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15 novembre 2016 è morta Ada Pace, pilota d'auto e moto
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 MessaggioInviato: 23 Gen 2017 01:54 pm  15 novembre 2016 è morta Ada Pace, pilota d'auto e moto
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  lombricoferoce

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Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
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Sito web: http://www.munga.it/


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L'ho saputo solo pochi giorni fa, è morta una delle leggende dell'automobilismo italiano.

Ada Pace si è spenta lunedì notte, 15 novembre 2016, all'ospedale di Rivoli, a 92 anni, era conosciuta con lo pseudonimo di Sayonara.

Nata a Torino il 16 febbraio 1924, Ada Pace è stata, tra gli anni '50 e '60, la più forte pilota italiana. “

Iniziò giovanissima a frequentare gli ambienti sportivi, praticando la pallacanestro e, in seguito, gare di atletica e tiro a segno. Scoprì la sua passione per i motori e la velocità nell'immediato dopoguerra quando, in sella ad una "Vespa", partecipò alle gare monomarca organizzate dal "Vespa Club", negli anni 1947-48. In quel periodo primeggiava continuamente, tanto da indurre la dirigenza Piaggio a prenderla in squadra ed affidarle una moto ufficiale con la quale si cimentò in varie competizioni.“


Ma il 21 aprile 1951, si presentò alla partenza della "Torino - San Remo" alla guida di una "Fiat 1500 6C": vinse contro ogni pronostico, gettando nel panico gli organizzatori e la propria famiglia. La direzione di gara, infatti, non sapeva come accogliere una vincitrice donna, eventualità non prevista dal regolamento, mentre i genitori erano restii, secondo la rigida moralità dell'epoca, ad inviare la figlia nubile in quella bolgia di corridori, meccanici, giornalisti e fotografi. Gara dopo gara, Ada Pace divenne una "testa di serie" dalla quale, passato il momento di sorpresa, molti colleghi maschi mal sopportavano d'essere battuti.“

Fu la prima donna a vincere gare importanti, come la Torino-Trieste nel 1953, la Coppa d'Oro Aci a Modena, nel 1960. Nella sua carriera sportiva Ada Pace ha conquistato 11 titoli italiani, partecipando alle gare più importanti (tra cui l'ultima edizione delle Mille Miglia, la Targa Florio, la 12 Ore di Monza, il rally di Sestriere) e correndo con i principali marchi dell'automobilismo italiano: Alfa Romeo, Osca, Maserati e Ferrari. Provò il debutto anche in Formula 1, ma non andò benissimo. La sua lunga carriera si concluse nel 1965, a seguito di un drammatico incidente in un rally. il 27 febbraio 1965 partecipa al 5º Rally dei Fiori, durante il quale si schianta contro un autocarro che transita in senso contrario sul percorso di gara, nell'entroterra di Borghetto Santo Spirito.
Ha continuato, nonostante tutto, a partecipare ad altre esibizioni per puro divertimento personale“


Il palmarès di Ada Pace è impressionante, comprendendo una serie notevole di vittorie e piazzamenti in gare automobilistiche e motociclistiche.
Oltre a sei campionati nazionali di velocità in categoria "Gran Turismo" (dal 1957 al 1962), cinque in categoria "Sport" (dal 1958 al 1962) e i campionati italiani 1953, 1954 e 1956 di "Gincana", con la "Vespa", nella "classe 125".

Non ho voglia di scrivere ma la persona lo merita e quindi prendo da Wikipedia:

Ogni volta che la "corridrice" (come si diceva al tempo) si affacciava sul podio, veniva regolarmente sommersa dai "reclami ufficiali" dei piloti giunti alle sue spalle che, almeno in un caso, sfociarono in un procedimento giudiziario. Un forte segnale venne dato dalle autorità sportive al termine della gara sul Circuito di Lumezzane, nel 1957. Il commissario tecnico Renzo Castagneto, autorevole patron della Mille Miglia, all'ennesimo reclamo decise di sottoporre alle verifiche anche le automobili dei reclamanti, giunti secondo e terzo. Il responso delle verifiche fu sorprendente: il veicolo della Pace risultò regolare, mentre gli altri due vennero squalificati.
Al Circuito di Modena, dove vinse nella Coppa d'Oro ACI del 1960, non vennero presentati reclami, ma il secondo ed il terzo classificati disertarono l'importante premiazione, rifiutandosi di salire sul podio in posizioni inferiori a quella di una donna.
In verità, occorre dire che Ada Pace, nonostante l'aspetto pacioso e sorridente, non si faceva pregare nel "rendere pan per focaccia" ai colleghi maschi: spesso metteva la scritta "sayonara" (in giapponese "arrivederci") al posto della targa posteriore, tanto per far capire al sorpassato di turno che si sarebbero rivisti solo dopo il traguardo.
In breve tempo, "Sayonara" fu il soprannome con cui tutti la chiamavano nell'ambiente delle corse e la Pace lo utilizzò anche come pseudonimo ufficiale per l'iscrizione alle gare; possibilità all'epoca concessa dal regolamento. Ad esempio, è nella corsa in salita Aosta-Pila del 1959 che partecipò alla categoria Gran Turismo come "Sayonara" a bordo di una "Alfa Romeo Giulietta Sprint Veloce", per poi tornare al parco chiuso (grazie a un palorcio per il trasporto della legna) e ripartire nella categoria Sport, come Ada Pace, a bordo di una "Osca 1100 Sport", vincendo la gara e stabilendo il nuovo record del tracciato. Tale duplice partecipazione si verificò varie volte nelle stagioni 1959 e 1960, durante le quali la Pace aveva due vetture a disposizione.

All'ultima edizione della Mille Miglia, nel 1957, partecipa nella categoria "Grand Turing Special" a bordo della sua Alfa Romeo Giulietta Sprint Veloce n.103, senza copilota. Forse per la stanchezza, durante la fase di ritorno del 12 aprile, esce di strada sbattendo la fiancata contro un albero, nei pressi di Porto San Giorgio.
Viene subito soccorsa da un commissario di percorso che accerta lo stato incolume di Ada, a parte qualche contusione, ma le impedisce di ripartire in quanto la vettura ha perduto una portiera nell'urto. Visto che la "Giulietta" è ancora in grado di marciare, la Pace chiede di poter continuare la gara, ma il commissario si dichiara incompetente a decidere, demandando la deroga al vicino posto di controllo, sito sulla riva opposta del fiume che costeggia la strada. Ada cerca di comunicare con i commissari di gara, ma nonostante la breve distanza non riesce a farsi udire per il rumore causato dallo scorrere dell'acqua.
Ritornare al posto di controllo, percorrendo la strada in senso opposto alla gara, non è consentito e, quindi, decide di arrangiarsi a suo modo: sotto gli occhi esterrefatti del commissario e del pubblico, si toglie la tuta e si getta nelle fredde acque dell'Ete, attraversandolo a nuoto. Tuttavia, la sua determinazione non fu premiata in quel caso, vedendosi confermare il divieto a riprendere la gara, per ragioni di sicurezza.
Nel 1959, Ada Pace vinse la Trieste-Opicina e, nel 1960, la "Targa Florio" (categoria 1100 sport), a bordo di un'OSCA-Maserati. L'anno seguente, con la stessa vettura, gareggiò nella cronoscalata Stallavena-Boscochiesanuova, aggiudicandosi la categoria Sport e segnando un record rimasto imbattuto. Durante la stagione venne ingaggiata dalla "squadra del Portello" e partecipò, con le "Giulietta SZ" ufficiali, a numerose gare. Nel 1963, fu tra i primi piloti a portare il celebre "triangolo azzurro" cucito sulla tuta.
Con la "SZ" di sua proprietà aveva già dato buona prova conquistando la piazza d'onore nel Rallye del Sestriere del 1959 ed è in una delle "SZ" ufficiali, alla "12 ore di Monza" del 1961, che le occorse l'incidente più spettacolare della carriera, dal quale si può capire la grinta del personaggio.
Mentre sul circuito brianzolo si accingeva ad impostare la "grande curva" successiva al rettilineo, sul filo dei 200 km/h, la coppia conica della sua "Giulietta" cedette improvvisamente, provocando il decollo della vettura e la conseguente disastrosa ricaduta a ruote in aria.
La situazione si presentava drammatica, vista la lontananza dei soccorsi e considerato che la Pace era imprigionata nella vettura capovolta, con il tetto schiacciato, le portiere bloccate e la benzina che filtrava abbondantemente nell'abitacolo. "Sayonara", però, non era tipo da perdersi d'animo e, dopo aver guadagnato il sedile posteriore, sfondò il lunotto a colpi di gomito. Fuoriuscì dal veicolo e si mise a correre per raggiungere il riparo; appena in tempo per vedere il fuoco divampare.
Sempre nel 1961, acquistò una Lotus Eleven-OSCA, partecipando a varie competizioni riservate alle sport-prototipo, come la 4 Ore di Pescara, sotto i colori della Milano Racing Club. A fine stagione vendette la Lotus-OSCA, per 3 milioni di Lire a un giovane aspirante pilota, futuro fondatore della Osella Corse.


