Back to the index page  
  FAQ   Cerca   Lista degli utenti   Gruppi utenti   Calendario   Registrati   Pannello Utente   Messaggi Privati   Login 
  »Portale  »Blog  »Album  »Guestbook  »FlashChat  »Statistiche  »Links
 »Downloads  »Commenti karma  »TopList  »Topics recenti  »Vota Forum

Modelli Made in Japan sotto la lente: pregi e difetti.
Utenti che stanno guardando questo topic:0 Registrati,0 Nascosti e 0 Ospiti
Utenti registrati: Nessuno

Vai a pagina 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10  Successivo
 
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum -> Made in Japan
  PrecedenteInvia Email a un amico.Utenti che hanno visualizzato questo argomentoSalva questo topic come file txtVersione stampabileMessaggi PrivatiSuccessivo
 
 MessaggioInviato: 12 Set 2013 09:50 pm  Modelli Made in Japan sotto la lente: pregi e difetti.
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  diablo

Site Admin
Site Admin




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 52
Registrato: 27/09/07 20:24
Messaggi: 11325
diablo is offline 

Località: modena
Interessi: modellismo
Impiego: libero professionista
Sito web: http://www.amgmodels.it


italy

Ciao a tutti,
si è parlato e discusso molto sul rapporto qualità/prezzo dei modelli montanti da Kamimura, Suzuki, Momose, Inaba ecc... e mi farebbe piacere discutere con voi anche dei pregi e difetti, non per trovare ad ogni costo il difetto, ma anche quei dettagli unici, i più piccoli, che alle volte guardando un banale difetto vanno in secondo piano. Una semplice pagella per dare un voto e giusto valore.

1) Cortesemente lasciamo a casa i classici complimenti sbrigatevi, inutili e senza senso...
2) Tutti i commenti positivi o negativi sono il benvenuto e faccio fede nel buon senso di tutti.
3) Evitiamo le polemiche perché siamo qui a discutere di modellismo e non di questioni personali.

Solo tre semplici regole da rispettare!

Franco, aggiungerei anche la storia e qualche foto della vettura 1/1

Primo modello sotto la lente e scelto a caso è stato realizzato da kaminura ed è una Ferrari 312PB Buenos Aires '72 su kit Piranha P09, in metallo bianco scala 1/43 del Febbraio 2003











_________________
Max


Ultima modifica di diablo il 12 Set 2013 10:21 pm, modificato 1 volta in totale
Profilo Messaggio privato HomePage
 
 MessaggioInviato: 12 Set 2013 09:50 pm Adv
Messaggio
  Adv









 
 MessaggioInviato: 12 Set 2013 10:15 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  pandino75

Site Mod
Site Mod




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 43
Registrato: 05/10/07 14:29
Messaggi: 2904
pandino75 is offline 

Località: Genoa, Genova
Interessi: auto, automodellismo, computer, politica...
Impiego: insegnante aspirante magistrato
Sito web: http://nuncestobsoletu...


italy

provo a dire la mia, anche se come sapete io faccio obsoleti e quindi prendete la mia opinione con beneficio di inventario, se dico cag... mi correggerete! Di questo modello apprezzo molto la pulizia di insieme, specialmente nella verniciatura e posa decal, tipica di Kamimura, molto curati anche gli interni ricchi di particolari autocostruiti che lo impreziosiscono come gli interruttori ed il volante, e quel che si vede del motore, certo si notano i 10 anni, infatti ho visto recenti lavori di Akihiro senz'altro più belli, come ad esempio la Ferrari 312 T2 six Wheels (della quale ho visto il WIP su facebook), ma questo può dipendere, da quello che ho capito, non solo dall'affinamento delle tecniche ma anche dalle esigenze e richieste del committente. L'unica nota stonata (forse esaltata dalla macro) sono i fanalini posteriori, quello a sinistra è leggermente storto e comunque mi sembrano leggermente sottotono rispetto allo standard qualitativo del modello. Sulla fedeltà della riproduzione non mi pronuncio non conoscendo l'auto originale. Concludendo è un ottimo modello, che fa veramente piacere guardare.
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage MSN Messenger
 
 MessaggioInviato: 12 Set 2013 11:29 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  Eagle

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 47
Registrato: 27/09/07 20:49
Messaggi: 5978
Eagle is offline 
Media Voti Post: User is appraised 4.00 out of 5
Località: Torino

Impiego: Art director of myself presso Me and Myself
Sito web: https://www.facebook.c...


italy

Intanto ringrazio Diablo per aver aperto questo topic.
Già oggi, per telefono, gli ho espresso la mia opinione in merito alla sua idea di aprire un topic per discutere dei modelli di questi modellisti, prendendoli uno alla volta e parlando sia dei pregi che dei difetti, insomma provare a fare una recensione imparziale e oggettiva. Davvero un'ottima idea!!! Bravo Diablo!

Non voglio discutere del rapporto qualità/prezzo di questi modelli.
Ormai tutti sanno come la penso e sarei ripetitivo.
Il prezzo è un parametro fondamentale nel giudizio di un modello.
Tendiamo, giustamente ed ovviamente, a lasciar passare dei difetti anche piuttosto gravi su un modello da 20 euro mentre tendiamo ad essere molto più critici quando un modello costa 4/5000 euro.
Insomma più il modello costa e più noi diventiamo, a regione, esigenti.

Cerchiamo di parlare di questi modelli a 360 gradi.
Il modello perfetto non esiste e, per quanto un modello possa essere bello avrà sempre qualcosa che non va perchè a montarlo sarà sempre l'uomo, ed errare humanum est.
Un modello va guardato nel suo insieme, parlare solo dei pregi o solo dei difetti è sbagliato.
Cerchiamo di non divagare e, volta per volta, discutere del singolo modello che viene proposto. Altrimenti si rischia di mettere troppa carne al fuoco e fare discorsi sui generis.

Comunque, andiamo oltre...

