In ricordo del nostro amico Franco - I miei latticini

lombricoferoce - 18 Nov 2010 01:29 pm
Oggetto: I miei latticini

Questo è Moriz. Me lo regalarono i miei nel 1953 o '54.
Eravamo nel cantone dei Grigioni, in Svizzera, a St. Moritz località dell'Alta Engadina, sulla sponda sinistra dell'Inn, affacciata sul lago omonimo, che è l'unica cosa che ricordo di quel posto, a parte la vetrina del negozio di giocattoli dove tra le varie "leccornie" c'erano esposti dei tigrotti, un sacco di tigri e tigrotti, di tutte le dimensioni, alcuni grandi come il "me" di allora".
Io ne volevo a tutti i costi uno bello, grande e grosso ma i miei nicchiavano per qualche motivo a me rimasto sconosciuto.
Ad un certo punto, probabilmente nell'impossibilità di sopprimermi davanti a testimoni, mi accontentarono ... in parte. Invece di comprami la tigre da "mezzo chilo" a cui agognavo mi presero questo che non è più alto di 10 centimetri. Ma da allora non ci siamo mai più lasciati.


Ogni mattina lo sfioro prima di andarmene a lavorare e per qualche motivo che non capisco o non voglio capire, mi sento le lacrime che fanno capolino.
Voi direte che non sono normale e mi trovate pienamente d'accordo.

Rolling Eyes

Mi sono sempre piaciuti i giocattoli e ne ho acquistati spesso da adulto (?), in special modo in latta ma non sono mai stato schizzinoso ....

Pubblicherò qui i miei giocattoli in latta e non.

Spero di far piacere a qualcuno se cerco di riassumere a grandi linee la storia dei giocattoli, solo un'infarinatura, ovviamente, visto che l'argomento impegnerebbe diversi tomi talmente è vasto ed io so molto poco ma so scopiazzare bene. (?)

Embarassed

Innanzi tutto è da ricordare che i “giocattoli” meccanici furono realizzati in epoche molto più remote, senza aspettare i tempi “moderni” e non per divertire i bambini ma per sollucherare i “grandi”.

Per arrivare a parlare di questi oggetti decisamente affascinati, credo agli occhi di tutti, bisogna partire da lontano. Molto lontano, quando la latta non c'era proprio.

I giochi e di conseguenza i giocattoli esistono da quando esiste l’uomo; infatti se ne trovano in tutte le civiltà antiche o moderne che siano.

Agli Egiziani risale la più antica raffigurazione del gioco con il cerchio. Nella tomba di Roti a Beni Hasan troviamo una pittura raffigurante due uomini che con una bacchetta uncinata tentano di tirare dalla propria parte un cerchio. Il sito è un antico cimitero egiziano che si trova a circa 20 chilometri a sud della moderna Minya nella regione del Medio Egitto, nell'area compresa tra Assyut e Menf ed è conosciuto anche come Bani Hasan o Beni-Hassan (in arabo بني حسن). Gli egizi avevano anche la passione per “i giochi da tavolo”: uno era detto "del serpente", perché le caselle erano disposte come un serpente attorcigliato. I loro dadi erano gli astragali, il nome deriva dal fatto che per giocarci si utilizzavano quattro dadi a quattro facce ricavati dagli astragali (ossa) di pecora o montone. Un altro gioco da tavolo era il "senet", una specie di dama che si giocava su una scacchiera rettangolare. Questo gioco venne introdotto nell’uso funerario: la convinzione era che al morto era assicurata la sopravvivenza dopo la morte se avesse vinto una partita contro un avversario invisibile. Poi c’era il gioco "del cane e dello sciacallo" dove si usavano bastoncini in avorio, ritrovati anche in Siria e Palestina. Molte trottole sono state ritrovate in tomba di Menfi. A Tebe sono state ritrovate molte bambole, in terracotta dipinta, spesso solo abbozzate o costruite senza gambe e braccia, alcune delle quali conservano ancora la capigliatura con perline in “tjehnet” infilate in cordicelle sulle nuca a intervalli regolari.
La tjehnet o faience corrisponde più o meno alla nostra maiolica, gli egizi furono i primi a scoprire la tecnica altamente efficace dell'invetriatura.
Numerose anche le bambole di stracci rinvenute in varie tombe.

Dagli egiziani si arriva ai greci che assegnavano ai paidai, e quindi ai giocattoli un grande valore educativo, nonché religioso. Ciò spiega perché molti giocattoli ellenici siano veri e propri capolavori decorati da artisti celebri. Numerosi scrittori e poeti scrissero sui giochi come Cratete di Atene che compose una commedia, purtroppo perduta, della quale conosciamo solo il titolo: “Paidai” che significa “giochi infantili”. I Greci praticavano un gioco noto anche agli Egiziani ed ai Romani: nascondevano in una mano un certo numero di noci, sassi, o mandorle, ed il compagno doveva indovinare se il numero fosse pari o dispari.
Ma già al 500 a.C. risale un rozzo cavaliere rinvenuto nell’isola di Rodi, le bambine dell’antica Grecia e di Roma usavano per i loro giochi bambole snodate in legno o in argilla. I bimbi romani giocavano con cavallini a rotelle, fatti di legno.

Nel medio evo gli artigiani realizzavano fischietti di terracotta a forma d’uccello e uccelli animati in metallo; fabbricavano trottole e bambole con argilla o legno. Ai maschietti si regalano piccole lance, archi in miniatura, spade in legno e sempre il cavallo-bastone che si cavalca correndo. Classici regali per le bambine erano la canocchia (mucchietto di lana, lino o canapa avvolta sulla rocca per filarla) in miniatura e un secchio per attingere l’acqua. Ai piccoli che vivevano nelle campagne venivano invece regalati trampoli, il carretto in legno miniaturizzato da trascinare nel cortile della fattoria e barche in miniatura scavate nel legno. Esistevano differenti tipi di bambole, ognuna adatta ad una età diversa. Quelle destinate ai neonati erano poco costose, grossolanamente modellate nell’argilla, venivano riempite di biglie di terracotta e usate come sonagli. Le bambine di due o tre anni si divertono a fasciarle per questo motivo sono pervenute intatte fino a noi. In Italia si hanno notizie di bambole di legno a grandezza naturale, più manichini che balocchi, destinate a comparire nelle fiere.

Vi sono, quindi, giocattoli comuni a tutte le epoche e altri che sono nati con l'evolversi delle varie civiltà e con lo sviluppo della tecnica.
Ai primi appartengono ad esempio la palla, la trottola, i sonagli, le figure umane e di animali, i birilli di vario tipo e le imitazioni delle armi per il gioco della guerra, ai secondi, i giocattoli “meccanici”, i più antichi tra questi ultimi sono risalenti a ben 4000 anni fa, ricordiamo il leone egizio, che, quando si tirava una cordicella muoveva la bocca e il panettiere, pure egizio, che azionato da uno spago, compiva i movimenti di chi impasta il pane.

Per convenzione il 1656 con l'invenzione della lanterna magica che proiettava le prime ombre cinesi, dà inizio all'era del giocattolo “scientifico”.
Si diffusero contemporaneamente i soldatini di stagno e nacquero i primi giochi istruttivi come certe carte da gioco per insegnare l'astronomia o le famose “case delle bambole” nate in Olanda nel 600.

Un particolare giocattolo nacque nel periodo della rivoluzione francese: la ghigliottina giocattolo, in miniatura ma perfettamente funzionante.
Primo esempio di strumentalizzazione del giocattolo che si potrebbe usare anche oggi per alleggerire certi politici, sempre che ci sia la materia prima, cosa di cui dubito.

Riguardo a questo periodo, mi sembra giusto citare Ferdinand Verbiest, conosciuto in cinese con il nome di Nan Huairen. (Pittem, 9 ottobre 1623 – Pechino, 28 gennaio 1688), fu un gesuita missionario in Cina durante la dinastia Qing.
Oltre il suo lavoro in astronomia ed in molte altre cose, Verbiest sperimentava con il vapore. Intorno al 1672 disegnò un giocattolo a propulsione a vapore per l'imperatore cinese. Verbiest lo descrive nella sua opera "Astronomia Europea" . Era di soli 65 cm di lunghezza, e quindi un modello in scala, non destinato al trasporto di passeggeri umani, né un "driver". Da una caldaia a palla usciva il vapore a pressione che finiva su degli ingranaggi come se fosse una ruota ad acqua, che davano il moto alle ruote posteriori. Non è noto se il modello di Verbiest sia mai stato costruito ma certo non lo si può non annoverare tra i primi giocattoli ..... per grandi.

Alla fine del 700 nascono i cavallucci a dondolo e anche le bambole che riproducono bambini piccoli e il giocattolo diventa un oggetto più raffinato e di conseguenza prezioso: automi, casette di bambola in miniatura ecc … in questo periodo si svilupparono le industrie di giocattoli soprattutto tedesche di Norimberga, della Sassonia e del Tirolo che esportarono vari giocattoli molto raffinati e preziosi in tutta Europa: tra questi anche le bambole che diventano un oggetto di lusso solo per classi agiate e sono complete di corredo di vestiti e vengono costruite ogni volta con materiali diversi e molto resistenti.
Con il trascorrere degli anni la crescente affermazione internazionale della moda francese dà un involontario contributo in Francia, le bambole diventano ambasciatrici della moda e viene dato loro il nome di Pandòra, perché nella mitologia greca Pandora era la donna creata da Vulcano su ordine di Giove e dotata di ogni attributo che potesse attrarre la mente degli uomini.

Le bambole Pandòra, destinate prevalentemente agli adulti, rappresentavano la finezza e l'eleganza dello stile rococò e dell'aristocrazia francese. Da alcune ricerche storiche in proposito è emerso, però, che venivano utilizzate anche nelle corti rinascimentali. Documenti dell'epoca testimoniano, infatti, un legame tra le bambole di moda e la figura della marchesa Isabella d'Este, moglie di Francesco Gonzaga di Mantova, denominata anche Primadonna del Rinascimento per aver ben rappresentato il modello ideale femminile del tempo.
Isabella d'Este, apprezzata nelle corti europee per il suo inconfondibile gusto estetico, riceveva molte lettere da parte di diverse nobildonne, appartenenti a famiglie reali europee, che le chiedevano consigli sullo stile italiano degli abiti femminili per poterlo imitare. Isabella rispondeva inviando bellissime bambole abbigliate con abiti realizzati da esperti tessitori e sarti, che riproducevano perfettamente i tessuti e le forme dei suoi vestiti. Così facendo diventò promotrice di uno strumento particolare, che nel tempo si rivelò utile per diffondere la moda.
Contese, dalle migliori famiglie europee, le bambole Pandòra arrivavano nei migliori salotti insieme a casse piene di corpini, sopravvesti, abiti da ballo in broccato e velluto stile Maria Antonietta, sottovesti di lino, mussolina o batista ornate di pizzi, nastri, fiocchetti e volant, mantelline, cappelli, cuffie e parrucche.

La bambola di moda, realizzata da un modellatore o plastificatore, veniva dipinta, decorata, vestita e infine venduta ai mercanti del tempo.
Le più belle bambole, realizzate in cera colata, vennero costruite dalle famiglie Domenico Pierotti e Augusta Montanari che emigrarono a Londra nel 1780; sembra che i loro avi avessero costruito bambole a Napoli sin dal XVI secolo. La “cera colata” era una tecnica per la fabbricazione di teste o blocchi testa-spalle di bambole o bambole intere, in cui un supporto di altro materiale veniva ripetutamente immerso in una miscela di cera colata fino a ottenere un guscio abbastanza consistente da essere verniciato.
In un articolo apparso sul “Mercure de France”, il 27 luglio 1722, troviamo: “La duchessa d’Orleance ha regalato all’infanta una toilette superba adatta all’età della principessa insieme ad una bellissima bambola dotata di un guardaroba completo”. Le bambole viaggiavano instancabilmente attraverso l’Europa ed erano tenute in così tanta considerazione che, in occasione della guerra tra Inghilterra e Francia, vennero fornite dai due paesi di appositi lasciapassare, per farle viaggiare tranquillamente. Nel 1778, con la crescente affermazione internazionale della moda francese, le Pandòra, che intanto avevano cambiato nome in “Poupès de la Rue Saint Honore”, vennero soppiantate dalla brillante e rivoluzionaria idea di madame Eloffe, un'affermata e intraprendente sarta parigina, che inventò il precursore del moderno manichino, un'ambasciatrice di moda in grandezza naturale che permetteva alle clienti di misurare gli abiti, prima di ordinarli.

Nel XIX secolo, quindi siamo nel 800, aumenta in modo notevole la varietà dei giocattoli e viene riconosciuto il loro valore educativo. Compaiono cubi, sfere, solidi geometrici, giochi ad incastro, costruzioni ecc …

I giocattoli meccanici ai quali si è fatto cenno, all'inizio, sono degli automi, ossia macchine in grado di operare in modo autonomo, il termine automa deriva dal greco αὐτόματος, automatos, ossia “che agisce di propria volontà”, non sono una trovata “moderna” in quanto gli automi nel mondo ellenistico erano conosciuti e concepiti come giocattoli, idoli religiosi per impressionare i fedeli o strumenti per dimostrare basilari principi scientifici, come quelli costruiti da Ctesibio attivo ad Alessandria nel III secolo a.C, Filone di Bisanzio (III secolo a.C.) ed Erone di Alessandria (I secolo).
Quando gli scritti di Erone, su idraulica, pneumatica e meccanica, conservati a opera degli arabi e dei bizantini, nel Cinquecento furono tradotti in latino e in italiano, i lettori iniziarono a ricostruire le sue macchine.
Si conosce l'esistenza di complessi dispositivi meccanici nella Grecia antica, benché l'unico esemplare sopravvissuto sia il meccanismo di Antikythera, il più antico calcolatore meccanico conosciuto, databile intorno al 150-100 a.C. Si tratta di un sofisticato planetario, mosso da ruote dentate, che serviva per calcolare il sorgere del sole, le fasi lunari, i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti, gli equinozi, i mesi, i giorni della settimana e secondo un recente studio pubblicato su Nature (una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche esistenti, pubblicata fin dal 4 novembre 1869) le date dei giochi olimpici. In origine si pensava provenisse da Rodi, dove sembra esistesse una tradizione di ingegneria meccanica, l'isola era rinomata per i suoi automi, come ricorda Pindaro nella settima delle Olimpiche.
Informazioni ricavate da recenti esami del frammento indicano che potrebbe essere proveniente dalle colonie di Corinto in Sicilia, il che indicherebbe una connessione con Archimede. Ma ovviamente nulla è certo.

Proseguendo nel tempo, ad Al-Jazari è attribuito il primo progetto documentato di automa programmabile nel 1206, usato per una serie di automi umanoidi. Il suo automa era una nave con quattro musicisti che galleggiava su un lago per intrattenere gli ospiti alle feste di corte. Il suo meccanismo aveva una batteria di percussioni programmabile con pistoncini (camme) che battevano su piccole leve che operavano la percussione. Il suonatore di tamburi poteva eseguire differenti ritmi e differenti partiture se i pistoncini erano spostati. Poco è noto riguardo al-Jazari e la maggior parte delle notizie deriva dalla introduzione al suo libro sugli automi. Pure nella Cina del 1300 non mancarono gli automi e passando per Leonardo da Vinci che progettò un automa molto complesso intorno al 1495, si arriva agli inizi del 1700 in Francia dove il primo automa costruito con successo al mondo, è considerato Il suonatore di flauto, inventato dal francese Jacques de Vaucanson nel 1737. Ma é il periodo tra il 1860 e il 1910 che è conosciuto come "l'età d'oro degli automi". In quegli anni prosperavano a Parigi numerose piccole imprese familiari di costruttori di automi. Dalle loro officine esportarono in tutto il mondo migliaia di automi meccanici e uccelli meccanici che cantavano.

Nella prima metà del 800, la macchina si impose come elemento essenziale nella vita di ogni giorno e cominciarono così a diffondersi i primi giocattoli meccanici, azionati da molle. Man mano nacquero dei veri gioiellini della tecnica che dato il loro alto costo erano destinati ai bambini delle famiglie più agiate.
L'evoluzione dell'industria fece la sua parte consentendo la fabbricazione di giocattoli completi e poco costosi, dunque adatti anche alla classe sociale media ma agiata, che andava pian piano espandendosi in concomitanza con l'avanzata delle industrie.
Le prime fabbriche di giocattoli di latta nacquero nel 1830, in America; tuttavia, la vera produzione su larga scala prese vita solo alla fine del secolo in Germania, la quale, attorno al 1913, era una delle più grandi esportatrici di giocattoli. I numerosi e famosi marchi di cui questa nazione poteva fare vanto producevano giocattoli di discreta qualità e con un numero maggiore di particolari rispetto a quelli offerti dalla concorrenza americana. I giocattoli, poi, erano dei più vari: animali, soldatini, aeroplanini, macchinine, moto, sidecar, yo-yo, fischietti,sonagli, imbarcazioni, armi di vario genere, trottole, personaggi delle fiabe, giostre... a cui poi si aggiungevano anche oggetti di uso quotidiano come ferri da stiro, culle, seggioloni, annaffiatoi e gabbiette per gli uccellini. Insomma, la produzione e la lavorazione di oggetti in latta era certamente una delle più floride.

Negli anni '60 dell'Ottocento, gran parte del commercio di latta aveva sede a Norimberga e compagnie come Bing e Issmayer avviarono lì la propria produzione. Esistevano tre metodi principali per lo stampaggio del disegno sulla latta: direttamente da pietra litografica, transfer print con carta, stampa litografica offset utilizzando un rullo di gomma.
La scelta di giocattoli in latta era molto varia ed includeva sia "penny toys" (giocattoli da pochi soldi, da un penny, appunto) e sia modelli litografati pressofusi molto più costosi.
All'inizio del ventesimo secolo la Germania era il leader nella produzione di giocattoli di latta che erano innovativi e ben costruiti e dominarono il mercato fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Esempi di costruttori di giocattoli tedeschi: Bing (1863), Fleischman (1887), Lehmann (1881), Gunthermann (1880), Marklin (1859), Arnold (1906), Tipp & Company (1912), Schuco (1912), Technofix, Gescha, Schuco, e Levy (1920)

In questo periodo però, non erano solo le fabbriche tedesche a figurare tra i big dell'industria della latta, anche i giocattoli francesi si distinguevano per l'enorme fantasia, l'abilità manuale e per l'accuratezza con cui i pezzi venivano prodotti.
Tuttavia, il mercato francese trovò, nei costi da sostenere, nei diversi gusti del pubblico e nelle diversi classi sociali, alcuni impedimenti che ostacolarono la sua crescita nel mercato internazionale. Per risollevarsi da questa situazione allora, la Francia istituì diversi concorsi e mostre di giocattoli ed in più, promosse un referendum dei bambini con lo scopo di scoprire le loro preferenze in fatto di giocattoli. Questo fece capire l'importanza ed il peso che il settore dell'intrattenimento e del divertimento rivolto ai bambini avesse sull'intera economia del paese.
Attorno al 1866 poi, la raffinatezza del giocattolo francese e la robustezza di quello tedesco si unirono ed iniziarono così a sorgere piccole aziende che, per produrre i giocattoli, utilizzavano soprattutto materiali di scarto o di recupero.
Con il crescente interesse per i giocattoli di latta, altre compagnie europee cominciarono ad emergere: come Rossignol in Francia, e l'inglese Chad Valley, una società nata nel 1823, operante con la denominazione di "Chad". Per le aziende britanniche gli affari andarono meglio ... dopo la prima guerra mondiale, quando il pubblico britannico evitava i prodotti tedeschi di ogni genere.
Altri rinomati produttori di giocattoli di latta britannici erano la Lines Brothers Ltd (1919-1983), più tardi conosciuta come Triang, produttrice di una vasta gamma di giocattoli di latta e giocattoli in legno e non è da dimenticare la Louis Marx (Mar Toys), la famosissima società americana di giocattoli, con la sua controllata britannica (1932-1961) che produsse una grande varietà novità piuttosto inusuali per l'epoca, tra cui giocattoli di latta.
Non ultima è la la Mettoy (Metal Toys) Company Limited (1933) che fiorì in quanto i suoi prodotti come camion ed aerei giocattolo venivano venduti dalla Mark Spencer Stores. Dopo la seconda guerra mondiale la società diversifico la produzione dando vita ai primi piccoli giocattoli di plastica e così nacque la Corgi Toys, nel 1956.
Altra ditta che si cimentò nei tin toys fu la Brimtoy (1914-1932) British Metal and Toy Manufacturers (BMTM) che produsse una serie di giocattoli di latta, tra cui trenini, con il marchio di Brimtoy Brand. La società tendeva ad acquistare le materie prime a prezzi elevati, e così andò in perdita e ne seguì il fallimento.
Nel 1923 alcuni dirigenti della BMTM diedero vita ad una nuova società denominata Brimtoy Ltd, che continuò nella produzione di giocattoli.
Nel 1919 nacque la A. Wells e Co Ltd, a Walthamstow nel nord di Londra. Essa produsse una serie di giocattoli, a partire da una gru, questa ditta produceva tutti i componenti per ogni giocattolo 'in-house' (non c'era nessun sub appaltante), la produzione camminava su un nastro trasportatore tipo catena di montaggio.
Nel 1932 ci fu la fusione tra le due società, dando vita alla Wells-Brimtoy Limited.
I giocattoli di latta Wells Brimtoy erano estremamente popolari, la maggior parte degli appassionati di oggi sono interessati ai modelli di bus, filobus e pullman. Alcuni degli autobus e dei filobus sono stati prodotti in tre dimensioni, il più piccolo è conosciuto come 'Pocketoys'. Questi giocattoli funzionavano sia a frizione sia con carica a molla, ed erano muniti di un dispositivo stop and go, con una campanella che segnalava l'arresto e la partenza.
Venivano prodotti pure utensili giocattolo per la cucina e sembra che alcuni di questi fossero fatti in India. Nel 1965 la produzione cessò.

Altro grosso produttore di giocattoli in latta è stato il Giappone. Fino alla metà degli anni '70 dell'Ottocento, la maggior parte delle lamiere di latta importate venivano usate per la produzione di contenitori per l'olio. Quando le compagnie giapponesi si resero conto dell'enorme popolarità dei giocattoli in latta importati, ne avviarono una produzione propria. Mentre gli artigiani tedeschi si erano specializzati nella produzione di giocattoli di alto livello artistico e decorativo, tra cui trenini e barche, i giapponesi producevano giocattoli in latta più convenzionali come sonagli, Jinrikisha (risciò) e così via.
Ad inizio 800, quello dei giocattoli era un business stagnante. Dopo la guerra sino-giapponese del 1894, il business cominciò a dare i suoi frutti. L'introduzione di macchine per la stampa delle lamiere di latta e la tecnologia dell'orologeria in arrivo dalla Germania, accelerò la crescita dell'industria dei giocattoli giapponesi. Infine il Giappone divenne il centro della produzione dei giocattoli in latta, lasciandosi alle spalle la Germania, completamente devastata dalle conseguenze della prima Guerra Mondiale.
Ma l'incertezza politica che regnò dal 1938 ebbe un effetto disastroso sul business dei giocattoli. Molti costruttori dovettero chiudere. Inoltre, anche lo scoppio della seconda Guerra Mondiale influenzò negativamente l'andamento dell'industria.
Passata la bufera, l'industria dei giocattoli ebbe una piena ripresa.
Sorprendentemente, nel 1947 la fortuna tornò finalmente a sorridere al Giappone. Durante l'occupazione da parte degli americani, ai costruttori di giocattoli in latta venne concesso il diritto di riprendere la propria produzione e le esportazioni. Nel 1948 comparvero i giocattoli con meccanismo a frizione, come trenini, autopompe e automobili. Intorno al 1955, fu la volta dei giocattoli elettronici, che sostituirono quelli a frizione e a molla. Nel 1963, circa il 60 % dei giocattoli esportati dal Giappone era prodotto da lamiere di latta.

il Giappone si impose sul mercato e cominciò a controllarlo introducendo molte novità. Oltre che da meccanismi a molla e a frizione, alcuni giocattoli giapponesi erano alimentati a batteria e muniti di luci lampeggianti e suoni. Negli anni '50 e nei primi anni '60 del Novecento i giapponesi avevano inondato il mercato con tantissimi giocattoli in latta dal design accattivante, una grande percentuale dei quali era destinata al mercato statunitense con articoli ben noti agli americani.

