buone prestazioni del 1971 e le Lola della scuderia Bonnier non erano certo in grado di impensierire la Casa di Maranello.

Il cuore della Prototipo era naturalmente il superbo 12 cilindri piatto, con doppio albero a camme in testa per ogni bancata, quattro valvole per cilindro, bielle in titanio e con i collettori di aspirazione posti tra i due alberi a camme e quelli di scarico situati nella parte inferiore. Fra un propulsore a corsa particolarmente corta (le misure erano 78,5 x 51,5 mm), per una cilindrata totale di 2993 cmc, la stessa della versione per la F.1, rispetto alla quale venne adottata per l'endurance una diversa fasatura della distribuzione, la potenza era di circa 440 CV a 10.800 giri/min, e già a 6500 giri/min il motore era perfettamente sfruttabile, mentre il campo di utilizzazione andava per le monoposto da Gran Premio da 8000 a ben 12600 giri/min. Il telaio della P era una tipica semi-mono-scocca Ferrari, con una struttura tubolare rivestita con pannelli in alluminio. Dietro l’abitacolo, il propulsore era rigidamente ‘appeso’ a un apposito traliccio. I radiatori dell'acqua erano montati lateralmente all'abitacolo, mentre la forma del musetto costituiva in pratica un dispositivo aerodinamico per generare la necessaria deportanza all’avantreno. Su questa vettura ogni particolare non poteva essere disposto in modo più razionale, a testimonianza della lunghissima esperienza della Casa di Maranello nelle gare di durata.

Sospensioni da F.1

Anteriormente le sospensioni erano costituite da doppi triangoli oscillanti, dei quali quello inferiore presentava una base eccezionalmente larga. Piuttosto convenzionali i gruppi molla-ammortizzatore montati sulle ruote. Il retrotreno derivava da quello della F.1 . Le ruote anteriori erano delle 13’’ x 10”, quelle posteriori delle 15’’ X 15,5’’, con pneumatici Firestone dal profilo particolarmente basso. La Ferrari mantenne le originali sospensioni posteriori fino all'ultima prova mondiale di Watkins Glen, dove vennero schierate due vetture modificate con dei bracci inferiori paralleli in luogo dei triangolo, una soluzione adottata per ridurre l’effetto autosterzante dei retrotreno.

La carrozzeria era composta da due sezioni principali in fibra di vetro, una anteriore che comprendeva i piccoli sportelli e una posteriore. Vennero studiati tre tipi di coda alternati : uno corto per i circuiti più lenti, uno intermedio, che fu quello usato con maggiore frequenza, e uno lungo impiegato soltanto nelle prove preliminari della 24 Ore di le Mans 1972, gara alla quale la Ferrari decise poi di non partecipare facilitando notevolmente l'affermazione della Matra-Simca.
La versione intermedia comportava rispetto alla corta un aumento di peso di circa 7 kg. ma consentiva una velocità massima superiore di 5-8 km li. Il peso complessivo della 312P variava tra i 655 e i 670 kg.

Tutte e otto le vetture esistenti vennero impiegate durante la fantastica stagione 1972, con una costanza di qualità tale che i piloti trovavano estremamente difficile distinguere nella guida un esemplare dall'altro. Nonostante i numerosi incidenti occorsi durante l'anno, nessun telaio fu mai irrimediabilmente distrutto. Forse paga del grandioso successo ottenuto, la Ferrari annunciò comunque il suo ritiro dalle gare di questa categoria a causa dei costi eccessivamente onerosi.

Col passare delle settimane si parlò, invece, dapprima di una sola vettura schierata nel 1973 per Ickx limitatamente ad alcune selezionate gare, per poi arrivare a un impegno maggiore con una squadra di due vetture in tutte le prove del Campionato Mondiale Marche. Lckx, Redman, Merzario e Pace furono prescelti quali piloti ufficiali, mentre in alcune occasioni nelle quali venne utilizzata una terza macchina vennero chiamati Schenken e Reutemann. Unicamente per la Targa Florio fece parte della squadra anche lo specialista siciliano Nino Vaccarella.

Nel 1973 le cose cambiarono radicalmente. La Matra-Simca, dopo il lungamente atteso successo a Le Mans, era adesso decisa a portare il suo attacco anche al Campionato del Mondo Marche. Il direttore sportivo della Ferrari, Peter Schetty, aveva nel frattempo deciso di ritirarsi in Svizzera per curare gli interessi familiari nell'industria tessile. Il suo posto venne preso da Giacomo Caliri, un ingegnere specialista in aerodinamica, mentre Mauro Forghieri, il padre della 312 P, fu voluto dai vertici di Maranello ad altra attività. Inoltre, il passaggio dai pneumatici Firestone a quelli Goodyear causò notevoli problemi di maneggevolezza sia alle monoposto che ai prototipi Ferrari.

Impiegate già a Kyalami i l'anno precedente, le 312 P versione 1973 erano caratterizzate da un musetto più lungo, così come era aumentato il passo alla ricerca di una maggiore stabilità. Anche il motore aveva subito alcune modifiche, con delle misure di alesaggio e corsa portate a 80,0 mm X 49,6 mm, per una cilindrata di 2991,8 cc conformemente alla versione aggiornata del motore destinato alla F.1 . La potenza era adesso di 450-460 CV a 11000 giri/min. Sul frontale era scomparsa la presa d'aria centrale, mentre rimasero al loro posto le due piccole fessure per il raffreddamento dei dischi anteriori.

L'ultima versione della Matra-Simca MS 73 a motore 12V era però in grado di erogare 475 CV, mentre anche le Gulf-Mirage dotate della versione endurance del Cosworth DFV potevano vantare qualcosa come 440 CV con un'ottima coppia ai regimi inferiori. La stessa Alfa Romeo, con le nuove 33TT12 a motore boxer, costituiva un pericoloso avversario in più. La squadra francese si dimostrò la più competitiva e la Ferrari poté opporre una buona resistenza principalmente grazie al fatto di schierare regolarmente tre vetture, che accumularono molti punti, senza però costituire, come l'anno precedente, le sicure vincitrici di ogni gara.

La Casa di Maranello disertò la 24 Ore di Daytona, dove tutte le Matra e le Mirage furono costrette al ritiro, così che il primo terreno di scontro diretto fu il circuito romano di Vallelunga, dove le Prototipo 312 si dimostrarono eccessivamente sottosterzanti. A vincere fu cosi la Matra, seguita in classifica dalle tre Ferrari. La 312 P terza arrivata con l'equipaggio Ickx-Redman adottava per la prima volta freni posteriori di tipo in-board, soluzione già adottata in F.1, mentre tutte e tre le vetture di Maranello avevano ora delle piccole prese NACA sul cofano posteriore per il raffreddamento dei dischi. La potenza era di 460 CV.

A Digione la Ferrati fu ancora battuta, con le Matra al 1° e 3° posto e piazzò le sue vetture al 2° e 4° posto. Sulla 312 P giunta 4° venne sperimentato uno spoiler supplementare sul frontale nel tentativo di ridurre il sottosterzo, ma i soli risultati furono solo un più rapido deterioramento dei pneumatici e dei veri e propri ‘buchi’ sulla carrozzeria. Il punteggio nel Campionato era favorevole di misura alla Ferrari, che non aveva però avuto ancora la soddisfazione della vittoria. Questa arrivò a Monza, con Icks/Redman primi e Schenken/Reutemann secondi, seguiti dall'unica Matra superstite. In realtà le vetture francesi si erano ancora una volta dimostrate le più veloci sia in prova che in gara. Per ridurre il sotto-sterzo delle Ferrari, venne adottata una soluzione efficace ma piuttosto grossolana: una zavorra di 13 kg sull'avantreno.

A Spa le Matra dominarono, nonostante l'abilità di Ickx avesse piazzato una 312 P in pole position. A vincere fu però, con una bella doppietta, il terzo incomodo ... la Gulf-Mirage, dopo una dimostrazione di scarsa affidabilità data da tutte le vetture francesi e italiane.

Modifiche inconcludenti

Due P furono quindi iscritte alla Targa Florio. Entrambe si ritirarono, ma la Matra non ne approfitto, avendo disertato la gara siciliana. I prototipi francesi non erano del resto assolutamente adatti a un percorso come quello delle Madonie.
Al Nurburgring le Matra si trovarono molto a disagio e la vittoria andò all'agile Ferrari di Ickx/Redman, seguita dalla sua gemella condotta da Merzario/Pace. Quest'ultima presentava una diversa posizione per il radiatore dell'olio, posto ora davanti alla ruota posteriore destra. Esso era raggiunto dall'aria attraverso una presa laterale molto sporgente. Anche le due prese d'aria per l'alimentazione del motore vennero in quel l'occasione sostituite da un unico schnorchel centrale, allo scopo di rendere più pulito il flusso d'aria verso l'alettone posteriore. I risultati furono inconcludenti, e i piloti riferirono di non avere notato nessuna differenza di comportamento rispetto alle vetture precedenti.

A questo punto la Ferrari era ancora in testa al Campionato con 31 punti di vantaggio sulla Matra, un primato piuttosto precario se si pensa che una vittoria valeva 20 punti. La Casa di Maranello era quindi costretta ad accettare la sfida con la Matra sul terreno di Le Mans. Le piccole 312 P, derivate dalla F.1, avrebbero resistito 24 ore? La squadra provò a Monza 11 giorni prima dell'appuntamento a La Sarthe, e la partecipazione di tre vetture venne confermata. La battaglia fu dura e combattuta, anche se alla fine fu di nuovo la Matra a prevalere. Tutte le P si erano comunque venute a trovare al comando della gara, in varie riprese. Ickx/Redman erano poi a un solo giro dal possibile vincitore quando si ritirarono alla 23 ora. Reutemann/Schenken avevano invece già definitivamente parcheggiato la loro 312 P all’11ma ora. Merzario/Pace chiesero tutto alla propria vettura, girando velocissimi e ignorando le raccomandazioni dei box di risparmiare il motore. Furono premiati per la loro coraggiosa condotta di gara finendo secondi. Questo risultato permetteva alla Ferrari di conservare il comando nel Campionato con 26 punti sulla Matra (110 a 84).

Alla 1000 km dell’Osterreichring venne inviato un esemplare reduce da Le Mans. Questo girò nelle prove con la coda lunga, mentre per la gara si preferì utilizzare la versione intermedia. Era stata inoltre provata anche una vettura a passo ancora più lungo, ma non venne reputato opportuno portarla in Austria. Le Matra-Simca conquistarono i primi due posti, mentre per le 312 P fu una giornata negativa. Anche dopo questa prova, la Casa di Maranello manteneva tuttavia ancora 18 punti di vantaggio sulla rivale francese nella classifica generale del Campionato (122 a 104).

Il gioco degli scarti

Se il calendario del Campionato fosse rimasto quello originale, con ancora due gare da disputare a Watkins Glen e a Buenos Aires, l’esito finale avrebbe potuto essere molto diverso. La prova argentina venne invece cancellata e la battaglia tra Ferrari e Matra doveva quindi necessariamente risolversi negli USA. Ciò era un rischio per la Casa italiana. Il regolamento prevedeva infatti che su un totale di dieci prove valide per il Mondiale sarebbero stati considerati solo i migliori sette risultati. La Ferrari aveva ottenuto una lunga serie di buoni piazzamenti ma poche vittorie assolute, e tale norma poteva certamente avvantaggiare in modo decisivo la Matra. D’altro canto la Ferrari non poteva certamente lamentarsi troppo di un criterio regolamentare che nel 1964 le aveva consentito di conquista re il Mondiale di F.1.

A Watkins Glen la Matra conquistò la terza vittoria consecutiva, lasciando alla Ferrari il 2° e il 3° posto. La classifica generale vedeva ancora in testa la Ferrari con 127 punti contro i 124 della Matra-Simca. La Casa di Maranello doveva però scartare i suoi peggiori piazzamenti, e ciò le costò 12 punti. Nessun punto fu invece scartato dalla Matra, che, in tal modo, si laureò campione con 124 punti contro i 115 della Ferrari. La Casa transalpina aveva in effetti vinto 5 prove, di fronte alle quali i soli 2 successi della Ferrari facevano ritenere che in fondo il verdetto finale fosse stato sostanzialmente giusto. Da ricordare che la Porsche aveva ottenuto 2 vittorie e la Gulf-Mirage una.