Intanto c'è da dire che il kit di partenza è in metallo bianco ed è stato realizzato da Mike Craig.
Ho avuto fra le mani qualche kit e, per essere in metallo bianco, sono abbastanza precisi e gli incastri collimano abbastanza bene. Molti pezzi nel kit originale sono in metallo bianco e credo che Kamimura abbia rivisto qualche cosa, aggiungendo torniture e dettagliando abbastanza il modello.
Il modello mi pare molto pulito e preciso.
Non noto errori storici, ma c'è da dire che dovrei osservare qualche foto in dettaglio perchè non conosco bene quest'auto, oltretutto in questa versione.
La verniciatura mi pare ottimamente stesa, così come le decals.
Belli i fari e le loro coperture, con relativi rivetti... Non si notano segni di colla e risulta tutto montato perfettamente e in modo simmetrico . Un lavoro certosino.
Apprezzo molto la decal del portanumero laterale, opportunamente "tagliata" dove apre lo sportello.
L'assetto mi pare corretto.
Se non sbaglio manca il filetto dorato sulla spalla delle gomme ma forse in questa gara le gomme erano diverse...
C'è qualcosa che non mi convince invece nel cruscotto. E' molto dettagliato, le levette e i selettori sono veramente belli e realistici. Kamimura qui ha fatto un ottimo lavoro di tornitura e di posa. Manca qualcosa comunque, alcune versioni avevano più interruttori sulla parte sinistra del cruscotto ma, ripeto, non conosco questa versione in particolare.
Sul sedile destro mi sembrano troppo spaziati e sovradimensionati i "salamini" dell'imbottitira del rivestimento dei sedili e l'incavo dell'imbottitura è troppo scuro. Insomma la forma dell'imbottitura è sbagliata. Non mi piacciono le cinture di sicurezza troppo piatte e forse sottili.
Bello il retrotreno con particolari di nota come i due tubi e la batteria semi nascosta come sul modello originale. In alcune versioni le marmitte erano tenute da quattro piccoli bracci, ma non so se è il caso di questa versione in particolare.
Vero quello che dice Davide per quanto riguarda i fanalini posteriori leggermente storti.
Mancano i rivetti sul parabrezza. Se non sbaglio la vettura ne aveva quattro.
Non vedo il cambio ma l'angolatura di queste foto non permette di osservarlo in quanto stava alla destra del pilota.
In sostanza, non mi sembra il miglior modello di Kamimura ma nemmeno il "peggiore".

Questo modello, comunque, non è facile da recensire perchè le foto, professionali, sono state realizzate su banco ottico. Mi sembra sia stata fatta anche una leggere cromia. Le foto che vediamo sono poi state ridimensionate male per il formato web e hanno perso di in qualità, basta guardare i rossi della carrozzeria.

Foto degli interni di una 312PB dove potete vedere il rivestimento dei sedili.
Guardando le foto della vettura reale possiamo renderci conto di quanto sia poco realistico il modello di Kamimura per quanto riguarda gli interni, soprattutto sedili e cruscotto:


Ultima modifica di Eagle il 13 Set 2013 10:48 am, modificato 2 volte in totale
Profilo Messaggio privato HomePage
 
 MessaggioInviato: 13 Set 2013 07:42 am  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  piero63

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 56
Registrato: 17/08/08 09:19
Messaggi: 1231
piero63 is offline 







italy

Leggo qualche inesattezza.
Non mi risulta che Kamimura abbia mai montato una 312 T2 six wheels. Aveva montato una T2 Superior Models, quando non era ancora disponibile il Tameo (strada ripercorsa poi pedissequamente da Nicola Ricco) rendendolo apribile..
Ora visto che avete deciso di cimentarvi in questo genere di recensioni vi spiego qualcosa.
E' molto difficile recensire un modello senza vederlo, e questi in particolare senza aver bene in mente il WIP.
La verniciatura dei sedili è perfettamente uniforme.
Se conosceste il WIP comunque vi sareste accorti che il passo della macchina è stato allungato di almeno 2 millimetri. Le prese Naca sono state rese tutte passanti con un procedimento che chi conosce i WIP di Kamimura ben conosce.
Tutta la parte in alluminio della fiancata è stata realizzata ex novo. Così come gli spessori della carrozzeria nella zona del passaruota anteriore sono stati realizzati applicando della lamiera in modo da renderli veritieri in scala.
Ci sono poi particolari realizzati con sublime finezza come le cerniere del cofano posteriore incernierate sul rollbar.
Se volete poi l'errore storico eccovi serviti: le decal portanumero sulle fiancate non sono della misura giusta.
Ma per tornare a particolari ben realizzati gli scarichi con un filo saldato sui terminali sono un altro particolare introdotto da questi modellisti in grado di fare la differenza.
Profilo Messaggio privato Invia email
 
 MessaggioInviato: 13 Set 2013 09:52 am  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL


Ferrari 312 P




In merito alla storia di questa vettura per iniziare devo dire che la nomenclatura è decisamente errata, :smile:
Nella saccoccia della Ferrari non è mai esistita una 312 PB che dovrebbe significare prototipo – boxer il motore in questione era a cilindri orizzontali contrapposti, quindi diverso dal boxer vero. Innanzi tutto il motore non è un boxer. Questa vettura ha lo stesso nome della vettura nata nel 1969 e che a mio esclusivo parere è moooolto più bella. De gusti bus....
Comunque basta andare nel sito ufficiale della Ferrari per non avere dubbi.

La differenza, che a volte crea notevoli discussioni, tra i due tipi di motore è data dalla sistemazione dei piedi di biella sull'albero motore. Si parla di:
Motore boxer quando le teste di biella sono montate separatamente su un proprio supporto
Motore a cilindri contrapposti quando le bielle sono montate sullo stesso supporto











scopiazzato in velocità ...

Gli anni 1970-71 furono per la categoria Sport-Prototipo gli ultimi che videro in lotta i “mostri” di 5 litri a 12 cilindri con cui Porsche e Ferrari si contesero il Campionato Mondiale Marche.