Sfortunatamente questa tendenza resistette solo fino alla metà degli anni '60. I giocattoli in latta scomparirono gradualmente, per lasciare spazio a quelli in plastica e superleghe.
Infatti nonostante i giocattoli in latta avessero raggiunto alti livelli di popolarità nel dopoguerra, la loro produzione andava incontro a sempre maggiori difficoltà dovute ad un'inversione di rotta nella domanda dei consumatori, all'introduzione di nuove norme di sicurezza e alla concorrenza dei costruttori di giocattoli in plastica. Entro gli anni '70 il Giappone aveva ridotto la produzione di giocattoli in latta così drasticamente, che molte fabbriche avevano cessato completamente l'attività.
Esempi di produttori giapponesi sono Marusan , Masudaya , Nomura ( TN ), Yoshiya (Kobe Yoko o KO ), Masuya (SM), Bandai , Sankei (NK), Horikawa e Yonezawa ( Yone ).

La Cina cominciò a produrre giocattoli in latta nei primi anni '20. Erano molto rudimentali e mal costruiti. Dopo il declino della produzione di giocattoli giapponesi, la Cina assunse il comando e divenne leader mondiale nella produzione di giocattoli in latta. I primi giocattoli cinesi erano noti per la loro economicità, che spesso si ripercuoteva anche sulla qualità. Oggigiorno sono realizzati secondo standard molto più elevati, mantenendo comunque il vantaggio di essere molto convenienti. La Cina produce una vasta gamma di riproduzioni in latta di giocattoli nuovi che vengono costantemente introdotti sul mercato ogni anno.

In Italia, premettendo che la latta non era facilmente reperibile e quindi i prodotti non erano proprio alla portata di tutti, l'industria dei giocattoli nasce un po' tardi rispetto al resto d'Europa, ed ha inizio a Mantova attorno al 1872. Ma per scorgere un'industria vera dedicata ai giocattoli di latta, si dovrà attendere il primo dopoguerra. In questo periodo infatti, l'industria del giocattolo italiano, in ritardo rispetto al mercato europeo, si affaccia con una certa prepotenza sulla scena economica, iniziando una politica contro i prodotti stranieri in cui si esaltava, il prodotto italiano (probabilmente a causa o per favorire autarchia, che per altro durò senza un motivo valido fino a dopo la guerra; senza un motivo valido, perché la Società delle Nazioni tolse l'embargo nato con lo zampino di Inghilterra e Francia che l'aveva generato, dopo soli sei mesi dalla sua istituzione giudicandolo illecito). Perciò la produzione di giocattoli ebbe un periodo fortunato negli anni venti, sull'onda della moda già diffusa all'estero, come dimostra il successo di aziende come la Cardini e la Metalgraf di Milano e per aumentare ancora l'attenzione nei confronti dei giocattoli italiani, venivano allestite fiere, mostre ed aperti giornalini in cui venivano esaltate le caratteristiche del prodotto nazionale.
I prodotti francesi e tedeschi sono numerosissimi e potevano vantare di un'ottima manifattura e di una buona qualità dei materiali; tuttavia, l'industria italiana si fece forte di un nazionalismo spietato che sbaragliò la concorrenza: furono aperte mostre interamente dedicate al mondo dei giocattoli di latta e nacquero anche appositi premi. La qualità dei giocattoli italiani venne anche esaltata da giornali e riviste apposite che ne descrivevano le caratteristiche eccellenti.
Nonostante la concorrenza non fosse delle più facili da combattere, il mercato dei giocattoli italiani si espanse a tal punto che, prima del secondo conflitto mondiale, divenne comparabile a quello tedesco.
Durante il conflitto, questo tipo di mercato venne messo da parte per favorire la produzione bellica per ricomparire dopo il ‘45 quando migliaia di nuovi giocattoli di latta vengono lanciati sul mercato e alcune industrie italiane spiccano per la qualità dei prodotti e per i prezzi più facilmente accessibili a tutti o quasi. La produzione di questi giocattoli continuò perdendo man mano forza fino alle porte degli anni 70, quando la plastica cominciò a farla da padrone.

Gli Stati Uniti hanno una lunga storia come produttori di giocattoli di latta che risale al 1850, quando c'erano almeno una cinquantina di produttori di giocattoli. La maggior parte di questi operavano in Connecticut o nelle vicinanze, ma un'eccezione fu la Francis, Field e Framis di Philadelphia, conosciuta anche come “Philadelphia Tin Toy Manufactory”. Questa società fu la prima vera e propria produttrice di giocattoli americana che vide i giocattoli come un vero business, almeno fin dal 1838.

Per inciso una spinta alla produzione di giocattoli di latta si ebbe quando furono aperte le miniere di stagno in Illinois e quindi si potevano reperire materie prime facilmente e a buon mercato.

Altre aziende di rilievo tra il 1850 ed il 1885 furono la George W. Brown Company (Connecticut), la James Fallows and Company a Philadelphia, e la Bergmann and Company di New York, che furono di esempio e di stimolo per la nascita della Ives Corporation (Bridgeport in Connecticut) e della Leo Schlesinger Company di New York. La Buckman Manufacturing Co di Brooklyn attorno al 1872 produsse la sua prima versione di un giocattolo a vapore in latta. Prima e dopo il scecondo conflitto mondiale la Unique Art Mfg. Co, fondata nel 1916 produsse una vastissima gamma di veicoli e giocattoli meccanici. La Strauss Company, fondata nel 1918 a East Rutherford nel New Jersey, ha avuto una storia molto interessante, nella tradizione di giocattoli di latta.
Ferdinand Strauss originario dell’Alsazia (che assieme a Strasburgo dal 1681 fu inglobata alla Francia da Luigi XIV, fino al 1870, quando fu annessa assieme alla Lorena alla Germania (Trattato di Francoforte, 1871), in seguito alla guerra franco-prussiana. Nel 1919 fu restituita alla Francia con il Trattato di Versailles. Occupata dai Tedeschi nel 1940, fu "liberata" dagli Alleati nel 1944), a parte ciò, questo signore fu un importatore di giocattoli dall’Europa ed in particolare dalla Germania nei primi anni del 1900. Ma visto l'embargo nei confronti della Germania con lo scoppio della prima guerra mondiale iniziò una sua attività anche con la collaborazione di Louis Marx (the Toy King of America - 11 agosto 1896 - 5 febbraio 1982) e continuò a produrre una varietà di Wind-Up Toys, ossia giocattoli alimentati da un motore ad ingranaggi e molle fino al 1942.
La cosa non era una novità ovviamente, basta dare uno sguardo al nel tardo 15 ° secolo, quando Karel Däniken, un inventore tedesco, ha creato alcune delle prime wind-up toys, tra cui una mosca di metallo ed un’aquila meccanica, Inoltre, nel 1509, Leonardo da Vinci creò un leone meccanico in onore di Luigi XII in visita in Italia. Il mercato per i giocattoli di latta prosperò fino alla fine degli anni 50 ed aziende come la Marx Toys (1940), la J. Chein and Co. fondata nel 1903 a, Wolverine e la Ohio Art Company continuarono a a produrre per molti anni ed i loro giocattoli oggi come oggi sono molto ricercati. Durante la grande depressione anche i wind-up toys si adeguarono pur rimanendo dei regali piuttosto “costosi”.

L'azienda più grande e di maggior successo dal 1920 al 1960 è stata la Louis Marx and Company, fondata a New York City da Louis Marx e suo fratello David, in attività dal 1919 al 1978, la MAR TOYS produsse una marea di articoli a prezzi molto convenienti.

La produzione di giocattoli di latta fu interrotta durante la seconda guerra mondiale, a causa della necessità di materie prime nello sforzo bellico. Dopo la guerra, i giocattoli di latta sono stati prodotti in gran numero in Giappone, sotto l'occupazione americana. Grazie al Piano Marshall, i produttori giapponesi ottennero il diritto di riprendere la produzione. L'idea era dare una mano ai nipponici ed approfittando della manodopera a basso costo importare a prezzi convenienti negli USA.
Funzionò meglio di quanto avessero previsto e il Giappone divenne una forza produttrice di giocattoli di latta fino alla fine del 1950 e così fino al 1960 il mercato americano dovette cimentarsi duramente con la produzione giapponese e poi come è logico pensare, anche in America la plastica soppiantò la latta. Shocked

In Europa anche la Spagna ha un posto tra i produttori di giocattoli di latta e la società Paya credo che sia la più conosciuta rappresentante di questo mercato ma ovviamente non l'unica.

Fondata 1902, da Rafael Paya, di professione lattoniere che costruì il suo primo giocattolo. Quattro anni più tardi i figli Pascual, Emilio e Vincente costruirono la prima fabbrica di giocattoli in Spagna. I giocattoli della Paya dal 1920 sono stati considerati alla pari degli allora grandi e famosi produttori di giocattoli del nord, quali ad esempio la germanica Marklin, dicono che i colori della Paya fossero graficamente più interessanti, precisi ed innovativi dei concorrenti.
Il 1930, con Raimundo Paya al timone, è stato il momento di grande espansione. Questo successo quando è stata riprodotta in scala 1/8 circa, la Bugatti T 35 da competizione.
Un vero gioiello per l'epoca e .. per oggi.
Dopo i venti della guerra civile e della successiva seconda mondiale, periodi critici per la Spagna, nel 1946, La Paya, ancora una volta ha iniziato a fare i giocattoli. Nel 1985, Lino ha preso la decisione di rifare tutti i classici vecchi giocattoli di latta litografica su una base molto limitata. La produzione di ogni pezzo era limitata a 5.000 (o inferiore) a livello mondiale..
Ora la Paya ha questo indirizzo Chenghai, Shantou, Cina. Rolling Eyes

Se manca qualcosa o pensate che abbia scritto cazzate ... pazienza, cercate come ho fatto io ma con più cura ovviamente.

Wink

Per finire una documentazione che ho trovato sulle bambole che credo siano tra i primi giocattoli fatti da mano umana ....

Da tempi antichi, le bambole vengono prodotte e usate come giocattoli. I primi esemplari erano fatti di materiali molto semplici reperibili in natura, quali legno, argilla e pelliccia. Le bambole erano usate sia come giocattoli che come idoli. Sfortunatamente non ci sono bambole risalenti a quei tempi, sebbene sia stato ritrovato il pezzo di un pupazzo (in alabastro) con parti mobili risalente al periodo babilonese. Tantissime bambole vennero trovate all'interno di tombe egizie risalenti al 2000 a.C.. Erano fatte in legno, con capelli costituiti da perline (in legno) o argilla e decorate con svariati disegni. Le famiglie egizie facoltose facevano inserire bambole di ceramica nelle proprie tombe. Questi oggetti venivano trattati come veri e propri tesori. Sono stati trovati dei pupazzi anche nelle tombe di bambini greci e romani. Una volta entrate nell'età adulta le ragazze greche e romane dedicavano le proprie bambole (solitamente fatte di legno) alle dee.

La maggior parte delle bambole trovate nelle tombe di bambini erano molto semplici, solitamente composte di materiali quali stracci, legno, osso o argilla. I pupazzi più esclusivi e lussuosi erano fatti in cera o avorio. L'idea principale era quella di rendere la bambola il più realistico possibile. Quell'obiettivo ha portato alla produzione di bambole con arti mobili e indumenti rimovibili, addirittura partendo dal 600 a.C.

L'Europa ha ricoperto un ruolo importante nella creazione delle bambole, in seguito all'epoca delle bambole antiche. Queste erano solitamente costruite in legno. Di esemplari costruiti in Inghilterra con tale materiale nel XVI e XVII secolo, oggi se ne contano meno di trenta. Nella zona della Val Gardena era prodotto un particolare tipo di bambola in legno con semplici giunture realizzate con pioli, la cui struttura ricordava quella di una molletta da bucato. Nell'Ottocento furono ideate delle alternative per introdurre materiali alternativi. "Composizione" è un termine generico che indica gli impasti a base di polpa di legno e carta che venivano utilizzati per creare la testa e il corpo dei pupazzi. Questi impasti venivano modellati (sotto pressione) dando origine a pupazzi resistenti che potevano essere prodotti in massa. I costruttori custodivano gelosamente le ricette per miscelarli, e a volte utilizzavano ingredienti insoliti quali gusci di uova o cenere. La cartapesta era un impasto molto diffuso. Oltre alle bambole in legno, anche quelle in cera erano molto popolari nel XVII e XIII secolo. La città tedesca di Monaco ne era un grosso centro di produzione, ma alcune tra le più caratteristiche vennero create nel Regno Unito tra il 1850 e il 1930. I modellatori di cera plasmavano la testa di una bambola nell'argilla o nella cera; successivamente usavano il gesso per crearne uno stampo nel quale versare la cera fusa. Lo strato di cera utilizzato per creare la testa era molto sottile e il suo spessore misurava non più di 3 mm. All'inizio del XIX secolo, in Inghilterra venne prodotta una delle prime bambole (in cera) che ritraeva un neonato.

Al termine della Seconda Guerra Mondiale i costruttori di giocattoli cominciarono a sperimentare le materie plastiche. Negli anni '40 del Novecento si producevano bambole in plastica dura, rassomiglianti a quelle costruite seguendo la tecnica della composizione, ma erano molto più resistenti. Tra gli altri materiali utilizzati per la loro costruzione c'erano gomma, gommapiuma e vinile negli anni '50 e '60. Il vinile ha cambiato il modo in cui venivano costruite, permettendo ai produttori di inserire i capelli nella testa, invece che usare parrucche o dipingere la chioma. Sebbene la maggior parte delle bambole sia ormai prodotta in massa utilizzando questi materiali moderni, molti costruttori odierni utilizzano i materiali tradizionali del passato per produrre bambole da collezione.

Shalom 1_4_2
lombricoferoce - 18 Nov 2010 01:33 pm
Oggetto: latticini
Un po' di marchi di giocattoli che ho scopiazzato ....



Marchi della DDR


MS Brandenburg & MS Weimar


Arrow

il contenuto: veicoli dei pompieri
I camion dei pompieri vanno come periodo dal 1946 (GUNTHERMANN – U.S Zone, completo con 2 pompieri seduti di spalle) agli anni 70 con un' autoscala – WE fatta a Taywan. La maggior parte è roba tedesca anni 55/70, 2 Gama, 1 Strenco (tutto in plastica) – 1 DISTLER (Feuerwehr 7722 für Elektromatic Tankstelle), 2 dei quali ignoro la marca , c’è un giapponese ed un cinese ed un piccolo italiano blu, della Lima, poi c'è un'autoscala piccolina gialla e blu... degli ovetti...., le auto sono italiane della Marchesini, una inglese senza marca ma inizio anni 50, 3 giapponesi (VOLKSWAGEN MAGGIOLINO 1200 CHIEF F.D. a frizione della YONEZAWA, CHEVROLET CAMARO e una Jeep entrambe senza marca), una spagnola (R5 incompleta) ed un’ Opel della EHRI - DDR/GDR.
lombricoferoce - 18 Nov 2010 01:45 pm
Oggetto: latticini
Arroccati in alto .... mi guardano spesso con disappunto, forse perchè li lascio impolverare ... certi starnuti .... l'ambulanza è la peggiore ....

CAMION in latta "BETTY BOOP" della - OLD TOYS COLLECTION - CZ ? 18,5 cm è recente ma è simpatico

MERCEDES 408 Croce rossa a batteria con sirena e lampeggiantete – YONEZAWA cm. 31,5, M, è in plastica e latta, funzionante al 100%, ogni tanto la faccio girare per la casa con disappunto della mia agrodolce metà ....

STRASSENWALZE - rullo compressore - carica a molla - della VEB Spielwaren GrosBaschen (made in G.D.R.) ref. 1012 cm. 17,5 MB
lombricoferoce - 18 Nov 2010 01:56 pm
Oggetto: latticini
Le auto sono degli Schuco tra cui un EXAMICO 4001 e un AKUSTICO 2002 in livrea blu (sono BMW 328) con in mezzo una macchinina anticaduta sempre Schuco a molla, può correre sulla tavola e quando il musetto sporge oltre al bordo, gira e torna in dietro senza cadere.
2 Schuco Micro Racer la 356 e la Volkswagen sulle loro scatole (queste 2 sono abbastanza recenti), 8 Marchesini e 3 piccoline (2 auto ed un camion), probabilmente HUKI tedesche.
Si intravede una Locomotiva santa Fe (AMB 708) a frizione della MARCHESINI A(gostino) lunga 21 cm.
C'è pure la Safar con la sua scatola e le sue cosine ma questa è un'altra storia .... come pure è un'altra storia uno dei miei due garage/pompe di benzina questo è francese ....

i MARCHESINI A(gostino) davanti alla stazione di servizio sono, 2 auto della polizia
FORD Fordor 'POLICE 450' (Bo-450) del 1955 CA - 11,5 cm (nera e bianca)
FORD Fordor frizione polizia autostrada del Sole (Bo-452) a frizione del 1955 CA - 11,5 cm

e

una Volkswagen Maggiolino giallo a frizione - 1962 ref. 605-4 11,3 cm
una Alfa Romeo Giulietta Sprint rossa a frizione - 1962 ref. 605-3 - 11 cm
una Fiat 600 blu chiaro a frizione - 1962 ref. 605-1 11,5 cm

nella seconda foto vicino alla Safar alla sua sx ci sono sempre della MARCHESINI A(gostino)
COUPE' (A.M.BO 400) - 1955 CA cm. 9,5 (rosso e crema una seconda serie)
FORD Fordor 'POLICE 777' (Bo-415) - 1955 CA - cm. 9,5 (bianco e nera)
STUDEBAKER COMMANDER (BO-414) - 1955 CA in livrea rossa cm. 10.



Alla prossima per il resto bye Exclamation
lombricoferoce - 19 Nov 2010 10:12 am
Oggetto: Schuco
Crying or Very sad
FERRARI 500 F2 n°2 Schuco-GRAND PRIX RACER ref.1070, viene dagli USA il colore è un po’ inusuale, solitamente si trova rossa è MB
2 Mercedes Grand Prix 1936 - Schuco-Studio ref 1063, quella un po’ rovinata dal tempo color argento ha la scatola, quella rossa è in scatola di montaggio ref. 1055, entrambe 15 cm. Probabilmente riproduce la W25, visto che le W125 sono del ’37 ed avevano 2 prese d’aria tonde in più ai lati della calandra; sicuramente tutti sanno che la W che contrassegna tutte le Mercedes, anche quelle odierne, bisogna guardare nel libretto e non il logo posteriore, ovviamente, sta per wagen ed il numero è quello del progetto.
AUTO UNION C n°2 in scatola di montaggio Schuco-Studio II ''Montagkasten'' ref. 1222 del 1999
Mercedes W196 carenata n°22 in scatola di montaggio Schuco-Studio III ''Montagkasten'', Hans Hermann GP Reims 1954 - ed.lim. a 1000 pezzi
Hanno tutte la caratteristica di avere il differenziale sull'asse di trazione e le ruote sterzanti. La scatola di montaggio è per modo di dire, in pratica son solo le ruote da montare con dei galletti ed a seconda del verso hanno un colore diverso, i raggi possono essere o blu o rossi, all’interno ci sono vari strumenti compreso un treno di gomme da bagnato e l’aggeggio per alzare la macchina come quelli usati oggi in F1.
lombricoferoce - 19 Nov 2010 10:21 am
Oggetto: Schuco
sempre Schuco
lombricoferoce - 19 Nov 2010 10:31 am
Oggetto: Schuco
Shocked
L'ultima foto:
Ai miei tempi vendevano questi fogli di cartoncino, fatti in RFT, dai quali si ritagliavano le vetture, moto, semafori ecc... avevano una basetta che si nota bene, certe volte si giocava con poco, anche se non era il mio caso ma ho avuto pure questo. Ora credo sia estremamente raro trovarli Shocked
lombricoferoce - 19 Nov 2010 02:24 pm
Oggetto: più che un giocattolo è un modello
Crying or Very sad


E' piu piuttosto rara, i vetri delle portiere possono scendere, il modello è mint ma senza scatola. E' in plastica, come si vede ha vetri ed interni in latta ed ha il movimento a frizione, il fondino è di latta.
lombricoferoce - 19 Nov 2010 02:31 pm
Oggetto: Giocattoli o modelli
Embarassed
lombricoferoce - 19 Nov 2010 02:54 pm
Oggetto: altro
Shocked


la cisterna della Shell è un FIAT 690 T articolato (tutto in plastica) cm 35 del 1960, ignoro la Marca.
lombricoferoce - 19 Nov 2010 02:59 pm
Oggetto:
Confused

I furgone grigio è un Volkswagen T1 a frizione della MARCHESINI A(gostino) 1962 ref. 605-7 di 11,2 cm.
lombricoferoce - 19 Nov 2010 03:25 pm
Oggetto: latticini in grigioverde
Crying or Very sad
lombricoferoce - 19 Nov 2010 03:28 pm
Oggetto: JOUSTRA
Rolling Eyes
lombricoferoce - 19 Nov 2010 03:29 pm
Oggetto: Sommavilla
Shocked

ecco i dati della fratelli Sommavilla (nel logo ci sono 3 S come i tre fratelli)


Spiry - 19 Nov 2010 06:36 pm
Oggetto:
Carinissimi !!! Un ricordo d'altri tempi...
ferrarista56 - 19 Nov 2010 08:40 pm
Oggetto:
bella collezione , non avevo sbagliato definendola un museo modellistico dalle prime foto che hai postato,oggetti rari modellini in latta, auto e camion in plastica , cose di altri tempi che fà piacere vedere ogni tanto per svegliare i nostri ricordi.... stupende visioni , giocattoli fantastici ottime anche le foto ...

Keep-all - 21 Nov 2010 05:52 pm
Oggetto:
Qualcuno non lo ricordavo, Franco. Question
O forse hai messo qualche foto in più..... Neutral

Ad ogni modo, sono anche più affascinanti di certi obsoleti in zamac.
Ecco, la scatola completa Schuco Studio II non la ricordavo....

Poi, a mio parere, i migliori naturalmente gli altri Schuco, la Flavia coupè della Marc Toys, il camion Mettoy e il buldozer filoguidato della Sommavilla.
Il Fiat 18 BL "Caffè Vergnano", un pò di tempo fa, lo vendevano a Porta Portese a 20 euro, ma non era completo nè della scatola del caffè nè della confezione che conteneva il tutto.

E il caffè come era? Wink Very Happy
Alberto
Only_1.18 - 21 Nov 2010 10:22 pm
Oggetto:
non apprezzo questo tipo di modellismo però riconosco che hai una collezzione pazzesca!
lombricoferoce - 22 Nov 2010 11:40 am
Oggetto:
X ha scritto:
non apprezzo questo tipo di modellismo però riconosco che hai una collezzione pazzesca!


Grazie.

Questo non è modellismo sono giocattoli veri e propri, è un altro mondo, forse parallelo ma un altro mondo.

Da questo piccolo universo sono usciti i modelli di oggi.