Nel corso dell'inverno, alla Ferrari si discusse molto sul l'opportunità di proseguire l'impegno nelle gare di durata con una versione rinnovata del la 312 P. L'arrivo di Luca di Montezemolo quale direttore sportivo e l'ambizioso programma di F.1 con Niki Lauda e Clay Regazzoni fecero pendere l'ago della bilancia verso il ritiro. Né Montezemolo né Lauda (e naturalmente neppure la Fiat) volevano compromettere le speranze di ben figurare nel Campionato di F.1 con un oneroso e difficile impegno nell'endurance. Enzo Ferrari avallò e fece sua tale decisione.

Così la 312 P, erroneamente nota agli appassionati anche come 312 PB, è rimasta negli annali come l'ultima Ferrari utilizzata nelle gare del Campionato del Mondo Marche e, limitatamente alla stagione 1972, come quella che più di ogni altra ha saputo dominare la scena.
Dopo 25 anni la Casa di Maranello abbandonava una categoria nella quale aveva ottenuto risultati leggendari.




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Eagle - 13 Set 2013 11:30 am
Oggetto:
Ciao Lombrico e complimenti per il post. Wink


piero63 ha scritto:

La verniciatura dei sedili è perfettamente uniforme.


Per quanto riguarda i sedili, per Piero sono corretti ma credo che possiamo capire meglio cosa intendevo dire guardando queste due foto.
Non parlavo di colore (anche se mi pare un pò scuro, ma potrebbe essere colpa della foto) ma di altro... Guardate la seduta...
Poi, per carità, i sedili in quel kit sono fatti così. Sicuramente Kamimura, visto le sue notevoli capacità modellistiche, sarebbe stato in grado di rifarli o modificarli.




Spiry - 13 Set 2013 01:20 pm
Oggetto:
Comunque sia, a me fanno impressione gli interruttori del cockpit... Pazzeschi e favolosi !!
Eagle - 13 Set 2013 01:34 pm
Oggetto:
Spiry ha scritto:
Comunque sia, a me fanno impressione gli interruttori del cockpit... Pazzeschi e favolosi !!


Questo si, sono d'accordo con te. Infatti in un mio post precedente l'ho scritto.
Kamimura qui ha fatto davvero un lavoro strepitoso.
Non solo per come sono stati realizzati ma anche per come sono stati posizionati.

Un'altra cosa che mi ha colpito positivamente è la posa delle decals.
pandino75 - 13 Set 2013 02:24 pm
Oggetto:
chiedo venia per aver attribuito erroneamente la Ferrari 312 t2 six wheels a Kamimura, non avevo fatto attenzione che in FB l'album del WIP non era il suo ma era stato semplicemente taggato.
fantasmak - 13 Set 2013 02:55 pm
Oggetto:
@Ottimo lombrico.
Guido
piero63 - 14 Set 2013 09:29 am
Oggetto:
La dissertazione di Lombrico ancorché corretta esegeticamente e' perfettamente off topic.
E dimostra un'attitudine interessante... Anche Forghieri nel suo libro se non mi sbaglio chiama questa macchina 312 PB. Che è sbagliato, perché il discorso sul Boxer e' corretto, tanto che se mi trovi un kit con su scritto 312 P invece che 312 PB ti facciamo un bell'applauso...
Ma in ogni caso cosa c'entra con i pregi e i difetti del modello?
ramapao69 - 14 Set 2013 10:36 am
Oggetto:
Premetto che lo stile di kamimura tra tutti i montatori giapponesi è quello che preferisco, ha una capacità di avvicinare il modello alla macchina reale assolutamente unica, è molto meno "stupefacente" di altri e per questo apprezzo particolarmente i suoi montaggi.
Questa 312 P o PB come volete è veramente notevole, proprio stamattina sul sito di Miniwerks sono apparse in vendita diverse 312 della Pirahna factory built e se facciamo il confronto con un buon montaggio di "fabbrica" ci rendiamo conto di quanto questo modello sia "sopra la media".
Mi piace molto tutta la zona del retrotreno, gli scarichi sono bellissimi, anche gli interni sono molto belli ancorchè non fedelissimi.
Ringrazio Piero per le note sul montaggio, non ho mai visto il wip e sapere che ci sono modifiche di rilievo stoo la vernice è molto importante, non riesco a trovare un reale difetto in questo modello, l'unica cosa "strana" ma non dipende da Kamimura è la forma dei due fari anteriori che mi sembra diversa....forse un difetto di stampo oppure sono gli strascichi della serata alcoolica appena trascorsa Mr. Green Mr. Green Mr. Green
Bravo Kamimuraaaaaaaaa!!

P.S. un piccolo appunto.....non capisco perchè le foto di questi modelli hanno sempre un colore molto accentuato....non credo che giovi alla valutazione realistica del modello....un pò meno photoshop please Wink
piero63 - 14 Set 2013 10:52 am
Oggetto:
Le foto sono quelle pubblicate da Kamimura nella sua Gallery.
Ma fare di meglio, anche come foto, e' piuttosto difficile...
diablo - 14 Set 2013 05:52 pm
Oggetto:
Cimentarvi… eccovi serviti… ma guarda che non stiamo mica dando la caccia alle streghe ? Rolling Eyes
Piero, questo nuovo topic è semplicemente un qualcosa in più per capire, conoscere e valorizzare i lavori fatti da pochi e bravi montatori giapponesi. In passato è stato fatto lo stesso con montatori italiani o europei stroncandoli, quindi non ci vedo nulla di male o nel caso dei blasonati montatori giapponesi dobbiamo dire sempre che bello, fantastico, ecc… Ti ricordo che dal 2008 su questo forum è dedicato uno spazio importante e non posizionato in fondo, ma al centro della homepage. Da quello che so in altri forum non esiste una sezione dedicata così completa.

Qualche idiota si è permesso di dire che ho aperto questo topic solo per dare contro di te, i tuoi modelli e il topic presente su 2G. Rolling Eyes Evil or Very Mad

Il mio unico interesse è fare un buon forum, completo e aperto a tutti! A questi idioti vorrei dire che non ho mai pubblicizzato un mio modello e mai negato a nessuno di farlo! Potrei fare quello che voglio in casa mia, ma il forum è di tutti e per rispetto di altri montatori ho separato il mio lavoro dal forum.

In merito al fatto di recensire un modello senza un wip, non lo vedo un problema perché sotto la lente c’è il modello finito e non il wip, se poi ci sono foto o dettagli che ci possono aiutare meglio a capire il risultato finale, sono il benvenuto.

Trovi off-topic l’intervento di Franco (lombriferoce) e nessun nesso con i pregi e difetti? Secondo me sbagli e non mi trovi d’accordo, perché proprio per capire meglio i pregi e i difetti diventa importante allegare alla discussione una documentazione fotografica e poi non guasta conoscere anche la storia della vettura 1/1

Ritornando in topic...
Io mi ricordo del wip che dovrei anche avere su un CD. Personalmente piacciono gli spessori della fiancate, le cerniere, il retrotreno completo, la verniciatura, la posa della decals e la pulizia del montaggio… lascio stare i rivetti del parabrezza, ma unica nota stonata sono gli interni poco curati, alcuni dettagli inventati e mi ricordo di feroci critiche mosse a Suber per quattro fili messi a cassaccio… qui ne conto molti di più…

Scrivi che Kamimura ha allungato di 2 millimenti il passo della modello, quindi sicuramente si è dovuto documentare a modo e non penso che abbia stabilito questo errore ad occhio… allora mi domando… è possibile che con tutta la documentazione esistente su questa famosa vettura non abbia trovato una foto degli interni? Semplice dimenticanza, tempistica…

Come valutazione finale darei bel 10/10 e sembrerebbe strano con le critiche mosse, ma ci sono dettagli veramente ben fatti. Wink

Piero, come vedi ho criticato e allo stesso tempo apprezzato dando con un ottimo voto finale. Parlare di modellismo si può e basta semplicemente rispettare i pensieri e le opinioni di tutti.
lombricoferoce - 14 Set 2013 09:23 pm
Oggetto:
piero63 ha scritto:
La dissertazione di Lombrico ancorché corretta esegeticamente e' perfettamente off topic.
E dimostra un'attitudine interessante... Anche Forghieri nel suo libro se non mi sbaglio chiama questa macchina 312 PB. Che è sbagliato, perché il discorso sul Boxer e' corretto, tanto che se mi trovi un kit con su scritto 312 P invece che 312 PB ti facciamo un bell'applauso...
Ma in ogni caso cosa c'entra con i pregi e i difetti del modello?


In merito all' offtopic io credo che se l'autore di un topic chiede un qualche cosa a qualcuno e questo lo accontenta ... non sia un OT anche se magari il contentino lo può sembrare. In questo caso mi sembra di aver letto da parte di Diablo:

Franco, aggiungerei anche la storia e qualche foto della vettura 1/1

Quindi Franco sono io, fino a prova contraria, la storia l'ho scritta come da specifica richiesta, non vedo l'OT. Che poi quello che scrivo sia più o meno esplicativo, dipende da quello che scopiazzo.
Foto della vettura vera in livrea come il modello non le ho trovate.

Forse se leggevi più attentamente la prefazione avresti evitato di andare tu, ... perfettamente in ... OT ora.

Il Mio OT è finito. Cheerleader_by_CookiemagiK


Sevus 4__3_2
Eagle - 15 Set 2013 11:59 am
Oggetto:
diablo ha scritto:

Trovi off-topic l’intervento di Franco (lombriferoce) e nessun nesso con i pregi e difetti? Secondo me sbagli e non mi trovi d’accordo, perché proprio per capire meglio i pregi e i difetti diventa importante allegare alla discussione una documentazione fotografica e poi non guasta conoscere anche la storia della vettura 1/1



QUOTO!

Un automodello, per definirsi tale, deve essere una riproduzione il più fedele possibile della vettura reale.
Discutere di un automodello senza sapere nulla dell'auto e senza fare un paragone con essa
lo troverei una cosa fine a se stessa e sensa senso.
Avevo provato a fare la stessa cosa, parlare di automodello e relativa vettura 1/1 in un altro topic, con relativa storia della vettura e caratteristiche, aneddoti e particolarità.
Il topic si intitola "I mostri sacri, le auto più belle del mondo" e lo potete trovare sezione "Modelli Speciali",
e non mi sembra sia stata una brutta idea, anzi avevo ricevuto i complimenti di molti appassionati
e reputo quel topic uno dei più interessanti di tutto il forum... Wink

Ecco il link:
http://amgmodels.mastertopforum.com/i-mostri-sacri-le-auto-piu-belle-del-mondo-automodelli-vt3546.html?highlight=mostri+sacri

Modelli e relative auto reali, storia, foto, tutto condito con un pizzico di simpatia e soprattutto senza polemiche Wink
piero63 - 15 Set 2013 04:37 pm
Oggetto:
Rimane che dalla storia della vettura non credo che sia possibile riuscire a dare un giudizio più corretto o meno sul modello...
Mi avresti trovato d'accordo se avessi postato le foto della macchina in ogni gara.
È un mio punto di vista. Si vede che tutti possono pensare e scrivere quello che vogliono e io no.
E torno a ribadire che non valutare il WIP di questi modelli esclude una parte fondamentale nel l'analisi di questi lavori.
Prova ne sia che senza che io ve le descrivessi nessuno di voi professoroni aveva rilevato queste modifiche fondamentali.
diablo - 15 Set 2013 11:43 pm
Oggetto:
piero63 ha scritto:
Rimane che dalla storia della vettura non credo che sia possibile riuscire a dare un giudizio più corretto o meno sul modello...
Mi avresti trovato d'accordo se avessi postato le foto della macchina in ogni gara.
È un mio punto di vista. Si vede che tutti possono pensare e scrivere quello che vogliono e io no.
E torno a ribadire che non valutare il WIP di questi modelli esclude una parte fondamentale nel l'analisi di questi lavori.
Prova ne sia che senza che io ve le descrivessi nessuno di voi professoroni aveva rilevato queste modifiche fondamentali.


Piero, questo sarà il tuo modo di vedere che rispetto, ma dispiace sono di opinione diversa.
Dalla storia si può conoscere meglio il modello e dalle foto lo si può giudicare o meglio, non commettere errori storici e fare interni a casaccio. A differenza dei nostri amici japanesi, anche se non sarò bravo e importante come loro, ho un archivio di migliaia di foto e almeno 300 libri... che poi sono pigro a consultarli, questo è un altro discorso Embarassed
Penso che basti poco per documentarsi e poi in giro si trova di tutto.

