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Collezione modellini rally "Passione rally"
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 MessaggioInviato: 08 Feb 2013 04:02 pm  Collezione modellini rally "Passione rally"
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  Andrea VB

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Andrea VB is offline 







italy

Buongiorno a tutti.
Volevo segnalare a tutti gli appassionati una collana edita da Gazzetta dello Sport, che credo possa interessare.

“Passione Rally” è una collezione interamente incentrata sui modellini delle auto che hanno fatto la storia del Rally, dai giorni gloriosi del passato fino ai giorni nostri. In edicola sarà possibile trovare tutti i modelli che hanno segnato le epoche del Rally, entusiasmando milioni di appassionati: le Lancia degli anni ’70 e ’80 come la Stratos di Munari e Maiga e la Delta Integrale di Biason/Siviero, i modelli vincenti degli anni ’90 come la Subaru Impreza e la Toyota Celica o la recente Citroen DS3 di Loeb/Elena.

Alcuni dei modellini della collezione, in esclusiva per Gazzetta, sono del tutto inediti e per la prima volta in Italia verranno venduti in edicola!

Tutte le auto sono riprodotte fedelmente nei minimi dettagli in scala 1:43, sono coperte da una valva trasparente rigida e fornite di una base di supporto. Ogni modellino, inoltre, verrà accompagnato da un fascicolo sulla storia dell’auto, dei piloti e del Rally.

Ogni 15 giorni,per le prime uscite e poi ogni giovedì, sarà in edicola un nuovo modellino: il primoa soli 3,99€,il secondo a 7,99€, gli altri a 12,99€.
Ieri è uscita la Citroen DS3. Tra due settimane sarà la volta.
Inoltre c’è un’interessante iniziativa di Gazza riguardante chi sceglie di farsi arrivare direttamente la collezione a casa: oltre ad ogni uscita sono previsti per gli abbonati dei regali aggiuntivi (stampe, modellini, accessori per collezionisti…).

Per i dettagli delle uscite e ulteriori informazioni vi suggerisco il minisito dedicato:

http://bit.ly/PassioneRally


Che ne pensate?
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 MessaggioInviato: 08 Feb 2013 04:02 pm Adv
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 MessaggioInviato: 08 Feb 2013 09:00 pm  
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  mixmarley

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io ci sono.......e non potevo mancare......

ho acquistato il primo modellino e sicuramente mi abbono alla collezione completa, visto che ci sono molte novità, uscite nelle edizioni francesi e spagnole....

a presto per le foto.....

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Markku Alen, San Marino 2006, rivolgendosi al figlio (urlando)
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 MessaggioInviato: 10 Feb 2013 05:58 pm  
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  nick96

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anche io ho preso la prima, devo dire che molto carina e ben fatta, però prenderò solo questa, la delta hf, la delta s4 e forse la stratos, domani se ho tempo metto anche io qualche foto Smile
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 MessaggioInviato: 17 Feb 2013 06:00 pm  
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  nick96

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ecco le foto








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 MessaggioInviato: 21 Feb 2013 09:54 pm  
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  mixmarley

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oggi ho acquistato la 2 uscita della collezione, ovvero la

Ford Fiesta Rs WRC che ha vinto il Rally di Svezia del 2011 con l'equipaggio Mikko Hirvonen e Jarmo Lehtinen.









il modello si presenta bene, con tanti dettagli, comprese le ruote strette tipiche delle corse su neve.....

la prossima uscita è la Lancia Delta Integrale con la livrea rossa........imperdibile.....

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Markku Alen, San Marino 2006, rivolgendosi al figlio (urlando)
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 MessaggioInviato: 16 Mar 2013 04:39 pm  
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  mixmarley

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3 uscita e finalmente il modello che aspettavo da tanto.....

Lancia Delta Integrale 16v vincitrice del Rally di Sanremo 1989 con l'equipaggio Biasion Siviero.

un po di storia.....