I vecchi Dinky i vecchi Corgi (nati dalla METTOY), i vecchi Politoys, i Matchbox e tutti gli altri loro concorrenti coevi sono nati come giocattoli per deliziare i bambini di allora.
Se noti, un così detto obsoleto lo puoi maneggiare senza troppi complimenti non ha particolari che si staccano o si rompono proprio perchè era fatto per i bambini .... un giocattolo magari ben fatto ma un giocattolo.
Per iniziare una collezione di giocattoli, a parte i costi che non sono certo inferiori a quelli dei modelli, anzi, direi che in certi casi si può arrivare tranquillamente ai migliaia di euro, bisogna essere un po' o forse più che un po' dei Peter Pan incalliti ... e conoscere ciò che si compra .....

Ciao Rolling Eyes
lombricoferoce - 22 Nov 2010 01:17 pm
Oggetto:
Rolling Eyes sì Alberto c'è qualche cosa in più.

Questo Sommavilla l'ho acquistato in un mercatino per 10 mila lire a Mogliano Veneto. Funziona perfettamente.
lombricoferoce - 22 Nov 2010 01:20 pm
Oggetto:
Crying or Very sad

Come si può notare sono tre aerei di linea della BOAC , Boeing 737, 747, e Vickers VC-10 , prodotti ad HONG KONG negli anni ‘70 sono a frizione con 3 con scalette e relativi passeggeri, la pista è disegnata su un foglio di carta . I 3 aerei veri sono rispettivamente del ’67, ’70 e ’64.
La British Overseas Airways Corporation, nota anche con il suo acronimo BOAC, era una compagnia aerea britannica operante negli anni dal 1939 al 1974.
Tra l’altro il VC-10 fu realizzato proprio per la BOAC che negli anni 60 emise una specifica per la fornitura di un nuovo velivolo da trasporto passeggeri da utilizzare sulle rotte a lungo raggio.
lombricoferoce - 22 Nov 2010 01:26 pm
Oggetto:
Shocked

è lunga più di 30 cm è giapponese ma non c'è la marca ed è funzionante anche se me lo hanno venduta per rotta, è una Buick.
lombricoferoce - 22 Nov 2010 01:44 pm
Oggetto:
Confused
lombricoferoce - 22 Nov 2010 01:51 pm
Oggetto:
Sad

SCHYLLING TOYS ANNI 80 LATTA – RUOTE IN GOMMA PIENA
il più piccolo è spagnolo (Paya?) a frizione, me lo avevano regalato degli amici per un mio compleanno nel lontano 1977, credo per canzonarmi un po'.
lombricoferoce - 22 Nov 2010 02:17 pm
Oggetto:
Confused

La Spider serie ''AMERICA'' è della M.L.B. MARCHESINI L(uigi) di Bologna, siamo nel 1949 ed è un giocattolo di fantasia, ha la carica a molla e ruote sterzanti, è un pezzo molto ricercato si trova anche in diverse livree colorate, nel bagagliaio se non ospitava “la scatola armonica” aveva delle taniche di benzina, se non ricordo male. E’ lunga 27 centimetri. Esiste la versione familiare che è molto bella.
lombricoferoce - 22 Nov 2010 03:25 pm
Oggetto:
Idea
lombricoferoce - 22 Nov 2010 03:41 pm
Oggetto: Cina
CHEVROLET CORVETTE SPIDER a frizione ref. MF 317 cm.25 ROSSO
CHEVROLET CORVETTE a frizione ref. MF 318 cm. 25 ROSSO
BUICK 1950 CABRIO A FRIZIONE ref. MF 321 cm. 28 ROSSO
CADILLAC 61 1950 COUPE' A FRIZIONE ref. MF 330 cm.28 NERO
CADILLAC 61 1950 CABRIO A FRIZIONE ref. MF 340 cm.28 ROSA
BMW 507 con hardtop a frizione ref. MF 743 cm. 28 BIANCO
Volkswagen KARMANN GHIA a frizione ref. MF 743 cm.25 AZZURRO BIANCO
lombricoferoce - 22 Nov 2010 03:51 pm
Oggetto:
Interssante è questa "coupè cabriolet" che viene chiamata SEDAN CONVERTIBLE. Sembra una Buick ma non ci scommetterei il mio ultimo biglietto del bus, usato.
Però è veramente bella non sembra neanche fatta in Cina.
Il camion dietro è a batteria e le frecce lampeggiano con le ruote sterzate. Credo che siano tutti degli anni 70.
lombricoferoce - 24 Nov 2010 11:34 am
Oggetto: Phantom
Crying or Very sad Phantom della Paya copia della Tippco con il volano del movimento a frizione che balla all'interno del giocattolone
lombricoferoce - 24 Nov 2010 12:05 pm
Oggetto:
Una bisarca di stampo americano della giapponese CRAGSTAN. Lunga circa 55 cm.

Ha la sua scatola.

Cragstan era una società di marketing e distribuzione di New York, importò giocattoli giapponesi nel dopoguerra.

L'obiettivo principale della società era rappresentato dai giocattoli con più azioni meccaniche, ad esempio robot, il nome e il logo della società appaiano sulla confezione in cui sono stati venduti. Queste scatole erano altamente decorate.

I giocattoli venivano prodotti da:

Nomura
Masudaya
Yoshiya
Daiya
Horikawa
Yonezawa

Origine del nome
Si presume che il nome dell'azienda sia derivato da una combinazione dei nomi dei proprietari. Il Cragstan ha continuato a funzionare fino alla metà degli anni '60.

I giocattoli del Cragstan erano di qualità e più dettagliati di altri giocattoli a batteria. L'eccellente qualità, la litografia, le scatole e la maggior complessità dei giocattoli contribuirono a fare diventare la produzione di questa società una produzione di nicchia, rispetto ad altre società.

Sayonara Mr. Green
lombricoferoce - 24 Nov 2010 12:09 pm
Oggetto:
Shocked
lombricoferoce - 24 Nov 2010 04:06 pm
Oggetto:
Shocked
lombricoferoce - 29 Nov 2010 03:47 pm
Oggetto:
Questo anzi questa secondo il mio giudizio è il più bello dei miei giocattoli.
Avevo già pubblicato altrove e se non vi dispiace lo farò pure in AMG.
Tanto più che ho fatto una ricerchina in merito che mi sembra interessante, la pubblico in formato immagime.
Perchè? Semplice perchè sono fondalmentalmente un rompi OO e pure un po' s....NE
Di cosa sto parlando?


Ma di lei naturalmente, purtroppo non è MB in quanto la scatola ha i suoi 63 anni ma lei è intonsamente intonsa come una canossiana scalza del 1318 ... con tutti i suoi aggeggini e pure le istruzioni .... mi è costata, 27 anni fa, 250 ... cucuzzelle da un collezionista padovano, Ugo Valesio ma li valeva e li vale tutti, me la lecco giornalmente con gli occhi ... per questo è lucidissima ....
lombricoferoce - 29 Nov 2010 03:51 pm
Oggetto:
Rolling Eyes
lombricoferoce - 29 Nov 2010 03:53 pm
Oggetto:
Shocked
lombricoferoce - 29 Nov 2010 03:55 pm
Oggetto:
Confused
lombricoferoce - 29 Nov 2010 03:58 pm
Oggetto:
Shocked
lombricoferoce - 29 Nov 2010 04:04 pm
Oggetto:
Sad
lombricoferoce - 29 Nov 2010 04:08 pm
Oggetto:
Confused
Keep-all - 29 Nov 2010 06:45 pm
Oggetto:
Concedetemi questo pensiero spicciolo. Smile
I nostri padri o nonni ci giocavano, noi "anta" li ammiriamo in tutto il loro fascino, i giovani d'oggi non sanno neppure di cosa parliamo (ma ovviamente stimo chi tra i giovani, invece, è curioso di sapere...).

Il meccanismo dell'Auto Safar MI 3000 è eccezionale. Anche alle ruote posteriori è interessante il funzionamento "a differenziale", come si nota in altri giocattoli in latta (vedi Schuco).

Un pò come la Grecia rappresenta la culla della civiltà occidentale.... Embarassed
Alberto
lombricoferoce - 30 Nov 2010 04:01 pm
Oggetto: altri giocattolini
Treno COLIBRI’ della MERCURY

Alla produzione dei modelli di automobili e camioncini si affiancarono altri settori definiti INGEGNERIA come la gru Ursus o la teleferica, azionate elettricamente, le “armi e tiro al bersaglio”, come il cannoncino a molla e il fucilino per sparare tappi ed i giocattoli per bambine, comprendenti piccoli tritacarne, bilancine e mobiletti per cucina, senza contare la ricca produzione di aerei e navi.
Poteva mancare un treno ? No ovviamente.

Venne prodotto per circa 3 anni a partire dal 1950, usando la tecnica della serie Micromercury; utilizzava infatti le stesse ruotine, che alloggiate seminascoste all’interno della locomotiva e dei vari tipi vagoni permettevano il facile scorrimento. La scala si avvicina alla N.
Ho letto da qualche parte ma non ho conferma in quanto sul Librone della Mercury non se ne fa cenno che era prevista anche la vendita di esemplari "grezzi" che potevano essere colorati. Quindi qui lo dico e qui lo nego.

Il treno faceva parte della famiglia di giocattoli che al tempo venivano definiti “de plancher”, cioè “da pavimento”, infatti il modellino era destinato solo al movimento manuale a spinta.

La locomotiva (ref. 145/1) e il relativo tender (ref. 145/2) sono corredati da una serie di carrozze dipinte in vari colori vivaci (verde, rosso, giallo, beige, blu, argento, ecc..), della lunghezza che varia dai 61 millimetri del tender ai 90 della motrice. I vagoni in media vanno dai 77 mm dei carri cisterna agli 81 e 83 degli altri vagoni, in tutto i pezzi prodotti sono 16.
Sul "Librone" c'è scritto che il treno e di facile reperibilità. Per quanto ne so io, povero e piccolo delicato anellide ... non è proprio così.
Ogni tanto salta fuori qualche pezzo ...
Ho notato una cosa, il vagone porta ghiaia (sul Librone definito "betoniera" cosa che non è), sul fondino riporta il ref. 145/9, come il carro cisterna ma sotto la parte anteriore del pianale è riamasto il numero otto dello stampo dal quale deriva (carro merci a pianale).

Nelle confezioni il treno veniva proposto in anonime scatole di cartone con la dotazione alla locomotiva e tender con 2 carrozze o sette vagoni misti.
La confezione ridotta con due sole carrozze aveva disegnati il binario e uno sfondo alberato.

Si dice che nel 1952 la locomotiva e il tender vennero proposte nella serie “Micromercury” in versione più piccola, in una scala simile alla Z, in livrea verdino chiaro.













Shocked
questi fanno parte sempre dei miei giocattoli anche se sono in pressofusione

Ultimo arrivo
Un compralo subito qui a Piovarolo di sotto





E' un componente del treno Colibrì della MERCURY ref. 145/8 è molto difficile trovalo intatto infatti il mio e "pelato" ... ora mi mancano tre pezzi, il carro con le sponde ribassate, il cugino ... carro con le botti ed il carro telonato. ... mai visti dal vero.

Servus

Smile felice 2
lombricoferoce - 30 Nov 2010 04:15 pm
Oggetto:
Shocked Rolling Eyes La locomotiva che la Mercury (che assieme al tender poteva essere di 2 tonalità di verde chiaro) ha riprodotto è quasi sicuramente una Gr 746 in servizio nelle FFSS prima e dopo il secondo conflitto mondiale.





Le Gr 746 furono costruite tra gli anni 1923/1927 in 60 esemplari (746.001-746.050 e 746 101-746.110) con rodiggio 1'D1'/1-4-1 (Mikado). La prima serie di 40 unita' aveva la distribuzione a cassetto tipo Walschaerts, 4 cilindri (due esterni bassa pressione-due interni alta pressione, più piccoli) a doppia espansione ed a vapore surriscaldato.

Nel 1926 la Breda costruì altre 10 locomotive  (II serie) (746.041-746-050) che rispetto alle precedenti avevano ricevuto delle piccole modifiche per aumentare il surriscaldamento del vapore.

Sempre nel 1926 vennero commissionate all'Ansaldo di Genova altre 10 unità uguali alle precedenti (di II serie) ma con distribuzione a valvole sistema Caprotti e inquadrate nel gruppo Gr 747 (747.001-747.010). Nel 1929 dette macchine vennero conglobate nel gruppo 746, diventando 746.101-746-110.
Il tender era del tipo "standard" a carrelli con 6 tonnellate di carbone e 22 metri cubi di acqua(2'2't22) ma qualche unita' ricevette quello di 29 metri cubi di acqua (2'2't29).

Le nostre locomotive rimasero per pochi anni sulle linee per le quali erano state costruite: la Bologna-Firenze-Roma infatti fu elettrificata nel 1936 e la Milano-Bologna nel 1939, così vennero trasferire a Milano e Torino per la Milano - Torino, la Milano - Brescia e Milano - Domodossola.

Gli ultimi anni di carriera le videro in Sicilia e sulla dorsale Adriatica tra Ancona e Bari.

Delle Gr 746 sono stati conservati due soli esemplari: la 038 a Verona Porta Vescovo (si parla di una rimessa in vapore) e la 031 attualmente esposta al Museo della Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci a Milano.


dati tecnici principali

anno costruzione                                   1923/1927

numero unita'                                            50+10

rodiggio                                                      1'D1'

n.cilindri                                                     2e+2i

peso in servizio kg                          93.800-95.000

pressione max caldaia                                   16

potenza cv                                          1.750 (75km/h)

diametro ruote motrici  mm.                          1.880

lunghezza tra respingenti  mm.                    22.930

velocita' max                                                  100km/h

Le notizie le ho avute da un caro amico, che ringrazio, .... collezionista che si interessa di auto e di treni e ... che spero prima o poi si deciderà ad entrare in AMG, vincendo la propria ritrosia. Darebbe un buon contributo. Speriamo.

20/03/2013
lombricoferoce - 30 Nov 2010 04:17 pm
Oggetto:
Sad Alcune notizie sulla Lone Star.

Lone Star Products Ltd. era il nome usato dalla società inglese Die Cast Machine Tools Ltd (DCMT) per i suoi prodotti. La DCMT si trovava a Welham Green, un piccolo villaggio dello Hertfordshire, a nord di Londra.
L'attività della ditta ebbe inizio nel 1939 producendo giocattoli per bambini in pressofusione come pistole e fucili ispirati ai films western dell'epoca, non dimenticando naturalmente i "soldatini".
Non mancarono ovviamente le automobiline. Negli anni 50 si mise in concorrenza con Dinky e Corgi mettendo in commercio veicoli in scala 1/50. Nel frattempo l'industria si ampliò di molto, cambiando più volte sede.

La Lone Star Locos ha iniziato nel 1950 con la produzione di modellini ferroviari sprovvisti di motorizzazione, quindi a spinta "Push along"; la serie comprendeva treni, vagoni, binari insomma tutto il materiale rotabile e di contorno binari, ponti, stazioncine comprese. Alla fine i trenini furono dotati di motorizzazione. Inizialmente i pezzi venivano forniti in belle scatoline e poi in blister. Riguardo alla numerazione, il sistema era molto semplice: partiva da uno.
Gli articoli numerati oltre 50 erano in blister e riproponevano gli stessi articoli venduti in scatolina. Nel caso del materiale rotabile nel blister poteva esserci un pezzo di pista (binari).

Altre serie della Lone Star.

Lone Star Roadmasters: introdotta nel 1960 e riproduceva per lo più auto americane, ma a non solo, c'era anche una Citroen DS 19, era una serie di 13 modelli (dal 1470 al 1482), in scala 1:50

Lone Star Impy Roadmasters: la serie fu introdotta nel 1966 per entrare in concorrenza con le auto della Matchbox e Dinky, su molte delle vetture erano presenti i fari a brillantino, cofani e portiere apribili.
La scala era circa 1/64 e comprendeva: (10 Jaguar Mk. X - 11 Chevrolet Corvette Stingray C2 - 12 Chrysler Imperial - 14 Ford Zodiac Estate – 15 Volkswagen T1 Bus – 16 Motorway Police Car - 17 Mercedes 220 SE – 18 Ford Corsair - 19 Volvo P1800 S - 20 VW T1 Ambulance - 21 Fiat 2300 S - 22 Rolls Royce Convertible - 23 Alfa Romeo Giulietta Spider - 27 Ford Taunus 12M – 28 Peugeot 404 - 32 Ford Corsair Fire Car.



Lone Star Commercials: introdotta nel 1967, prendeva in considerazione mezzi commerciali come camion ed escavatori in scala piccola.


Lone Star Flyers: fu introdotta nel 1968 in risposta alla Mattel Hot Wheels.
Riproponeva diversi modelli della serie Lone Star Impy Roadmasters ma con le ruote veloci:
7 Vauxhall Firenza - 9 Maserati Mistral - 10 Jaguar Mk. X - 11 Chevrolet Corvette Stingray C2 - 12 Chrysler Imperial - 13 Toyota 2000 GT - 14 Ford Zodiac Estate – 15 Volkswagen Bus T1 – 16 Motorway Police Car - 17 Mercedes 220 SE – 18 Ford Corsair - 19 Volvo P1800 S - 20 Volkswagen T1 Ambulance - 21 Fiat 2300 S - 22 Rolls Royce Silver Cloud III Convertible - 23 Alfa Romeo Giulietta Spider - 27 Ford Taunus 12M – 28 Peugeot 404 - 32 Ford Corsair Fire Car (Chrysler Imperial e Ford) - 36 Lotus Europa - 38 Chevrolet Corvette C3 - 39 Ford Mustang - 40 Cadillac Eldorado

Lone Star Impy: reintrodotti nel 1976 in una forma più conveniente, senza interni e con i finestrini oscurati.

Lone Star Tuf-Tots: introdotti nel 1969 come "Pocket Money Toys" a prezzi concorrenziali per competere con le automobiline Matchbox. Comprendevano una serie variegata di mezzi tra auto e mezzi commerciali. Erano in scala circa 1/85 circa e senza parti apribili.

Lone Star Packaging: una serie prodotta per i mercati esteri come Olanda ,USA e Giappone, che comprendeva diverse confezioni in blister che in alcuni casi racchiudevano anche la scatolina e comprendeva auto, furgoni e camion, già presentati in altre serie.

Lone Star Gulliver Road Vehicles: era una serie simile ai Matchbox che proponeva un po’ di tutto come indica la dicitura, auto (Land e Ds), camion articolati, bus, mezzi di soccorso e alcuni simpatici Gift Sets sul tipo della Matchbox. C’era la serie “Buildings” dove venivano proposte delle costruzioni di vario genere per far pan-dan con i modellini.

Lone Star Dune Buggies: serie introdotta nel 1968, come intuibile la serie trattava le Dune Buggies, in materiale plastico con le parti intercambiabili fra i vari modellini, in modo da dar vita a nuove combinazioni e "variazioni". Nel catalogo 1971 erano pubblicizzati 6 modellini .
(531 LAGUNA - 532 CATALINA - 533 MONTEREY - 534 MALIBU - 535 SANTA MONICA - 536 SAN DIEGO)

Lone Star Acessories: la serie come si intuisce forniva degli accessori per rendere più interessanti e completi i giochi con i modellini perché questo era lo spirito dei Lone Star, nati per giocarci assieme. Questa serie era composta di 4 pezzi (401 garage ramp – 402 un garage marrone rossiccio – 403 lo stesso garage ma con la porta d’ingresso bianca – 404 pompa di benzina (molto bellina, con 3 distributori, espositore per olii e pensilina).

E ci sono pure di queste :
Mokes ! : serie uscita nel 1990 che comprendeva mezzi industriali (bulldozer e camion) in piccola scala in plastica assieme a delle auto (jeep, Citroen Ds e Chevrolet Stingray).
Lone Star Spudomatic Gun: modello di pistola automatica che da quello che ho capito poteva funzionare ad acqua o a capsule lanciando pure dei piccoli proiettili e tappi.
Royal Coach: modello della carrozza del giubileo per la regina Elisabetta
Kings of the Road: modello di betoniera in plastica
Knights of the Round Table: riproduce in sei pezzi i cavalieri della tavola rotonda.

La Lone Star nel 1959 produsse anche aeroplani con la 2.5.0 Series ( in scala 1:250)

Fine:
Nel 1983, il Gruppo DCMT stato posto in amministrazione controllata e presa in consegna dai nuovi proprietari, la Wicke & Co. GmbH (società tedesca). La fabbrica di Green Lanes venne venduta e nel 1984 gli edifici demoliti. La produzione continuò nel grande stabilimento di North Road, chiuso nel 1988. I dipendenti furono stati licenziati e la produzione di molti articoli si trasferì a Hong Kong.

Nel 2009, Lone Star cap guns è ritornata sul mercato per merito di una ditta germanica.
Altro non so.


Wink

http://www.garyscars.co.uk/dcmt/index.htm
lombricoferoce - 30 Nov 2010 04:43 pm
Oggetto:
altri giocattolini
ferrarista56 - 30 Nov 2010 09:43 pm
Oggetto:
complimenti questi non li avevo ancora visti, come già forse detto quando guardo i tuoi modelli mi sembra di essere al museo del modellismo, latta plastica , camion teni gru di tutto e di più, chi non ti vuole non ti merita .......
ottimi oggetti stupende produzioni anni di ricerca ,tanta pasione e denaro mai appagata ,gelosie ed invidia e come se non bastasse ogni tanto anche un pò di depressione, soltanto buone parole e risposte o buoni amici ti possono ridare la carica e voglia , i ragazzi non possono capire...abbiamo bisogno di esprimerci sfogarci ,postare e dialogare sperando sempre in risposte positive o accorate e non il nulla ...dopo un mese in compagnia più di 319 messaggi complimenti alla tua passione , speriamo solo che non svanisca come la neve al sole...

lombricoferoce - 30 Nov 2010 10:11 pm
Oggetto:
Shocked

... in un certo qual modo il tuo commento mi suona strano, se lo facesse Alberto mi sembrerebbe normale .... Shocked ormai mi conosce sin troppo bene nonostante i 770 km., già forse troppo.

Comunque grazie.
Ma con tutto il lardo che ho avrei bisogno di una padella per dissolvermi non del sole ma mai dire mai. Mai metter limiti alla provvidenza, alla neve ed al sole

Shocked
Keep-all - 01 Dic 2010 12:03 am
Oggetto:
All'esame di Liceo Classico, mi chiesero il rapporto tra il pessimismo di Arthur Schopenhauer e quello di Giacomo Leopardi. Wink
Se ti avessi conosciuto già da quell'epoca, avrei parlato del mio amico Franco di questa sera. Wink Smile

« La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per l'intervallo fugace, e per di più illusorio, del piacere e della gioia. »

Alberto
lombricoferoce - 01 Dic 2010 12:28 am
Oggetto:
Keep-all ha scritto:
All'esame di Liceo Classico, mi chiesero il rapporto tra il pessimismo di Arthur Schopenhauer e quello di Giacomo Leopardi. Wink
Se ti avessi conosciuto già da quell'epoca, avrei parlato del mio amico Franco di questa sera. Wink Smile

«
Alberto


.... e non dire che la dea bendata ti ignora, fin dal liceo ti parava il popi.
Anche tu il classico ... Shocked

notte
zafira01 - 01 Dic 2010 12:33 am
Oggetto:
Non oso neanche fiatare. Shocked Shocked
lombricoferoce - 01 Dic 2010 11:49 am
Oggetto: altri giocattolini
Confused

E questi? Sapete cosa sono?
lombricoferoce - 01 Dic 2010 11:56 am
Oggetto:
Arrow
lombricoferoce - 01 Dic 2010 12:02 pm
Oggetto:
Embarassed

Ma noooo !
Keep-all - 01 Dic 2010 12:28 pm
Oggetto:
Credi che queste macchinine APS potessero essere vendute anche tutte insieme, con una forma di vendita diversa?
O che altra marca di macchinine in plastica, ben fatte, poteva esserci intorno al 1964-1965?
Ricordo dei modellini di auto francesi, ma ormai il ricordo è mooolto vago....