Piero, non dire fesserie, perché nessuno ti ha mai impedito di scrivere cosa pensi... la dimostrazione è l'ampio spazio dedicato e la cosa più importante che sei moderatore. Rolling Eyes

Nessuno ha detto di non valutare il wip, anzi ad averlo sarebbe un grande aiuto, ma in assenza si cerca di valutare il modello dalle foto e da quel poco che sappiamo o ci ricordiamo.

Ancora con questi "professoroni"... Rolling Eyes

Io nella mia valutazione cosa ho scritto? Mi sembra di aver fatto riferimento alla lavorazione di Kamimura, peraltro ne ho montati alcuni di questi kit e so riconoscere quei dettagli fatti in più.

Torniamo a parlare di modellismo? Rolling Eyes

Dalle prime considerazioni, a parte gli interni migliorabili, mi sembra che tutto sommato il modello ha ricevuto un ottima valutazione anche da parte di chi hai avuto qualche discussione. Un buon risultato.

Al prossimo modello...

diablo - 16 Set 2013 12:46 am
Oggetto:
Come prossimo modello ho pensato a qualcosa non Ferrari che farà felici i nostri amici Franco, Guido, brown e molti altri... Very Happy

A proposito Franco mi aspetto una breve introduzione storica e qualche foto Wink

Ford MK-II Le Mans 1966 kit base X-AMR Ref.4601 w/metal realizzato nel settembre 2005














diablo - 16 Set 2013 01:06 am
Oggetto:
Dico subito la mia...

Prima di tutto il montaggio estremamente pulito, la verniciatura, la posa della decals impeccabile, in modo particolare sulle griglie del tetto e il tondo dietro.

Come dettagli noto, oltre che ha rimarcato le linee, i ganci ferma cofano, le cerniere e ha sicuramente rifatto il divisore sempre sul piccolo cofano anteriore. I vetri laterali sono fantastici, come tutto il retrotreno curato nei minimi dettagli, dal cambio alle molle dei due scarichi, le luci, la griglia...

Secondo me il dettaglio più interessante che meno si vede sono gli interni, chi si ricorda i sedili e vede bene la foto, sa di cosa parlo...

Non so se ci sono errori storici, ma trovo questo modello veramente ben fatto! 10/10


piero63 - 16 Set 2013 04:06 am
Oggetto:
E io tanto per fare il bastian contrario ti enuncio subito i difetti.
La griglia sul tetto avrebbe dovuto avere otto feritoie e non dieci. E le luci posteriori sono molto spente.
fantasmak - 16 Set 2013 09:09 am
Oggetto:
Secondo me il modello e' ottimo,sia come forma della carrozzeria che rispecchia l'armonia della vettura reale,sia come montaggio ed elaborazione:verniciatura superba,decals posate in modo perfetto e pulizia dell'insieme,anche l'assetto è un bel vedere, bellissima la parte posteriore anche se, effettivamente i fari sono un po' "spenti".Peccato gli interni che non si possono vedere piu' di tanto con i sedili con i famosi "bottoni".D'accordo pienamente con Max.10/10
Guido
diablo - 16 Set 2013 09:13 am
Oggetto:
Ma come dici sempre tu, ci sono dettagli più interessanti di altri che fanno andare in secondo piano qualche piccola dimenticanza o errore di lavorazione. Bisogna guardare oltre o no?
Quelle delle griglie che dovrebbero essere otto o dieci interessa poco quando la posa delle decals è impeccabile. Per le luci è una scelta del modellista, errore, dimenticanza, anche qui entra in gioco la documentazione, ma personalmente poco importa. Very Happy

Come vedi anch'io riesco ad accettare un modello con qualche piccolo difetto. Wink
lombricoferoce - 16 Set 2013 10:53 am
Oggetto:
Cool Eccomi Diablo.

Non è molto ma sono in ufficio.

La Ford GT40 senza dubbio non ha bisogno di presentazioni. E’ la risposta della casa di Dearborn alla casa di Maranello nella altrettanto famosa “Guerra Ferrari-Ford “ che secondo le cronache ebbe inizio il 20 di maggio del 1963 e durò fino al 1969 circa, ebbe come paladino della Ford, Carroll Shelby, pilota ed imprenditore americano.

Sia Henry Ford e sia Shelby avevano della ruggine nei confronti del cavallino nero e del suo Drake, vicenda nota a tutti, e quindi si trovarono naturalmente sullo stesso fronte e naturalmente alleati. Da questa alleanza nacquero le mitiche AC Cobra e le altrettanto mitiche Ford GT40, entrambe bellissime e che si rivelarono entrambe le bestie nere per la Ferrari, il testimone fu poi raccolto dalla Porsche.
Dopo il fallimento delle trattative tra Ford e Ferrari , la casa americana per entrare validamente nel mondo delle sport prototipo si appoggiò alla Lola (Lola Cars International - 1958-1997) notissima casa di automobili da corsa fondata negli anni cinquanta da Eric Broadley a Bromley, South London, in Inghilterra.
La Ford cominciò a lavorare a stretto contatto con la Lola e alla fine ne risultò una vettura che venne denominata GT40. L'acronimo "GT", in quanto pensata per la nuova Gran Turismo, sebbene poi non verrà mai omologata per questa categoria e "40" pari ai pollici di altezza della vettura misurata al parabrezza (1,02 m), come richiesto dal regolamento. A dir la verità il primo passo verso la vettura che si chiamò GT40 fu la Lola Ford MK6 GT che fu finita nel 1963, giusto in tempo per partecipare alle 24 ore di Le Mans, la vettura, pur facendo tempi rispettabili, ebbe problemi alla trasmissione e dovette ritirarsi.
Ho detto che il primo passo fu la Lola MK.6, perché la Ford acquistò due telai di questa vettura e collaborando con l’ ingegnere Broadley ed il progettista Roy Lunn ed il Team Manager John Wyer (ex di Aston Martin), sviluppò la Ford GT MK1, spesso indicata come la prima versione ufficiale della GT40. La MK1 nel ’64, anno di presentazione all'Auto Show di New York e nel ’65 continuò il suo sviluppo mantenendo in gran parte le impostazioni della Lola ma con scarsi successi, nel frattempo Broadley lasciò la squadra per dissapori vari.
Il modello iniziale era dotato di un motore V8 di 4,2 litri derivato dalla serie. Nel frattempo, alla Lola (incaricata della progettazione dello chassis) si davano da fare per preparare 2 macchine da portare alla 1000 km del Nürburgring, che poi divennero 3 per Le Mans; come ho detto prima, in entrambe le occasioni le vetture della Ford non ebbero il successo sperato: il progetto presentava gravi carenze aerodinamiche e strutturali, al punto che durante la 24 Ore di Le Mans emerse la tendenza del corpo vettura a generare portanza ed a sollevare verso l'alto l'asse anteriore alle alte velocità. Per questo motivo nel 1965 piuttosto coraggiosamente, fu dato un colpo di spugna, la GT40 fu completamente riprogettata e fu dotata di un motore 8V di 4,7 litri più potente ed affidabile. Questo cambiamento risultò azzeccato, la 2000 km di Daytona fu un successo. Di conseguenza l'anno successivo, la GT40 Mk II, con cilindrata portata a circa 7000 cc, dominò la 24 Ore di Le Mans e conquistò i primi tre posti, seguita da uno squadrone di 4 Porsche 906/6L.
Per la Ferrari fu una Caporetto.
La prima Ferrari una 275 GTB/c categoria GT, della Maranello Concessionaires si piazzò all’ottavo posto. Tutti i prototipi Ferrari, ufficiali e non (330 P3, 250 LM, 365 P2/P3, 330 P3 Spider ecc ..) non giunsero neppure al traguardo.

La Ford vinse a Le Mans per ben 4 volte di seguito, dal 1966 al 1969, superando per la prima volta la media dei 200 km orari nell'arco delle 24 ore di gara.
Nel 1968 e nel 1969, se non sbaglio fu la stessa auto a vincere per due volte consecutive la 24 Ore, cosa mai successa prima.

Il modellino preso in considerazione da Diablo raffigura la GT40 del team Shelby-American Inc. arrivata seconda dopo 360 giri, in parata, il 19 giugno 1966, pilotata da Ken Miles e Denis Hulme. Non ci sono molte foto nel web.


La bella Lola Ford MK 6 GT del 1963


Ford GT40 spider
Versione spider della Ford GT 40, nacque per gareggiare nelle gare Sport-Prototipo. Il telaio monoscocca GT40-110, interamente in alluminio, fu elaborato e irrigidito dal meccanico Ganley e dotato di un motore 7 litri elaborato dall'ing. Knutson. Da questa derivò la GT40 chiusa.





La GT40 numero uno in gara presa dal mio libro sulle 24 Ore e l’arrivo in parata.


Oggi
Rolling Eyes

Quasi dimenticavo, esisteva/esiste una versione stradale.
Era la Ford Gt 40 Mark III (GT 40 M3) 1966 in versione stradale. Ne furono realizzate 7. L'auto era dotata di quattro fari e la parte posteriore della carrozzeria era stata riprogettata e ingrandita per creare un vano per il bagagliaio. Sulla vettura era montato il motore di 4.737 cc con 306 CV / 228 kW a 6000 rpm. Le sospensioni erano più morbide e la leva del cambio era stata spostata verso il centro della vettura. Il volante venne posizionato sul lato sinistro dell'abitacolo.
La Mk.III più famosa fu la GT 40 M3 1105, modello dotato di guida a sinistra, consegnata nel 1968 a Herbert von Karajan che se non sbaglio, poi passò ad una 917 Porsche … stradale.

E' stata riprodotta dalla Dinky Toys che la chiama Ford 40 RV

Sevus Mr. Green
fantasmak - 16 Set 2013 11:13 am
Oggetto:
Scusa lombri,ma il Gruppo 7 non era il Biposto Corsa(Can Am per intenderci)?: quello delle Sport Prototipo era il Gruppo 6.
Guido

PS: Una bella Lola GT,se non sbaglio,la faceva la Politoys M.
lombricoferoce - 16 Set 2013 11:55 am
Oggetto:

Si corrisponde in effetti, io ho riportato quello che ho trovato sulla spider.
Forse hanno scritto cosi perchè la CanAm utilizzava le regole della FIA per le vetture di Gruppo 7.
Comunque tolgo. Grazie

Servus Rolling Eyes
ramapao69 - 16 Set 2013 02:25 pm
Oggetto:
Bellissima realizzazione, mi piace tantissimo la verniciatura e la posa delle decals, talmente bella che se la guardi la confondi con l'Exoto in 1:10 Mr. Green
Un modello notevole, la questione delle feritoie sul tetto storicamente inesatte non mi farebbe perdere il sonno, le luci sono effettivamente scure ma il resto è davvero strabiliante, le prese d'aria hanno uno spessore infinitesimale....sembrano rifatte in ottone....Anche le cerniere delle portiere sul tetto sono sicuramente un tocco artistico notevole, ma il kit cos'era? Provence?
diablo - 16 Set 2013 02:34 pm
Oggetto:
@ Grazie Franco! Wink

@ Guido, so che ti avrebbe fatto piacere... la prossima sarà una tua preferita, molto bella... poi proporrò un bel wip nel topic di Kamimura che sicuramente seguirai con interesse. Wink

@ Paolo, X-AMR Ref.4601 white metal

Ho le foto dello stesso modello fatto da un altro giapponese e faremo un confronto, giusto per far capire l'eccellente lavoro fatto da Kamimura.
ramapao69 - 16 Set 2013 02:38 pm
Oggetto:
Clamoroso! Non pare affatto un Amr....
Eagle - 16 Set 2013 02:44 pm
Oggetto:
Si, le feritoie, anche se sbagliate come numero, modellisticamente sono un piccolo capolavoro.
A me sembrano rifatte in ottone e non in fotoincisione ma potrei sbagliarmi.
Rimane da capire se il numero di feritoie non è corretto per scelta modellistica (ricordiamoci che sono davvero piccole e non è certo facile realizzarle in modo così preciso in questa scala) oppure è stata una svista.

Vero quello che dite sul fatto che i fanalini dei coda sembrano un pò "spenti" e scuri.

Dalle foto invece noto una lievissima mancanza di nero nelle coperture dei fari anteriori ma sicuramente l'effetto è enfatizzato dall'ingrandimento fotografico.