Sayonara! Embarassed
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Ultima modifica di lombricoferoce il 24 Gen 2017 02:00 pm, modificato 2 volte in totale
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 MessaggioInviato: 23 Gen 2017 01:54 pm Adv
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Targa Florio 1960 - Osca S 273 1100 Ada Pace - Giancarolo Castellina , 11°assoluti, 8°categoria sport, 1°classe da oltre 851 a 1150 cc.jpg
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Targa Florio 1960 - Osca S 273 1100  Ada Pace - Giancarolo Castellina , 11°assoluti, 8°categoria sport, 1°classe da oltre 851 a 1150 cc.jpg



Ada Pace su Ferrari 250 GT alla Stallavena-Boscochiesanuova del 1962.JPG
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Ada Pace su Ferrari 250 GT alla Stallavena-Boscochiesanuova del 1962.JPG



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 MessaggioInviato: 23 Gen 2017 02:45 pm  
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E' stata una grande.

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PS:E' nata nel 1924 non nel 1914.
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La conoscevo solo di nome, ma perdindirindina... Che curriculum vitae!

Se c'è un aldilà... Ci sarà arrivata per prima!
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 MessaggioInviato: 23 Gen 2017 09:26 pm  
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  lombricoferoce

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fantasmak ha scritto:
E' stata una grande.

Guido.

PS:E' nata nel 1924 non nel 1914.


Ho corretto ho fatto un copia incolla di una cazzata non ci ho fatto caso, l'anno di mia madre . La fretta fa i figli stupidi. Grz ....


@ Giuseppe solitamente si parla di piloti uomini ed in effetti di piloti, (anzi pilote come direbbe qualche politica che si diverte a cambiare l'italiano probabilmente ignorandolo) donne il mondo dell'automobilismo non ne ha avuto in abbondanza e per la maggior parte tutte mediocri non ultima la figlia di Taruffi, ricca di chiacchiere ma non di talento.

Secondo me una da ricordare sarebbe Elsa Degli Albizzi, spesso citata come Elsa Albrizzi nelle cronache sportive. Fu una delle prime automobiliste italiane e la prima della non molto nutrita lista delle donne pilota da corsa italiane. Nata a Venezia il 5 gennaio 1872, fu presidente del Club Automobilisti Italiani di quella città nel 1899. In quello stesso anno partecipò alla corsa Padova – Verona – Treviso – Padova, classificandosi seconda di classe, guidando una Benz, probabilmente quella raffigurata nella foto che la ritrae al volante in abiti da passeggio. Partecipò anche all’importante Giro d’Italia, organizzato dall’Automobile Club Italiano di Torino dal 17 aprile al 13 maggio 1901, accompagnata dalla sorella Dada.

Qui c'è qualcosa su femmine che si cimentarono in formula uno con poca fortuna direi io.
http://www.formulapassion.it/2014/02/donne-al-volante-le-signore-della-formula-1/

Ma .... Ada è stata unica e merita un ricordo e forse anche una lacrima.


Elsa Albrizzi-1899.jpg
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