Perchè la dea mi parava il popi? Rolling Eyes Question
Alberto
lombricoferoce - 01 Dic 2010 12:56 pm
Oggetto:
Keep-all ha scritto:
Credi che queste macchinine APS potessero essere vendute anche tutte insieme, con una forma di vendita diversa?
O che altra marca di macchinine in plastica, ben fatte, poteva esserci intorno al 1964-1965?
Ricordo dei modellini di auto francesi, ma ormai il ricordo è mooolto vago....

Perchè la dea mi parava il popi? Rolling Eyes Question
Alberto


Le APS 1/77 non le ho mai viste "sciolte" se non facenti parte di un traghetto della Politoys ..... e so che era in vendita negli anni indicati da te e che quindi hanno continuato la produzione per questo motivo, l'ho pure visto mesi fa su ebay, altri ricordi non ho in merito ...
altre macchinine ... Ingap? In plastica, erano carine ma credo antecedenti al 64/65 ed erano più grandine. guarderò a casa ho un libro fatto da un americano in formato striscia .... dove le valutazioni sono alla ca ... ma ci sono un sacco di foto.
Di modellini piccoli francesi probabilmente i Norev, veri gioiellini non credo che i Cadum arrivassero in Italia, non so.

(La dea ti ha parato il popino perchè al momento del tuo esame di matura ero distante chilometri .... a far danni ....)
lombricoferoce - 01 Dic 2010 01:07 pm
Oggetto:
ed ora un giocattolone per bambine ...
la mia parte femminile, oltre alle tette, parlo di quella psicopocologica è molto sviluppata e quindi non sono riuscita a resistere dalla tentazione di compramelo per Natale ... 1986 e quindi beccatevi 'sta ....
lombricoferoce - 01 Dic 2010 01:11 pm
Oggetto:
Ho ancora qualche cosa ....

bye
lombricoferoce - 01 Dic 2010 02:45 pm
Oggetto:
Tra i giocattoli, pensandoci bene non potevano mancare questi

Il distributore e officina della ESSO è della B.P.F. ed è in legno e masonite, con il ponte in plastica, è di produzione italiana. Gli accessori sono in plastica, e questo mi fa pensare che sia databile attorno ai fine anni 50.

La masonite è un tipo di tavola fatta di fibre di legno cotte a vapore e pressate, come dal processo inventato da William H. Mason. È conosciuto anche con il nome di isorel, hernit, karlit, torex o treetex. Questo materiale era in voga negli anni 50 e 60, mi ricordo che avevo il Fort Apache fatto in questo materiale, con le palizzate fatte di "tronchetti" di legno.
lombricoferoce - 01 Dic 2010 02:50 pm
Oggetto:
Shell Zapfsäule Neutral

In plastica, della Tipp & Co, per gli amici Tippco o TCO numero di catalogo 282: Shell Zapfsäule più semplicemente pompe di benzina della Shell, una delle sette sorelle. La definizione si deve allo scomparso Enrico Mattei. Difficile definire la scala ... 1/20 .. 1/18 ? Quién sabe?





Le sette sorelle in 2 parole e mezza
Dal 1950 al 1970 il mercato del petrolio era gestito per più dell'80% da quelle che Enrico Mattei, presidente dell'ENI che si era scagliato contro il monopolio del petrolio ed in seguito ucciso in un attentato, aveva chiamato “le 7 sorelle”.
Le sette compagnie petrolifere erano d'accordo per decidere il prezzo del greggio a loro piacimento portandole ad ottenere dei guadagni spaventosi e a controllare il cartello del petrolio.
Le 7 sorelle” erano: Texaco, British Petroleum (BP, sì … quella del disastro nell’area del Golfo del Messico dove si inabissò la Deepwater Horizon, il pozzo petrolifero …), Gulf Oil, Mobil Oil, Royal Dutch-Shell, Esso e Chevron.
Oggi, dopo una serie di fusioni “le 7 sorelle” sono diventate 4, questo ha reso ancora più monopolistico il mercato petrolifero e, conseguentemente, ha conferito più potere alle sorelle superstiti. Le 4 compagnie di oggi sono: BP, Shell, Exxon Mobil (nata dalla fusione di Esso e Mobil Oil) e Chevron (che ha inglobato Gulf Oil e Texaco). Queste compagnie, oltre ad esercitare un potere politico determinante per gli equilibri del pianeta, sono, proprio per il loro potere, praticamente intoccabili e non si fanno problemi di nessun tipo.

Sicuramente Enrico Mattei fu ucciso perché aveva cominciato a fare ombra a queste grosse compagnie, in quanto voleva garantire al Paese un'impresa energetica nazionale, in grado di assicurare quanto serviva ai bisogni delle famiglie e allo sviluppo della piccola e media impresa a prezzi più bassi rispetto a quelli degli oligopoli internazionali.
Raddoppiò la perforazione dei pozzi, sfruttò al meglio la ricerca mineraria nella Valle Padana, scelse le alleanze necessarie dentro il governo e ai partiti che lo sostenevano per realizzare quanto aveva in mente. Ci riuscì con l'istituzione, nel 1953 dell'Eni - dopo una lunga e travagliata discussione - iniziata nel 1947, tra chi sosteneva ad oltranza l'iniziativa privata e quanti erano fautori di una forte presenza dello Stato nell'economia.
Mattei riuscì ad affermare il ruolo strategico dell'energia nello sviluppo economico italiano e a ispirare fiducia nel possibile miracolo dell'indipendenza energetica.
Fu abile nel costituire una rete di collaboratori capaci di muoversi sulla scena internazionale e questo divenne uno dei punti di forza che la società, oltre gli interessi specifici, seppe offrire all'azione diplomatica dell'Italia. Fu tra i primi a coltivare lo spirito di frontiera e il rispetto delle culture diverse.

Per tutto questo Il 27 ottobre 1962 il suo aereo proveniente da Catania e diretto a Linate precipita a Bascapè (Pavia) mentre si approssimava ad atterrare .
La causa? Una bomba che esplose attivata dall’uscita dell’carrello anteriore
Così morirono il presidente dell'Eni, il pilota Irnerio Bertuzzi , pilota pluridecorato di aerosiluranti durante la seconda guerra mondiale, il giornalista americano William Mc Hale e molte speranze dell’Italia.
Uno dei tanti episodi tragici italiani nei quali i cattivi non pagarono; eppure era semplice: cui prodest?

Riguardo al disastro combinato dalla BP: negli 86 giorni in cui il pozzo restò spezzato, in mezzo all’oceano, fuoriuscirono 200 milioni di galloni.
I risultati? Più di 100 km di terreni paludosi il cui ecosistema appare danneggiato. Il sistema immunitario di alcune specie ittiche seriamente compromesso. La produzione di alghe marine alterata. Una crosta di petrolio a coprire il fondo marino nell’area attorno al pozzo. E morte, morte ovunque: di comunità coralline, crostacei, tartarughe di mare, delfini.
Perché nessuno ne parla? Bravi no?

Nel 2013 si è aperto a New Orleans il processo alla BP e alle altre compagnie coinvolte nell’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon che, nel 2010, causò la morte di 11 persone e il peggior disastro ecologico nella storia degli Stati Uniti, con milioni di barili di petrolio finiti nel Golfo del Messico.
La BP ha già accettato di pagare una ammenda da 4 miliardi e mezzo di dollari alle autorità americane, ma resta la causa civile, per la quale un tentativo di giungere a un’intesa è fallito per via delle richieste del Dipartimento di Giustizia, giudicate troppo esose dal colosso: al momento si parla di 21 miliardi di dollari, che arriveranno verosimilmente a 16-17. A chiedere i danni, oltre al Dipartimento della giustizia, ci sono alcuni Stati che si affacciano sulla costa e diverse aziende locali, in particolare pescatori.

Secondo il mio modo di vedere la BP dovrebbe essere venduta all'asta per pagare tutti i danni che ha provocato ....


Servus Shocked
lombricoferoce - 01 Dic 2010 02:55 pm
Oggetto:
Rolling Eyes

Anche in questa stazione di servizio francese è presente la masonite che le fa da base Smile felice

Dalla fattura direi, con il beneficio del dubbio, che sia degli anni '70. I materiali usati oltre all già citata masonite, sono legno e plastica.
ferrarista56 - 01 Dic 2010 08:53 pm
Oggetto:
caro " franco " sei una fonte inesauribile di sorprese , altre rarità , altre prelibatezze , modellini mai visti , quello che stupisce poi non sono i modelli ma come sono tenuti , quasi nuovi e perfetti con tutti i loro anni.stupenda la station service con tutti i modelli , bella anche la ferrari f 328 gts della barby c'è l'ho pure io almeno quello che è rimasto dalle mie figlie...hai un vero museo a casa , ottime cose ben tenute e perfettamente conservate un vero collezionista e professionista ....

lombricoferoce - 01 Dic 2010 09:51 pm
Oggetto:
Grazie ferrarista56 ... scusami se mi permettto e forse mi sbaglio ma non so se sia corretta la sigla F328 da quello che so la F e stata messa nelle stradali dalla F355, correggimi se sbaglio ma non credo, credo che molti la effe l'aggiungano erroneamente, solitamente le sigle indicavano o la cilindrata ed il numero dei cilindri o la cilindrata unitaria e se non sbaglio hanno cominciato con 'sta f dopo la morte di Ferrari ma ripeto posso sbagliarmi ma non in merito alla 328 (1985 al 1989), poi la carta si lascia scrivere fino a che uno non alza timidamente il ditino e dice " ..ma .. veramente ..", ciao
ferrarista56 - 01 Dic 2010 10:53 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:
Grazie ferrarista56 ... scusami se mi permettto e forse mi sbaglio ma non so se sia corretta la sigla F328 da quello che so la F e stata messa nelle stradali dalla F355, correggimi se sbaglio ma non credo, credo che molti la effe l'aggiungano erroneamente, solitamente le sigle indicavano o la cilindrata ed il numero dei cilindri o la cilindrata unitaria e se non sbaglio hanno cominciato con 'sta f dopo la morte di Ferrari ma ripeto posso sbagliarmi ma non in merito alla 328 (1985 al 1989), poi la carta si lascia scrivere fino a che uno non alza timidamente il ditino e dice " ..ma .. veramente ..", ciao



ciao " franco" purtroppo la f la uso fissa come sigla davanti ad ogni modello della ferrari
abitudine da topic anche come abbrevio altrimenti leggeresti 348, 456, 550 , secondo me sola la mia opinione ,suona meglio anche per non ripetere sempre ferrari , f 348, f 456, f 550 ..comunque grazie per la puntualizzazione ...
ciaooooo
lombricoferoce - 02 Dic 2010 09:56 am
Oggetto:
OT

Scusami tu, mi dicono sempre che faccio la punta allo str... anche quando non serve, io sono uno di quelli che pronuncia PORSCHE e non porsc o peggio pors, visto che il cognome e l'auto sono tedeschi e non inglesi e ... via dicendo, figurati che ho scritto alla Rai tanto tempo fa, quando in una trasmissione che parlava delle 24 ore del ‘55, la saputella che pontificava in merito a Levegh ed alla sua 300 SLR disse che la Mercedes cadde sulla folla, mentre in realtà atterrò davanti alla rete di protezione esplodendo ed innaffiando di morte gli spettatori, al di là della rete. Ho avuto una discussione telefonica con il responsabile, parlo di 10 anni fa e passa, della DETAILCARS per i cerchi sbagliati della Giulietta di Sanesi della MM del ’56 e per la mancanza della targa (in un prototipo esemplare unico in quella corsa magari uno sforzino .... senza sporcarsi i pantaloni, potevano farlo ma la politica aziendale non prevedeva targhe) ed ho rotto le balle anche alla Brumm per le sue Jaguar D clonate ... ovviamente il risultato è stato una riservata ignoranza nel senso che mi hanno ignorato, come pure la DEA con la sua enciclopedia sulle Porsche piena di strafalcioni (non son riusciti neanche a scrivere correttamente Gmund) che nonostante le varie segnalazioni se ne è fregata.... ma io non demordo.
Non so se in un forum come questo si possa usare la parola rompicòglioni ma se sì, ebbene “io lo nacqui”, se no, beh ... “io lo nacqui” ugualmente.

Bye
Crying or Very sad
Keep-all - 02 Dic 2010 07:25 pm
Oggetto:
Credo che sia giusto rilevare ciò che è sbagliato, con le dovute maniere.
Spesso, invece, mi chiedo se sia giusto farlo sempre, se convenga comunque, se può sembrare superfluo in certi casi.
Per il mio tipo di lavoro, sono molte volte un rompiballe e chissà quanti mi ci mandano quando volto le spalle. Qualcuno l'ha fatto anche davanti, ma mi sono preso le mie belle soddisfazioni... Wink
Ma senza andare troppo oltre, concludo il fuori argomento, con una domanda:
Ma non ti rompi i co.....ni ad essere sempre un rompico....i? Wink Smile
Io, per non esserlo, devo prima fare una grossa indigestione di "chissenefrega" fino a sentirmi male. Devo dire che, seppur raramente, il ruttino della digestione è veramente liberatorio!
Scusate per il linguaggio figurativo Embarassed

Ma la Barbie per la Ferrari non l'hai comprata?! Wink
Alberto
lombricoferoce - 02 Dic 2010 07:36 pm
Oggetto:
Secondo te un piffero si rompe ad essere un piffero?
Non può succedere, se non non sarebbe un piffero.
Al tempo della 328 preferivo la carnassa alla plasticassa ... e modestia a parte .... ero molto impegnato.
Io non posso lasciar perdere nulla se me ne accorgo, ovviamente lo dico in maniera acconcia a meno che non mi si balli il tip-tap sugli zebedei ed allora emerge il lato migliore di me ....
Ma la verità e la logica sono cose irrinunciabili assieme alla libertà.
Amen e così sia anche se non vi pare.

Shocked
Keep-all - 02 Dic 2010 07:59 pm
Oggetto:
Ma che esempio del piffero mi fai!? Very Happy
Un piffero è una cosa, non una persona....

Comunque, amen e così sia, anche se non mi pare! Wink Very Happy
Certi discorsi sono troppo complicati per farli su tastiera...

Alberto
lombricoferoce - 02 Dic 2010 09:55 pm
Oggetto:
Keep-all ha scritto:
Ma che esempio del piffero mi fai!? Very Happy
Un piffero è una cosa, non una persona....

Comunque, amen e così sia, anche se non mi pare! Wink Very Happy
Certi discorsi sono troppo complicati per farli su tastiera...

Alberto



In riva ad un ruscelletto si incontrano 2 personaggi: un grosso ranocchio ed uno scorpione bello, nero, lucido e cicciotto. Dovevano attraversare entrambi per affari urgenti importanti. Ma lo scorpione per ovvii motivi non poteva guadare senza rischiare di annegare. Allora il ranocchio che era di buon cuore si offre di portarlo in groppa dall’altro lato. Ma non essendo del tutto fesso, premette: “ io ti porto ma tu non fare il cretino, perché se mi pungi anneghiamo entrambi!”.
Lo scorpione un po’ offeso, facendo schioccare le chele per il disappunto, risponde: “ non sono mica fesso! Va tranquillo!”.
E così cominciano la traversata ma arrivati a metà, ziiikkk !!! Lo scorpione punge il ranocchio sul collo. Questi angosciato si gira dicendo: “ed adesso? Pezzo di fesso, moriremo entrambi!!”
Al che lo scorpione alzando serafico al cielo le 4 zampine disponibili risponde: “ eh sì, lo so ma che ci posso fare, sono uno scorpione!”


CAPITO?
diablo - 06 Dic 2010 01:55 am
Oggetto:
Laughing Laughing
zafira01 - 06 Dic 2010 09:37 am
Oggetto:
Caro Lombrico condivido in pieno. Ma ritornando al nostro hobby non posso che rifarti i complimenti. Sarò anche ripetitivo ma i miei occhi non hanno mai visto tanto splendore.
lombricoferoce - 05 Feb 2011 03:07 pm
Oggetto: Camion pompieri
Ciao.
Shocked Diciamo che sto passando un periodo che in Russia chiamano "kulaciov".
Per rilassarmi un po' ho deciso di spolverare i camion dei pompieri che tengo in salotto in un tavolo fatto all'uopo.
Li ho fotograti, bene non so, male probabile, d'altro canto non è il mio mestiere ed odio le foto ma voglio una documentazione di quello che ho, non si sa mai e così colgo l'occasione di pubblicarle.
Se fanno schifo scusatemi e compatitemi Crying or Very sad

Rolling Eyes prima una carellata delle auto che non riprenderò in particolare e poi una carellata dei camion che invece ho immortalato anche uno ad uno. Rolling Eyes


La grande Renault 5 dei Bomberos a frizione della spagnola ABERTOYS. Mancano dei pezzi ma l’ho avuta gratis e mi scocciava buttarla, non ho idea di che periodo sia, forse fine anni 70.
3 latticini giapponesi: una CHEVROLET CAMARO a batteria di circa 18 cm, suppongo anni ’70, un Käfer 1200 CHIEF F.D. a frizione della YONEZAWA lungo 12 cm ed una Jeep di 9 cm a frizione senza marca.
In mezzo un auto probabilmente inglese degli anni ‘50 "fire chief" G.T.P 535.
Inconfondibile la Opel REKORD a frizione (EH RI-73) della EHRI marchio della GDR lunga 15,2 cm.
Poi tre italiane FORD Fordor a frizione (Bo-451) della MARCHESINI A(gostino) anni 50 lung. 11,5 cm e 2 STUDEBAKER COMMANDER (Bo-414) della MARCHESINI A(gostino) sempre degli anni 50 lunghe 10 cm.

Rolling Eyes


La piccola autoscala blu Francia è una Lima del 1952, 9 cm.

ecco il primo dei camion del 1946 è raro Arrow
lombricoferoce - 05 Feb 2011 03:25 pm
Oggetto:
Rolling Eyes sempre il GUNTHERMANN del 1946, tutti i camion tedeschi e quello giapponese che dovrebbe eseere almeno dal muso un International metà anni '50 l'ho comprati ad un asta circa 20 anni fa.
lombricoferoce - 05 Feb 2011 03:31 pm
Oggetto:
ora un autoscala "Feuerwehr Leiterwage" carica a molla degli anni 50 della Distler. Non ho la chiave.

Made in Us Zone Germany, 26 cm.
lombricoferoce - 05 Feb 2011 03:42 pm
Oggetto:
Rolling Eyes ora un altro DISTLER: Distler Feuerwehr 7722 für Elektromatic Tankstelle ha un accumulatore interno ed il marchingegno che serviva a caricarlo veniva venduto a parte e che io non ho ma ci si può servire di una batteria quadrata ... ho provato e funziona.
Siamo nel 1955.


Doveva essere così

lombricoferoce - 05 Feb 2011 03:49 pm
Oggetto:
Cool ora un Gama


AUTOSCALA a frizione completa di carretto avvolgi pompa (pompa di gomma bianca) agganciato al camion con 2 supporti - carrello grande a 2 ruote e pompa in gomma nera, con pompiere, 1958 cm. 34. Il carrello ha dei piedini mobili per essere sollevato da terra.
lombricoferoce - 05 Feb 2011 03:56 pm
Oggetto:
Shocked un fratello del precedente ma di alcuni anni dopo, putroppo mi mancano 2 pezzi, se non sbaglio il carrello dietro e la copertura centrale della campanella, ha i cerchioni deiversi rispetto al precedente ed un meccanismo sulla scala per portar su i pompieri. E' del 1967.
lombricoferoce - 05 Feb 2011 04:01 pm
Oggetto:
Shocked Questa autoscala è decisamente incompleta ed il foglio di metallo lucido è stato aggiunto, faceva parte del lotto ....
lombricoferoce - 05 Feb 2011 04:06 pm
Oggetto:
Rolling Eyes un'autoscala della STRENCO anni 70 - plastica latta.
lombricoferoce - 05 Feb 2011 04:09 pm
Oggetto:
Arrow ora il giapponese
AUTOSCALA pompieri guida aperta a frizione di 26 cm.
lombricoferoce - 05 Feb 2011 04:15 pm
Oggetto:
la Cina è vicina Cool ..... autoscala con SNORKEL, a batteria anni 70
lombricoferoce - 05 Feb 2011 04:19 pm
Oggetto:
Embarassed l'ultimo camion dei pompieri .... è un' AUTOSCALA guida avanzata, a batteria, in latta e scala in plastica che si accende è della WE di Taywan credo anni 70 è lunga 30 cm.
lombricoferoce - 05 Feb 2011 05:27 pm
Oggetto: Locomotiva Santa Fe
Locomotiva Santa Fe (AMB 708) a frizione dell'italiana - MARCHESINI A(gostino) è lunga 21 centimetri ed è piuttosto comune, siamo negli anni 70.




Bye Wink
Gioskiery - 19 Apr 2011 01:07 am
Oggetto:
Certi pezzi sono davvero spettacolari...che bei ricordi solo a vederli
lombricoferoce - 16 Feb 2012 08:22 pm
Oggetto:
Mr. Green


Questo non l'ho mai pubblicato prima anche se è in mio possesso da una decina d'anni.Il camion è perfetto in latta con qualche parte in plastica, quindi dovrebbe essere della fine anni 60. Volevo venderlo ma poi ho cambiato idea. Embarassed
E' completo di scatola in buone condizioni.

MILK LORRY - con 28 bottiglie con tappi di 4 colori, verde, rosso, giallo e blu, della TRI-ANG - HI-WAY series ref. TM 6266 - lungo 33 cm.
credo sia piuttosto raro, anche se non è bellissimo come camion.

I fratelli William, Walter e Arthur Edwin Lines fondarono la Lines Bros Ltd dopo la prima guerra mondiale. Le tre linee di produzione confluirono in un triangolo la Tri-ang.
La produzione spaziava dai giocattoli ai trenini fino ai modellini di vario genere.
Della Triang facevano parte anche la Spot-On e la Minic.

Bye Very Happy
cars99 - 16 Feb 2012 08:37 pm
Oggetto:
l' ultimo è un latticino nel vero senso della parola Laughing Laughing
lombricoferoce - 16 Feb 2012 08:51 pm
Oggetto:
Mr. Green Eh, sì !!! Il guaio è che devo sostituire il latte ogni mattina. Wink
lombricoferoce - 29 Mar 2012 07:54 pm
Oggetto:


Un "moderno" Tecnofix abbastanza comune e conosciuto dagli addetti ai lavori

Mr. Green

Questo è il Lok Puffi ref.341, nato nel 1973
La Technofix, divenuta tale nel 1935, fu fondata nel 1922 come "Einfalt" da Georg e Johann Einfalt a Norimberga, produceva giochi e giocattoli solitamente meccanici in latta litografata; è probabilmente uno fra i più grandi costruttori Tedeschi di giocattoli in questo tipo di materiale è passata praticamente indenne attraverso le varie vicende della Germania compreso il bombardamento del marzo 1944.
Realizzò e brevettò tecnologie meccaniche forse elementari ma al contempo grandiose ed ingegnose che stupiscono anche oggi. E' la produttrice dei più bei circuiti in latta litografata nel periodo storico che va dagli anni 30 e 40 sino alla fine degli anni 70.
Sono i così detti "Mondi" che comunque furono prodotti anche in altri materiali oltre che la latta, mi riferisco ai materiali plastici.
Il procedimento del funzionamento di questi "mondi" è in teoria piuttosto semplice, in soldoni sono delle pistine, con percorsi obbligati, su cui corrono delle vetture di vario genere, dalle auto ai treni fino ad arrivare alle funivie, che sfruttando sia l'energia cinetica pura e/o la carica a molla, compiono un percorso lungo il quale fanno scattare dei congegni che danno l'inizio ai movimenti degli altri componenti della pista quasi senza soluzione di continuità.
Molti giocattoli Technofix sono stati replicati, anche su licenza Einfalt. I giocattoli ante anni 30 possono essere identificati dalla sigle "GE" o "GEN".
Negli ultimi anni l'azienda essendo in crisi vendette stampi e brevetti, in tutto il mondo, ad altre aziende produttrici di giocattoli. quindi occhio alla copie. La Valutazione dei Technofix solitamente è molto alta.
lombricoferoce - 29 Mar 2012 07:59 pm
Oggetto:
C'è scritto tutto sulla scatola .... la marca è in basso a dx TAIYO







La Taiyo o meglio la Taiyo Kogyo Corporation (Giappone) che iniziò la produzione sul finire degli anni '50, è stata uno dei produttori più prolifici di macchinine di latta con funzionamento elettromeccanico, tra il 1960 ed il 1970. Le sue auto sono note per la " Non-Fall Mistery Bump'n Go ", un marchingegno che utilizza una leva "intelligente" collegata ad una quinta ruota girevole sotto la macchina che fa in modo di evitare una possibile caduta se il giocattolo viene posto su tavolo.
Inoltre fa sì che l'automobilina non arresti mai la sua corsa neppure quando incontra un ostacolo.