Bellissimo modello. Pulitissimo e dettagliato il giusto. La verniciatura è favolosa e le decals sono posizionate egregiamente, in particolare il portanumero posteriore. Ingrandito alla scala 1/18 non sfigurerebbe affatto.
diablo - 16 Set 2013 07:20 pm
Oggetto:
Un raffronto col medesimo modello realizzato da Kamimura, il montatore si chiama Kosaki... Rolling Eyes




ramapao69 - 16 Set 2013 07:56 pm
Oggetto:
Non tutti i giapponesi escono col buco Mr. Green Mr. Green Mr. Green
Eagle - 16 Set 2013 10:31 pm
Oggetto:
ramapao69 ha scritto:
Non tutti i giapponesi escono col buco Mr. Green Mr. Green Mr. Green



Volevo scrivere la stessa cosa, mi hai preceduto!
diablo - 16 Set 2013 10:39 pm
Oggetto:
ramapao69 ha scritto:
Non tutti i giapponesi escono col buco Mr. Green Mr. Green Mr. Green


:smile: :smile: :smile: :smile:

Tornando seri... bisognerebbe capire il kit utilizzato Rolling Eyes
Eagle - 16 Set 2013 10:40 pm
Oggetto:
Credo che postare le foto del modello di Kosaki (che non so nemmeno chi sia e, da quello che vedo, non è sicuramente un mostro di bravura, anzi tutt'altro) non abbia molto senso. Il kit di partenza infatti non è un Amr. Smile
In questo caso credo sia meglio mettere delle foto di un factory built Amr...

Ecco un mio vecchio modello Amr, factory built e montato da Magnette.
E' un modello piuttosto raro anche se probabilmente non è dei più ricercati, la serie è limitata a 60 pezzi.
Così... tanto per renderci conto del lavoro che ha fatto Kamimura.
Guardate ad esempio le feritoie sul tetto, in questo caso in semplice decal.
Da notare anche le differenze nel retrotreno...

Certo, guardate anche i fanalini posteriori (in questo caso preferisco questi).
Certo le versioni sono diverse...







diablo - 16 Set 2013 11:36 pm
Oggetto:
Max, era solo per confrontare due montatori giapponesi... Very Happy

Non mi piace! Le marmitte sono veramente brutte... la verniciatura... poi questo modello sospeso dalla base come se fosse una statua... Confused Rolling Eyes

In questo caso vai a pagare molto solo per il nome... Wink
ramapao69 - 16 Set 2013 11:46 pm
Oggetto:
In questo senso pensare che è la stessa base del modello di Kamimura fa veramente impressione....
Eagle - 17 Set 2013 12:50 am
Oggetto:
diablo ha scritto:
Non mi piace! Le marmitte sono veramente brutte... la verniciatura... poi questo modello sospeso dalla base come se fosse una statua... Confused Rolling Eyes

In questo caso vai a pagare molto solo per il nome... Wink



Sono d'accordo con con te Max, e con Ramapao.
Ho messo queste foto per evidenziare le differenze fra il kit montato da scatola
e il modello di Kamimura. La differenze sono davvero tante.

Nel caso del modello montato da Magnette è vero quello che dite.
Si va a pagare il marchio. Da quanto è scomparso Ruf
attorno al marchio Amr si è creata una vera e propria speculazione.
Una corsa all'accaparramento dei suoi modelli che ha dell'incredibile.
Un pò i venditori hanno alzato i prezzi, un pò si sono alzati automaticamente
con l'aumento delle richieste di questi modelli.
Ora pare che, dopo anni, i collezionisti abbiano riacquistato la ragione
e, di conseguenza, i prezzi si sono abbassati tantissimo.
C'è da dire che avevo preso questo modello in un negozio di Torino e
lo avevo pagato poco più di 200 euro circa, se ben ricordo. Mai avrei pagato 7/800 euro
per questo modello, come invece abbiamo visto fare soprattutto sulle aste online.

Quanto all'Amr, i finali delle marmitte sono a dir poco osceni. Due tubicini bianchi
e pure storti.
Spezzo una lancia per la verniciatura però. Dalle foto sembra a buccia d'arancia
ma vista dal vivo non è così. Certo non è al livello del modello montato da Kamimura.
Per quanto riguarda l'esposizione sulle basette sollevando i modelli, c'è da dire una cosa...
Questa scelta, visivamente forse discutibile, è dettata dal fatto che i modelli Amr
sono in metallo bianco e pesano davvero tanto.
A lungo andare i cerchi e le gomme, gravati dal peso del modello, avrebbero ceduto.
piero63 - 17 Set 2013 12:10 pm
Oggetto:
Sono modelli troppo distanti per poter essere confrontati, almeno secondo me.
Quello di Kobaki dovrebbe essere un Tenariv.
L'effetto buccia d'arancia sulla vincente e' strano perché Magnette curava molto la verniciatura... Non tutte le ciambelle vengono con il buco.
In ogni caso nel modello di Kamimura sono stati aperti i fari inferiori del muso, il muso stesso e stato allargato, è stata resa passante la Naca anteriore e le prese sulla fiancata. Altre chicche, almeno secondo me sono i labbri riportati in ottone sul profilo superiore delle portiere, i sedili completamente rivettati e anche la presa d'aria del motore che non si può apprezzare da queste foto.
Quando torno in Italia posterò le foto del modello di Hayakawa con cui è possibile fare un raffronto più corretto.
fantasmak - 17 Set 2013 12:32 pm
Oggetto:
diablo ha scritto:
@ Grazie Franco! Wink

@ Guido, so che ti avrebbe fatto piacere... la prossima sarà una tua preferita, molto bella... poi proporrò un bel wip nel topic di Kamimura che sicuramente seguirai con interesse. Wink

@ Paolo, X-AMR Ref.4601 white metal

Ho le foto dello stesso modello fatto da un altro giapponese e faremo un confronto, giusto per far capire l'eccellente lavoro fatto da Kamimura.


Grazie Max

Guido
diablo - 17 Set 2013 02:08 pm
Oggetto:
piero63 ha scritto:
Sono modelli troppo distanti per poter essere confrontati, almeno secondo me.
Quello di Kobaki dovrebbe essere un Tenariv.
L'effetto buccia d'arancia sulla vincente e' strano perché Magnette curava molto la verniciatura... Non tutte le ciambelle vengono con il buco.
In ogni caso nel modello di Kamimura sono stati aperti i fari inferiori del muso, il muso stesso e stato allargato, è stata resa passante la Naca anteriore e le prese sulla fiancata. Altre chicche, almeno secondo me sono i labbri riportati in ottone sul profilo superiore delle portiere, i sedili completamente rivettati e anche la presa d'aria del motore che non si può apprezzare da queste foto.
Quando torno in Italia posterò le foto del modello di Hayakawa con cui è possibile fare un raffronto più corretto.


Anche secondo me... era solo far vedere che non tutti in Giappone hanno queste capacità.
Con il modello di Magnette si notano di più questi dettagli...

Ottimo, sarebbe perfetto fare un confronto... Very Happy
piero63 - 18 Set 2013 01:15 am
Oggetto:
Quando si parla di montatori giapponesi si parla di quei circa 5 top builder...
diablo - 18 Set 2013 09:14 am
Oggetto:
piero63 ha scritto:
Quando si parla di montatori giapponesi si parla di quei circa 5 top builder...


Mi dice lo stresso anche un amico giapponese...

Max, alla GT40 di AMR bastava rifare gli scarichi, per il resto non mi sembra fatta male.
piero63 - 18 Set 2013 02:46 pm
Oggetto:
Anche con gli scarichi rifatti siamo su due pianeti molto differenti...
diablo - 18 Set 2013 06:21 pm
Oggetto:
piero63 ha scritto:
Anche con gli scarichi rifatti siamo su due pianeti molto differenti...


D'accordo, ma almeno avrebbe migliorato non di poco il posteriore...
piero63 - 19 Set 2013 02:08 pm
Oggetto:
E' semplicemente un factory built di quei tempi.
Non venivano mai cambiati gli scarichi...
diablo - 19 Set 2013 08:10 pm
Oggetto:
Si, questo lo so che venivano montanti in serie e nulla di più... però quello voglio farti capire che nel mio piccolo le ho sempre sostituite con dell'ottone, alluminio oppure le risistemavo, ma così... Confused Rolling Eyes
piero63 - 20 Set 2013 09:53 am
Oggetto:
È una cosa che Magnette non ha mai fatto...
Eagle - 20 Set 2013 09:57 am
Oggetto:
Beh, non confondiamo un factory built con un kit modificato.

I factory built devono essere tutti uguali e fatti in serie, per forza di cose.

Quelle marmitte sono comunque orrende, se dovessi farmi montare uno di quei kit, le marmitte sarebbelo la prima cosa che farei rifare del tutto.

Il confronto con il factory ha senso solo se si vuole capire quanto e cosa Kamimura ha stravolto e rifatto.
E ha rifatto tanto...
diablo - 20 Set 2013 01:00 pm
Oggetto:
Max, nessuna confusione e sono d'accordo che fatti in serie devono essere tutti uguali, ma immagina 100/300/500 di questi modelli con lo stesso e identico difetto di stampo!! Rolling Eyes

Nel mio piccolo ho lavorato per diverse aziende italiane ed estere realizzando piccole serie e in alcuni casi rifacevo o miglioravo con nuovi dettagli quello che non andava...
piero63 - 20 Set 2013 01:58 pm
Oggetto:
Questa discussione dovrebbe farvi capire come sono cambiati i gusti nel tempo.
Negli anni 80 e 90 i montati di Ruf erano il golden standard.
E nessuno all'epoca pensava che questi fossero nientemeno che il golden standard...
diablo - 22 Set 2013 04:36 am
Oggetto:
Modello realizzato da Hideki Suzuki
Non ho visto il modello realizzato da Shimona e sarebbe interessante fare un un confronto

Porsche 911 Martini Safari








Il topic dedicato a Suzuki dove ho postato un modello interessante con un breve wip

http://amgmodels.mastertopforum.com/-vp108126.html#108126
fantasmak - 22 Set 2013 09:12 am
Oggetto:
Bellissima.Forse i fari posteriori hanno la "grana"troppo grossa?
Comunque di un altro pianeta.

Guido
Spiry - 22 Set 2013 10:25 am
Oggetto:
Spettacolare !
ramapao69 - 22 Set 2013 01:18 pm
Oggetto:
Un modello molto raffinato, la parte anteriore è quella che mi imoressiona maggiormente, ti rendi conto che chi l'ha realizzata è davvero una persona dotata di abilità al di sopra della media, le cose che non mi piacciono sono i fari posteriori e gli pneumatici poco realistici....troppo lucidi e squadrati....forse l'assetto della macchina reale era un pelo più alto.
lombricoferoce - 22 Set 2013 01:57 pm
Oggetto:
Bella la 911, un po' strana la cilindrata riportata ...

Come richiesto da padron Max ....

Safari Rally, fino al 1974 la gara ebbe il nome di East African Safari Rally; in seguito divenne "Safari Rally", era considerato da molti come il rally più duro del mondo. E’ una gara di rally istituita dalla East African Coronation Safari per celebrare l'incoronazione della Regina Elisabetta II. La prima edizione, svoltasi tra il 27 maggio e il primo di giugno del 1953, attraversava il Kenya, l'Uganda e Tanganyika la Tanzania odierna. La gara fu cancellata dal Campionato Mondiale Rally nel 2003 per mancanza di fondi dell'organizzazione ma riprese nel 2004 come Safari Rally Kenya 2004. Dopo alcuni anni, in cui aveva validità solamente continentale, fu ripresa nel 2007 e nel 2009 diventando valevole per l'Intercontinental Rally Challenge. Comunque la gara si svolge ancora sebbene con nomenclature diverse. …. Safari Rally 2010, KCB Safari Rally 2011, KCB Safari Rally Kenya 2012 e KCB Safari Rally 2013. Dal 2008 la parte del leone la fa la Mitsubishi Lancer, tallonata dalla Subaru Impreza.