Già nel 1970, del resto, la CSI aveva reso noto che, a partire dalla stagione 1972, la massima cilindrata ammessa sarebbe stata ridotta a 3 litri. La Casa tedesca annunciò immediatamente il proprio ritiro, mentre la Ferrari, da poco entrata nell’impero Fiat, confermò il proprio impegno nella categoria, iniziando subito il pro getto di una nuova vettura, concepita attorno al potente e sempre più vincente moto re di F.1 a cilindri contrapposti.

Il primo prototipo apparve in un test sul l'autodromo di Modena quello stesso anno. In quell'occasione, la vettura venne collaudata con una carrozzeria in alluminio priva di verniciatura che avrebbe consentito di effettuare più rapidamente eventuali modifiche aerodinamiche. La forma definitiva venne poi realizzata in fibra di vetro.

Seguendo la logica delle sigle delle vetture Ferrari di F.1, la nuova nata avrebbe potuto chiamarsi 312 P. In effetti, la Casa stessa la presentò come Prototipo Boxer durante una conferenza stampa. Nella realtà, la sigla PB non compare mai nei documenti ufficiali di Maranello e la vettura ha sempre avuto come denominazione ufficiale quella di 312 P, una sigla peraltro identica a quella del prototipo del 1969 dotato di motore 12V. (vedi sopra le foto prese dal sito Ferrari)

La Ferrari schierò la sua nuova ‘monoposto matrimoniale’ (secondo una definizione dello stesso ‘Drake’) già nella stagione 1971, allo scopo di pervenire a un grado di messa a punto ottimale per l'anno successivo, quando si sarebbe trattato di lottare per il titolo. Per seguire meglio la nuova Prototipo 3 litri, venne deciso di affidare alle scuderie private la gestione sportiva delle 512 M.

La prima uscita avvenne nella 1000 km di Buenos Aires, dove l'equipaggio formato da Ignazio Giunti e Arturo Merzario riuscì a qualificarsi in prima fila con soli 4 centesimi di ritardo sulla più veloce delle Porsche 917, dando poi in gara molto filo da torcere a tutte le Sport 5 litri. Giunti fu in testa per 5 giri ed era ancora in lizza per il primo posto quando sulla sua traiettoria trovò, dietro una curva virtualmente cieca, una Matra-Simca, che il suo pilota Beltoise, rimasto senza benzina, stava incoscientemente spingendo verso i box attraverso l'intera larghezza della pista. L'impatto con la parte posteriore della vettura francese fu inevitabile (avendo Giunti la visuale coperta dalla 512 di Parkes che stava tallonando) e la 312 P esplose in una nuvola di fuoco. Lo sfortunato pilota romano morì sul colpo.

Comprensibilmente, la Ferrari preferì rinunciare alla successiva trasferta di Daytona, per schierare nuovamente la 312 P alla 12 Ore di Sebring, dove Jacky lckx e Mario Andretti condussero un esemplare nuovo di zecca qualificandosi ancora in prima fila. In gara, la piccola Ferrari rimase al comando fino a quando la trasmissione, concepita per la distanza di un Gran Premio di F.1, cedette. lckx e Regazzoni divisero poi la stessa vettura in occasione della 1000 km di Brands Hatch. Il pilota belga mantenne la prima posizione davanti alle più potenti Sport 5 litri finché non venne investito da una Dulon-Porsche. Raggiunti a fatica i box, la 312 P rimase ferma per una riparazione durata 10’. Ripartita, sempre con lckx al volante, riuscì comunque a concludere al 2° posto dietro a un’Alfa Romeo 33/3.

Alla 1000 km di Monza, Ickx si assicurò, nel corso delle prove, un posto in prima fila. Venne però fermato durante la corsa da un incidente occorsogli nel tentativo di evitare la Porsche di Willy Meier e la Ferrari 512 di Merzario entrate in collisione. Sul velocissimo tracciato di Spa-Francorchamps, le possenti Sport 5 litri poterono superare agevolmente la piccola 312 P, che gareggiò per l'occasione con l'esemplare, rimesso a nuovo, che era stato danneggiato a Brands Hatch. La Ferrari, guidata ancora da lckx e Regazzoni, non mancò di stupire per l'ennesima volta riuscendo a mantenere a lungo la 3° posizione. Clay si ritrovò sulla sua traiettoria la stessa Dulon-Porsche che aveva tolto di gara lckx in Inghilterra, investendola alla fine del rettilineo di Masta a oltre 270 km/h. Il brutto incidente fu senza conseguenze per le persone, ma privò la vettura di Maranello di un interessante risultato su un circuito poco favorevole.

La Ferrari non prese quindi parte alla Targa Florio, per schierare il proprio prototipo al Nurburgring. Ickx e Regazzoni disponevano della vettura che era stata distrutta a Spa. Jacky fu, come al solito, molto brillante durante le qualificazioni, conquistando la pole-position con ben 9’’ di vantaggio sull’Alfa di Stommelen e Galli. In corsa, il pilota belga e lo svizzero mantennero la loro vettura al comando fino a che non furono costretti al ritiro a causa di seri guai alla testata del loro motore 12 cilindri.

Disertata la 24 Ore di Le Mans, la 312 P riapparve alla 1000 km dell’Osterreichring (circuito di Zeltweg, Spielberg bei Knittelfeld in Stiria). Nuovamente qualificatasi in prima fila, la Ferrari di Ickx e Regazzoni era al comando con 140’ sulla Porsche 917 di Rodriguez, quando, a 25 giri dal termine, Clay perse in frenata il controllo della vettura (forse a causa del cedimento di una sospensione), andando a schiantarsi con notevoli danni contro il guard rail.
Per la 6 Ore di Watkins Glen (circuito di Watkins Glen International a Watkins Glen, New York), l’equipaggio della 312 P era composto da Ickx e Mario Andretti, che uscirono di scena nel corso del la prima ora: i due erano al comando ma, dopo una sosta programmata ai box, il motorino di avviamento si rifiutò di funzionare costringendoli al ritiro.