La Schuco faceva la stessa cosa senza leve, tanto per inciso e decisamente molti anni prima, ma Schuco era Schuco.

I giocattoli della Taiyo si sono contraddistinti quindi oltre che per la meccanica "intelligente" e funzionale, anche per la bellezza dei modelli prodotti e delle rispettive litografie. La produzione Taiyo fu fatta su larghissima scala e con numerosissimi modelli esportati in tutto il mondo ma nonostante ciò questi giocattoli sono ricercati dai collezionisti. Esistono alcuni modelli in particolar modo, che hanno avuta minore diffusione e quindi molto ricercati come le prime Taiyo o alcune particolari riproduzioni di modelli storici come le Mustang o le Wolksvagen. Non fanno eccezione le ultimissime produzioni degli inizi del 70, quando ormai la latta non era più usata.


Bye Embarassed
ferrarista56 - 08 Apr 2012 09:09 am
Oggetto:
ciao " lombrico " stupenda collezione con pezzi particolari ed importanti , tematica costosa ed interessante . da veri esperti , come ripetuto altre volte hai un museo in casa , splendidi modelli e tematiche favolose , e sopratutto molto esperto e preparato nelle tue collezioni , ciaooooooo


brown - 13 Apr 2012 11:20 am
Oggetto:
difficile commentare adeguatamente,
qualità
quantità
varietà
condizioni
e tanti ricordi
per me, è meglio del Louvre
Keep-all - 13 Apr 2012 12:06 pm
Oggetto:
Il fatto è che al Louvre, paghi il biglietto ed entri. Niente di più facile. Wink Very Happy
Nel museo Lombrichiano, invece, tutto è più difficile.
Non si sanno gli orari di apertura, sempre che ci siano.
Non si sa se si entri pagando o ci siano sconti per ominidi, visto che non li apprezza molto.
Non si sa dove veramente si trovi: Trieste, Piovarolo, CardDum, boh!
Possiamo vedere solamente delle microscopiche fotografie, che seppur ingrandite, rimangono bidimensionali.

Pazienza....dobbiamo accontentarci. Rolling Eyes .............. Mr. Green

Alberto
Spiry - 13 Apr 2012 01:12 pm
Oggetto:
Bellissimo il camion dei pompieri !!!
lombricoferoce - 21 Mag 2012 10:09 pm
Oggetto:
Smile Ultimo arrivato

FURIA della spagnola Gozan e della serie Furia è del 1970 il numero di catalogo è 175 lunghezza fuori tutto cm 32, ha solo una mancanza di vernice nera sul musetto facilmente rimediabile se si vuole ed io non voglio.



Sicuramente avrete riconosciuto le tre auto, sono delle italianissime MARCHESINI A(gostino) (605-4 605-3 605-1) messe solo per far pan-dan ... una bisarca senza auto che bisarca è? Si intristisce, no?



Cool

La Toys Gozan, SA era una società spagnola specializzata nella fabbricazione di giocattoli, per lo più automobili, prodotti in metallo e plastica, case, mobili e accessori per bambole, oggetti di peluche o di stoffa insomma produceva di tutto per i bambini dalle automobilina ai giocattoli da spiaggia .. anche quelli senza ruote come i secchielli e le palette
.
L'indirizzo era Santa Ana, 4 Apdo Correos 7 - Località IBI Provincia ALICANTE

La Gozan ha chiuso i battenti nel 2009 dopo 50 anni di vita.

Bye
lombricoferoce - 23 Dic 2012 03:04 pm
Oggetto: Prämeta
Cool Ho deciso di pubblicare in questa sezione i miei Prameta e non fra i modelli della mia collezione perché reputo questi 4 pezzi che ho comprato di recente più vicini al giocattolo, come concezione, che al modellino, anche se del modello hanno tutte le caratteristiche di fedeltà rispetto al soggetto vero. La carrozzeria, risultato di un ottima fusione e curata nei minimi particolari ma la robusta meccanica presente li fa entrare nella categoria dei giocattoli .. con carica a molla, forse di lusso ma sempre giocattoli.
Ho deciso pure di ripubblicare anche qui la loro storia per rendere più completo il tutto ed anche perché mi son per bene spappolato le balle nel fare le dovute ricerchine e mettere assieme i vari dati trovati in diverse lingue, quindi tradotti in italiano maccheronico, poscia interpretati e buttati giù in italiano più o meno capibile dai più, almeno così spero. Le mie foto, come non mancherà di far notare il mio buon amico Keep, sono di una qualità eccellentemente scadente ma questo è un sintomo di coerenza. Perciò sfrutto anche le foto dei miei Prameta fatte loro per proporli in ebay. Sono sempre loro ma la mano è stata senz’altro più felice.

Tra questi autini la più piccola e la più vecchia e la Buick ed è anche quella che preferisco, di poco, magari, alle sue sorelline maggiori o minori, dipende dai punti di vista. E’ senza scatola e senza chiave così come la Mercedes 300 che è pure mancante dello stemmino in plastica sul radiatore (serve per fissarlo) e di un fendinebbia. La Opel ha la chiave e la scatola che non è originale , la Jaguar ha la sua chiave e la scatola originale che purtroppo è in pessime condizioni ha un “orecchio” solo attaccato ed uno “volante” dove c’è un buchino a forma macchina che non so a cosa servisse, con uno spaghetto è stata attaccata la chiave ma ignoro se la sua funzione sia questa.
Questo è quanto.




La Buick


La Mercedes 300


La XK 120


La Opel



Rolling Eyes

Prämeta History in two e two quattro ....

Negli anni Cinquanta, la città germanica di Colonia (Köln), meglio conosciuta in tutto il mondo per la sua "Eau de Toilette" e nota sia perché distrutta dai bombardamenti alleati per il 90% e sia perché divenne la “discarica” delle bombe in eccesso durante i viaggi di andata e ritorno dei bombardieri inglesi sul territorio della Germania nazista, dunque … oltre a queste piacevolezze Colonia, ex Colonia Claudia Ara Agrippinensium ("la colonia di Claudio e l'altare di Agrippina") diede i natali al marchio Prämeta interessato alla produzione di automobili in miniatura.
Sebbene la Prämeta abbia avuto vita breve, non manca di curiosità e fascino.
Infatti, la produzione completa comprende solo 5 modelli e si svolse tra il 1948 e il 1958; sì solo 5 modelli ma con un discreto numero di varianti.
Il laboratorio di meccanica di precisione a cui possiamo attribuire la paternità di questi 5 modelli è il Kölner Automodellen Werk Prämeta (Prämeta fabbrica di auto in miniatura di Colonia) che era situato dal 1925 a Hohenberg nei sobborghi di Colonia.
Prämeta é la contrazione di "PRÄZISION" (precisione) e "METALL" o "METALLISCH".
La fusione che serviva per le carrozzerie ed i pezzi meccanici era composta da una lega di alto livello di robustezza composta di alluminio e zinco. Le carrozzerie sono molto dettagliate e robuste in quanto composte di un unico pezzo nichelato ma talvolta potevano essere dipinte in colori diversi per ampliarne la gamma.
Il primo modello ad apparire ( il più raro), fu il Käfer Bretzel ( 1938-58 ) ossia il “Maggiolino” Volkswagen 2 vetrini, in quanto il lunotto posteriore ovale era diviso in due, tanto da rassomigliare ad un Bretzel, che come tutti sanno é un tipo di pane molto diffuso in tutta l'area tedesca.
Contrariamente agli altri modelli del marchio, questa Volkswagen non riuscì molto bene sotto il profilo estetico cosa che probabilmente ne limitò le vendite e che ne fa oggi, un modello molto raro. Meccanicamente non era come i modelli usciti dopo, aveva solo sull’avantreno la levetta per girare le ruote, questo inizialmente. I primi tipi avevano le ruote metalliche, uscì sia in livrea lucida e sia in livree colorate. Ma ....
In seguito per un breve periodo fu prodotto con la meccanica a molla, questa versione è la più ricercata, da notare che non aveva il meccanismo per lo slalom automatico né le marce, questi meccanismi compaiono nella Buick.
Nel 1949, con il riferimento 0364, segue una Buick 405, in scala 1/40 e questa volta l'azienda di Colonia raggiunge la qualità che la contraddistinguerà sempre sia per le caratteristiche di fedeltà della riproduzione e sia per la complessità del meccanismo.
Seguono:
la Mercedes Benz 300 (uscita nel 1953) in scala 1/37,
la Jaguar XK 120 (1954) in scala 1/30
la Opel Kapitän 555 (1955) in scala 1/33, ultimo modello prodotto.

Tutti i modelli hanno delle caratteristiche in comune: un unico leveraggio, che potrebbe essere un fendinebbia o un faro di profondità, sotto il paraurti anteriore che si può utilizzare per sterzare le ruote, mentre nella parte posteriore sotto, a metà del paraurti c'è un'altra “luce/leveraggio” che fa da cambio di velocità, dalla prima alla terza marcia, inclusa la folle e la retromarcia:
R = marcia indietro
O = folle
1 = movimento lento
2 = marcia media
3 = marcia veloce
Dietro la ruota anteriore sinistra c’è una levetta con le posizioni A, B, C e che serve per far procedere le vetture con movimento di zig-zag (slalom)
A = non automatico, cioè le ruote sterzano spostando il proiettore fendinebbia a destra o a sinistra.
B e C = automatico.
B = corrisponde a curve in automatico piuttosto ampie
C = corrisponde a curve in automatico piuttosto strette
La leva può anche essere posizionata in qualsiasi punto tra B e C.
E’ necessario ricordarsi che prima di passare dal manuale (A) all’automatico, le ruote devono essere ruotate a mano fino a quando sporge la freccia sul parafango di sinistra.

Le Buick, le Mercedes e le Jaguar hanno sul fondino in rilievo la scritta "Made in Germany Brit. Zone".
Vuol dire, che questi “giocattoli” sono stati prodotti nella zona di occupazione controllata subito dopo il termine della seconda guerra mondiale dai soldati inglesi. Infatti, come tutti sanno, la Germania, durante il periodo 1945-1949 fu divisa in quattro zone di occupazione per scopi amministrativi, ciascuna in mano ai principali vincitori, quali gli Stati Uniti, il Regno Unito, l’Unione Sovietica e …. la Francia, che anche se facente parte degli Alleati, non doveva avere una zona di occupazione, a causa della storica ostilità con la Germania e pure per il ruolo minimo giocato durante la guerra. Infine, comunque, sia gli inglesi che gli americani si accordarono per concedere una parte delle loro porzioni territoriali ai francesi: per questa ragione la zona francese, diversamente da quelle degli altri stati, consisteva di due zone non contigue. Ma questa è un'altra storia.
Dal 1955, con l'arrivo della Opel, la scritta sarà "Made in Germany-Pat. Amtl. Gesch.».
Questo perché in quell'anno la repubblica federale tedesca fu riconosciuta come stato sovrano e l'occupazione occidentale cessò di esistere. Rimase la parte sovietica che diventerà la GDR o DDR nel 1949 ossia la Repubblica Democratica Tedesca, che si riunì alla Germania Ovest il 3 ottobre 1990.
La città di Berlino comunque non fece parte di nessuno stato e continuò ad essere sottoposta all'occupazione alleata fino al 1990. Per scopi amministrativi, i tre settori ovest di Berlino furono uniti nell'entità di Berlino Ovest, mentre il settore orientale fu chiamato Berlino Est.

Tornando ai Prämeta, le gomme, hanno una consistenza molto dura, sono state realizzate sia in bianco sia in nero ma sempre con la scritta Prämeta sui fianchi dove solo a volte ci sono i dati delle dimensioni: 500 x 16.
La Buick esiste in due versioni: il primo tipo porta sulle targhe, il numero 405, quello che corrisponde al tipo del costruttore americano. Sulla griglia a "denti di squalo", le barre verticali sono in rilievo ma senza buchi in mezzo.
Il secondo tipo sulle targhe ha il numero 1950 e la griglia è traforata. Questo modello è stato realizzato nel 1950 per i 25 anni del “laboratorio di precisione” di Colonia, come per il 30 anniversario sarà appositamente realizzata nel 1955 una Mercedes 300. E 'probabilmente il modello più venduto Alcune Prämeta hanno una delicata vernice verde sui “vetri”.

La chiave è un oggetto veramente bello. Rappresenta una persona con una divisa, probabilmente un vigile, che tende il braccio destro, come se stesse dirigendo il traffico, mentre la mano del braccio sinistro è appoggiata sul fianco, in modo che la sua posizione richiami la lettera P …. P come Prämeta, ovviamente! Da quello che so ci sono stati due tipi di scatole, all'inizio una più semplice seguita poi da una più ricercata. All'interno c'era un opuscolo di due pagine in quattro lingue con istruzioni molto dettagliate
E 'interessante notare che nei Prämeta il perno per la carica a molla, così come gli altri comandi, è posto sotto il fondino in modo da non nuocere all'estetica della carrozzeria mantenendo una fedeltà evidente con il veicolo vero.
La società fallì nel 1955 e fu acquisita dalla Postel, che concluse poco.
I modelli hanno un buon valore sul mercato, possono arrivare ovviamente MB anche a 500 o più euro, dipende dal colore.

Pulizia del meccanismo
Il corpo vettura è fissato al pianale con due o tre viti. Può essere facilmente rimosso dopo aver allentato le viti. Lo stacco della carrozzeria dal pianale dovrebbe avvenire solo quando la molla è completamente svolta!
Quando la macchina non funziona a piena velocità, è necessario pulire il rotolamento. Questo dovrebbe essere fatto come segue: dopo aver rimosso il corpo vettura, tenere la macchina dal proiettore fendinebbia anteriore e immergerla in un contenitore pieno di benzina leggera, mettendo in funzione il meccanismo.
Dopo la pulizia, mettere una goccia di buon olio di macchina per cucire nel tamburo a molla e sui cuscinetti. Non oliare il regolatore centrifugo.

Da quello che ho visto in giro le scatole sono uscite in tre tipi a seconda del periodo e delle occasioni.

Ben bon, Shalom a tutti 1_4_2
Keep-all - 24 Dic 2012 08:20 am
Oggetto:
Che carine le Prameta
sulla tovaglia natalizia
con le renne e Babbo Natale!

I modellini, l'ho già detto,
son particolari e fatti bene.
Le foto, invece, son culone,
che te lo dico a fare?

Ma è quasi Natale
e voglio esser buono....
auguro a te e alla tua consorte
un lieto Natale
e chissà che anche lei
non si diverta a fare
per una volta
vroom vroom come te?

Buon Natale, Lombricuccio!! Very Happy
Alberto
lombricoferoce - 24 Dic 2012 05:14 pm
Oggetto:
1_4_2_3 Eccoti ti aspettavo con ansia .... 1_4_2_3 puntuale come i Magi ma non porti le stesse cose Rolling Eyes

la mia agrodolce metà fa da tempo vrom vrom con la versione ormai obsoleta (ha passato i venti anni) in 1/43 della mia ... testa (? a detta di molti) ... fin quando dura. Wink Cool


Ti ringrazio degli auguri e te li rigiro a te e famiglia.


1 strarompi! Razz
lombricoferoce - 14 Apr 2013 02:34 pm
Oggetto:
Questa è una Fiat 500 C Topolino (1949 - 1955) prodotta dalla M.L.B Marchesini, l'anno di costruzione è riportato sulla targa posteriore "BO 1951" è lunga 17 centimetri ed ha la carica a molla funzionante. In ottime condizioni (M) spunta valori molto alti. E' in latta con le ruote sterzanti. L'ho presa da un amico per un cinquantino. Potrà forse sembrare molto ma li vale.
Sul fonfino c'è il posto dove alloggiare la chiave che questa non ha, o meglio aveva una Schuco 1 che mi è tornata utile. I cerchioni che sembrano arrugginiti hanno il loro colore originale marronebruciato. Ovviamente la lascerò così. L'ho solo pulita, oliata e controllato che il meccanismo funzioni. Funziona.

Il suo colore è il blu ma qualche ragazzino ha fatto i "ritocchi" in verde per coprire le scrostature. Se si fosse dipinto il c ... mi avrebbe fatto felice, specialmente se associato ad un lieve ma insistente bruciore.

Dal vero è meglio che in foto.





Keep-all - 14 Apr 2013 10:37 pm
Oggetto:
Praticamente ha quasi la tua età! Wink Very Happy
Molto affascinante come modello, però pur funzionante non mi pare un modello proprio M.
Direi più NM o anche QNM.

Begli amici che hai! Mr. Green

Alberto
lombricoferoce - 15 Apr 2013 12:12 pm
Oggetto:
1_4_2_3
Al Keepone!! Certo che quando cominci con discorsi del piffero sembra che la tua pompa freni neuronale abbia le guarnizioni che non tengono proprio e Cip & Ciop vadano a schiantarsi sulla tua eburnea calotta cranica, rimbalzando come mosconi impazziti dopo una canna .... o due.
Very Happy &
Mi sembra ovvio che la Topolino sia giocata, Crying or Very sad funzionante ma giocata, d’altro canto una M o MB canta 300, 400 o 500 euro ... se basta. Io l’ho pagata 50 che mi è sembrato un prezzo adeguato alle condizioni.
Che poi le foto mie, kulaciov, la facciano apparire peggio di quello che in realtà è ... è un dato di fatto, certo è che non è nuova, mio caro occhio di pernice, pardon, di lince ed altrettanto certo è che ha un anno meno di me e che probabilmente ... lo porta pure meglio, pure io sono giocato e non ho ancora la scatola ... ma con il tempo verrà, ne sono certo. Crying or Very sad
Servus, super-mega-imperial-galattico-insuperabilmente-inenarrabile-impareggiabile .... terrore dei 7 Marroni (due dei quali .. miei).
Che Falqui sia con te. Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy Very Happy

P.s.: quasi dimenticavo il mio masochismo, guarda che tu stranamente fai parte della cerchia dei miei amici che sicuramente non sono a buon prezzo .....
4__3_2
Keep-all - 18 Apr 2013 09:25 am
Oggetto:
Non faccio discorsi del piffero. 1_2_3
E' che la tua frase "In ottime condizioni (M) spunta valori molto alti.", messa nel contesto, l'ho interpretata male. Rolling Eyes

Caso mai: "Che il Falqui non sia con me...." Rolling Eyes Wink , altrimenti.....
Alberto
lombricoferoce - 18 Apr 2013 11:58 am
Oggetto:
Che dici se optiamo per la "dolce Euchessina"?



Ogni cento confezioni ti regalano un corso per la scuola interpreti ....

Mr. Green Mr. Green Mr. Green Mr. Green Mr. Green Mr. Green
Keep-all - 19 Apr 2013 09:12 am
Oggetto:
Vado sempre regolare....direi alla grande!
Sei come quella mia parente.... Evil or Very Mad

Alberto
lombricoferoce - 26 Apr 2013 01:25 pm
Oggetto:
Ruspa con movimento avanti indietro e movimento della pala è perfetta, completa di cingoli, personaggio e della sua scatola, come nuova appena uscita dalla fabbrica parti in plastica e metallo. E' un giocattolo della ditta giapponese TOMIYAMA.
Dimensioni 35x15x20 circa



Mi è costata 25 euro ... Mr. Green

La Tomiyama o Tomy Company Ltd. è il secondo più grande produttore di giocattoli del Giappone e la quinta più grande azienda di giocattoli al mondo.

Oggi è conosciuta come Takara Tomy Co., Ltd, dopo la fusione con la Takara nel marzo del 2006

L'azienda è la produttrice dei Pocket Monsters enormemente popolari, la linea di giocattoli Microtecs e detiene la licenza esclusiva per il mercato giapponese per i giocattoli ed altri gadgets basati sul mondo Disney . L'azienda dispone di una serie di altre licenze, come quelle per i Teletubbies, Star Wars e Thomas the Tank Engine nel Regno Unito.

La Tomy gestisce anche una partnership di distribuzione con Hasbro negli Stati Uniti e in Giappone.
Hasbro è una società statunitense che produce giochi e giocattoli. È la seconda più grande società produttrice di giocattoli al mondo (produzione quasi totalmente delocalizzata in oriente), dietro solo al gigante Mattel. Hasbro è anche editrice del noto gioco da tavolo Monopoli. La sede si trova a Pawtucket, Rhode Island.

Fondatore della Tomy fu Eiichiro Tomiyama che iniziò la produzione di giocattoli nel 1924. I suoi progetti originali erano basati sulla latta.
In principio, la società di Tomiyama fu uno dei tanti produttori nipponici di giocattoli a basso costo.
Nel 1929, Tomiyama riunì un gruppo di piccoli produttori di giocattoli, fondando il cosiddetto "Omacha no machi" (o Toytown) association.
L'associazione divenne il cuore dell'industria del giocattolo giapponese.

Durante la seconda guerra mondiale la società si adoperò per lo sforzo bellico del Giappone ma nel dopoguerra fu partecipe del boom economico nipponico, quando la produzione di giocattoli ricominciò e nel 1953 la società fu formalmente costituita come Tomy.

Nel corso del 1950, Tomy diventò uno dei più importanti marchi di giocattoli del mondo. La chiave di questo cambiamento è stato l'uso di un nuovo materiale per giocattoli della società: la "famigerata" plastica, accolta con entusiasmo tra i consumatori.

Il primo giocattolo di plastica della Tomy uscito nel 1951, fu un modello del bombardiere B-29, strada scelta, in quanto l'Enola Gay è il B-29 che il 6 agosto 1945, poco prima del termine della seconda guerra mondiale, sganciò su Hiroshima la prima bomba atomica (Little Boy) e un altro B-29 (Bockscar), sganciò un secondo ordigno nucleare (Fat Man), su Nagasaki, il 9 di agosto del '45.
Nel 1953 questo giocattolo fu seguito da un altro aereo, un B-50 che era nato come evoluzione e sostituzione del B-29, nel '49. Fu l'ultimo bombardiere con motore a pistoni progettato dalla Boeing per l'United States Air Force, con la quale rimase in servizio per quasi 20 anni.
Questi aerei giocattolo della Tomy furono i primi ad entrare nel mercato di giocattoli in tutto il mondo.
Un grosso successo di questo periodo fu un elefante in grado di soffiare bolle di sapone, che superò diversi record di vendita precedentemente già superati dalla Tomy, con 600.000 copie vendute.
Nel 1959, "sky ping pong" set di Tomy cavalcò l'onda della popolarità del Ping Pong in Giappone e divenne uno dei giochi più diffusi al mondo oltre ad essere anche il primo giocattolo Tomy fatto quasi interamente in plastica. Nel 1961 nacque un treno elettrico e nel 1964, una bambola parlante a batteria.
Da allora, la società ha iniziato a sviluppare i primi robot, un tipo di giocattolo che sarebbe diventato fondamentale per il suo sviluppo. Il primo apparve nel 1962, con conseguente successo internazionale.