Già nell’East African Safari del 1971, per la prima volta la Porsche schiera una squadra ufficiale, con Waldegaard, Zasada e Ake Andersson. le macchine sono della 911S con cilindrata portata a 2,4 litri: particolare cura era posta nelle protezioni degli organi meccanici, filtri vari e circuito di lubrificazione motore rivisto. Un'incomprensione tra Waldegaard e Zasada porterà ad un contatto tra i due con conseguente ritiro del pilota svedese. Andersson dovrà arrendersi a causa di guai con gli ammortizzatori, e Zasada con problemi al motore sarà costretto a rallentare ed accontentarsi del quinto posto.
Stranamente nel 1972 la Porsche non partecipa ufficialmente al Safari, ma affida le sue sorti alla sola 911S di Zasada, sostanzialmente simile alla macchina dell'anno precedente, ma di 2,2 litri.

il 1973 vede il ritorno massiccio della Porsche al Safari Rally, con una squadra di quattro 911 Carrera RS : una per Waldegaard, una per Zasada, la terza per un pilota inglese di nome Fritschy vincitore di due edizioni della gara diversi anni prima, la quarta vettura che si vede in una delle prossime foto, non mi è ben chiaro per chi fosse, forse era una macchina d'assistenza e di supporto. Come al solito non so i nomi dei copiloti, a parte quello di Waldegaard che era Thorzelius. Le auto erano praticamente di serie, con i loro 210 Hp, tra le poche modifiche degne di nota, le solite protezioni inferiori, gli ammortizzatori rinforzati ( punto dolente del Safari ), la quinta marcia accorciata, ed i vari filtri "tropicalizzati" per evitare il più possibile i guai provocati dalla polvere, vera piaga di questo tipo di gare. Sarà un Safari amaro per la Porsche: Zasada e Fritschy ritirati per rottura del cambio, mentre Waldegaard a 150 km. dall'arrivo romperà il radiatore dell'olio a causa delle vibrazioni, con conseguente ritiro per rottura del motore. Forse il peggior risultato di sempre per la Casa di Stoccarda in Africa.

Nel 1974, la Porsche ci riprova al Safari Rally, con delle 911 Carrera RS sostanzialmente eguali a quelle dell'anno precedente, sponsorizzate dalla Kuhne & Nagel.
gli equipaggi sono: Waldegaard-Thorszelius - Herrmann-? - Fritschy-?
Sarà un'edizione del Safari travagliata, sia a causa delle piogge che trasformeranno le piste africane in vere e proprie paludi, sia per alcune discutibili decisioni della Direzione Gara che annullerà intere tratte di percorso, ne accorcerà altre etc. andando ad inficiare il risultato finale, che vedrà come vincitore Joginder Singh, che se ben ricordo commise pure una scorrettezza in una tappa prendendo una scorciatoia o qualcosa di simile. La Porsche che piazzò Waldegaard-Thorszelius al secondo posto, non fece reclamo, evidentemente non andandole a genio una vittoria a tavolino... Come al solito il punto debole delle auto di Stoccarda si rivelarono le sospensioni, terribilmente sollecitate dalle piste africane. La Carrera RS di Fritschy uscirà di strada, mentre la terza macchina credo si sia ritirata per guasto meccanico.

Il 1975 vedrà solo una partecipazione a titolo privato della Carrera RS di Fritschy, per giunta costretto al ritiro. Seguiranno due anni di non partecipazione della Porsche al Safari, per poi ripresentarsi nel 1978.

Arriviamo così al 1978, all'ultimo assalto della Porsche al Safari Rally: le partecipazioni di auto della marca tedesca dopo tale data, saranno a titolo privato,
Per vincere il Safari in quell'anno, la Porsche ci mise il cuore .. ed un sacco di risorse, impiegando tra l'altro due aerei, otto veicoli, 25 meccanici ed oltre 10 tonnellate di materiali vari. Due le auto schierate: per Waldegaard-Thorszelius e per Preston Jr.-Lyall. Preston Jr. era figlio di un plurivincitore della gara diversi anni prima, ed ora collaboratore dell'armata Porsche.

Le due SC impiegate, avevano motore 3 litri da 250 cv., ed un peso che malgrado gli equipaggiamenti extra e rinforzi vari, era sostanzialmente simile a quello dell'auto di serie, grazie al risparmio di peso da altre parti. Nemmeno a dirlo le due vetture saranno afflitte da guai alle sospensioni posteriori ed in più ci saranno rotture di semiassi a ritardare entrambe le auto.
Preston-Lyall si piazzeranno secondi, mentre Waldegaard-Thorszelius con la numero 5, arriveranno quarti alla meta. Ancora una volta la Porsche fallisce la vittoria in questa gara: l'unica gara internazionale che manca nel palmares della Casa di Stoccarda!

In effetti la Porsche partecipò con 3 vetture, 2 da gara e una per appoggio veloce.
Porsche 911 SC telaio 9118301446 – che fungeva da servizio assistenza (targata S-DE 6392).
Porsche 911 SC telaio 9118301474 - numero di gara 14 (targata S-DE 6393).
Porsche 911 SC telaio 9118301476 - numero di gara 5 (targata S-DE 6394).
La numero 14 arrivò in seconda posizione, dietro alla Peugeot 504 V6 Coupé portata da Jean-Pierre Nicolas e Jean-Claude Lefèbvre.









Bye Razz
Eagle - 22 Set 2013 02:18 pm
Oggetto:
Molto, molto bella!
Molto fine la parte anteriore.
La cornice del parabrezza è forse un leggermente sovradimensionata ma va bene lo stesso..
Bellissime la verniciatura e la posa delle decals, molto precisa.
Ogni particolare è montato a regola d'arte, un lavoro certosino.
I fanalini posteriori sono poco realistici e hanno una "trama" un pò troppo a grattuggia ma non sono certo facili da riprodurre visto le dimensioni.
L'assetto è sbagliato. E' una vettura che correva in Africa e non al Nurburgring, quindi aveva un assetto molto più alto. Le gomme non mi piacciono. A parte il fatto che sono troppo lucide, il battistrada è troppo "sottile" e poco realistico. Oltre a questo, come possiamo vedere dalla foto sotto, mancano le scritte "Dunlop" sulla spalla.


diablo - 22 Set 2013 02:49 pm
Oggetto:
Grazie Franco! Wink

Gli unici due "difetti" più evidenti che noto sono i fari posteriori e l'assetto sbagliato, per il resto nulla da dire.

D'accordo con Paolo che la parte anteriore è fantastica!!


fantasmak - 22 Set 2013 04:27 pm
Oggetto:
Comunque il modello era un 911 SC 3.0 ( 2994 cc.) Mr. Green Mr. Green Mr. Green
Guido
diablo - 23 Set 2013 08:25 pm
Oggetto:
Guido, l'errore sulla targhetta? Cose che possono capitare.

Per i retrovisori Kamimura è imbattibile !!
Eagle - 23 Set 2013 09:12 pm
Oggetto:
diablo ha scritto:
Per i retrovisori Kamimura è imbattibile !!


quoto

Sono bellissimi!
diablo - 24 Set 2013 01:39 am
Oggetto:
Un altro modello di Hideki Suzuki...

Porsche 550 Spyder Le Mans 1954

P.S. Franco, non ti dico nulla...
Wink









Spiry - 24 Set 2013 01:50 am
Oggetto:
Azzarola, quei ganci con fibbia son da brivido !
ramapao69 - 24 Set 2013 07:56 am
Oggetto:
Bellissima !! Mi piacciono molto le ruote, imfari e la verniciatura perfetta, che bel modello...sinceramente non trovo difetti in questo caso....
fantasmak - 24 Set 2013 08:53 am
Oggetto:
Molto bella, con le codine color giallo che staccano di netto sull'argento della carrozzeria.Un bel effetto.
Una cosa che non mi convince e' il piantone dello sterzo:troppo semplificato.Qualche esemplare,non so questo,aveva lo stemma della casa.Per il resto direi che il modello e' da urlo!!!.
Guido
diablo - 24 Set 2013 09:39 am
Oggetto:
Dalla foto è evidente la dimenticanza dello stemma... anche le razze del volante sono sbagliate.


lombricoferoce - 24 Set 2013 11:26 am
Oggetto:
diablo ha scritto:
Un altro modello di Hideki Suzuki...

Porsche 550 Spyder Le Mans 1954

P.S. Franco, non ti dico nulla...
Wink

]


Sull’argomento Porsche il più adatto a parlare dovrebbe essere Guido, .... anche perché credo che sulla 550 sia stato detto di tutto e di più in questo forum, posso ridire che dopo la 356 fu la vettura da gara che diede alla Porsche le prime soddisfazioni e fu il trampolino di lancio per le soddisfazioni future. Senza contare che corse sulle piste di mezzo mondo in mano ai clienti … tutti ricorderanno la “Little Bastard” che consegnò all’eternità James Dean. Fu prodotta dal ’53 al ’57 in circa 90 esemplari ed era motorizzata da un 4 cilindri boxer di 1.498 cc a quattro alberi a camme in testa con potenza che variava dai 70 cv, fino ad arrivare ai 135 cv.
Posso ripetere che la casa di Stoccarda per le prime messe a punto della 550, fece tesoro dell’assistenza data per la realizzazione della Porsche Spyder che la Rometsch aveva in cantiere nel 1953 e che era realizzata su pianale della Volkswagen Maggiolino; si trattava di una leggerissima barchetta monoposto con carrozzeria in alluminio, dotata di motore quadricilindrico boxer Porsche di 1.100 cc che erogava 69 CV e consentiva una velocità massima variabile da 190 a 200 km/h, secondo il rapporto di trasmissione e che debuttò in gara nello stesso 1954, il 16 Maggio, allo Stadtparkrennen di Lipsia, dove fu condotta da Helmut Niedermayr.
Da questa auto sembra venga la definizione spyder con la y, mentre 550 era il numero di progetto.
La Porsche 550 fu sostituita dalla 718 passando per la Porsche 645 Spyder Micky Maus, vettura di transizione, famosa per aver decollato in una parabolica.


La Porsche aveva che già partecipato alla 24 del 1953 con buoni piazzamenti, ritentò l’avventura anche nel ’54 presentando quattro vetture con numeri di telaio che andavano dal 550-0010 al 13 e con numeri di gara 39 - 40 - 41 - 47

Le Mans 1954. Porsche 550 Spyder


Al traguardo arrivarono solo due delle quattro vetture, la 39, dodicesima con vittoria di classe e la 47, quattordicesima.


La più veloce in gara fu la vettura numero 40 (550-0010) , pilotata da Richard von Frankenberg e Helm Glockler ma fu anche la prima a doversi ritirare al quarto giro, a soli 20 minuti dall'inizio della gara a causa di un pistone forato.

La 41 si ritirò dopo 148 giri



Servus Razz
fantasmak - 24 Set 2013 12:38 pm
Oggetto:
@lombrico.Parabolica e' una cosa sopraelevata e' un 'altra.
Guido
piero63 - 24 Set 2013 11:52 pm
Oggetto:
Io, personalmente ,di questo modello non gradisco l'aspetto 'vetrificato' della vernice gialla, e la mascheratura non ineccepibile. In foto comunque mi sembra bello.
diablo - 25 Set 2013 12:30 am
Oggetto:
Dal contorno si direbbe una decals con il clear sopra... Rolling Eyes

Sotto le griglie si intravede parte del motore... sarebbe interessante avere una foto...
piero63 - 25 Set 2013 12:43 am
Oggetto:
In ogni caso un risultato perfettibile...
diablo - 29 Set 2013 03:41 pm
Oggetto:
Restiamo ancora in casa Porsche con questo modello realizzato da Matsuyoshi Hayakawa
- Porsche 917 K Martini Racing Team #22 Winner 24h Le Mans 1971









ramapao69 - 29 Set 2013 04:44 pm
Oggetto:
Il kit è Paddock? Un ottimo montaggio,pulito, però non ci vedo niente di fenomenale....almeno da queste immagini, intravedo un interno/cruscotto che sicuramente deve essere speciale ma per il resto.....belli soprattutto i fari davanti.
Eagle - 29 Set 2013 05:04 pm
Oggetto:
D'accordo con Paolo. Bella ma non si nota nulla di eclatante.
Un bel montaggio, molto pulito e preciso.

Per quanto riguarda la 550 Spyder... bella ma non mi piace la verniciatura gialla delle "pinne" posteriori, troppo lucida e plasticosa, almeno è l'effetto che dà, vetrificata, come dice Piero, appunto.
Bellissimi invece altri particolari come i lacci ferma cofano...
fantasmak - 29 Set 2013 06:04 pm
Oggetto:
Forse le ruote posteriori sono un po' strette.Molto belli gli scarichi e i fermacofano posteriori.
Guido
diablo - 29 Set 2013 06:12 pm
Oggetto:
Ben fatto il cruscotto da quel poco che si vede, i due ganci cofani posteriori, i fari anteriori, pulizia e montaggio... sicuramente ci saranno altri dettagli sostituiti o rifatti ma bisognerebbe avere sotto mano il kit o foto del wip.