Nel maggio dell'89 la Lancia dopo aver venduto circa 10.000 delta integrale 8 v ne decreta la fine della produzione. Entra in scena la sua erede: la 16v. Al. 31° rally di Sanremo disputatosi tra l'8 e il 12 ottobre 1989 debutta dopo appena 5 mesi la 16 v ufficiale gruppo A . La livrea scelta da Giorgetto Giugiaro per l'esordio di questa versione crea un impatto fortissimo tra gli appassionati e gli addetti ai lavori. Per la prima ed unica volta le lancia sponsorizzate dalla Martini abbandonano il classico bianco per far posto a un aggressivo rosso fiammante. A detta di Ninni Russo (capo assistenza Lancia Martini) questo esperimento è stato probabilmente voluto dalla stessa Martini per vedere almeno una volta le proprie vetture cosi dipinte. In fondo a fianco al Martini Bianco c'è anche quello Rosso. Purtroppo la vettura risultava poco telegenica rispetto a quella con carrozzeria bianca. Le delta 16 v. rosse che si presentarono alla partenza di quel Sanremo erano due: una affidata all' equipaggio veneto Biasion-Siviero campione del mondo in carica, e l'altra in mano ai francesi Auriol-Occelli. La prima partita con il numero 1 trionferà incoronando nuovamente Biasion Siviero e la Lancia campioni del mondo rally. La seconda partita con il numero 5 verrà gravemente danneggiata in un cappottamento da Auriol costretto così al ritiro. Una particolarità: la delta condotta da Biasion è un esemplare unico.
Sulla delta rossa di Biasion viene montato per la prima volta dalla Lancia un particolare strumento sperimentale lcd, introdotto poi sulle delta ufficiali in modo definitivo dal 1992.
Biasion ha detto: la delta a cui sono più affezionato e proprio quella rossa del Sanremo 89 per due motivi l'unica rossa con la cui ho corso e con la quale ho vinto il mio secondo mondiale.










il modello è ben fatto, tranne che per i ventoloni sui cerchi anteriori che non ci azzeccano per niente,
gli interni sono ben dettagliati, qualche difettuccio qua e la ma nel compenso un buon modello.....

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Markku Alen, San Marino 2006, rivolgendosi al figlio (urlando)
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 MessaggioInviato: 02 Mag 2013 06:43 pm  
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uscita n. 4

SUBARU IMPREZA S3 WRC '97 vincitrice del Rally di Montecarlo 1997 con l'equipaggio italiano Piero Liatti e Fabrizia Pons

un po di storia

" Liatti riporta il Montecarlo in Italia - Il prestigioso Rally di Montecarlo, torna italiano dopo otto anni. Ad aggiudicarsi la prima prova del campionato mondiale piloti e marche, dominando l' ultima frazione, è stato il 35enne biellese Piero Liatti (Subaru Impreza), che alla fine del circuito conclusivo sul tracciato del GP di Montecarlo, ha preceduto di 55' ' lo spagnolo Carlos Sainz (Ford Escort); terzo, a 2' 31' ', il finlandese Tommi Makkinen (Mitsubishi Lancer). Liatti ha avuto a fianco come navigatore una donna, Fabrizia Pons. Nelle 65 edizioni della corsa monegasca, soltanto tre italiani sono riusciti a conquistare la vittoria: quattro volte Sandro Munari con la Lancia (' 72, '75, '76 e '77), due Miki Biasion con la Lancia (' 87 e '89) e una Piero Liatti, appunto, con la Subaru. Il pilota biellese è stato protagonista di un rally esaltante. In particolare nell' ultima tappa, grazie anche ad alcuni errori commessi dal campione del mondo Tommi Makkinen (Mitsubishi Lancer), giunto terzo, Liatti ha subito conquistato nella prima speciale (ne erano in programma sei) la testa della classifica e l' ha mantenuta fino alla fine nonostante gli attacchi dello spagnolo Carlos Sainz (Ford Escort), che ha concluso la gara al secondo posto con un distacco di 55' '. Per Liatti, si tratta della prima vittoria nel campionato mondiale.."
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Ultima modifica di mixmarley il 22 Gen 2014 08:15 am, modificato 1 volta in totale
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 MessaggioInviato: 02 Mag 2013 09:21 pm  
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....ho dimenticato le foto....






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 MessaggioInviato: 06 Mag 2013 08:41 pm  
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uscita n. 5

MINI JOHN COOPER WORKS WRC Rally di Montecarlo 2012 Dani Sordo Carlos del Barrio.

la storia:

Sulle strade del Montecarlo torna l'erede di quella Mini Cooper che negli anni sessanta sorprese tutti.
Quel numero riporta a un passato quasi remoto. E per la gente dei rally è un colpo al cuore.
Ha il numero 37 sulle porte, la versione WRC della Mini che i tecnici della Prodrive tirano a lucido prima della passerella che andrà ad aprire ufficialmente l'edizione 2012 del Montecarlo. Lo stesso numero che nel 1964 aveva la "scatola di sapone" che, affidata a Paddy Hopkirk, fece saltare il banco. Sfruttando la maneggevolezza e il regolamento, l'irlandese aveva vinto davanti alla monumentale Ford Falcon di Bo Ljungfeldt e alla Saab 96 di Eric Carlsson.
Aveva scritto il primo capitolo della storia vincente delle Mini Cooper.
Quarantotto anni dopo la squadra si affida allo spagnolo Dani Sordo che nell'anno precedente aveva collezionato un secondo posto in Alsazia, un terzo in Germania e un quarto in Catalogna.
Riscrivere la storia è la missione quasi impossibile affidata a Sordo. Lo spagnolo ci prova fin da subito firmando il secondo tempo nella prima prova speciale, poi subisce la rimonta di Latvala e scivola più indietro. Ma non sbaglia niente e quando il finlandese distrugge la Fiesta, torna in seconda posizione dietro al francese Sebastian Loeb confermandola fino alla fine del rally.
Non ha compiuto l'impresa e tuttavia è stato davvero grande, confermando che quando al Montecarlo c'è Loeb, il risultato è gia scritto. A batterlo non ce l'avrebbe fatta neppure Hopkirk in stato di grazia nel 1964.