Negli anni 70 ed 80 la Tomy cominciò ad avventurarsi nella produzione di giochi di abilità e si cimentò pure nel mercato delle console portatili. La società si aggiudicò una licenza per produrre la versione "portatile" dei videogiochi arcade, a livello mondiale, tra cui Pacman nel 1980.
i videogiochi arcade sono tuttora in voga, basta andare in una normale sala giochi pubblica dove in una apposita postazione a gettoni o a monete ... si gioca.
Questi successi portarono Tomy a fare una incursione nel campo del computer e nel mercato delle console per video giochi, con il lancio nel 1982 di Pyuuta, conosciuto sui mercati internazionali come il Tutor Tomy . Ma pian pianino si trovò a competere con produttori di videogiochi come Atari e Commodore ed allora tornò a concentrarsi sullo sviluppo della sua idea iniziale: il giocattolo vero e proprio.

Nel 1970, Tomy diede vita ad una nuova serie di modellini di automobili, e nacque la Tomica che produceva dettagliatamente le più popolari auto di quel periodo. La nuova linea ebbe successo tanto che la Tomy fu portata ad intensificarne la produzione.
Nel 1976, la linea Tomica includeva più di 180 modelli e così cominciò a guardare al mercato internazionale tanto che dal 1980 nel catalogo furono superati i 280 modelli.

Razz
Keep-all - 27 Apr 2013 05:58 am
Oggetto:
Interessante informarsi e leggere sempre le storie dei marchi di giocattoli, come questo della Tomiyama. La maggior parte di queste aziende nascono con poco e dal nulla intorno agli anni '30-'40, poi naturalmente hanno un arresto economico durante la II Guerra Mondiale, per poi riprendere intorno agli anni '50, ognuna con caratteristiche proprie e con giocattoli specifici.

La ruspa è carina, anche perchè è completa della sua scatola: insieme fanno la loro bella figura.
Ti è già arrivata o ancora l'aspetti? Rolling Eyes Wink
Lo chiedo perchè non ci hai detto molto del giocattolo. Suppongo che la struttura sia tutta in plastica, a parte il movimento della pala.
Pensi che la macchina sia veramente esistita e l'abbiano ripresa nelle giuste proporzioni o è di pura fantasia?
Di che periodo può essere questo giocattolo? Ad occhio direi anni '80? Rolling Eyes

Ma non eri a dieta di acquisti? Wink

Alberto
lombricoferoce - 27 Apr 2013 11:53 am
Oggetto:
Non mi è ancora arrivata, la maggior parte dovrebbe essere in plastica, non credo che sia degli anni 80. Lo metterei tra il fine 60 e il 70. Ma non ho indicazioni precise. Appena arriva cercherò meglio. E pubblicherò altre foto rigorosamente kulaciov.

Sì sono a dieta ... ma devo autogratificami @OO ... e come al solito ho buttato là l'offerta minima ... 1_2_3

Servus
E_656 - 13 Gen 2014 06:51 pm
Oggetto:
Mi son fatto il tour della "latteria"... E che mi ero perso!

Ma dove riesci a scovarli tutti e a sistemarli in casa per me rimarrà un mistero degno di "Voyager"... Very Happy
lombricoferoce - 02 Apr 2014 11:46 pm
Oggetto:





Un classico dei giocattoli del dopoguerra è la Jeep della Arnold, notissimo produttore tedesco di giocattoli e trenini, che riproduce sia una camionetta dell’esercito e sia una pattuglia di polizia militare degli Stati Uniti nella Germania occupata, non tralasciando la versione civile.
Il giocattolo è in latta serigrafata di circa 17cm x 7,5 cm, più o meno in scala 1/20.
Motore è a molla, caricata tramite una chiave – i movimenti sono avanti e folle, il tutto azionando la leva del cambio, le ruote anteriori sterzano azionando il volante. Le Jeep della Arnold sono nate in due versioni, una a chiave, l'altra filo-guidata (con un sistema di manovella) e in diversi colori, tra cui giallo variegato bianco e verde (modello 2600), a parte il verde militare, ovviamente.
Le figure in pasta di gesso, rappresentano personaggi diversi, c’è il soldato addetto alla radio con le cuffie al posto dell’elmetto, e quello che consulta con mappa che tiene sulle ginocchia ecc ... e per completare il quadro persino figure in piedi.
Ci sono anche gli accessori da traino (rimorchietto (?), cannone e radar).
Con il tempo, la qualità dei modelli diminuì (volante in plastica bianca piuttosto grossolano, per arrivare alle ruote anteriori fisse), la produzione interessante dura pochi anni.

Jeep Arnold - produzione 1948 -> 1959 circa

002100 la versione militare
002500 MP - Military Police
002600 MP US Constabulary (Constabulary force corpo di polizia "civile") ** (con strisce laterali )
002600 “Der große” ARNOLD JEEP cm 21 a frizione 1959 (costosa e rara)
002700 civile (la più cara ed in diverse colorazioni, può costare oltre i 1.500 euro MB)

** operò in Germania Ovest ed in Austria dal 1946 qi 1952 era costituito da soldati addestrati per compiti di polizia. Facevano le fuzioni dei Carabinieri o dei gendarmi francesi o della Guardia Civil. I mezzi avevano delle strisce laterali gialle e blu e sul cofano una C blu in campo giallo intersecata da un fulmine rosso.

Nickname: Circle C Cowboys
Motto: Mobility, Vigilance, Justice

http://www.ewillys.com/tag/constabulary/

La mia 002500 è una delle ultime versioni uscita nel 1957, ha ancora le ruote sterzanti ma manca degli accessori come lo specchietto retrovisore, la tanica (che qui c'è ma non è originale) e le maniglie per spingere che sono serigrafate e mancano le protezioni degli organi meccanici. I personaggi sono in gesso e non sono della FRÖHA-NEUHIERL non so che origine abbiano, sono più piccoli rispetto a quelli usati dalla Arnold, potrebbero essere dei "Leyla", anche la MG è stata aggiunta, gli americani avevano la Browning.
Chi la possedeva prima ha ricoperto la scritta Military Police che stava sotto il vetro.

Questa versione semplificata non è facile da reperire.



La 002100 (made in us zone germany) è la versione militare ed è completa di personaggi originali con tanto di chiodino nel fondo schiena per fissarli ai sedili e ha anche un obice a traino che funziona a molla. quando si spara, tramite una pietra focaia fa una bella scintilla. La Jeep è del 1951 come scritto sulla targa.
La tanica con la sommità dipinta in rosso indica che contiene benzina, era bianca se conteneva acqua. Questa mia ha lo specchietto intatto, cosa rara, schienale sedile posteriore (spesso rotto o mancante), tanica e ruota di scorta.
La 2100 tra le militari e la più difficile da reperire.

Pur essendo un giocattolo, è una riproduzione tra le più belle e riuscite di questo mezzo, proporzioni comprese, tenendo presente che è in latta, che ha più di sessant'anni e quindi è stata prodotta in un periodo difficile per la Germania con tecniche di quel periodo.

Dimenticavo: in Germania la permanenza delle forze di occupazione alleate si concluse il 5 Maggio 1955, ne consegue che la zona degli Stati Uniti ha cessato di esistere nello stesso momento. Quindi se un giocattolo è contrassegnato "made in us zone germany", questo dovrebbe implicare che è stato fatto tra il 1945 e il 1955 e non più tardi. Credo sia utile saperlo, non nel caso delle Jeep Arnold che hanno l'anno di costruzione indicato sulla targa.

In generale questi giocattoli in buono stato hanno quotazioni piuttosto importanti, si parla di 2 o trecento euro se non di più. Il costo dei personaggi in pasta si aggira sui trenta o quaranta euro a pezzo ed il cannone sui 40 euro e più, a seconda delle condizioni. Il radar non so ma credo sia caro.

Karl Arnold GmbH & Co. KG Norimberga - Germany - 1906/1995

Fondata nel 1906 da Karl Arnold in Nürnberg/Norimberga, ha iniziato producendo giocattoli di stagno e articoli affini. La produzione comprendeva una vasta gamma di modelli di navi, case di bambola, oggetti vari e altri giocattoli . Nel 1935, K. Arnold & Co. assunse Max Ernst come amministratore delegato, fondamentale per il futuro dell'azienda.
Durante la seconda guerra Norimberga fu gravemente danneggiata da bombardieri alleati e la fabbrica della Arnold non ebbe fortuna, tutte le sue strutture vennero distrutte, così alla fine del conflitto la produzione riprende in una struttura nel Palatinato/Upper Palatinate (Oberpfalz), iniziò così la sua lenta ripresa con la produzione di accessori per finestre, sotto la direzione di Max Ernst e Ernst Arnold, figlio di Karl Arnold.
Gli edifici della fabbrica a Norimberga furono ricostruiti e la Società Arnold cominciò a svilupparsi ed a crescere producendo giocattoli in latta serigrafata di ogni genere, dove non mancavano le auto ed i camion, giocattoli filo guidati, a molla ed a frizione.
Alla produzione di giocattoli nel periodo 1960 - 1962, la Arnold affianca la linea "Arnold Rapido 20", si trattava di modellini di treni, questa linea si svilupperà negli anni, in scala N. Nel 1968, circa, la Arnold entrò in affari con la società statunitense Revell e cominciò a produrre la linea Revell Rapido. Questa relazione continuò per diversi anni, fino alla fine del 1960 e primi anni 1970. La produzione dei treni Arnold continuò fino agli anni 90.
La Società rimase sotto il controllo della famiglia fino al 1995, quando la Arnold andò in bancarotta e fu venduta alla italiana Rivarossi, che a sua volta, andò a gambe all’aria e passò sotto l’inglese e notissima Hornby. La produzione avviene in Cina .




Ecco il radar. La foto è presa dal web.

Servus



Un po' di foto prese qua e là nel web .... i numeri di serie sono abbastanza chiarificatori ...Mr. Green






lombricoferoce - 03 Apr 2014 06:32 pm
Oggetto:


Schuco Micro Racer serie Oldtimer anni '60, non è proprio facile trovarla intatta, specialmente a causa della rottura del parabrezza ovale, caratteristica di questa vettura.



Mercer Typ 35J 1913 originale, le riedizioni hanno la ruota di scorta. Ref. 1036/1, con chiave ma senza scatola. Carica a molla e ruote sterzanti è lunga 11 cm, 1/45 circa, fine anni '50, inizio anni '60? Made in Western Germany.
Ho comprato la riproduzione della sua scatolina.

Della stessa vecchia serie fanno parte anche una Ford Modello T ref.1227, una Mercedes Simplex ref. 1011/ 2 e ho visto pure una Renault 6 CV 1911, ref. 1230.

Bisogna stare attenti alle riedizioni post anni sessanta che comunque costano non poco. Very Happy
E_656 - 03 Apr 2014 06:40 pm
Oggetto:
I modelli a molla mi piacciono sempre, anche se devo "accontentarmi" delle repliche, questi oldtimer mi erano sfuggiti... Belli!

Domanda interessata: quale chiave si adatta a questi modelli? (schuco examico, chad valley, praemeta) o hanno uno slot esclusivo? Question
fantasmak - 03 Apr 2014 07:11 pm
Oggetto:
Molto belli i latticini Lombricaccio.

Guido
lombricoferoce - 12 Apr 2014 11:23 pm
Oggetto:
Shocked Embarassed













La Civilian JEEP ARNOLD 002700 (CJ-2), credo sia la più ambita ...

Per rispondere a Giuseppe, la chiave delle Schuco EXAMICO o AKUSTICO o Mirako calza sulle jeep Arnold. Le Prämeta sono decisamente troppo grandi.

Servus Smile
E_656 - 12 Apr 2014 11:58 pm
Oggetto:
Bella!
Se non erro ha il freno a mano accanto al volante e l'albero di trasmissione...
fantasmak - 13 Apr 2014 12:07 am
Oggetto:
Lombrix.......e la dieta??? Mr. Green Mr. Green Mr. Green

Guido

PS:molto bella la Arnold.
lombricoferoce - 13 Apr 2014 12:23 am
Oggetto:
@ Giuseppe: più che un freno è una "marcia": avanti e folle

@fantasmak: lo scopo della momentanea ripresa ... è stato puramente terapeutico. Confused
















Ecco le tre Jeep della Arnold assieme, la pù vecchia è la 002100 non facile da reperire, poi viene la civile 002700 molto ricercata e poi la 002500 in versione semplificata ma non facile da trovare.

La civile ha il volante in plastica bianca e i cerchi in plastica come la 002500 semplificata ed il gancio posteriore litografato e l'omino ha una sigaretta in bocca.


fantasmak - 13 Apr 2014 01:53 pm
Oggetto:
@Lombrix....allora sei perdonato. Mr. Green

Guido
lombricoferoce - 24 Apr 2014 01:24 pm
Oggetto:
Sì, lo so 'sta Arnold è un tormentone ma mi piace un casino eccola appena uscita dal pacchetto .... arrivata dalla Germania ... ancora sconvolta dal lungo viaggio ma non so se si nota, felice di vedermi. Laughing













Come già detto l'omino è un incallito fumatore, vedrò di farlo smettere mi ha impestato l'ufficio ...

La foto non è di quello mio che è vestito molto meglio.

Dimenticavo gli omini venivano fatti dalla FRÖHA-NEUHIERL, fondata nel 1935 a Hipoltstein, Germania da Heinz-Jürgen Frömter coadiuvato in seguito da suo figlio Marco.

La ditta produceva ogni genere di personaggi, quali soldatini, cowboy, indiani, vigili del fuoco, figure della Natività e figure di guidatori e di passeggeri, per Arnold, Schuco, JNF Neuhierl, Gama, Biller, Bolz, Tipp & Co. e Gescha.

Nel 1963 l’azienda partecipò ad un progetto della famiglia Neuhierl, titolari della ditta "Carrera" nata a Norimberga nel 1920 e trasferitasi a Fürth negli anni trenta dove produceva automobili, auto da corsa, camion e aerei, ovviamente si parla di giocattoli.
Il progetto in questione era la Carrera-Rennbahn, una pista per slot con tutte le strutture di un vero autodromo comprese le piccole balle di paglia che la Fröha fornì, oltre ai figurini ovviamente, dai piloti agli spettatori.





Nel 1985 la Fröha fallì.

Bene torno a lavorare. Servus :smile:
E_656 - 24 Apr 2014 01:42 pm
Oggetto:
Ok, niente parate militari...
Ma che mi dici dell' "orticello di guerra" dietro le Arnold? Laughing

Il tabagista per caso è una giubba rossa canadese?


Belle!
lombricoferoce - 24 Apr 2014 02:23 pm
Oggetto:
Smile La giungla serve per insaporire la mia cucina.

Il pupotto rassomiglia ad una giubba rossa, non so se lo sia realmente o se è un contadino texano ... il cappello, le maniche arrotolate e cicca in bocca ... non sono da giubba rossa. Very Happy

Ciao Giuseppe. Very Happy
diablo - 24 Apr 2014 03:01 pm
Oggetto:
Ma dove diavolo le vai a trovare ... Very Happy


fantasmak - 24 Apr 2014 05:40 pm
Oggetto:
Tutte bellissime lombrix.Complimenti.

Guido
lombricoferoce - 19 Giu 2014 01:50 pm
Oggetto:
Very Happy Per chi interessa

Riguardo alla certificazione di provenienza dei giocattoli tedeschi (in particolare in questo caso ma riguardante un po' tutto).

Prima della seconda guerra mondiale fino al 1945, veniva usato "Made in Germany" o semplicemente "Germany".

Dal 1945 al 1949 prima della nascita della "Repubblica federale di Germania" è stata utilizzata senza una precisa regola la dicitura "Made in Germany”; a questa si affiancava il "Made in Germany - US-Zone" che era normalmente limitata a prodotti tecnici di alta qualità, come ad esempio lenti o prodotti anche per uso militare, o prodotti su cui erano state applicate le restrizioni all'esportazione. Ma come vediamo la dicitura veniva usata un po' su tutto, giocattoli compresi.

Dal 1949, fino ad oggi il "Made in Germany" è stato usato nuovamente ma dal 1952/1955 ad esso fu spesso preferita la dicitura "Made in Western-Germany" o "Made in West-Germany". Era in modo per distinguere chiaramente i prodotti della Bundesrepublik Deutschland o BRD (Germania ovest) da quelli della Deutsche Demokratische Republik (DDR o GDR German Democratic Republic - Germania orientale dal 7 ottobre 1949 al 1990).
Ma la cosa non era obbligatoria.
Il "West-Germany" è diventato obsoleto nel 1990.
In questi giorni il "Made in Germany" è comunemente sostituito da "Made in EU".

Esistevano anche i meno conosciuti “Made in Germany - British zone” ed il “Made in Germany - French zone”

Forse non tutti sono al corrente che dopo il 1945 oltre alle 4 zone di occupazione (USA, UK, Francia e URSS) ne esistevano altre due appartenenti al Belgio ed al Lussemburgo.
La zona belga si trovava nella parte britannica e consisteva in un corridoio che andava dal confine belga-tedesco al margine della zona sovietica, compresa la città di Colonia, il Belgio vi rinunciò nel 1946.
Dal novembre 1945 al 1955, all'esercito lussemburghese fu assegnata una zona all'interno del settore francese. La forza consisteva in due battaglioni di stanza a Bitburg (2° battaglione di fanteria) e a Saarburg (1° battaglione)

Mi è venuta in mente una frase detta da Andreotti che condivido e che più o meno suonava così: “ … mi piace talmente tanto la Germania che preferivo quando ce n'erano due.”

Very Happy
lombricoferoce - 03 Dic 2014 10:28 pm
Oggetto:
Un paio di giorni fa mi sono accorto che non ho pubblicato l'ultima Jeep della Arnold. la 002500 in versione polizia militare. L'ho presa a metà giugno in un asta andata deserta. Ha solamente il pupotto che guida ma vedendolo molto solo mi sono procurato per lui un compagno: un soldato che legge una cartina geografica, mi è costato una trentina di euro ma è originale FRÖHA-NEUHIERL, ... fatto per le Jeep della Arnold e con la stessa livrea del guidatore.  













di questa jeep mi hanno incuriosito gli stemmi sotto il parabrezza, così ho cercato e dopo un po' ho scoperto che non sono di fantasia.



793.mo Military Police Battalion. Questo Battaglione della Polizia Militare è una unità della United States Army attualmente di stanza a Fort Richardson , in Alaska . Dal 1946, il battaglione si trovava in Germania e nel 2010 fu trasferito in Alaska.



Unità del 793.mo Military Police Battalion nel 1946


Le mie jeep della Arnold ...


Ieri mi è arrivata anche una Leyla, ecco qua la Y-150 Militär Bundeswehr Feldjäger Auto Union DKW Munga m.4er Besatzung. E' interamente in plastica, non credo che sia mai stata fatta in latta ma non lo so con certezza, (so ben poche cose) gli esemplari più vecchiotti hanno i cerchi metallici, è stata fatta in varie versioni, la scala di questo modello/giocattolo dovrebbe essere 1/25, è a frizione sulle ruote anteriori. Dovrebbe essere stata prodotta a fine anni 50 fino a metà anni 60. Rispetto alle Arnold è molto più piccola e più grezzotta nonostante sia più recente, Questa è munita di radio messa in una tasca laterale posteriore, non ha la tanica. A proposito della tanica, il porta tanica indica che la DKW rappresentata è una delle prime serie.
Le edizioni più vecchie hanno una radio più grande appoggiata sul sedile posteriore  










Eccola vicina ad una Arnold è decisamente più piccolina e qui sotto c'è anche una MB della Gonio....



Ho messo vicino una Arnold ed una Jeep MB della Gonio che secondo me è molto ben fatta ....


.... mi sembra che la vecchia Arnold in latta non abbia nulla da invidiare alla più moderna MB in lamierino stampato.  Anzi.



Servus
fantasmak - 04 Dic 2014 02:32 pm
Oggetto:
Bella la Munga,ma le Arnold sono un'altra cosa.

Guido.
lombricoferoce - 08 Dic 2014 05:01 pm
Oggetto:
Marchesini 605-2 FIAT 600 MULTIPLA scala più o meno 1:40 del 1962 in latta a frizione

Normalmente è ben quotata ... ora devo trovare il T1 in versione mini bus.










Marchesini 605-1 Fiat 600 1962 - Marchesini 605-2 FIAT 600 MULTIPLA 1962 -
Marchesini 605-3 ALFA ROMEO GIULIETTA SPRINT 1962 -
Marchesini VOLKSWAGEN 1200 605-5 (?) 1963 - Marchesini 605-7 VOLKSWAGEN T1 Furgone (1963)



Servus
fantasmak - 08 Dic 2014 05:09 pm
Oggetto:
Belli tutti i Marchesini.Sullo sfono vedo delle ruote di carri ferroviari su dei binari.Esponi. Mr. Green

Guido.
alberto - 16 Dic 2014 03:42 pm
Oggetto:
Non mi ero accorto di questo topic e di quanto fosse bello. Complimenti LombricoF. davvero complimenti perché sono tutti bellissimi. In particolare mi è piaciuto tantissimo il Topolino C.
Qui a Milano nel negozio della Rinascente nel 1930 chissà cosa avremmo combinato. Roba da ricchi!
alberto
lombricoferoce - 16 Dic 2014 06:30 pm
Oggetto:
Grazie Alberto. Smile



Mamma mia che sogno ... parlo della foto.

Parlando con i miei amici, non ultimo Guido, spesso ci raccontiamo qualche sogno nel quale scopriamo qualche negozio nascosto, o di tornare indietro nel tempo solo per entrare in uno di questi negozi, comprare un sacco ... una montagna ... di roba, metterla in un magazzino e ritornare a "casa oggi" ed aprire il magazzino ....

Sì sono diversamente normale ... lo so. Rolling Eyes
fantasmak - 16 Dic 2014 11:50 pm
Oggetto:
Lombrico. Wink

Anche a me tocca così.

Guido.
lombricoferoce - 08 Giu 2015 02:26 pm
Oggetto:
Arnold Jeep Constabulary P2600 del 1949 con Marx Headquarter Office









L'ufficio è di una casa americana, la Marx 1919-1980 specializzata in latta e poi plastica e latta.
Lo slogan della ditta era "One of the many Marx toys, have you all of them?" ("Uno dei tanti giocattoli Marx, li avete tutti?").

Come detto la società fu fondata nel 1919 a New York City da Louis Marx e suo fratello David, obiettivo fondamentale era quello di "dare al cliente un buon giocattolo per meno soldi".





Rolling Eyes Bye
fantasmak - 08 Giu 2015 03:17 pm
Oggetto:


Guido.
E_656 - 08 Giu 2015 06:13 pm
Oggetto:
Franco, complimenti!
Son contento che te la sia aggiudicata tu... L'hai portata in Italia! Very Happy
lombricoferoce - 09 Giu 2015 05:28 pm
Oggetto:
http://www.worthpoint.com/worthopedia/tin-arnold-jeep-constabulary-polic-136257634

Grazie. Appena arriva dopo una buona ripulita farò una foto di gruppo. Very Happy

Ho l'impressione che il militare al posto di guida sia un figlio di Leyla e non di Fröha come vuole la tradizione. Dico questo perché mi sembra più piccolo e di plastica. Vedrò quando l'avrò sotto il naso.