Guido, non sicuro, ma forse le gomme sono state realizzate in nylon...
piero63 - 30 Set 2013 03:57 pm
Oggetto:
Di solito Hayakawa non rifaceva le gomme in nylon. Il kit dovrebbe essere un Provence Moulage per come sono fatte le incisioni, e per l'aspetto delle griglie sui passaruota anteriori.
Di questo modello la verniciatura appare perfetta. Facile a dirsi ma difficile a farsi...
Così come l'aspetto dei vetri laterali con le incisioni dei finestrini.
ramapao69 - 30 Set 2013 04:23 pm
Oggetto:
Un Provence? Curioso come spesso questi modellisti usino kit di "seconda scelta" rispetto ad altri più affermati...forse è per un senso di "sfida impossibile" che credo li stimoli in partenza a dare il massimo, comunque riguardandolo bene non mi piacciono affatto le griglie sui passaruota anteriori....forse era difficile o impossibile rifarle passanti ma almeno un pò di nero diluito per dare l'illusione ottica.....
Eagle - 30 Set 2013 04:36 pm
Oggetto:
ramapao69 ha scritto:
comunque riguardandolo bene non mi piacciono affatto le griglie sui passaruota anteriori....forse era difficile o impossibile rifarle passanti ma almeno un pò di nero diluito per dare l'illusione ottica.....


quoto

Sono d'accordo con Paolo.

La Ferrari 288 Gto di Mr/Bosica aveva lo stesso problema sugli sfoghi d'aria alle ruote posteriori.
Hanno risolto il problema mettendo delle piccolissime decals nere.
La stessa cosa avrebbero dovuto farla in Make Up sullo stesso modello.

Nel caso di questo modello invece credo che la scocca sia troppo spessa in quel punto.
Delle piccole decals secondo me sarebbero risultate troppo spesse per la dimensione e la profondità dei fori.
Su questo modello non è un particolare di poco conto.
Il modellista poteva risolvere questo problema in due modi, secondo il mio modesto parere...

1) Con un pò di nero diluito, come dice Paolo appunto.
2) Scavando la scocca e facendo delle piccolissime fotoincisioni, un pò com'è stato fatto con la ormai famosa Gt40.

Magari mi sbaglio...
piero63 - 30 Set 2013 11:02 pm
Oggetto:
Questo modello non l'ho mai visto. Ma ho avuto due modelli dello stesso modellista, uno il gemello vincente nel 70 e la 908/03. Ambedue avevano questo particolare e visto il modello dal vero questi difetti non risultano così evidenti, almeno secondo me. Hayakawa comunque non usava modificare molto la carrozzeria. Quindi se uno aveva questo genere di esigenze doveva rivolgersi ad altri.
diablo - 03 Ott 2013 11:48 am
Oggetto:
A primo posto metterei Kamimura... anche Suzuki non lavora male...
piero63 - 03 Ott 2013 12:20 pm
Oggetto:
Secondo me uno scalino sotto ad altri. Comunque molto bravo!
Eagle - 03 Ott 2013 01:33 pm
Oggetto:
Suzuki sarebbe un gradino sotto gli altri?
Uno che fa un modello spettacolare come l'Auto Union Type C partendo da ZERO, lo autocostruisce e ottiene quel risultato?

Non mi pare proprio. Io lo reputo sopra Kamimura, Hayakawa e Momose.
Non mi sembra di aver mai visto modelli totalmente autocostruiti da altri modellisti giapponesi, ma magari mi sbaglio...

Mi ripeterò ma un conto è montare un modello, per quanto il kit possa essere stravolto, ben altro conto invece è costruirlo totalmente da zero.

Reputo Suzuki sopra gli altri e non solo di un gradino... Wink

http://amgmodels.mastertopforum.com/wip-hideki-suzuki-auto-union-type-c-vt5507.html

...
diablo - 03 Ott 2013 01:53 pm
Oggetto:
Piero, perché è un gradino sotto ad altri montatori? Rolling Eyes
andreaceccarelli72 - 03 Ott 2013 01:55 pm
Oggetto:
Non vorrei fomentare il fuoco della diatriba ma dopo aver visto la creazione della Auto Union (differente da montaggio) sono d'accordo con Eagle!
ramapao69 - 03 Ott 2013 02:09 pm
Oggetto:
Riconosco che costruire un modello da zero è ben altra cosa che partire da una base pronta, pur stravolgendola, però nella mia scla di preferenze viene prima Kamimura....prima di chiunque altro....questione di gusti e di "imprinting" Mr. Green
piero63 - 03 Ott 2013 02:59 pm
Oggetto:
I gusti sono gusti.
Secondo me come qualità di montaggio non arriva al livello di altri.
Comunque per vostra conoscenza Shimoma era il prototipista di Make Up per le Formula 1.
E, almeno secondo me, Kamimura un lavoro come quello della Auto Union sarebbe in grado di farlo tranquillamente.
diablo - 16 Ott 2013 12:41 am
Oggetto:
Piero,
personalmente piace come lavora Suzuki...

Non discuto le capacità di Kamimura ma, secondo me potrò pensarla come te quando avrò visto un modello fatto...
diablo - 16 Ott 2013 12:42 am
Oggetto:
Altro modello sotto la lente...

Porsche Carrera RSR 3L LM 1973 kit base AMR



Eagle - 16 Ott 2013 12:44 am
Oggetto:
Montaggio pulito, qualche tornitura di pregio... Alcune decals sono posizionate in modo errato. Inoltre alcune sono troppo piccole, altre sovradimensionate. Le marmitte non erano parallele all'asfalto.
Le cornici tornite dei fari sono sproporzionate, troppo spesse. I fari del modello fanno sembrare questa Porsche una rana.
E la documentazione non manca, in dieci secondi con Google ho trovato due foto...
ramapao69 - 16 Ott 2013 01:11 am
Oggetto:
Già il kit di partenza è "sgraziato" per cui il risultato finale ne risente, qui inoltre ci sono,alcune cose bruttine.....una su tutte i fari anteriori che non si possono guardare.....la mancanza di accuratezza storica è un'altra questione annosa e pluri-dibattuta......io la ritengo importante e altri molto meno.
Una questione....secondo,voi il rosso sotto i paraurti era rosso rosso oppure tendente al fluo? Vorrei capire.....
Eagle - 16 Ott 2013 01:29 am
Oggetto:
ramapao69 ha scritto:
Già il kit di partenza è "sgraziato" per cui il risultato finale ne risente, qui inoltre ci sono,alcune cose bruttine.....una su tutte i fari anteriori che non si possono guardare.....la mancanza di accuratezza storica è un'altra questione annosa e pluri-dibattuta......io la ritengo importante e altri molto meno.
Una questione....secondo,voi il rosso sotto i paraurti era rosso rosso oppure tendente al fluo? Vorrei capire.....



Paolo, nel mio topic precedente ho appunto scritto dei fari e pure io li ritengo inguardabili.

Una decal montata male però non la ritengo mancanza di accuratezza storica ma un errore grossolano.
Tanto per fare un esempio, cosa ci vuole a mettere la decal "Dunlop" centrata sul parafango posteriore? E la decal Bilstein? Mi fermo qui ma potrei andare avanti. Con tutte le foto che si trovano in rete poi...

Sto cercando di "capire" quel rosso guardando le foto ma c'è qualcosa che non va...
fantasmak - 16 Ott 2013 11:31 pm
Oggetto:
D'accordo su quanto detto da Eagle,il rosso troppo intenso? forse sì e la linea dell'alettone posteriore non mi convince molto.
Guido.
diablo - 16 Ott 2013 11:46 pm
Oggetto:
fantasmak ha scritto:
D'accordo su quanto detto da Eagle,il rosso troppo intenso? forse sì e la linea dell'alettone posteriore non mi convince molto.
Guido.


Guido, hai visto giusto per questo non torna la decals sul parafango posteriore...

@ Max, la livrea Martini è posizionata troppo in alto...

@ Paolo, il colore è cannato... altro che foto, riflessi o balle varie...

Sinceramente non è il modello migliore di Momose.

P.S. Guido, hai questa versione nella tua collezione?
Eagle - 17 Ott 2013 12:01 am
Oggetto:
Max, prima avevo fatto cenno alla decal Blistein nella parte posteriore,, ma era solo un esempio in quanto ci sono altre cose che non vanno, fra cui il problema alla decal che dici e che è dovuto alla livrea Martini posizionata troppo in alto, come dici giustamente tu.

Del colore volevo scrivere qualcosa ma non ne parlo, c'è stato già abbastanza casino con il rosso fluo cannato della McLaren... Mr. Green
Comunque sia, è cannato pure questo.
fantasmak - 17 Ott 2013 12:29 am
Oggetto:
@Max,mi sembra di avere una versione della Targa Florio della Provence Moulage,ma non ne sono sicuro.
Guido.
Eagle - 19 Ott 2013 01:50 pm
Oggetto:
Fiat 500 Giannini by Hideki Suzuki...














Rolling Eyes

...
diablo - 20 Ott 2013 01:37 am
Oggetto:
Sul montaggio nulla da dire, mentre il resto è molto discutibile... Rolling Eyes

Secondo me il kit di base resta il vero problema...
piero63 - 01 Nov 2013 03:23 pm
Oggetto:
Contento il committente... Contenti tutti...
diablo - 01 Nov 2013 06:04 pm
Oggetto:
piero63 ha scritto:
Contento il committente... Contenti tutti...


Piero, non mi trovi d'accordo, perché il committente sarà pure contento, ma io no! Rolling Eyes

La qualità del montaggio è buona (opinione personale) e sicuramente Suzuki c'ha messo tutto l'impegno, ma la base del kit è veramente orribile! Confused
piero63 - 02 Nov 2013 08:44 am
Oggetto:
E' proprio questo il punto.
Bisognerebbe riuscire a scindere la qualità del montaggio dal resto.
Quello che ha commissionato questo modello è anche il proprietario delle varie Isetta et similia che Suzuki ha montato in tempi recenti.
Io non mi sognerei mai di farmi montare modelli simili. Ma è anche vero che molti non avrebbero scelto i modelli che ho scelto io per la loro collezione.
Rimane il fatto che credo che sia difficile tirare fuori un modello più bello da quel kit della Giannini.
Eagle - 03 Nov 2013 02:43 am
Oggetto:
Io credo invece che si possa tirare fuori qualcosa di più bello da quel kit, incominciando a fare delle ruote meno grosse, a mettere un catarifrangente nel fanalino posteriore e non la seconda luce bianca, mettendo una fotoincisione corretta sul cofano posteriore, realizzando una copertura della luce targa leggermente più piccola, facendo dei fari anteriori leggermente più grandi, facendo una marmitta più realistica, eccetera...
Certo le proporzioni sbagliate del kit rimarrebbero ugualmente e in questo caso non c'è molto da fare.
Comunque, il montaggio è molto pulito e la verniciatura è impeccabile..
diablo - 03 Nov 2013 02:58 am
Oggetto:
piero63 ha scritto:

Rimane il fatto che credo che sia difficile tirare fuori un modello più bello da quel kit della Giannini.


D'accordo con te e forse in situazioni simili è meglio rinunciare visto il costo finale e i tempi di attesa.
I tuoi modelli fatti da Suzuki sono molto belli, complice anche la scelta del kit di base.
piero63 - 03 Nov 2013 08:29 pm
Oggetto:
Io credo che sarebbe proprio un modello da vedere dal vero. Bisogna ricordarsi che la 500 è già di per se una macchina piccola. E particolari che appaiono un po' sovradimensionati in queste foto ingrandite dal vero potrebbero fare tutt'altro effetto. Anche se non avendo visto il modello dal vero non posso essere più esaustivo.
diablo - 03 Nov 2013 09:21 pm
Oggetto:
Piero, secondo me non è questione di particolari sovradimensionati, ma dalle proporzioni errate e Suzuki come altri avrebbe potuto fare ben poco... Rolling Eyes
piero63 - 03 Nov 2013 09:56 pm
Oggetto:
Credo anch'io.
Rimane curiosa la scelta di un kit balengo per far fare un modello di questa caratura...
diablo - 03 Nov 2013 10:01 pm
Oggetto:
Tu sai che kit ha utilizzato? Rolling Eyes
Eagle - 03 Nov 2013 10:43 pm
Oggetto:
diablo ha scritto:
Piero, secondo me non è questione di particolari sovradimensionati, ma dalle proporzioni errate e Suzuki come altri avrebbe potuto fare ben poco... Rolling Eyes



Sinceramente Max, non credo ci voglia molto per realizzare due fanalini posteriori corretti, mettendo i catarifrangenti come sul modello reale.
Poi, riguardo le ruote, sono troppo grosse e sovradimensionate (pare quasi un bigfoot) e non c'entrano le proporzioni del kit. Chiunque può notarlo.


diablo - 04 Nov 2013 12:24 am
Oggetto:
Ma come cosa c'entrano le proporzioni? Il difetto più evidente è proprio questo! I dettagli, se poi migliorabili o meno, vanno in secondo piano.