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Ultima modifica di mixmarley il 22 Gen 2014 08:14 am, modificato 1 volta in totale
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 MessaggioInviato: 22 Gen 2014 08:13 am  
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rispolvero questo topic che era passato nel dimenticatoio......

uscita n. 6

Toyota Celica Turbo 4WD Toyota Castrol Team Rallye Sanremo 1994 Didier Auriol - Bernard Occelli

la storia.....
Il francese Didier Auriol, 36 anni, vince al volante di una Toyota Celica l' edizione numero 36 del Rally di Sanremo dopo una pazzesca rimonta.
Dopo diciotto speciali e più di un minuto di vantaggio sugli inseguitori, per Carlos Sainz, con la Subaru Impreza, la classifica pare già ben delineata.
Ma non ha fatto i conti con il francese, che pur influenzato, lo sorpassa nell'ultima speciale vincendo il suo sedicesimo oro in un rally iridato, il terzo della stagione, ipotecando il Mondiale per se e per la Toyota.
Anche per la Celica turbo 4WD, nome in codice ST185, si tratta del sedicesimo centro, l'ultimo. Alla terza annata di corse, la coupè Toyota, dopo aver vinto due titoli Costruttori e tre titoli Piloti sarà sostituita dalla nuova Gt-Four, ST-205.








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 MessaggioInviato: 22 Gen 2014 12:25 pm  
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  lombricoferoce

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Interessi: Modellismo in particolare obsoleti, storia, storia dell'auto, fuoristrada
Impiego: Tecnico software/hardware
Sito web: http://www.munga.it/


NULL

Ben fatto ... mi piacciono i commenti danno vita ed interesse al modellino Mr. Green



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Do I look like a man who can be intimidated?
Φ
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 MessaggioInviato: 23 Gen 2014 08:34 am  
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lombricoferoce ha scritto:
mi piacciono i commenti danno vita ed interesse al modellino


grazie Franco.....

faccio sempre ricerche sui modelli......veri......

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 MessaggioInviato: 23 Gen 2014 09:26 am  
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uscita n. 7

Lancia Stratos HF Team Alitalia Rallye Monte Carlo 1976 Sandro Munari - Silvio Maiga

"Quel Montecarlo del 1976" Munari racconta....