Servus
lombricoferoce - 20 Giu 2015 10:24 pm
Oggetto:


Mr. Green
fantasmak - 20 Giu 2015 11:10 pm
Oggetto:


Guido.
E_656 - 21 Giu 2015 12:42 am
Oggetto:
Fantastiche! Cool
lombricoferoce - 21 Giu 2015 02:59 pm
Oggetto:

diablo - 21 Giu 2015 03:15 pm
Oggetto:
Una bella riunione di famiglia!! Very Happy


brown - 23 Giu 2015 06:24 pm
Oggetto:
che fascino questi modelli di latta! Shocked
Penso a quando da piccolo invece mi davano noia
quelle linguette ripiegate..... Crying or Very sad Wink
La foto di quel negozio è davvero:
Il paese dei balocchi !!!!!!!!!
Altro che tecnologia Laughing era arte Very Happy
diablo - 23 Giu 2015 06:29 pm
Oggetto:
Rob, mi ricordo quando ero piccolo aspettato Natale per avere un bel regalo e ogni volta che entravo in quei negozi pieni di giocattoli, era un emozione. Very Happy

Giuseppe (E_656) si ricorda sicuramente del negozio di giocattoli nel centro storico di Salerno. Very Happy
E_656 - 24 Giu 2015 07:32 pm
Oggetto:
Eh sì... Matteo Spirito in Via dei Mercanti...
Anche io da piccolo comunque preferivo i die-cast...
diablo - 25 Giu 2015 02:43 am
Oggetto:
Giuseppe, oltre a lui a Salerno?
lombricoferoce - 25 Giu 2015 10:31 pm
Oggetto:
A dir la verità le "linguette" ripiegate non piacevano neppure a me. Eppoi per me era quasi irresistibile non alzarle e ... romperle Sad
lombricoferoce - 18 Feb 2016 01:41 pm
Oggetto:
“Der große” ARNOLD JEEP J-2600

Rappresenta una jeep americana con l’impianto radio nella zona posteriore, c’è l’antenna che solitamente si scolorisce e diventa rosa mutanda e c’è pure una cornetta legata con un pezzettino di spago. Solitamente questi due pezzi mancano. E dulcis in fundo c’è la scatola …



Questo giocattolo in latta serigrafata è del 1959 ed è l’ultima jeep che la Arnold ha sfornato, non ha più la carica a molla, è a frizione sull’asse anteriore e non ha più le ruote sterzanti; I due “pupotti” in pasta sono della Fröha.
Scelta bizzarra la trazione sull'asse anteriore.



le due Jeep 002600 ... la differenza è notevole in tutto.


Come dimensioni è più grandina rispetto alle sorelle 21 cm x 9,5 cm x 10 cm con un peso di 296 g.




diablo - 18 Feb 2016 04:09 pm
Oggetto:

E_656 - 19 Feb 2016 10:22 am
Oggetto:
Bell'effetto tutte insieme! Cool
Hai altre mire per il futuro della tua latteria?

Trazione anteriore sulla Jeep? Nel '59 uscì la Mini... Si saranno ispirati a lei! Smile felice 3
lombricoferoce - 19 Feb 2016 03:16 pm
Oggetto:
Si ma penso irrealizzabili: la Phantom della Tippco blu ebianca, ho la copia spagnola che non riesco ad aprire c'è qualcosa che naviga nell'interno e la frizione non funziona ...
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... e la 600 Rivarossi (esclusivamente blu Francia) che anche se non è un latticino mi sta nel cuoricino ... da 60 e rotti anni, praticamente da quando la distrussi.

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E_656 - 19 Feb 2016 04:49 pm
Oggetto:
Ho visto la tua Phantom della Paya...
Possibile non ci siano "punti di aggressione" (li chiamo così!) tipo linguette, ribattiture della lamiera ove fare leva per aprirla?
La frizione non funziona perchè bloccata o folle?
Nel secondo caso quel che "balla" se è leggero è un ingranaggio a cascata della trasmissione se pesante addirittura il volano...
Sta a te se decidere di operare la paziente affinchè guarisca...


A Torino ero andato vicino ad una Safar, ma aveva le gomme sciolte, mancavano le camme e costava 100 euro... non essendo riparabile ho desistito.
C'era anche la Marchesini cromata che tu hai... Ma anche lì non ho osato: 250 euro...
lombricoferoce - 22 Feb 2016 01:58 pm
Oggetto:
Ciao Giuseppe, credo sia il volano la cosa che balla dentro è piuttosto consistente e le ruote sono in folle .... e non c'è nessun "punto di aggressione" .... mi chiedo come l'abbiano chiusa Crying or Very sad

Mah! Tu parli di operare, lo farei se non avessi paura di peggiorare la situazione. Sicuramente è composta da due gusci che sono tenuti assieme dai paraurti e dalla fascia laterale che gira attorno al giocattolo, almeno così credo. Ma se non ho un appiglio come faccio? Corro il rischio di rovinare anche quel poco di buono che c’è.

Il valore della Marchesini se in ordine più o meno sia aggira sulla cifra che indichi tu. Ma va anche oltre.

La Safar ti piacerebbe, se completa fa dei percorsi prestabiliti tramite delle “camme” che inserisci sotto. Cosa che non ho mai provato.


Questa qua sotto è l'originale e non ci sono appigli di sorta. Embarassed
lombricoferoce - 20 Mag 2016 12:45 pm
Oggetto:



Mi sono deciso a regalarmi un Märklin “dadi e bulloni” dopo anni che guardavo i giocatoli di questo marchio e di questo tipo. Da bambino non mi entusiasmavano, preferivo gli Shuco o i GAMA, da grandino hanno continuato a non entusiasmarmi e ho continuato a preferire Shuco, GAMA e altri marchi forse meno blasonati ma senza somiglianze con le caricature della creatura del dott. Frankenstein, con i caratteristici bulloni ….

Poi ieri sera anche per placare un certo nervosismo che mi frequenta da un bel po’, ho voluto autogratificarmi, dandomi un paio di pacche amichevoli sul capino depresso e …. al conto in banca altrettanto depresso. Ho partecipato ad un'asta ed mi sono aggiudicato un Märklin con ref. 1103 in condizioni “MB”.
In effetti quando l’ho acchiappato ho provato una certa soddisfazione, ciò che mi ha attirato in questo giocattolo di latta sono i colori e le dimensioni, non so perché e poi anche la sua meccanica.

Si tratta della riproduzione “in formato giocattolo” di una Mercedes-Benz SSK (W06) che fu prodotta dalla casa di Stoccarda da circa metà anni venti fino a circa metà anni trenta. E’ stato l’ultimo progetto di Ferdinad Porsche in casa Mercedes.

Deriva dalla 680 S, primo modello della famiglia W9856 che assunse la sigla W06 a fine anni venti. La S cominciò quasi subito ad essere usata a scopo agonistico, iniziò in occasione della gara inaugurale del circuito del Nürburgring nel 1927 dove si piazzò al primo e secondo posto. Nonostante questo la vettura non era il massimo in quanto a freni nonostante gli sforzi di Porsche.

Nel 1927 venne presentata anche la SS, ossia la Super Sport che era abbastanza simile alla S ma con un motore di 7,1 litri (6,8 per la S) e con alcune differenze nel corpo vettura e negli interni più lussuosi e confortevoli.
Le SS erano note anche con le sigle 700 e 710, a “causa” della cilindrata passata da 6,8 a 7,1 litri, anziché 680 come nelle Typ S; la prima versione ad esordire, la meno potente, era nota anche come 700 SS, mentre le altre versioni erano note come 710 SS.

Anche la SS non mancò di essere utilizzata in gara, dove seppe cogliere numerose affermazioni in contemporanea con la sorella S.

Anche se il telaio di queste vetture era quello accorciato del modello K (1926), rimanevano sempre piuttosto ingombrati e poco maneggevoli e così il buon Ferdinand pensò di accorciare un telaio S, riducendone il passo di ben 45 centimetri e così nacque la SSK Super Sport Kurz, dove Kurz significa corto, riferito al passo. La sigla SS fu scelta perché pur montando il telaio derivato dalla S usufruiva del motore da sette litri della SS. Ufficialmente la vettura si chiamava Mercedes-Benz 720 SSK e poche vennero impiegate solo per un uso stradale. Le SSK più spinte utilizzavano un compressore volumetrico più grande ed una frizione più robusta a 4 dischi a secco.
Il prezzo d’acquisto superava i trentamila marchi, una botta di soldi a quei tempi. Ne vennero prodotti 36 esemplari, le potenze del motori a seconda delle vetture e degli anni variava dai 170 ai 250 cavalli con velocità che portavano i 1500 chili e rotti della vettura ad oltre 180 chilometri orari.

Alla SSK segui la SSKL che non era più un progetto Porsche che se ne era andato, e che pesava 170 chili in meno e con 50 cavalli in più. Ma questa è un’altra storia facilmente rintracciabile.

Tornado al giocattolo della Märklin con numero di catalogo 1103 è da dire che è relativamente recente, infatti venne presentato nel 1995, si tratta di un remake di un giocattolo "dadi e bulloni “ del 1930 che aveva in catalogo il numero 1101; è lungo 39 centimetri ... scala 1/12?

La macchina è di colore rosso con i parafanghi bianchi, lo chassis è nero, la griglia del radiatore è verde come lo scarico.
Ai lati, ha un grande "7" nero su sfondo bianco come numero di gara, la targa porta il numero "1103", che è anche numero di catalogo del modello. Il giocattolo è uscito in edizione limitata in 7000 pezzi per il “Märklin's MHI program”, in America costava 627 dollari.
Non è difficile da trovare ma normalmente i prezzi sono salati …. come già accennato Il bello di questo giocattolo lo si vede guardando il fondino …. e ... ha i fari funzionanti, alimentati da una batteria alloggiata nel telaio.

La MHI (Marklin Handler Initiative) è fondamentalmente una cooperativa di commercianti Märklin, tedeschi. Coloro che scelgono di partecipare a questo programma noto in Germania anche come “Commissione Märklin” si impegnano a dar vita ad undici creazioni esclusive che vengono annunciate all'inizio di ogni trimestre solare, il numero di elementi varia a trimestre. A volte l'assortimento comprende un motore, a volte solo una macchina impostata o due, ecc …. Questo programma non riguarda solo i giocattoli ma anche altri prodotti Märklin o Trix, come i trenini per esempio.

Intanto pubblico le foto del mio giocattolo fatte dal venditore che saranno senz’altro migliori di quelle che farò io ….

Servus Laughing
fantasmak - 04 Giu 2016 08:22 pm
Oggetto:
Molto bella l'auto, ed interessante la descrizione.Bravo.

Guido.
lombricoferoce - 06 Giu 2016 01:15 pm
Oggetto:
Grazie. Sì, sono molto bravo nel copia incolla + o - ~ ... e nel pubblicare le foto di roba mia … ma fatte da altri, wirklich very very brav.
fantasmak - 06 Giu 2016 01:47 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:
Grazie. Sì, sono molto bravo nel copia incolla + o - ~ ... e nel pubblicare le foto di roba mia … ma fatte da altri, wirklich very very brav.


Non è da tutti. Mr. Green Mr. Green

Guido.
lombricoferoce - 25 Ott 2016 02:51 pm
Oggetto:
Ecco un'altro esempio di collage. Smile felice 3

Chad Valley: ditta che spaziò nel mondo dei giocattoli, dai giochi da tavola di tutti i tipi, alle bambole, ai giocattoli di latta con e senza carica a molla ed in pressofusione ... è tutt'ora in attività ....

La storia di questo marchio inizia nel 1823 quando mr. Anthony Johnson Bunn decide di avviare un'attività di stampaggio e di rilegatura di libri. Intorno al 1830 la ditta comincia a produrre, come attività secondaria, giochi per bambini, sul tipo del gioco dell'oca, per intenderci.

Nel 1860 i due figli di Bunn cambiano ragione sociale alla ditta in "Johnson Brothers Ltd" e nel 1897 la società si trasferisce Harborne, zona a sud ovest di Birmingham, in George street nella Chad Valley una piccola valle attraversata dal fiume Chad tra Harbone e Edgbaston.
Da qui il nome del futuro marchio che comparirà negli anni venti, anzi a dire il vero il marchio viene registrato nel 1919 e copre la produzione sia di libri e sia di giocattoli.

Nel '900 con l'arrivo dei cartoni animati e dei personaggi dei fumetti si registra una novità nel mondo dei giocattoli, molte ditte chiesero ed ottennero le licenze per riprodurre i personaggi più popolari. Topolino, Biancaneve ed i Sette Nani, Pinocchio e tanti altri furono riprodotti in milioni di pezzi. Dico questo perché nel 1920 la "Johnson Brothers Ltd" possiede ben tre fabbriche che vengono inglobate nel marchio Chad Valley Company che si specializza nella produzione di cartoni animati e giocattoli promozionali legati ai films di animazione non trascurando la produzione di libri.

Due anni dopo viene acquisita la Isaacs & Co che produce "soft toys", per intenderci pupazzi ed animaletti vari in stoffa od altri materiali morbidi, gli attuali "peluche" che per altro hanno origini che si perdono nella notte dei tempi o all'alba della civiltà se mai è esistita.
Dicono che gli animaletti di "peluche" abbiano origini molto antiche, si parla della terra dei faraoni quando venivano cucite pellicce di animali per dar forma a piccoli animali, quali balocchi dei bambini di allora. In epoca moderna la diffusione di pupazzi e animaletti di peluche può essere dovuta al fatto che spesso le famiglie della borghesia di molte città europee non erano solite possedere alcun animale domestico dentro casa e per compensarne alla mancanza ne acquistavano dei finti.

Un'ipotesi come un'altra, fatto sta che nelle antiche tombe si trovano spesso tra gli oggetti sepolti accanto al defunto, dei giocattoli. Si tratta per lo più di bambole, maschere, statuine di animali, soldatini di metallo e soprattutto giocattoli acustici, come raganelle, campanelli o fischietti.

Il termine peluche come si intuisce èl francese "éplucher", che deriva a sua volta dal francese antico "pelucher", il quale ha origine dal latino volgare "piluccare", derivato dal latino classico "pilare", che significa "spelare" ovvero secondo la Treccani: privare del pelo, far perdere il pelo.

Tornando alla Chad, nel 1925 viene acquisita un'altra ditta produttrice di schede educative e giochi per bambini, la Warrilows Ltd and H S Hooper Ltd.
Le acquisizioni di svariate altre ditte tra le quali anche una che produceva puzzles, continuarono fino al 1939, quando allo scoppio della guerra, come era già avvenuto nel 1914, la Chad Valley, come altre ditte, convertì la produzione in prodotti utili allo sforzo bellico, fino al 1945, quando viene ripresa la produzione di giocattoli.

A questo punto, dopo l'acquisizione di una nuova fabbrica, la Chad inizia anche a produrre giocattoli di gomma e bambole.
Non ho detto che nel 1931 inizia la produzione di giocattoli in latta e nel 1938 le fu concessa la Royal Warrant of Appointment che è un'onorificenza conferita dalla Famiglia Reale Britannica a un negozio o un'attività. Sembra che la Chad fabbricasse bambole per le principesse reali.
Il significato di questa onorificenza sta nel fatto che, con tale simbolo, si accerta che l'attività commerciale abbia svolto, o tuttora svolga, servizi per la Corona Inglese. La cosa dona molto prestigio all'attività.

Nel corso dei successivi dieci anni dopo la seconda guerra mondiale, fino agli anni 50, la ditta non fa altro che ingrandirsi acquisendo altre società, tra cui la Hall & Lane nel 1951, produttori di giocattoli in metallo, nel 1954 l'azienda di famiglia di Robert Brothers (Gloucester) Ltd, nota come ‘Glevum’ Toys e nel 1958 la fabbrica di giocattoli in metallo Acme Stopper and Box Co.

I giocattoli ed i giochi Glevum venivano prodotti ad Harborne e in un'altra fabbrica, la Wee-Kin Works, situata sulle rive del Ciad.

Nel 1960 Chad Valley comprendeva sette fabbriche e impiegava oltre 1.000 persone.
L'ultima società ad essere acquisita nel 1967 fu la H.G. Stone and Co. Ltd. ( Chiltern Toys ) periodo in cui la Chad Valley cominciò a risentire della concorrenza straniera e non solo. Questo porta alla cessione dell'azienda circa 10 anni dopo, infatti nel 1971 viene ceduta a John Bentley della Barclay Securities, per 600.000 sterline che l'acquistò con intenzione di snellire e razionalizzare la società.

Nel giro di un anno, il catalogo di vendita offrì solo 250 prodotti di cui la metà erano nuove linee, mentre il resto era stato aggiornato e riconfezionato.
La principale fabbrica ad Harborne venne chiusa e demolita e tutto venne spostato nella fabbrica di Hall & Lane, nel centro di Birmingham.

3 dei 9 stabilimenti vennero chiusi con tutto quello che comportava per il personale in esubero. Con il tempo le cose non migliorarono, tanto che nel 1975 rimasero solo 2 fabbriche attive e la produzione di peluche venne trasferita a Pontypool nel Galles del Sud

Nel 1978 la compagnia viene rilevata dalla famosa Palitoy di Leicester, la ditta che costrinse la "nostra" cara Politoys a cambiare nome in Polistil, la qual cosa porta la chiusura della Hall & Lane, circa un anno dopo.

Per finire, nel 1988 il marchio Chad Valley viene acquisito da Woolworths e rimane in uso fino alla chiusura della società a causa di un'insolvenza.

Nel 2009 il marchio Chad Valley viene acquistato per 5 milioni di sterline dalla Home Retail Group, capo gruppo della Homebase and Argos, credo sia una catena di supermarket.

La Rolls-Royce Silver Wraith Razor-Edge Sport Saloon, vettura realmente esistente, viene prodotta in tre versioni dal 1949 al 1953. Due versioni solo della polizia, una delle quali ha un altoparlante sul tetto ed è blu scuro, l'altra è come la mia, nera, poi c'è la civile che può avere vari colori, hanno la carica a molla e se vogliamo assegnare una scala, direi 1/42. E’ lunga circa 20 centimetri.

Link interessanti

http://www.woolworthsmuseum.co.uk/Toys-EarlyCV.html

http://www.toypriceguide.co.uk/the-history-of-chad-valley/

http://rodgersantiques.co.uk/

http://www.giochidelloca.it/storia/valley.pdf

http://www.argos.co.uk/static/ArgosPromo3/includeName/Chad-Valley-shop-toys.htm





fantasmak - 25 Ott 2016 03:33 pm
Oggetto:
Molto bella e ben tenuta.

Interessante la storia della Chad Valley.Solo un'inesattezza:la RR con l'altoparlante non è nera,bensì blu scuro.

Guido.
lombricoferoce - 25 Ott 2016 05:13 pm
Oggetto:
Very Danke ho corretto lo strafalcione imperdonabile non è bello diffondere notizie false e tendenziose.



Il giocattolo è in buonissime condizioni e dopo la pulitura sembra un altro, queste sono le foto della mia Chad ma fatte dal venditore, non riuscivo a fare qualcosa di decente a causa del colore nero della vettura, venivano foto schifose e così ... ubi maior minor cessat, tanto è sempre lei ed è "mia".
L'abbiamo caricata come ben ricordi e va che è una meraviglia, ora devo procurarmi la chiave e ... magari .... magari .... anche le sorelle.

Questa qua sotto dovrebbe essere la musa ispiratrice ... Laughing
fantasmak - 25 Ott 2016 05:38 pm
Oggetto:
E' lei.

Guido.
diablo - 25 Ott 2016 07:47 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:
ora devo procurarmi la chiave e ... magari .... magari .... anche le sorelle.


Per la chiave approfitta della distrazione di Guido, con tutti i modelli che ha mica si ricorda ...
lombricoferoce - 26 Ott 2016 12:57 pm
Oggetto:
Figurati ...quando me l'ha imprestata se l'era legata all'alluce con uno spaghetto .... Shocked
Marco_Beta - 19 Mar 2017 11:57 am
Oggetto:
Ciao, in altro topic dove hai messo il lihk per venire qui hai scritto che non hai molti pezzi in latta..porca miseria! Complimenti, tanta bella latta e anche tutto il resto.

Un saluto a Moriz da parte mia..
lombricoferoce - 19 Mar 2017 07:13 pm
Oggetto:
Moriz contraccambia di cuore, erano anni che non lo sentivo ronfare. Cool

Per il resto ... più parole che altro, se si guarda bene. Embarassed
E_656 - 20 Mar 2017 08:57 am
Oggetto:
Poi dici che sono io che mi fustigo! Mr. Green
Le tue son parole in lamina d'acciaio forgiato...
Hai bellissimi esemplari ed inoltre ne sai vita, morte e miracoli! Se mi sono addentrato nei meandri di questa tematica lo devo anche alle tue disquisizioni... E chissene se come dici tu sono "copincollate"!

Lamina d'acciaio forgiato? Ma chi sono Krupp?

Tu, ti fustighi con la tua modestia a nove code. Wink

In quanto a me ho le idee chiare su ciò che sono, haimè, ciò che so, doppio haimè, ciò che scopiazzo, abbastanza decentemente .. e ciò che ho. Non male ma neppure da strapparsi i capelli.
Che poi ti abbia "leggermente" contagiato con la mia latticinite, sì potrebbe essere ma non era mia intenzione, non sapevo di essere un portatore sano. Mr. Green

Bye
lombricoferoce - 04 Apr 2017 12:59 pm
Oggetto:
Sbaglio ma non ho mai pubblicato i miei Oldtimer e se l'ho fatto, pazienza vuol dire che son rinko.

Gli Schuco Oldtimer sono simpatici giocattoloni che ho acquistato per cifre abbastanza buone rispetto al valore medio che si aggira sui cento e rotti (MB).
Non sono al corrente in merito alla loro produzione attuale, non credo che ci sia, anche se ho visto alcune confezioni non più in scatola di cartone ma in "blister" di plastica;

so .... credo ... ma qui lo dico e qui lo nego, che la prima è uscita nel 1982 e ogni anno a seguire ne usciva una nuova fino al 1987 quando hanno concluso con la seconda Opel Doctor wagen.

Probabilmente per questa serie hanno preso spunto dalla Mercer serie Micro Racer ma è una mia supposizione. Mi sono lasciato suggestionare da Giuseppe che a sua volta era stato contagiato da me, ahilui, essendo io portatore sano della famigerata latticinaria

Nel 1990 è caduta la DDR, per questo c'è la scritta "made in West Germany".



E_656 - 04 Apr 2017 01:27 pm
Oggetto:
Son sempre un bel vedere! Very Happy
E per quanto mi sforzi non riesco a farne una classifica: ognuna ha qualcosa che mi piace.
E30 - 04 Apr 2017 03:27 pm
Oggetto:
la particolarità che hanno di sembrare in moto con tutte le vibrazioni tipiche delle vetture di allora è fantastica
Marco_Beta - 04 Apr 2017 10:37 pm
Oggetto:
Anche a me piacciono molto e il livello di dettagli è elevato. Condivido la senzazione che danno una volta "in moto" simile all'auto vera..per ora io ho solo quelle "impure" con accendino Consul ma...sto facendo il filo a quelle di mio padre..chissà che prima o poi non mi trovi a pubblicare le loro foto, scattate in casa mia!
Belle belle Franco.
lombricoferoce - 05 Apr 2017 01:14 pm
Oggetto:
Ciao tutti ... &

Oggi mi sono arrivate le 2 Schuco .... funzionano ... una dev'essere anteguerra ha scritto made in Germany e si vede che è la più anziana e l'altra è US zone. No ho capito a chi appartenga la scatola. ...




Laughing
lombricoferoce - 06 Apr 2017 09:14 am
Oggetto:
Rolling Eyes Fernlenk-Auto, prodotta dal 1938 al '43 e poi fino al '60 circa, conosciuta anche come Schuco 3000, D.R.Patent, Lunghezza 10,5 cm, carica a molla e filo-guidabile tramite un volantino.



Fernlenk corrisponde all'idioma italico di "controllo remoto".

Quindi auto a controllo remoto, vulgaris filo-guidata.

La confezione comprende:

il volante con relativo cavetto, d 12 birillini di vari colori probabilmente per cimentarsi in una gimcana, una pallina e due palettine colorate delle quali ignoro l'uso, probabilmente segnali stradali (?) oltre ovviamente alla chiavetta ed al foglio di istruzioni.