Mi spieghi cosa te ne fai di un modello sproporzionato con quattro gomme giuste e due fanalini corretti?? Rolling Eyes
Eagle - 04 Nov 2013 01:40 am
Oggetto:
diablo ha scritto:
Ma come cosa c'entrano le proporzioni? Il difetto più evidente è proprio questo! I dettagli, se poi migliorabili o meno, vanno in secondo piano.

Mi spieghi cosa te ne fai di un modello sproporzionato con quattro gomme giuste e due fanalini corretti?? Rolling Eyes


Non metto in dubbio che quel kit sia cannato come proporzioni.
E' assolutamente sballato.
Ma visto che ha scelto questo kit, sbagliato per sbagliato, era meglio cercare di mettere a posto qualcosa.
Quelle gomme sono un pugno in un occhio e non sono poi tanto sicuro che con delle gomme più strette e meno sovradimensionate non sarebbe migliorata la visione di insieme. Secondo me sarebbe migliorato un pò l'insieme. Dai su, quelle gomme sembrano dei ciambelloni da mare...
Così come quei fanali posteriori, corretti sarebbero stati meglio comunque e avrebbero reso forse più realistico il modello.
Non capisco Max, perchè le proporzioni e la linea non sono corrette, allora dobbiamo passare sopra a dei fanali che con la Fiat 500 hanno poco a che fare?

Ho preso una 500 Giannini di Spark, pagata 49 euro sulla baja, ma i fari sono corretti...
Questi fanalini, sbagliati, quanto saranno costati alla fine della fiera? Non è una domanda... Wink
diablo - 04 Nov 2013 02:20 am
Oggetto:
Eagle ha scritto:

Non capisco Max, perchè le proporzioni e la linea non sono corrette, allora dobbiamo passare sopra a dei fanali che con la Fiat 500 hanno poco a che fare?


Non dico che bisogna chiudere un occhio, anzi due, ma essendo la base di partenza sbagliata cosa vuoi migliorare? Max, te lo ripeto per la seconda volta... secondo te quattro gomme e due fanalini avrebbero migliorato l'aspetto cannato del modello? Io credo di no perché con questi due dettagli corretti adesso si discuterebbe delle proporzioni sballate, quindi il cane che si morde la coda.
Eagle - 04 Nov 2013 02:51 am
Oggetto:
diablo ha scritto:
Eagle ha scritto:

Non capisco Max, perchè le proporzioni e la linea non sono corrette, allora dobbiamo passare sopra a dei fanali che con la Fiat 500 hanno poco a che fare?


Non dico che bisogna chiudere un occhio, anzi due, ma essendo la base di partenza sbagliata cosa vuoi migliorare? Max, te lo ripeto per la seconda volta... secondo te quattro gomme e due fanalini avrebbero migliorato l'aspetto cannato del modello? Io credo di no perché con questi due dettagli corretti adesso si discuterebbe delle proporzioni sballate, quindi il cane che si morde la coda.



No, non sarebbe stato corretto ma sicuramente sarebbe stato meno sbagliato.
E scusa se ti dico che per fare un fanalino giusto o sbagliato alla fine si impiega quasi lo stesso tempo.
Stando al vostro ragionamento anche una Gto di Ruf, che è totalmente cannata come proporzioni e linea (ma fa tanto Gto perchè interpreta molto bene lo stile della vettura, anche se io la vedo troppo culona) non dovrebbe avere l'onore di essere montata in modo corretto ma può tranquillamente avere gallettoni errati, e tappi serbatoio abnormi... Forse non ci capiamo... Quindi ripeto... Very Happy

Suzuki, che per me è stato bravisssssimo a fare l'Auto Union, ha scelto questo kit per la 500 Giannini.
Ora se ha scelto questo è perchè credeva che andasse bene oppure perchè era semplicemente l'unico al momento. Ma... sicuramente voleva fare un bel lavoro e non una ciofeca, tenendo anche presente il costo. Giusto? Quindi anche un fanalino voleva farlo bene, così come voleva realizzare una splendida verniciatura.
Ora dico, la verniciatura gli è venuta mooolto bene, è meravigliosa. Il fanalino invece gli è venuto una ciofeca non per com'è realizzato (è fatto bene) ma perchè è totalmente cannato. Non esiste un fanale così in nessuna Fiat 500.
Capitolo gomme... Credo che anche nel caso delle gomme abbia voluto farle il più fedeli possibile.
Anche qui ha toppato. Sembrano ciambelloni da mare che stanno per esplodere a contatto con il parafango.
Detto questo, credo che con gomme decenti e fanalini passabili questo modello sarebbe meglio, non peggio di sicuro e non saremmo qui a parlare di errori modellistici ma solo del fatto che quel kit è sbagliato come linea.

La linea del kit e i fanali sbagliati sono cose totalmente diverse...
Nel primo caso infatti non è assolutamente colpa di Suzuki (il kit mica lo ha fatto lui) ma per quanto riguarda il secondo caso... beh lascio a voi la conclusione... Wink
diablo - 04 Nov 2013 03:15 am
Oggetto:
Eagle ha scritto:

Stando al vostro ragionamento...


Perché parli al plurale? In questo momento ci sono solo io e non vedo o leggo altri utenti... Rolling Eyes

Secondo te è meglio un modello sproporzionato con due dettagli ok, o un modello proporzionato con due dettagli cannati? Io preferisco la seconda opzione perché i dettagli sei sempre in tempo a farli migliorare o sostituire... Un esempio la 308 di Shimona.

Vabbè, hai ragione... quando parti per la tangente prendi delle fisse come nel caso dei gallettoni della 250 di Kamimura... 150 foto e l'unico commento era sempre quello... adesso si riparte con la 500 di Suzuki... Rolling Eyes

Servus

P.S. non stare sempre a modificare il post... è la terza volta che modifico la mia risposta...Confused
Eagle - 04 Nov 2013 03:22 am
Oggetto:
diablo ha scritto:
Eagle ha scritto:

Stando al vostro ragionamento...


Perché parli al plurale? In questo momento ci sono solo io e non vedo o leggo altri utenti... Rolling Eyes

Secondo te è meglio un modello sproporzionato con due dettagli ok, o un modello proporzionato con due dettagli cannati? Io preferisco la seconda opzione perché i dettagli sei sempre in tempo a farli migliorare o sostituire... Un esempio la 308 di Shimona.

Vabbè, hai ragione... quando parti per la tangente prendi delle fisse come nel caso dei gallettoni della 250 di Kamimura... 150 foto e l'unico commento era sempre quello... adesso si riparte con la 500 di Suzuki... Rolling Eyes

Servus

P.S. non stare sempre a modificare il post... è la terza volta che modifico la mia risposta...Confused



Ops... mi è scappato un plurale Very Happy

Meglio un modello sproporzionato ma con due dettagli ok o un modello proporzionato ma con due dettagli cannati? Io preferisco un modello proporzionato, ovvio.
Ma se il modello è sproporzionato di suo e qualcuno lo vuole montato per forza, almeno i dettagli devono essere ok. Soprattutto a questi prezzi. Non credi Max? Il kit non è un errore del modellista che è pagato per montarlo (e magari il kit in questione l'ha voluto il committente) ma quei fanalini sono si un errore del modellista, così come le gomme in quanto le ha rifatte esattamente come i fanalini.
Le ruote poi incidono molto sulla linea di un modello... E con queste gomme, un modello già sproporzionato di suo, risulta ancora più sproporzionato e pare ancora più "canotto" di quanto non sembrerebbe con delle gomme più "realistiche".
Sono stato esaustivo? Smile

Non sono partito per la tangente ma ho solo scritto quello che penso, esattamente come per l'Auto Union che reputo un capolavoro. Ma anche su quello che ho scritto per la Auto Union qualcuno ha trovato da ridire perchè ne ho parlato troppo bene. Mah...
piero63 - 04 Nov 2013 07:37 am
Oggetto:
Mah...
Forse ogni tanto potresti usare la frase magica: per me.
Ogni cosa che dici sembra essere la verità assoluta. Può anche esserlo, ma è una tua opinione e non per forza deve essere condivisa da tutti.
Tornando alla 500 posso pensare che Suzuki sia stato tratto in inganno da foto come questa:

Questo non per giustificare per capire come mai uno arrivi a fare una cosa piuttosto che un'altra.
In ogni caso in foto i fanali posteriori appaiono molto sporgenti.
Sarebbe interessante fotografare lo Spark a questi ingrandimenti per vedere l'effetto che fa.
ramapao69 - 04 Nov 2013 02:55 pm
Oggetto:
Uno dovrebbe capire chi è il committente e come la pensa prima di dissertare sulle sue scelte.
Il punto è questo in realtà....il modello è sproporzionato ed esiste un kit migliore...perchè ha scelto questo? I particolari sono inesatti ma il committente conosce una 500? Cioè l'ha mai vista dal vivo? Che grado di competenza ha in questo senso?
Quando uno sceglie di rivolgersi a questi montatori non lo fa mica per caso....io penso che la responsabilità in questo caso sia principalmente del committente, non ha scelto il kit giusto, non ha curato un aspetto fondamentale e i particolari sono solo una conseguenza di questo errore.
Il montatore a volte interpreta e altre si limita ad eseguire, scegliere Suzuki significa conoscere le sue abilità e quello che è in grado di fare......qui sembra quasi l'opposto....va bene la verniciatura perfetta ma uno che costruisce modelli da zero poteva fare ben altro....e questo "ben altro" non gli è stato richiesto......altro errore del committente.
diablo - 04 Nov 2013 03:44 pm
Oggetto:
Piero, può essere un modello fatto da Suzuki poi da vendere? Rolling Eyes

@ Paolo, d'accordo con te...
piero63 - 04 Nov 2013 06:27 pm
Oggetto:
Non saprei. DI solito questi vanno sul venduto. E secondo me questo modello è stato commissionato da un collezionista che ha in collezione anche l'Isetta e la Messerschmidt.
Io ribadisco che è un modello che non mi piace. Ma se piace al committente non vedo il problema. Credo anche che si possa utilizzare l'abilità di Suzuki in modo migliore. Ma magari il collezionista è tutto contento del risultato...
piero63 - 04 Nov 2013 07:25 pm
Oggetto:
Eagle ha scritto:
diablo ha scritto:
Eagle ha scritto:

Non capisco Max, perchè le proporzioni e la linea non sono corrette, allora dobbiamo passare sopra a dei fanali che con la Fiat 500 hanno poco a che fare?


Non dico che bisogna chiudere un occhio, anzi due, ma essendo la base di partenza sbagliata cosa vuoi migliorare? Max, te lo ripeto per la seconda volta... secondo te quattro gomme e due fanalini avrebbero migliorato l'aspetto cannato del modello? Io credo di no perché con questi due dettagli corretti adesso si discuterebbe delle proporzioni sballate, quindi il cane che si morde la coda.