La Ferrari 3 litri aveva guidato 7 delle 8 prove del Campionato Mondiale Marche alle quali aveva preso parte, ma era stata sempre fermata, tre volte a causa di incidenti e tre volte per noie al cambio, al motore e al motorino d'avviamento.
Il miglior risultato rimase il 2° posto di Brands Hatch.

Terminato il Campionato, la Casa di Maranello portò la 312 P in Sudafrica per la 9 Ore di Kyalami, svoltasi in novembre. Per la prima volta vennero messi in pista due esemplari: una vecchia vettura per Regazzoni e Brian Redman e una nuovissima, costruita secondo le specifiche 1972, per lckx e Andretti. Le innovazioni consistevano in una carrozzeria più bassa di circa 5 cm e più compatta e nei nuovi pneumatici Firestone dal profilo ulteriormente ribassato. La nuova versione presentava inoltre un'apertura dell'abitacolo più ampia, in ottemperanza alle nuove norme, e manteneva le due pinnette sul cofano posteriore apparse per la prima volta alla 1000 km di Brands Hatch. Nonostante una sosta ai bordi della pista durata ben 45’, questa vettura riuscì comunque a ripartire concludendo la gara al 2° posto con 15 giri di distacco dalla vittoriosa 312 P pilotata dalla coppia Regazzoni-Redman.

Una stagione strepitosa

Per il 1972 vennero costruiti altri 6 esemplari, e la direzione sportiva della squadra venne affidata all’ex pilota svizzero Peter Schetty. Piloti erano Ickx, Regazzoni, Andretti, Ronnie Peterson e Tim Schenken. Ad Arturo Merzario spettò il compito di sostituire Andretti quando questi fosse stato impegnato nelle prove USAC. La Ferrari si avvalse nel corso dell'anno anche del pilota da rally della Lancia Sandro Munari, di Helmuth Marko e Carlos Pace.

Fu una stagione fantastica, nella quale tutto il team funzionò perfettamente. Il risultato fu che la 312 P vinse tutte le corse alle quali partecipò, dieci su dieci. Su 29 partenze, le vetture di Maranello conclusero la gara ben 24 volte, e soltanto in due occasioni non occuparono i primi due posti nella classifica finale. In Austria, addirittura, vi furono quattro Ferrari ai primi quattro posti. Gli unici passi falsi furono quelli di Monza (in una 1000 km corsa sotto la pioggia in cui l'equipaggio Redman Merzario fu tolto di gara da un'uscita di strada, mentre quello formato da Peterson Schenken concluse solo al 4 posto dopo una lunga serie di vicissitudini) e della Targa Flonio (dove, nonostante alcune perdite di tempo ai box grazie alla sfortuna dell’Alfa Romeo, l’unica 312 P schierata si aggiudicò la gara). Jacky Ickx fu al volante della macchina vittoriosa per ben sei volte e ogni pilota del team ebbe la soddisfazione di tagliare per primo il traguardo al meno in una occasione, a eccezione di Marko e Pace, i quali, impiegati soltanto nella prova austriaca, giunsero secondi.

A completamento della strepitosa annata vi furono due gare non di Campionato, a Imola e a Kyalami. vinte entrambe da Merzario, da solo sul circuito italiano e in coppia con Regazzoni nella 9 Ore sudafricana. In totale, la Ferrari vinse tutte le 12 gare endurance cui prese parte nel 1972.

E comunque vero che il valore di qualsiasi squadra si misura con quello degli avversari battuti. La Matra-Simca concentrò quell'anno tutti i suoi sforzi sulla sola 24 Ore di Le Mans, ultima prova disertata dalle vetture del cavallino, l’Alfa Romeo non riuscì a ripetere le buone prestazioni del 1971 e le Lola della scuderia Bonnier non erano certo in grado di impensierire la Casa di Maranello.

Il cuore della Prototipo era naturalmente il superbo 12 cilindri piatto, con doppio albero a camme in testa per ogni bancata, quattro valvole per cilindro, bielle in titanio e con i collettori di aspirazione posti tra i due alberi a camme e quelli di scarico situati nella parte inferiore. Fra un propulsore a corsa particolarmente corta (le misure erano 78,5 x 51,5 mm), per una cilindrata totale di 2993 cmc, la stessa della versione per la F.1, rispetto alla quale venne adottata per l'endurance una diversa fasatura della distribuzione, la potenza era di circa 440 CV a 10.800 giri/min, e già a 6500 giri/min il motore era perfettamente sfruttabile, mentre il campo di utilizzazione andava per le monoposto da Gran Premio da 8000 a ben 12600 giri/min. Il telaio della P era una tipica semi-mono-scocca Ferrari, con una struttura tubolare rivestita con pannelli in alluminio. Dietro l’abitacolo, il propulsore era rigidamente ‘appeso’ a un apposito traliccio. I radiatori dell'acqua erano montati lateralmente all'abitacolo, mentre la forma del musetto costituiva in pratica un dispositivo aerodinamico per generare la necessaria deportanza all’avantreno. Su questa vettura ogni particolare non poteva essere disposto in modo più razionale, a testimonianza della lunghissima esperienza della Casa di Maranello nelle gare di durata.

Sospensioni da F.1

Anteriormente le sospensioni erano costituite da doppi triangoli oscillanti, dei quali quello inferiore presentava una base eccezionalmente larga. Piuttosto convenzionali i gruppi molla-ammortizzatore montati sulle ruote. Il retrotreno derivava da quello della F.1 . Le ruote anteriori erano delle 13’’ x 10”, quelle posteriori delle 15’’ X 15,5’’, con pneumatici Firestone dal profilo particolarmente basso. La Ferrari mantenne le originali sospensioni posteriori fino all'ultima prova mondiale di Watkins Glen, dove vennero schierate due vetture modificate con dei bracci inferiori paralleli in luogo dei triangolo, una soluzione adottata per ridurre l’effetto autosterzante dei retrotreno.