Le mie due Fernlenk-Auto sono di epoche diverse la blu è prebellica mentre la rossa e postbellica (US Zone) ed ha la sua confezione alla quale manca un brillino verde.
Una paletta delle due, per qualche motivo a me ignoto, sta navigando dentro quella blu e sarà mia cura estrarla anche se non sarà proprio facile.
Ambedue sono funzionanti. Da ragazzino, come probabilmente ho già ripetuto per una decina di volte, avevo quella rossa.
La scatolina appartiene alla rossa e direi che è in ottimo stato.

In più mi son trovato dentro un secondo foglietto di istruzioni ma non per la Fernlenk-Auto in questione ed un volante al quale manca un pezzo pur avendo i suoi ingranaggi.

Nel complesso sono very contento nonostante i 170 euro sborsati.

Shalom a tutti voi Smile felice 3
fantasmak - 06 Apr 2017 11:51 am
Oggetto:
Ssssai belle.Ottimo acquisto, molto ingegnosi sti Schuco.

Guido.
lombricoferoce - 06 Apr 2017 04:09 pm
Oggetto:
Gama - Traktor Nr.176/4 lungo 33 cm carica a molla.

Trattore con rimorchio della Gama .... in ottimo stato, funzionante.
fantasmak - 06 Apr 2017 05:36 pm
Oggetto:
Che bello! Franz,stai recuperando?
Ricordo che avevo qualcosa del genere anch'io,ne abbiamo anche parlato:il rimorchio era simile,se non uguale,solo di color giallo,il trattore era del tipo a cingoli e aveva l'ometto, che si poteva togliere, di nome "Ciano". Mr. Green Mr. Green Peccato che il tutto sia andato distrutto.

Guido.
lombricoferoce - 06 Apr 2017 07:38 pm
Oggetto:
No, ho le balle piene Shocked e allora cerco .... forse ricordi ....

A parte questo dettaglio non sono sicuro che sia quello che avevo io ... ma il dettaglio che ho premesso ha influito molto. Non so. Non è la mia giornata.


Marco_Beta - 06 Apr 2017 09:00 pm
Oggetto:
Beh direi che con le Schuco non ci son più dubbi, hai comprato molto bene, 170 Euro per quello che vedo in foto mi sembrano un buon prezzo, se non ottimo. La scatola è molto bella e dà un valore aggiunto non solo in termini di valore economico ma anche emotivo..almeno per me. Riesce a far viaggiare la mia fantasia e la vedo ammirata da tanti occhietti dietro una vetrina...mi piace molto Franco, bravo!
Ora che vedo il trattore Gama ho scoperto di avere il rimorchio...solo il rimorchio !
Comunque...alla fine...a latta sei messo moooolto bene!
Buona serata.
lombricoferoce - 07 Apr 2017 08:24 am
Oggetto:
Grazie Marco. In merito agli Schuco, perfettamente d'accordo, l'avevo da piccolo ma proprio piccolo e non mi diceva niente ... poi ho cominciato a cercarlo .... ora sono soddisfatto. Ho smontato quello blu per pulirlo.

Il trattore della Gama, solo il trattore, non è difficile da trovare. Very Happy

Ciao comincio a lavorare, ahimè! Embarassed
E_656 - 07 Apr 2017 08:55 am
Oggetto:
Bravo Franco! Vedi che i tuoi timori erano infondati? Sono due belle "3000": in più, una ante ed una post bellica!
Collezione completa in un colpo solo. Mr. Green
Il trattore poi è stato un ulteriore vero affare.
lombricoferoce - 08 Apr 2017 07:34 pm
Oggetto:
Non faccio dichiarazioni se non in presenza del mio avvocato e dopo 4 Margarita, facciamo 5 e non ne parliamo più. Shocked


Ma un boh, mi scappa. Embarassed Hai presente i periodi culoni che ti seguono come cani fedeli e che magari muoiono sulla tua tomba dopo essere stati fotografati , da pigs & dogs?

Ecco ..... a tre quarti del cammin di mia vita mi trovai in una selva oscura che buttava sul marron, che la retta via era smarrita ma ... sempre marron ..... che poi come cavolo si fa a trovare una cosa mai avuta, proprio non so.

E_656 - 08 Apr 2017 11:31 pm
Oggetto:
Solo cinque Margaritas... O di più!? Laughing Laughing
lombricoferoce - 04 Mag 2017 08:46 am
Oggetto:
La seconda Rolls Royce della Chad Valley Wee-Kin Traffic Control Car, con "loud speaker", ossia ha sul tetto un megafono, è di colore blu scuro e le sue condizioni per avere 68 anni sono discrete non eccelse ma discrete.
Ho scritto che è la seconda perché come tutti sapete la Chad Valley Wee-Kin produsse tre Rolls-Royce Silver Wraith Razor-Edge Sport Saloon, alla fine degli anni quaranta, in pressofusione e con carica a molla.
Se vogliamo assegnare loro una scala, direi 1/42 più o meno. E’ lunga circa 20 centimetri. Questa è del 1949.

Come dicevo venne prodotta in tre versioni dal 1949 al 1953. Due versioni solo della polizia, una nera con la scritta "POLICE" sul tetto, su una targhetta, una blu scuro con l'altoparlante sul tetto, ed una "civile" che può avere vari colori e che sarà la più difficile da rintracciare e senz'altro la più costosa.

Se vogliamo metterle in ordine di "rarità" la più diffusa è quella con la scritta sul tetto, poi quella con l'altoparlante e poi la civile.
Il valore? Sempre piuttosto importante ma dipende come sempre dalle condizioni e dal lato B (nostro), solo la chiavetta viene oltre i 10 euro anche se è una copia.

Suerte! Laughing
lombricoferoce - 05 Mag 2017 08:55 am
Oggetto:
Un'altra "gippotta" ... ma del Sol Levante ....

Questa J-2500, copia di una Arnold fatta in Giappone della Nomura (TN), siamo nel 1952, è lunga circa 18 cm.

La 002500 contraddistingue tra le Arnold la polizia militare.

E' abbastanza simile, forse più per le scritte che per altro .... e al posto della carica a molla è a frizione, è stata fatta per il mercato giapponese per un periodo molto ridotto e quindi è estremamente rara, almeno così ho trovato scritto ....

http://www.jeepfreund.de/Modelle/modelle.html

Non so perché ma han fatto 3 sedili anteriori Very Happy


Servus Smile felice
Marco_Beta - 05 Mag 2017 02:18 pm
Oggetto:
Bella la Jeep Franco! Molto interessante anche il link che hai messo..mi sa che questa volta sarai tu a tentarmi in un acquisto: nel link si vede anche il modello T.N. Police Dep. a batterie di cui avrei occasione di comprarne un esemplare...mal messo quindi da restaurare, quasi quasi...
Comunque il tuo esemplare è proprio bello e curioso per via dei tre sedili anteriori.
lombricoferoce - 05 Mag 2017 06:21 pm
Oggetto:
Sì è interessante. Ha tre posti come le prime Land. Mah!

L'ho presa perchè è messa vicino alle Arnold e in qualche modo è collegata a loro, chissà perchè l'hanno fatta proprio con la scritta Arnold ed il numero 002500 ... ed è da un po' che mi stuzzicava l'idea ... e quando l'ho trovata complice il mio malumore ormai cronico, .... l'ho presa, la fattura è più grezza, si vede lontano un miglio e forse anche due e mezzo che è di scuola nipponica .... ora vediamo come sarà quando arriva dagli USA.

Ho già un'altra di questa marca che ho visto in ebay con scatola, identica alla mia, "Friction Powered Military NAVY JEEP" a $395,00, sembra la mia tanto che sono andato a controllare se c'è. C'è.
Un affarone per 360,86 euro più 42 e rotti di spedizione, da comprare subito, magari due o tre.
!Smile felice 2
Personalmente non amo molto i giocattoli a batteria, preferisco la carica a molla, se li lasci un po' fermi dopo devi dare sempre "l'invito" a mano per vederli riprender vita. Non è che quelli a molla non diano problemi, ho portato la settimana scorsa il meccanismo di un rullo compressore della DDR a cambiar la molla dal mio orologiaio, spaccata in due dopo che mi ero procurato la chiave. Ben, bon pazienza.

Se prendi quella da restaurare .... son curioso di vedere i passaggi. Razz

Che la forza sia con voi, frequentatori di AMG! E va là pure con gli altri. Oggi sono espansivo. Molto !Smile felice 2
Marco_Beta - 05 Mag 2017 09:28 pm
Oggetto:
Sin da bambino le Jeep non mi hanno mai attrato molto, ne ho solo un paio che ho già postato nella mia collezione ma...per colpa..merito..si onsomma, causa tua ora mi sa che quel modello a batterie entrerà in casa mia! Nel week end perfezionero' la trattativa (scambio di rottami).
Per il discorso dei giocattoli a molla e/o batterie non posso che essere d'accordo con te però col tempo (che passa e invecchia tutto e tutti, maledizione) apprezzo anche ciò che in precedenza scartavo o reputavo di minor interesse..come dire che la Duna mi faceva schifo ma oggi quasi quasi...no, questo paragone è esagerato! Ci sono molti giocattoli Giapponesi in latta e elettrici con meccanismi meravigliosi che oggi mi affascinano QUASI come una Schuco.
Forse ho capito la ragione per cui non mi attirano ancora molto le Jeep...Jeep è lo sponsor dell'altra squadra di calcio della mia città!!
lombricoferoce - 05 Mag 2017 09:41 pm
Oggetto:
Una cosa è certa .... non mi attizzi il morale con le tue considerazioni .... che poi pure sono le mie .... Very Happy

E comunque le jeep erano marchio Willys o Ford Smile felice ... se pensi quasiasi fuoristrada 4x4 del piffero, viene definito jeep. Anche quelle che dopo esser passato in mezzo ai rovi ... ti fanno piangere ... e son solo delle signorine. Il marchio odierno è solo un fantasma Mr. Green

Notte serena, Marco!
E_656 - 06 Mag 2017 10:08 pm
Oggetto:
Bel colpaccio la Chad!
La inseguo da tempo, ma scappa sempre o è troppo lontana per via del prezzo.
La Jeep è proprio la copia -una volta i Jap copiavano!- dell'Arnold.
Ha anche un messaggio pacifista: le due "margherite" sotto il parabrezza! Cool
Giustamente da abbinare alle originali (le jeep, non le margherite!)
lombricoferoce - 06 Mag 2017 10:36 pm
Oggetto:
E' Guido che mi informa .... lui è sempre che fa da sniffer per le RR, credo che se troverà qualcosa di interessante sulle Chad possa farti una soffiata, per tempo per "pm". Ieri ho comprato anche una chiave che mi mancava per la prima. Non ricordo se ne hai una.

In merito alla jeep, come dicevo non ho capito questa simil-copia anche con la scritta Arnold. Non ho trovato notizie in merito. I vari produttori del Sol Levante hanno costruito un sacco di jeep in latta di buona qualità ma non bellissime, neppure parenti delle Arnold e questa non fa eccezione ma mi stuzzicava assai.

Notte. Very Happy
Marco_Beta - 12 Mag 2017 03:13 pm
Oggetto:
Sono un po' O.T. ma visto che Franco, con il suo acquisto Jeep T.N., ha risvegliato e alimentato un mio sentimento sopito e accantonato per questi mezzi, vi aggiorno e chiedo consiglio circa il possibile acquisto del modello di cui ho già accennato. Si tratta di una produzione T.N. Nomura visibile nel link allegato da Franco sotto ''Modelle 2'', quella con cofano apribile lunga 40cm. e pesante 1.5 Kg.! Il problema è che manca il cofano (dovrei ricostruirlo), una luce su un parafango, le braccia e il volante dell'autista (ho però già una dritta per procurarmeli) e i cappelli dei due personaggi...e bolli vari.
Insomma è messa male e non si tratta più di fare uno scambio di rottami bensì uno scambio rottame/50Euro..cosa faccio?!
Il modello mi piace molto, è molto ben fatto..quindi consigliatemi di comprarlo!
Smile felice 3
lombricoferoce - 12 Mag 2017 07:54 pm
Oggetto:

Compralo! Poi rimetti tutto in ordine magari mostrandoci quello che fai e come fai, compralo.
E_656 - 12 Mag 2017 08:05 pm
Oggetto:
Ciao Marco, compralo assolutamente!
Mai pensarci troppo: il tempo ed il modo per ripararlo si trova, una buona occasione invece non passa spesso! Wink
Marco_Beta - 16 Mag 2017 01:07 pm
Oggetto:
Comprata!
..chiudo l'OT (perdonami Franco) aggiornandovi con il lieto evento dell'acquisto del modello Jeep Police Dept che ha visto la chiusura della trattativa per 35 Euro..un affare considerata la rarità del modello ma è l'unico aspetto che edulcora la situazione di questa new entry nella mia collezione..si insomma..fa un po' schifo per come si presenta, è un po' peggio di come l'ho già descritto. L'unico aspetto positivo è che è privo di ruggine e il vano batterie non ha segni di corrosione da acido batterie.
A breve, nell'area retauri, le foto del modello come si presenta oggi e del restauro che sta iniziando, sperando di riuscirci in modo decoroso e di completarlo prima che la demenza senile mi colpisca in modo definitivo..
lombricoferoce - 16 Mag 2017 01:31 pm
Oggetto:
Very Happy Ok perdonato ma faccela vedere 'sta benedetta jeep ..... Wink Ciao.
lombricoferoce - 08 Giu 2017 11:24 am
Oggetto:
L'ultimo arrivato tra i miei latticini. E' un GAMA con ref. 265 con la sua scatola, non proprio intonsa, è lungo 23 centimetri, è lo stesso LKW (camion) usato per l'autoscala, io ne ho 2 di epoche diverse, entrambe a frizione. Questo è un mezzo un po' particolare dei pompieri, ha sul tetto una scala e sul retro una gru, quindi ha una funzione di soccorso ma non è un'autopompa né un'autoscala.
La carica è a molla, il che lo colloca agli albori degli anni cinquanta. Le condizioni sono più che buone manca il gancio della gru che mi sono procurato originale a veramente "caro prezzo".
Questo giocattolo l'ho voluto a tutti i costi tanto che nell'asta di ebay ho puntato talmente alto che solo un imbecille avrebbe potuto fare altrettanto e mi è andata bene.
I ricordi e le loro sensazioni non hanno prezzo. Mia madre me lo aveva regalato per evitare di sopprimermi.
L'avevo visto in vetrina in una cartoleria sotto casa e ne rimasi folgorato, non so perché ma cominciai a lavorare ai fianchi i miei, fino a che non cedettero. Costava anche parecchio, quanto non ricordo e non ricordo neppure che fine abbia fatto. A dire il vero il mio era a frizione.
Non l'ho mai scordato e finalmente dopo 60 anni ce l'ho nuovamente e non vi dico la contentezza. Ma non serve che ve lo dica vero? Non siete nuovi a queste sensazioni, vero?
Quanto ho pagato il gancio della gru? 25 euro. Si ok, uno sproposito vero e proprio, sed alea iacta est et ubi maior minor cessat … et qui curat, o meglio, … chi se ne frega, alla fin fine.



E_656 - 08 Giu 2017 11:57 am
Oggetto:
Bellissimo Franz!
Capisco benissimo che appena lo hai avuto nuovamente tra le mani ti sei ritrovato magicamente sessant'anni addietro... La "bolla temporale" la chiamo io... Sono sensazioni impagabili!
25 euro per il gancio? Io credo di aver fatto di peggio... Mr. Green
E comunque: "Alea LACTA est...!" Laughing
RedMax - 08 Giu 2017 02:47 pm
Oggetto:
lombricoferoce ha scritto:

Quanto ho pagato il gancio della gru? 25 euro.


Shocked
se solo il gancio ha ste cifre non oso immaginare tutto il modello quanto costa
lombricoferoce - 09 Giu 2017 12:50 pm
Oggetto:
Beh, non regalato ma poteva andare molto peggio .... molto ... Very Happy


http://amgmodels.mastertopforum.com/-vp132348.html#132348


RedMax - 09 Giu 2017 06:08 pm
Oggetto:
allora hai fatto bene, ora il modello è in perfette condizioni e quindi il suo valore sarà aumentato... lo so che non lo venderai mai e solo per dire che ora capisco il senso dell'operazione e i 25 eurozzi di gancio originale.

Mi perdoni l'ignoranza Embarassed


P.S. ora faccela vedere col gancio montato Wink
lombricoferoce - 09 Giu 2017 06:22 pm
Oggetto:
Appena arriva il gancio .... sarà mia cura, il camion è arrivato a tempo di record e pur avendo probabilmente quasi la mia età è in ottima forma dopo una pulizia sommaria, ora ha solo bisogno di un po' di lubrificante ma funziona ugualmente. Devo andar cauto con la molla, ho già fatto fuori un rullo compressore della DDR un paio di settimane fa .... la molla spezzata in due, poi io ho ulteriormente peggiorato le cose tentando di "riparare" .... ho portato il pezzo smontato dal mio orologiaio, speriamo bene.

Ciao Embarassed
Marco_Beta - 12 Giu 2017 04:36 pm
Oggetto:
Franco ha scritto: "Non l'ho mai scordato e finalmente dopo 60 anni ce l'ho nuovamente e non vi dico la contentezza. Ma non serve che ve lo dica vero? Non siete nuovi a queste sensazioni, vero?"
...in effetti nel leggere le tue parole scritte e suggerite si riesce anche a vedere quel bambino dinuovo felice, per la seconda volta per lo stesso motivo..bella storia Franco.
Per il discorso del pezzo mancante pagato 25 Euro..ne so qualcosa, per affrontare i miei restauri anche io ho fatto spesso di questi acquisti e se non ci fanno rinunciare al pane sul tavolo, chissenefrega!
lombricoferoce - 12 Giu 2017 05:21 pm
Oggetto:
di cuore mi fa piacere leggere 'ste cose e condividere le emozioni. In certi momenti non mi riconosco o ... forse mi riconosco fin troppo Very Happy
Boh!
lombricoferoce - 13 Dic 2017 06:48 pm
Oggetto:
Smile Comperato per il Distler il Feuerwehr 7722, autoscala dei pompieri in latta, attualmente residente dentro al mio tavolino in salotto, saranno passati una trentina d'anni da quando è in mio possesso, funziona con un accumulatore ...

Il Distler Feuerwehr 7722 für Elektromatic Tankstelle come appena accennato, ha un accumulatore interno ed il marchingegno che serviva a caricarlo veniva venduto a parte. A suo tempo con una batteria quadrata ... ho provato a caricare e funziona. Qui siamo nel 1955.

Dunque questa è .....una Distler Tankstelle Zapfsäule Shell ICA (17 cm) e siamo negli anni 60 quindi questa è un po' posteriore al camion ma va bene ugualmente ... era abbinata a un'automobile.
Dovrebbe funzionare così, dentro c'è una batteria o due in questo caso di quelle classiche tonde grandi, il giocattolo da rifornire ha l'accumulatore raggiungibile attraverso un foro,qui si inserisce il terminale della pompa e si ricarica l'accumulatore e la lancetta che si vede sul distributore dovrebbe girare.

Spero di non aver preso una fregatura. Appena ne ho voglia, recupero il camion, cosa non proprio facile, il vetro del tavolino/teca pesa un sacco ....



E_656 - 13 Dic 2017 08:53 pm
Oggetto:
Belli entrambi, ma il camion per il semplice fatto che non ce l'ho, mi piace di più! Mr. Green
Frequentando i "vecchi giocattoli" mi rendo conto di quanto fossero all'avanguardia...
Non avrei mai immaginato l'uso di accumulatori ricaricabili a metà anni '50. Sia su Distler che su Schuco...
Marco_Beta - 13 Dic 2017 09:13 pm
Oggetto:
Concordo, nemmeno io immaginavo una soluzione elettrico-meccanica di questo tipo in relazione agli anni '50!
Ho provato a pensare un'esclamazione più elegante di quella che mi viene spontanea ma non la trovo percui: "che figata"!
Molto affascinante.
lombricoferoce - 14 Dic 2017 12:30 am
Oggetto:
Ovvio. Made in Germany, no?
lombricoferoce - 22 Mar 2018 03:58 pm
Oggetto:
Schuco ref. 01002 RADIO AKUSTICO del 1998 come tutti sanno è una B.M.W 328 la scala è circa 1/30 per 15 centimetri di lunghezza, il giocattolo ha la scritta made in Germany.
Non ho la scatola. Quando è arrivato il fondino era "sganciato sul lato destro, in una foto si vede, con pinze ed occhiali e disappunto, ho messo in ordine.
E' una variante della serie EXAMICO munita di carillon.
La canzone è "Que Sera, Sera", tratta dal film di Hitchcock "L'uomo che sapeva troppo" cantata nel 1956 da Doris Day.

Prodotto negli anni 90 fino al 2000. E' dotato di 2 meccanismi a molla, 1 con la carica laterale per il motore dell'auto e 1 con carica sul pianale per il carillon, con leva laterale start e stop.

Nell' abitacolo oltre al volante che comanda le ruote c'è una leva che gestisce il movimento del veicolo.
Come si può vedere è bicolore, rosso e nero. Ha Pneumatici in gomma con etichetta "SCHUCO * CORD * 250", il cruscotto è litografato, la chiave è di tipo 2 e va bene per entrambe le cariche.

Shocked

https://www.youtube.com/watch?v=4Dur2pdV5VU


E30 - 12 Giu 2018 09:43 am
Oggetto:
Ho acquistato una 600 della Marchesini forse non funzionante, dovrebbe funzionare a frizione ma non riesco a capire come
dentro c'è un disco tipo massa ma non ci sono molle

dopo pubblico le foto, ho visto che ne hai una uguale mi diresti che funzione ha?
grazie
E_656 - 12 Giu 2018 10:15 am
Oggetto:
Nell'attesa della risposta di Franco mi intrometto: come hai potuto notare il meccanismo a frizione è privo di molle. Un volano collegato con vari ingranaggi all'asse delle ruote -che divengono motrici- crea una massa inerziale che prolunga il moto impresso dall'utilizzatore al giocattolo medesimo.
Il mancato funzionamento di solito è dovuto o alla perdita di una ruota dentata nella serie che va dal volano all'asse, da un suo eccessivo consumo che non permette più il contatto reciproco dei "denti" tra due ingranaggi vicini, da uno spostamento del loro asse di rotazione...
Al contrario dei meccanismi a molla la loro riparazione è più semplice -se si hanno i ricambi-. A volte basta sfilare l'ingranaggio consumato, girarlo e utilizzare la parte non ancora usurata.
lombricoferoce - 12 Giu 2018 10:30 am
Oggetto:
Grazie Giuseppe la tua intromissione è come il cacio su i maccheroni, grazie, non avrei potuto dare una spiegazione migliore.

Hai diritto di intromissione quando e come vuoi sempre, comunque ... dovunque

Very Happy
E30 - 12 Giu 2018 09:04 pm
Oggetto:
ok grazie
ma che voi sappiate si trovano i ricambi?
E_656 - 12 Giu 2018 09:43 pm
Oggetto:
Prendi le misure e il "passo" delle ruote dentate o degli ingranaggi e prova a cercare in rete, in genere si trovano... Non è facilissimo, ma nemmeno impossibile.
lombricoferoce - 13 Giu 2018 10:54 am
Oggetto:
Giuseppe ha ragione ma i giocattoli italiani sono un po' figli di un dio minore, io cercherei qualche rottamino. Smile
E_656 - 13 Giu 2018 11:11 am
Oggetto:
Hai ragione Franco, ma come sai tutto ciò che è italiano -venduto da italiani- in rete diviene, grazie alla pietra filosofale, oro zecchino!
Il rottame solitamente ha prezzi che scoraggiano qualsiasi tentativo di riparazione.
E30 - 13 Giu 2018 07:13 pm
Oggetto:
infatti sono qualitativamente assai inferiori ai tedeschi ma hanno prezzi superiori
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