No, non sarebbe stato corretto ma sicuramente sarebbe stato meno sbagliato.
E scusa se ti dico che per fare un fanalino giusto o sbagliato alla fine si impiega quasi lo stesso tempo.
Stando al vostro ragionamento anche una Gto di Ruf, che è totalmente cannata come proporzioni e linea (ma fa tanto Gto perchè interpreta molto bene lo stile della vettura, anche se io la vedo troppo culona) non dovrebbe avere l'onore di essere montata in modo corretto ma può tranquillamente avere gallettoni errati, e tappi serbatoio abnormi... Forse non ci capiamo... Quindi ripeto... Very Happy

Suzuki, che per me è stato bravisssssimo a fare l'Auto Union, ha scelto questo kit per la 500 Giannini.
Ora se ha scelto questo è perchè credeva che andasse bene oppure perchè era semplicemente l'unico al momento. Ma... sicuramente voleva fare un bel lavoro e non una ciofeca, tenendo anche presente il costo. Giusto? Quindi anche un fanalino voleva farlo bene, così come voleva realizzare una splendida verniciatura.
Ora dico, la verniciatura gli è venuta mooolto bene, è meravigliosa. Il fanalino invece gli è venuto una ciofeca non per com'è realizzato (è fatto bene) ma perchè è totalmente cannato. Non esiste un fanale così in nessuna Fiat 500.
Capitolo gomme... Credo che anche nel caso delle gomme abbia voluto farle il più fedeli possibile.
Anche qui ha toppato. Sembrano ciambelloni da mare che stanno per esplodere a contatto con il parafango.
Detto questo, credo che con gomme decenti e fanalini passabili questo modello sarebbe meglio, non peggio di sicuro e non saremmo qui a parlare di errori modellistici ma solo del fatto che quel kit è sbagliato come linea.

La linea del kit e i fanali sbagliati sono cose totalmente diverse...
Nel primo caso infatti non è assolutamente colpa di Suzuki (il kit mica lo ha fatto lui) ma per quanto riguarda il secondo caso... beh lascio a voi la conclusione... Wink


Mi permetto di sottolineare anche qui come il tono sia secondo me esagerato.
Definire la GTO di Ruf totalmente cannata mi sembra veramente un'esagerazione. Io per esempio quando ho scelto la GTO da far riprodurre ho optato per la Newcon. Ma credo che anche della GTO di Ruf sarebbe venuto fuori un bel modello.
Secondo me ogni tanto bisogna usare giudizi più equilibrati.
Eagle - 04 Nov 2013 08:43 pm
Oggetto:
Ovvio che il paragone con la Gto di Ruf era una voluta esagerazione.
Credo si sia capito.

Non è cannata ma non è nemmeno fedele come linee, basta guardare la parte posteriore.
Ciò non toglie comunque che sia una delle Gto più belle in commercio.
Ruf coglieva le linee di una vettura a modo suo, a volte le enfatizzava, le interpretava a modo suo, esasperando alcuni tratti e altri no, rendendo l'idea dell'auto reale al meglio. Altre volte non ci riusciva molto bene (la Countach ad esempio).
C'è anche da dire che ormai vediamo corretto quel modello perchè siamo abituati a paragonare questa Gto a tutte le altre in commercio. Quando pensiamo ad un modello 1/43 della Gto automaticamente pensiamo al Ruf.
Prendiamo ad esempio la Gto di Make Up in elettroformatura. E' corretta come misure, sicuramente una delle migliori, ma la vediamo troppo stretta proprio per questo motivo. E' giusta ma ci sembra stretta.
Credo per due motivi...
1) Siamo abituati ormai al modello di Ruf
2) L'occhio umano fa scherzi a volte, e percepisce le proporzioni di una vettura 1/1 diversamente da come le percepisce in scala 1/43. Prendiamo una Ferrari 430. Mr l'ha prototipata al 3d, con misure esatte e ridotte in scala. Ma se confrontiamo la 1/1 con la 1/43, la prima ci sembra bassissima e larghissima mentre la seconda ci sembra più stretta e alta.
diablo - 05 Nov 2013 12:04 am
Oggetto:
piero63 ha scritto:

Credo anche che si possa utilizzare l'abilità di Suzuki in modo migliore. Ma magari il collezionista è tutto contento del risultato...


Sono d'accordo...

Eagle ha scritto:
Ovvio che il paragone con la Gto di Ruf era una voluta esagerazione.
Credo si sia capito.


No!! Rolling Eyes
piero63 - 05 Nov 2013 08:08 am
Oggetto:
Eagle ha scritto:
Ovvio che il paragone con la Gto di Ruf era una voluta esagerazione.
Credo si sia capito.

Non è cannata ma non è nemmeno fedele come linee, basta guardare la parte posteriore.
Ciò non toglie comunque che sia una delle Gto più belle in commercio.
Ruf coglieva le linee di una vettura a modo suo, a volte le enfatizzava, le interpretava a modo suo, esasperando alcuni tratti e altri no, rendendo l'idea dell'auto reale al meglio. Altre volte non ci riusciva molto bene (la Countach ad esempio).
C'è anche da dire che ormai vediamo corretto quel modello perchè siamo abituati a paragonare questa Gto a tutte le altre in commercio. Quando pensiamo ad un modello 1/43 della Gto automaticamente pensiamo al Ruf.
Prendiamo ad esempio la Gto di Make Up in elettroformatura. E' corretta come misure, sicuramente una delle migliori, ma la vediamo troppo stretta proprio per questo motivo. E' giusta ma ci sembra stretta.
Credo per due motivi...
1) Siamo abituati ormai al modello di Ruf
2) L'occhio umano fa scherzi a volte, e percepisce le proporzioni di una vettura 1/1 diversamente da come le percepisce in scala 1/43. Prendiamo una Ferrari 430. Mr l'ha prototipata al 3d, con misure esatte e ridotte in scala. Ma se confrontiamo la 1/1 con la 1/43, la prima ci sembra bassissima e larghissima mentre la seconda ci sembra più stretta e alta.


La questione non è solo che l'occhio umano coglie alcune cose ed altre no.
Uno dei problemi principali con l'1/43 è che l'angolo di visuale non è quasi mai quello che abbiamo con la vettura reale. E già questo di per se altera tutto il nostro percepire il modello.
Eagle - 06 Nov 2013 06:57 pm
Oggetto:
Sono d'accordo con te per quanto riguarda l'angolo di visuale.
diablo - 09 Nov 2013 01:48 pm
Oggetto:
Dobbiamo anche dire che su queste auto è difficile fare un prototipo corretto solo con l'aiuto delle foto...
piero63 - 09 Nov 2013 02:39 pm
Oggetto:
Questo di sicuro, come in teoria il modello andrebbe confrontato con la macchina dal vero.
Le foto deformano tutto. in tutti i sensi.
diablo - 09 Nov 2013 03:23 pm
Oggetto:
Ne parlavo a Padova con l'amico Domenico (laudoracing) che per fare l'Alfa 75 3.0 V6 in 1/18 l'azienda cinese, oltre alle misure rilevata sulla vettura 1/1 ha richiesto anche centinaia di foto...
Da anni dico che trovo assurdo giudicare un modello in base a delle semplici foto.

Piero, tu te lo ricordi di sicuro quando Bosica iniziò il progetto della F40 in 1/12 ?? Si presentò alla Scaglietti di Modena... Shocked
piero63 - 10 Nov 2013 08:38 am
Oggetto:
Certo che mi ricordo.
Ma quello che volevo sottolineare è che anche i modelli andrebbero confrontati con la macchina vera... Non sulle foto.
diablo - 10 Nov 2013 02:41 pm
Oggetto:
D'accordo con te...
ramapao69 - 10 Nov 2013 04:32 pm
Oggetto:
Io penso che stando alla scala che amo (1:43) sia più importante "interpretare" un modello che riprodurlo matematicamente esatto, condivido quello che dice Piero sulla visuale, e infatti i kit più apprezzati sono delle interpretazioni vere e proprie....basta pensare a Ruf ma anche a Renaissance le cui Porsche sono abnormi rispetto alle normali Provence o Starter ma sono decisamente cattive.
Altrettanto vero che "interpretando" a volte si prendono anche delle clamorose toppate....
Non a caso secondo me nel costruire un modello contano tanto l'assetto e le ruote....si può rimediare molto alla mancanza di "romanticismo" dei modelli scientificamente perfetti....
diablo - 10 Nov 2013 04:49 pm
Oggetto:
Paolo, quando si trova il pelo sulla scala 1/43 è veramente assurdo quando leggo del muso che doveva essere un millimetro più alto o della decal troppo a dx, ecc... a pensare che sono in molti a temperare matitoni sui modelli dell'edicola da 10 euro Confused Rolling Eyes

Sui modelli 1/18 e 1/12 secondo me il discorso "interpretazione" non esiste e vanno "rispettate" il più possibile le quote e i dettagli.
ramapao69 - 10 Nov 2013 04:58 pm
Oggetto:
Vero...infatti secondo me soprattutto le macchine "moderne" andrebbero prese solo in scala grande altrimenti resti molto probabilmente deluso, vedi la 458 Italia per esempio...in 43 è inevitabilmente stretta....mentre in 18 assume una forma più corretta.
Tutto sommato credo che il miglior compromesso sia l'1:24......
diablo - 10 Nov 2013 11:42 pm
Oggetto:
Lasciamoci alle spalle la 500 di Suzuki che fa sempre discutere per passare a questa Porsche 911 GT2 della Provence Moulage cod. K1004 in scala 1/43 kit in resina. Modello realizzato da Kamimura nel 1997.







ramapao69 - 11 Nov 2013 12:21 am
Oggetto:
E questa mi piace tanto tanto tanto......
piero63 - 11 Nov 2013 06:38 am
Oggetto:
Si tratta di un modello che ormai ha più di 15 anni...
Qualcosa a livello del passaruota posteriore non mi ha mai convinto...
diablo - 11 Nov 2013 09:01 am
Oggetto:
Piero, saranno pure 15 anni ma il livello di qualità è già alto...
Ti riferisci all'assetto?
ramapao69 - 11 Nov 2013 10:50 am
Oggetto:
Forse Piero si riferisce alla forma del passaruota perchè l'assetto più o meno è quello, forse un paio di millimetri più bassa del reale.....


piero63 - 11 Nov 2013 01:21 pm
Oggetto:
Non mi piaceva l'aspetto della ruota posteriore posizionata all'interno del passaruota in modo così marcato...
Poi a livello di gusto non mi sarei mai fatto montare una macchina del genere bianca. Ma è appunto questione di gusti.
diablo - 11 Nov 2013 02:08 pm
Oggetto:
Riporto una foto dalla pagina precedente... se vogliamo la ruota anteriore doveva essere più sotto rispetto al posteriore, ma forse inganna l'angolazione della foto...



piero63 - 11 Nov 2013 03:44 pm
Oggetto:
Non so. In foto l'aspetto non mi fa impazzire...
diablo - 11 Nov 2013 04:06 pm
Oggetto:
Personalmente quel tipo di assetto sulla vettura 1/1 mi fa impazzire! Razz

Non ti piace in foto la 1/1 o la 1/43 ? Rolling Eyes
piero63 - 11 Nov 2013 06:42 pm
Oggetto:
La 1/43...
diablo - 12 Nov 2013 01:53 pm
Oggetto:
Sarà il colore? Rolling Eyes
ramapao69 - 12 Nov 2013 02:04 pm
Oggetto:
A me le Porsche bianche pre-gara piacciono molto, trovo che si vedono molto bene le linee della macchina, ma come giustamente rilevato da Piero è un fatto di gusti.....a tal proposito voi che colore avreste scelto?
piero63 - 12 Nov 2013 02:38 pm
Oggetto:
Sicuramente un arancio acceso.
ramapao69 - 12 Nov 2013 03:28 pm
Oggetto:
piero63 ha scritto:
Sicuramente un arancio acceso.


Fascino Jeagermaister Smile felice 3

Bel colore in effetti.....
diablo - 16 Nov 2013 07:44 pm
Oggetto:
Certo che con l'esperienza di oggi il modello sarebbe... Rolling Eyes
piero63 - 16 Nov 2013 10:13 pm
Oggetto:
Credo anch'io.
O perlomeno oggi Kamimura ha nel suo arco più frecce di quanto non avesse 15 anni fa.
ramapao69 - 17 Nov 2013 01:18 am
Oggetto:
A me piace proprio perchè pur non essendo l'ultima nata in casa Kamimura lascia però intravedere le potenzialità del modellista, certo tutto si può migliorare ma secondo me non ci sono molti montatori in giro in grado di fare quella Porsche decisamente meglio di come il "giovane" Kami l'abbia fatta all'epoca, e questo fa riflettere molto sulle innate capacità tecniche e sul pregio di un certo tipo di approccio modellistico.
Certo oggi, con l'esperienza maturata nel frattempo, Kamimura la farebbe in altro modo, ma a me piace molto anche così....ha un suo valore "storico".
diablo - 18 Nov 2013 02:01 am
Oggetto:
Paolo, sono d'accordo con te... Wink
piero63 - 19 Nov 2013 07:59 am
Oggetto:
Sarà che io guardo sempre al prossimo modello...
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