La carrozzeria era composta da due sezioni principali in fibra di vetro, una anteriore che comprendeva i piccoli sportelli e una posteriore. Vennero studiati tre tipi di coda alternati : uno corto per i circuiti più lenti, uno intermedio, che fu quello usato con maggiore frequenza, e uno lungo impiegato soltanto nelle prove preliminari della 24 Ore di le Mans 1972, gara alla quale la Ferrari decise poi di non partecipare facilitando notevolmente l'affermazione della Matra-Simca.
La versione intermedia comportava rispetto alla corta un aumento di peso di circa 7 kg. ma consentiva una velocità massima superiore di 5-8 km li. Il peso complessivo della 312P variava tra i 655 e i 670 kg.

Tutte e otto le vetture esistenti vennero impiegate durante la fantastica stagione 1972, con una costanza di qualità tale che i piloti trovavano estremamente difficile distinguere nella guida un esemplare dall'altro. Nonostante i numerosi incidenti occorsi durante l'anno, nessun telaio fu mai irrimediabilmente distrutto. Forse paga del grandioso successo ottenuto, la Ferrari annunciò comunque il suo ritiro dalle gare di questa categoria a causa dei costi eccessivamente onerosi.

Col passare delle settimane si parlò, invece, dapprima di una sola vettura schierata nel 1973 per Ickx limitatamente ad alcune selezionate gare, per poi arrivare a un impegno maggiore con una squadra di due vetture in tutte le prove del Campionato Mondiale Marche. Lckx, Redman, Merzario e Pace furono prescelti quali piloti ufficiali, mentre in alcune occasioni nelle quali venne utilizzata una terza macchina vennero chiamati Schenken e Reutemann. Unicamente per la Targa Florio fece parte della squadra anche lo specialista siciliano Nino Vaccarella.

Nel 1973 le cose cambiarono radicalmente. La Matra-Simca, dopo il lungamente atteso successo a Le Mans, era adesso decisa a portare il suo attacco anche al Campionato del Mondo Marche. Il direttore sportivo della Ferrari, Peter Schetty, aveva nel frattempo deciso di ritirarsi in Svizzera per curare gli interessi familiari nell'industria tessile. Il suo posto venne preso da Giacomo Caliri, un ingegnere specialista in aerodinamica, mentre Mauro Forghieri, il padre della 312 P, fu voluto dai vertici di Maranello ad altra attività. Inoltre, il passaggio dai pneumatici Firestone a quelli Goodyear causò notevoli problemi di maneggevolezza sia alle monoposto che ai prototipi Ferrari.

Impiegate già a Kyalami i l'anno precedente, le 312 P versione 1973 erano caratterizzate da un musetto più lungo, così come era aumentato il passo alla ricerca di una maggiore stabilità. Anche il motore aveva subito alcune modifiche, con delle misure di alesaggio e corsa portate a 80,0 mm X 49,6 mm, per una cilindrata di 2991,8 cc conformemente alla versione aggiornata del motore destinato alla F.1 . La potenza era adesso di 450-460 CV a 11000 giri/min. Sul frontale era scomparsa la presa d'aria centrale, mentre rimasero al loro posto le due piccole fessure per il raffreddamento dei dischi anteriori.

L'ultima versione della Matra-Simca MS 73 a motore 12V era però in grado di erogare 475 CV, mentre anche le Gulf-Mirage dotate della versione endurance del Cosworth DFV potevano vantare qualcosa come 440 CV con un'ottima coppia ai regimi inferiori. La stessa Alfa Romeo, con le nuove 33TT12 a motore boxer, costituiva un pericoloso avversario in più. La squadra francese si dimostrò la più competitiva e la Ferrari poté opporre una buona resistenza principalmente grazie al fatto di schierare regolarmente tre vetture, che accumularono molti punti, senza però costituire, come l'anno precedente, le sicure vincitrici di ogni gara.

La Casa di Maranello disertò la 24 Ore di Daytona, dove tutte le Matra e le Mirage furono costrette al ritiro, così che il primo terreno di scontro diretto fu il circuito romano di Vallelunga, dove le Prototipo 312 si dimostrarono eccessivamente sottosterzanti. A vincere fu cosi la Matra, seguita in classifica dalle tre Ferrari. La 312 P terza arrivata con l'equipaggio Ickx-Redman adottava per la prima volta freni posteriori di tipo in-board, soluzione già adottata in F.1, mentre tutte e tre le vetture di Maranello avevano ora delle piccole prese NACA sul cofano posteriore per il raffreddamento dei dischi. La potenza era di 460 CV.

A Digione la Ferrati fu ancora battuta, con le Matra al 1° e 3° posto e piazzò le sue vetture al 2° e 4° posto. Sulla 312 P giunta 4° venne sperimentato uno spoiler supplementare sul frontale nel tentativo di ridurre il sottosterzo, ma i soli risultati furono solo un più rapido deterioramento dei pneumatici e dei veri e propri ‘buchi’ sulla carrozzeria. Il punteggio nel Campionato era favorevole di misura alla Ferrari, che non aveva però avuto ancora la soddisfazione della vittoria. Questa arrivò a Monza, con Icks/Redman primi e Schenken/Reutemann secondi, seguiti dall'unica Matra superstite. In realtà le vetture francesi si erano ancora una volta dimostrate le più veloci sia in prova che in gara. Per ridurre il sotto-sterzo delle Ferrari, venne adottata una soluzione efficace ma piuttosto grossolana: una zavorra di 13 kg sull'avantreno.

A Spa le Matra dominarono, nonostante l'abilità di Ickx avesse piazzato una 312 P in pole position. A vincere fu però, con una bella doppietta, il terzo incomodo ... la Gulf-Mirage, dopo una dimostrazione di scarsa affidabilità data da tutte le vetture francesi e italiane.