"Mancavano cinque o sei minuti alla partenza dell'ennesima prova di velocità, situata nel bel mezzo delle Alpi francesi. Dalla cima del colle che dovevamo scalare e scendere, ci informarono via radio che stava semplicemente piovendo. Via libera quindi al montaggio delle gomme da bagnato. Ma un minuto prima del via, la radio ricominciò a gracchiare:
?Attenzione, attenzione: sta nevicando fortissimo!?.
Era troppo tardi per passare alle gomme coi chiodi: mi sarei presentato in ritardo alla partenza e avrei rimediato un ritardo certo. Potevo solo andare, rischiando e sperando. La prova era lunga 38 chilometri; la neve comparve dall'ottavo in avanti.
Era la prima volta che correvo con Silvio Malga come navigatore ed eravamo in testa con 4'30" su Guy Frequelin su Porsche. Salivo mettendo le ruote ai lati della strada per cercare un po' di aderenza sull'erba. In quel momento mi sentivo attanagliato dal panico di non riuscire a raggiungere la vetta. Al di là della quale ci sarebbe stato ancora un filo di speranza di poter tentare una rimonta.
Avanzavamo a fatica d'altra parte non poteva essere altrimenti, dal momento che le gomme che montavamo in quel momento oltre a non esser chiodate avevano una misura troppo larga (295 il posteriore e 205 l'anteriore). Gli altri erano partiti qualche minuto dopo e per questo avevano fatto in tempo a cambiare le gomme da pioggia con quelle da neve.
Così molto presto cominciarono a superarci diverse vetture. Senza chiodi alle gomme, era una marcia da ubriachi. Alla fine, quei quattro minuti e mezzo si erano volatilizzati e noi retrocedemmo in seconda posizione con un distacco di 1" da Frequelin. Waldegaard a sua volta era più indietro. Non tutto era compromesso; certo che passare da un vantaggio di quattro minuti e mezzo, accumulati rischiando curva per curva, ad uno svantaggio, sia pure minimo, era duro da digerire.
La strada del "St.-Jean-en-Royans", così si chiamava quel colle, aveva dato un colpo quasi mortale alla mia speranza di vincere per la terza volta il famoso Rally del mondiale. Ma naturalmente non mi arresi e all'ultima notte mi ritrovai ancora in testa con due minuti. Questa altalena di vantaggi e di distacchi fa parte del gioco e crea la "suspense" che non dura semplicemente due o tre ore, ma due o tre giorni. E anche più.
Sembrava fatta.
Invece, al terzo passaggio sul colle del Turinì (esaltante e temuto come era la Futa per la Mille Miglia) mi si bloccò il cambio in quarta: un inconveniente che a quel tempo non era raro sulla Stratos. Avevo davanti dodici chilometri di salita e altrettanti di discesa. Il problema era quello di riuscire a superare i tornanti e raggiungere il colle. In poche parole mi trovavo di nuovo di fronte al problema che avevo superato a fatica poco tempo prima le ragioni erano diverse ma la situazione la stessa. I tornanti erano tutti molto stretti ed io disponevo soltanto della quarta... Ma prima di perdere una corsa come il Montecarlo solo perchè ti si blocca il cambio, bisogna tentare tutto. Anche le follie. Si stava avvicinando il primo tornante.
"Dobbiamo farcela" dissi a Silvio "altrimenti è la fine! ".
Entrai piano, per effettuare una traiettoria più rotonda possibile, ogni centimetro aveva la sua importanza. Credo di non aver mai curato tanto una curva in vita mia. Diedi solo un filo di gas, i sei cilindri 4 valvole rispose senza tentennamenti (l'importanza della coppia bassa) e un colpetto o due di frizione per alzare il numero dei giri senza correre il rischio di bruciarla.
Un tornante era fatto, ne rimanevano ancora undici. A quel punto la speranza di farcela era sensibilmente aumentata. Piano piano, uno dopo l'altro, passarono tutti. La mia Stratos si stava dimostrando davvero incredibile. Finii la prova a circa un minuto da Waldegaard ma ancora con più di un minuto di vantaggio. Restava però l'incognita di sapere se il guasto fosse riparabile nei pochi minuti che avremmo potuto accumulare prima della partenza dell'ultima prova speciale. Piombai all'assistenza ma, dato che si trattava di un servizio d'emergenza, decisi di continuare e di raggiungere l'inizio della successiva prova speciale dove sapevo che c'erano dei meccanici in grado di compiere forse un miracolo.
Il nostro problema non era semplice: due forcelle del selettore si erano accavallate. Bisognava smontare la protezione della coppa dell'olio, svitare i bulloni della stessa, fare uscire l'olio bollente e recuperarlo in un contenitore di fortuna in quanto non c'era l'olio di scorta, toglierla, sbloccare le due forcelle, rimontare la coppa, rimettere l'olio. Un intervento che, nelle condizioni in cui ci trovavamo, richiedeva doti non comuni: tutto sotto la macchina scottava, c'erano pochi minuti a disposizione, era notte e pioveva.
Arrivai un quarto d'ora prima della partenza per l'ultimo tratto cronometrato, al di là del quale c'erano il traguardo di Montecarlo e la vittoria. I meccanici erano stati avvisati via radio di prepararsi. Non scesi nemmeno di macchina. Ferdinando Casarsa e Piero Spriano si buttarono sotto la vettura. Sentii che qualcuno diceva:
"Dai che ce la facciamo!".
Ero muto, intoccabile. Volevano che mangiassi qualcosa, ma trangugiai solo un po' di acqua. Mi videro serrare le labbra in un atteggiamento che mi è abbastanza usuale nei momenti di tensione. Non montarono nemmeno la protezione della coppa dell'olio per guadagnar tempo. Esattamente quattordici minuti dopo il mio arrivo, il cambio era sbloccato.
Ripartii forte, cercando però di cambiare con la massima delicatezza per paura che quelle forcelle mi giocassero un altro scherzo. Fu una sofferenza, ma quel Montecarlo non mi sfuggì. Ho vissuto decine e decine di volte i momenti degli arrivi vittoriosi, con la loro esaltazione e il loro stordimento, ma il trionfo di quel gennaio 1976 non l'ho mai dimenticato. Forse perchè mi sentivo particolarmente in debito con Casarsa e Spriano: erano stati davvero eccezionali. Questo sicuramente è stato il "Monte" dove ho sofferto di più, nonostante la nostra evidente superiorità. Non era facile dal punto di vista mentale superare uno stress così elevato. A posteriori è certo che se non ce l'avessi fatta la mia storia sarebbe cambiata e non sarei stato il primo pilota a mettere insieme 4 vittorie nella gara più difficile e prestigiosa del mondiale."


non è un romanzo ragazzi, erano gli avvincenti e lunghissimi rally degli anni 70........

mixmarley








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