Modifiche inconcludenti

Due P furono quindi iscritte alla Targa Florio. Entrambe si ritirarono, ma la Matra non ne approfitto, avendo disertato la gara siciliana. I prototipi francesi non erano del resto assolutamente adatti a un percorso come quello delle Madonie.
Al Nurburgring le Matra si trovarono molto a disagio e la vittoria andò all'agile Ferrari di Ickx/Redman, seguita dalla sua gemella condotta da Merzario/Pace. Quest'ultima presentava una diversa posizione per il radiatore dell'olio, posto ora davanti alla ruota posteriore destra. Esso era raggiunto dall'aria attraverso una presa laterale molto sporgente. Anche le due prese d'aria per l'alimentazione del motore vennero in quel l'occasione sostituite da un unico schnorchel centrale, allo scopo di rendere più pulito il flusso d'aria verso l'alettone posteriore. I risultati furono inconcludenti, e i piloti riferirono di non avere notato nessuna differenza di comportamento rispetto alle vetture precedenti.

A questo punto la Ferrari era ancora in testa al Campionato con 31 punti di vantaggio sulla Matra, un primato piuttosto precario se si pensa che una vittoria valeva 20 punti. La Casa di Maranello era quindi costretta ad accettare la sfida con la Matra sul terreno di Le Mans. Le piccole 312 P, derivate dalla F.1, avrebbero resistito 24 ore? La squadra provò a Monza 11 giorni prima dell'appuntamento a La Sarthe, e la partecipazione di tre vetture venne confermata. La battaglia fu dura e combattuta, anche se alla fine fu di nuovo la Matra a prevalere. Tutte le P si erano comunque venute a trovare al comando della gara, in varie riprese. Ickx/Redman erano poi a un solo giro dal possibile vincitore quando si ritirarono alla 23 ora. Reutemann/Schenken avevano invece già definitivamente parcheggiato la loro 312 P all’11ma ora. Merzario/Pace chiesero tutto alla propria vettura, girando velocissimi e ignorando le raccomandazioni dei box di risparmiare il motore. Furono premiati per la loro coraggiosa condotta di gara finendo secondi. Questo risultato permetteva alla Ferrari di conservare il comando nel Campionato con 26 punti sulla Matra (110 a 84).

Alla 1000 km dell’Osterreichring venne inviato un esemplare reduce da Le Mans. Questo girò nelle prove con la coda lunga, mentre per la gara si preferì utilizzare la versione intermedia. Era stata inoltre provata anche una vettura a passo ancora più lungo, ma non venne reputato opportuno portarla in Austria. Le Matra-Simca conquistarono i primi due posti, mentre per le 312 P fu una giornata negativa. Anche dopo questa prova, la Casa di Maranello manteneva tuttavia ancora 18 punti di vantaggio sulla rivale francese nella classifica generale del Campionato (122 a 104).

Il gioco degli scarti

Se il calendario del Campionato fosse rimasto quello originale, con ancora due gare da disputare a Watkins Glen e a Buenos Aires, l’esito finale avrebbe potuto essere molto diverso. La prova argentina venne invece cancellata e la battaglia tra Ferrari e Matra doveva quindi necessariamente risolversi negli USA. Ciò era un rischio per la Casa italiana. Il regolamento prevedeva infatti che su un totale di dieci prove valide per il Mondiale sarebbero stati considerati solo i migliori sette risultati. La Ferrari aveva ottenuto una lunga serie di buoni piazzamenti ma poche vittorie assolute, e tale norma poteva certamente avvantaggiare in modo decisivo la Matra. D’altro canto la Ferrari non poteva certamente lamentarsi troppo di un criterio regolamentare che nel 1964 le aveva consentito di conquista re il Mondiale di F.1.

A Watkins Glen la Matra conquistò la terza vittoria consecutiva, lasciando alla Ferrari il 2° e il 3° posto. La classifica generale vedeva ancora in testa la Ferrari con 127 punti contro i 124 della Matra-Simca. La Casa di Maranello doveva però scartare i suoi peggiori piazzamenti, e ciò le costò 12 punti. Nessun punto fu invece scartato dalla Matra, che, in tal modo, si laureò campione con 124 punti contro i 115 della Ferrari. La Casa transalpina aveva in effetti vinto 5 prove, di fronte alle quali i soli 2 successi della Ferrari facevano ritenere che in fondo il verdetto finale fosse stato sostanzialmente giusto. Da ricordare che la Porsche aveva ottenuto 2 vittorie e la Gulf-Mirage una.

Nel corso dell'inverno, alla Ferrari si discusse molto sul l'opportunità di proseguire l'impegno nelle gare di durata con una versione rinnovata del la 312 P. L'arrivo di Luca di Montezemolo quale direttore sportivo e l'ambizioso programma di F.1 con Niki Lauda e Clay Regazzoni fecero pendere l'ago della bilancia verso il ritiro. Né Montezemolo né Lauda (e naturalmente neppure la Fiat) volevano compromettere le speranze di ben figurare nel Campionato di F.1 con un oneroso e difficile impegno nell'endurance. Enzo Ferrari avallò e fece sua tale decisione.

Così la 312 P, erroneamente nota agli appassionati anche come 312 PB, è rimasta negli annali come l'ultima Ferrari utilizzata nelle gare del Campionato del Mondo Marche e, limitatamente alla stagione 1972, come quella che più di ogni altra ha saputo dominare la scena.
Dopo 25 anni la Casa di Maranello abbandonava una categoria nella quale aveva ottenuto risultati leggendari.




Cheerleader_by_CookiemagiK
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ


Ultima modifica di lombricoferoce il 13 Set 2013 01:11 pm, modificato 4 volte in totale
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
 
 MessaggioInviato: 13 Set 2013 11:30 am  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  Eagle

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 47
Registrato: 27/09/07 20:49
Messaggi: 5978
Eagle is offline 
Media Voti Post: User is appraised 4.00 out of 5
Località: Torino

Impiego: Art director of myself presso Me and Myself
Sito web: https://www.facebook.c...


italy

Ciao Lombrico e complimenti per il post. Wink


piero63 ha scritto:

La verniciatura dei sedili è perfettamente uniforme.


Per quanto riguarda i sedili, per Piero sono corretti ma credo che possiamo capire meglio cosa intendevo dire guardando queste due foto.
Non parlavo di colore (anche se mi pare un pò scuro, ma potrebbe essere colpa della foto) ma di altro... Guardate la seduta...
Poi, per carità, i sedili in quel kit sono fatti così. Sicuramente Kamimura, visto le sue notevoli capacità modellistiche, sarebbe stato in grado di rifarli o modificarli.



Profilo Messaggio privato HomePage
 
 MessaggioInviato: 13 Set 2013 01:20 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  Spiry

Site Mod
Site Mod




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 48
Registrato: 27/09/07 21:43
Messaggi: 6463
Spiry is offline 

Località: Mestre (venezia)
Interessi: Modellismo
Impiego: Sistemista
Sito web: http://www.amgforum.it


italy

Comunque sia, a me fanno impressione gli interruttori del cockpit... Pazzeschi e favolosi !!
_________________
Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione. "Il Perozzi"
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage MSN Messenger
 
 MessaggioInviato: 13 Set 2013 01:34 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  Eagle

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 47
Registrato: 27/09/07 20:49
Messaggi: 5978
Eagle is offline 
Media Voti Post: User is appraised 4.00 out of 5
Località: Torino

Impiego: Art director of myself presso Me and Myself
Sito web: https://www.facebook.c...


italy

Spiry ha scritto:
Comunque sia, a me fanno impressione gli interruttori del cockpit... Pazzeschi e favolosi !!


Questo si, sono d'accordo con te. Infatti in un mio post precedente l'ho scritto.
Kamimura qui ha fatto davvero un lavoro strepitoso.
Non solo per come sono stati realizzati ma anche per come sono stati posizionati.

Un'altra cosa che mi ha colpito positivamente è la posa delle decals.
Profilo Messaggio privato HomePage
 
 MessaggioInviato: 13 Set 2013 02:24 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  pandino75

Site Mod
Site Mod




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 43
Registrato: 05/10/07 14:29
Messaggi: 2904
pandino75 is offline 

Località: Genoa, Genova
Interessi: auto, automodellismo, computer, politica...
Impiego: insegnante aspirante magistrato
Sito web: http://nuncestobsoletu...


italy

chiedo venia per aver attribuito erroneamente la Ferrari 312 t2 six wheels a Kamimura, non avevo fatto attenzione che in FB l'album del WIP non era il suo ma era stato semplicemente taggato.
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage MSN Messenger
 
 MessaggioInviato: 13 Set 2013 02:55 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  fantasmak

Site Mod
Site Mod




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 68
Registrato: 12/01/11 12:06
Messaggi: 7317
fantasmak is offline 

Località: Piovarolo di Sotto
Interessi: Modellismo Rolls & Bentley, Porsche, sport prototipi ferromodellismo ecc..

Sito web: http://www.museoferrov...


italy

@Ottimo lombrico.
Guido
_________________
Così preziosa come il vino,così gratis come la tristezza.... De Andrè
Profilo Messaggio privato HomePage
 
 MessaggioInviato: 14 Set 2013 09:29 am  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  piero63

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 56
Registrato: 17/08/08 09:19
Messaggi: 1231
piero63 is offline 







italy

La dissertazione di Lombrico ancorché corretta esegeticamente e' perfettamente off topic.
E dimostra un'attitudine interessante... Anche Forghieri nel suo libro se non mi sbaglio chiama questa macchina 312 PB. Che è sbagliato, perché il discorso sul Boxer e' corretto, tanto che se mi trovi un kit con su scritto 312 P invece che 312 PB ti facciamo un bell'applauso...
Ma in ogni caso cosa c'entra con i pregi e i difetti del modello?
Profilo Messaggio privato Invia email
 
 MessaggioInviato: 14 Set 2013 10:36 am  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  ramapao69

Users




Sesso: Sesso:Maschio

Registrato: 22/05/09 23:25
Messaggi: 1101
ramapao69 is offline 







italy

Premetto che lo stile di kamimura tra tutti i montatori giapponesi è quello che preferisco, ha una capacità di avvicinare il modello alla macchina reale assolutamente unica, è molto meno "stupefacente" di altri e per questo apprezzo particolarmente i suoi montaggi.
Questa 312 P o PB come volete è veramente notevole, proprio stamattina sul sito di Miniwerks sono apparse in vendita diverse 312 della Pirahna factory built e se facciamo il confronto con un buon montaggio di "fabbrica" ci rendiamo conto di quanto questo modello sia "sopra la media".
Mi piace molto tutta la zona del retrotreno, gli scarichi sono bellissimi, anche gli interni sono molto belli ancorchè non fedelissimi.
Ringrazio Piero per le note sul montaggio, non ho mai visto il wip e sapere che ci sono modifiche di rilievo stoo la vernice è molto importante, non riesco a trovare un reale difetto in questo modello, l'unica cosa "strana" ma non dipende da Kamimura è la forma dei due fari anteriori che mi sembra diversa....forse un difetto di stampo oppure sono gli strascichi della serata alcoolica appena trascorsa Mr. Green Mr. Green Mr. Green
Bravo Kamimuraaaaaaaaa!!

P.S. un piccolo appunto.....non capisco perchè le foto di questi modelli hanno sempre un colore molto accentuato....non credo che giovi alla valutazione realistica del modello....un pò meno photoshop please Wink
Profilo Messaggio privato Invia email
 
 MessaggioInviato: 14 Set 2013 10:52 am  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  piero63

Users




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 56
Registrato: 17/08/08 09:19
Messaggi: 1231
piero63 is offline 







italy

Le foto sono quelle pubblicate da Kamimura nella sua Gallery.
Ma fare di meglio, anche come foto, e' piuttosto difficile...
Profilo Messaggio privato Invia email
 
 MessaggioInviato: 14 Set 2013 05:52 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  diablo

Site Admin
Site Admin




Sesso: Sesso:Maschio
Età: 52
Registrato: 27/09/07 20:24
Messaggi: 11325
diablo is offline 

Località: modena
Interessi: modellismo
Impiego: libero professionista
Sito web: http://www.amgmodels.it


italy

Cimentarvi… eccovi serviti… ma guarda che non stiamo mica dando la caccia alle streghe ? Rolling Eyes
Piero, questo nuovo topic è semplicemente un qualcosa in più per capire, conoscere e valorizzare i lavori fatti da pochi e bravi montatori giapponesi. In passato è stato fatto lo stesso con montatori italiani o europei stroncandoli, quindi non ci vedo nulla di male o nel caso dei blasonati montatori giapponesi dobbiamo dire sempre che bello, fantastico, ecc… Ti ricordo che dal 2008 su questo forum è dedicato uno spazio importante e non posizionato in fondo, ma al centro della homepage. Da quello che so in altri forum non esiste una sezione dedicata così completa.

Qualche idiota si è permesso di dire che ho aperto questo topic solo per dare contro di te, i tuoi modelli e il topic presente su 2G. Rolling Eyes Evil or Very Mad

Il mio unico interesse è fare un buon forum, completo e aperto a tutti! A questi idioti vorrei dire che non ho mai pubblicizzato un mio modello e mai negato a nessuno di farlo! Potrei fare quello che voglio in casa mia, ma il forum è di tutti e per rispetto di altri montatori ho separato il mio lavoro dal forum.

In merito al fatto di recensire un modello senza un wip, non lo vedo un problema perché sotto la lente c’è il modello finito e non il wip, se poi ci sono foto o dettagli che ci possono aiutare meglio a capire il risultato finale, sono il benvenuto.

Trovi off-topic l’intervento di Franco (lombriferoce) e nessun nesso con i pregi e difetti? Secondo me sbagli e non mi trovi d’accordo, perché proprio per capire meglio i pregi e i difetti diventa importante allegare alla discussione una documentazione fotografica e poi non guasta conoscere anche la storia della vettura 1/1

Ritornando in topic...
Io mi ricordo del wip che dovrei anche avere su un CD. Personalmente piacciono gli spessori della fiancate, le cerniere, il retrotreno completo, la verniciatura, la posa della decals e la pulizia del montaggio… lascio stare i rivetti del parabrezza, ma unica nota stonata sono gli interni poco curati, alcuni dettagli inventati e mi ricordo di feroci critiche mosse a Suber per quattro fili messi a cassaccio… qui ne conto molti di più…

Scrivi che Kamimura ha allungato di 2 millimenti il passo della modello, quindi sicuramente si è dovuto documentare a modo e non penso che abbia stabilito questo errore ad occhio… allora mi domando… è possibile che con tutta la documentazione esistente su questa famosa vettura non abbia trovato una foto degli interni? Semplice dimenticanza, tempistica…

Come valutazione finale darei bel 10/10 e sembrerebbe strano con le critiche mosse, ma ci sono dettagli veramente ben fatti. Wink

Piero, come vedi ho criticato e allo stesso tempo apprezzato dando con un ottimo voto finale. Parlare di modellismo si può e basta semplicemente rispettare i pensieri e le opinioni di tutti.
_________________
Max
Profilo Messaggio privato HomePage
 
 MessaggioInviato: 14 Set 2013 09:23 pm  
Descrizione:
Rispondi citando
Messaggio
  lombricoferoce

Site Mod
Site Mod





Età: 69
Registrato: 31/10/10 08:40
Messaggi: 8145
lombricoferoce is offline 

Località: Piovarolo di Sopra - Adriatisches Küstenland
Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

piero63 ha scritto:
La dissertazione di Lombrico ancorché corretta esegeticamente e' perfettamente off topic.
E dimostra un'attitudine interessante... Anche Forghieri nel suo libro se non mi sbaglio chiama questa macchina 312 PB. Che è sbagliato, perché il discorso sul Boxer e' corretto, tanto che se mi trovi un kit con su scritto 312 P invece che 312 PB ti facciamo un bell'applauso...
Ma in ogni caso cosa c'entra con i pregi e i difetti del modello?


In merito all' offtopic io credo che se l'autore di un topic chiede un qualche cosa a qualcuno e questo lo accontenta ... non sia un OT anche se magari il contentino lo può sembrare. In questo caso mi sembra di aver letto da parte di Diablo:

Franco, aggiungerei anche la storia e qualche foto della vettura 1/1

Quindi Franco sono io, fino a prova contraria, la storia l'ho scritta come da specifica richiesta, non vedo l'OT. Che poi quello che scrivo sia più o meno esplicativo, dipende da quello che scopiazzo.
Foto della vettura vera in livrea come il modello non le ho trovate.

Forse se leggevi più attentamente la prefazione avresti evitato di andare tu, ... perfettamente in ... OT ora.

Il Mio OT è finito. Cheerleader_by_CookiemagiK


Sevus 4__3_2
_________________

Do I look like a man who can be intimidated?
Φ
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Skype
Nuovo Topic   Rispondi    Indice del forum » Made in Japan

Pagina 1 di 10
Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Vai a pagina 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10  Successivo

Mostra prima i messaggi di:

  

Vai a:  
Non puoi inserire nuovi Topic in questo forum
Non puoi rispondere ai Topic in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum
Non puoi allegare files in questo forum
Non puoi downloadare files da questo forum





 topic RSS feed 
Powered by MasterTopForum.com with phpBB © 2003 - 2009
Macinscott 2 by Scott Stubblefield